QUELLI CHE …..L’ULIVO

QUELLI CHE …. L’ULIVO

Senato delle Regioni, proposto dall'Ulivo

Nel 1996, Romano Prodi, allora capo e ideatore dell’Ulivo, cui avevano aderito, sembrava con entusiasmo, i vari Bersani, Bindi, D’Alema, e molti di quelli che ora sono in Parlamento e che stanno nelle famosi correnti contro Renzi, presentò una proposta di modifica del Senato, chiamandola “Camera delle Regioni”. Quella proposta è la stessa che sta portando avanti Renzi, in questi giorni, con la riforma del Senato.

Non riesco a capire che cosa sia cambiato nella testa di queste persone, da allora con Prodi ad adesso con Renzi, se il testo è analogo.

L’unica cosa che mi viene da pensare è che, tutta questa opposizione alla riforma, sia solo una presa di posizione contro Renzi, segretario del partito. E qui subentra la solita mania della sinistra del “facciamoci del male” così al massino arriviamo al 25% dei consensi.

Mi viene anche da pensare che in questa opposizione interna non si pensi al bene del paese, quel famoso “bene comune” propagandato nel 2013 e che ha perso sostanzialmente le elezioni a causa di una campagna elettorale fatta con lo spirito del così “smacchiamo il giaguaro”, ma si pensi solo alla propria poltroncina.

Sarebbe meglio che, invece di fare tutta questa manfrina sulla elezione diretta dei senatori, dicessero chiaramente che non vogliono Renzi (proprio lui come persona) e sfiduciare il governo, per mandare, al suo posto, qualcun altro. Con il risultato sicuro di avere al governo, o di nuovo una Lega xenofoba ed incapace di guardare oltre il proprio orto con un ottantenne Berlusconi, oppure quattro o cinque giovanotti, dilettanti, scelti a caso, con un clik sul blog del padrone del movimento più inverosimile che si sia visto in questo paese.

A me non interessa la politica della continua discussione che non porta a niente e neppure lo smacchiamento di qualcuno, mi interessa che si vada avanti nelle riforme e che si capisca, finalmente, che questo paese ha bisogno di cambiare e darsi delle leggi più snelle e più efficaci.

I nostalgici dell’Ulivo, anche quelli che se ne sono andati dal Pd, perché non era più l’Ulivo, dovrebbero meditare su questa riforma targata “Ulivo” e pensarci bene, visto che, comunque, sono ancora in Parlamento e anche tutti quelli che, in coalizione col Pd, avevano aderito al programma del Pd 2013, il cosiddetto programma del “Bene Comune”, un bene tanto comune che dopo due giorni si è sciolto.

Annunci

9 Risposte

  1. Forse sono andati via perché si scrive PD e si legge DC!!

    1. Guarda che Pd è nato dalla fusione della DC e del vecchio DS. Lo sapevano anche prima. E hanno sopportato, anzi fortemente supportato Letta. Perché Renzi no? Facile, perché Renzi fa cambiamenrti che non piacciono, perché scalza molte persone da comode poltrone.
      Vedi per esempio i sindacati (che tra l’altro prendono stipendi e pensioni da favola, alla faccia dei lavoratori che dicono di rappresentare) e così anche per i Magistrati che si fanno due mesi di ferie e poi dicono che rimangono sempre in dietro col lavoro (scandalo!), poi vedi i dirigenti pubblici, ai quali sono stati tagliati gli stipendi. Tutte cose che smuovono il fango che si era depositato e smuovendo il fango si sente puzza.
      Chi non sopporta questi cambiamenti protesta contro proposte fatte da loro stessi, protesta perché finalmente si arriva ad una qualche decisione e non ne vogliono sapere. A loro interessa chiacchierare, aprire tavoli, e cose così, ma il governo del paese è e deve essere qualcosa di diverso.
      Cio Mario.

  2. Con il tuo commento sei pari pari ai fan di berlusconi!!

    1. Mario, leggi bene quello che scrivo, o vuoi volutamente travisare?

  3. Buon giorno. Ricordo soltanto che quand’anche la riforma del Senato dell’ulivo fosse davvero identica, non certo abbinata ad una legge elettorale che consente ai capi partito di nominare i due terzi della Camera. Ma nel PCI ed anche nel PD il capo del momento ha sempre ragione.

    1. Caro Luigi,
      era (e forse è) il Centralismo democratico del PCI, quando nelle varie assemblee si discuteva e poi tutti si adeguavano alla maggioranza.
      L’elezione diretta dei senatori, che dovrebbero rappresentare le Regioni, oltre ad essere un pretesto per la minoranza, mi sembra una cosa fuori luogo, perché, per esempio, potrebbe essere eletto uno del Piemonte che dovrebbe rappresentare la Calabria.
      E non mi pare che eleggere i senatori nella propria regione, per mandarli a Roma a rappresentarla, sia una attacco alla democrazia.
      Un saluto. Spera.

  4. Fra il “non” e “abbinata” manca un “era”

  5. Ciao Spera, penso che mi limiterò a darti un saluto di bentornata (anche io sono tornato ai blog dopo lunga assenza) e a darti un consiglio se posso: è vero, questa che tu hai pubblicato è la riforma del Senato pensata ai tempi di Prodi. E’ anche vero che Renzi sta affermando (millantando) di averla realizzata. Tuttavia ti consiglierei, di confrontarla con quella che vuole Renzi, approvata alla Camera…. prima di affermare che sono uguali!!!! Magari scopri qualche differenza, NON trascurabile.

    1. Carissimo,
      bentornato anche a te. Accetto il consiglio e lo farò volentieri.
      Come sai i miei post spesso sono la sensazione che provo in un determinato momento, non sono mai precisi al massimo, ma credo che tu abbia capito che cosa volevo esprimere.
      Un abbraccio. Spera.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: