RITORNELLI NAUSEANTI

RITORNELLI NAUSEANTI

dati-internet-cyber_CORBIS_672Sono ritornelli sempre più nauseanti quelli che quotidianamente si leggono e si vedono sui mass media nazionali. Non molto tempo fa, tutti i quotidiani hanno riportato la storia di una sedicenne torinese, ripresa di nascosto con due telefonini, mentre faceva sesso nel bagno di un noto locale, con un ragazzo conosciuto qualche ora prima. Il filmato è stato pubblicato su Facebook e diffuso, con l’aggiunta dell’indovinello: “Indovina chi è”.

Tremila amici degli amici si sono gustati la sequenza indecente. La ragazza, con l’aiuto della vicepreside della scuola, ha avuto il coraggio di denunciare il fatto e, per ora, quattro sporcaccioni sono stati fermati dalla Polizia locale, con l’accusa di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

Tutti sappiamo come andranno a finire queste brutte vicende. Sarà pure informazione per coloro che della informazione hanno fatto una religione, ma l’informazione dovrebbe cominciare a domandarsi fino a che punto si deve informare.

Tutti sappiamo che sequenze simili scatenano una voglia di imitazioni e di gare al peggio. Urge che l’intero sistema sociale, impegnato nell’educazione dei nostri giovani – dalla famiglia alla scuola, alla comunicazione, agli ambienti del tempo libero – si coordinino, prima che le forze dell’ordine e i massmediatici ne facciano o un caso penale o una ghiottoneria per specialisti in talk show da porcilaie.

L’impegno di tutti dovrebbe cominciare dai primi anni di vita con dei sì e dei no ben precisi, testimoniati da adulti capaci di dare l’esempio. L’utilizzo di Internet, disinvolto e senza la minima regola interiore ed esteriore è una bomba ad orologeria.

Non esistono difese contro questo mezzo, se non la capacità di porsi dei limiti legati al profondo rispetto di sé e degli altri.

La moderna società ha inventato alcuni mezzi con doppia faccia.Per esempio. La macchina, utilissima per il lavoro, per la famiglia, per godersi un fine settimana, ma pericolosissima se usata da ubriachi, drogati o per capriccio, perché capace di provocare morte e disgrazie.E così anche per Internet. Utilissimo per il lavoro, ma deleterio se usato per episodi sul tipo di quello descritto.

Si troverà il tempo per discutere, testimoniare, trovare motivazioni e regole degne di una società civile?

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2 Risposte

  1. Penso che l’avvento di Internet e di tutte le applicazione tecnologiche in coincidenza del decadimento morale del nostro Paese stia provocando danni irreversibili. Le bravate, a volte tremende, su questi mezzi possono rovinare il resto dell’esistenza di ogni persona. Il rispetto, insegnato dai nostri antichi genitori, non abita più nella coscienza di molti giovani. Forse è arrivato il momento di mettere delle regole a tutto questo casino, ma mi sembra che la giustizia italiana non sia particolarmente interessata a questo male inarrestabile.

    Sono passato per un saluto ed un abbraccio, ma l’argomento mi ha eccitato la rabbia.
    Ciao Spera.

    1. Ciao Robi,
      sono contenta di risentirti.
      Condivido quello che hai detto, e faccio mille e mille raccomandazioni a tutte le mie più strette parenti giovanissime che usano Internet come fosse un giocattolo. Dietro si possono trovare troppe insidie, come quelle di essere taggate per poi rimontare filmini di altro tipo.
      Va bene mettere fiori e paesaggi, dico sempre, ma mai foto tanto personali.
      Un abbraccio. Spera.

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