LA LUPARA DI SILVIO

LA LUPARA DI SILVIO

di Massimo Gramellini

Mi ero ripromesso di non occuparmi più delle gaffe di Berlusconi, a meno che l’anziano entertainer si fosse esibito in un numero inaudito persino per lui. Che so, raccontare una barzelletta sulla mafia al ricevimento di un Presidente della Repubblica che ha avuto un fratello ammazzato da Cosa Nostra. Ebbene, l’ha fatto. L’ha raccontata. Lì, nel salone delle feste del Quirinale, dove la sua presenza all’incoronazione di Mattarella aveva già suscitato tante polemiche. Un mafioso viene fermato dalle forze dell’ordine che gli chiedono cosa nasconda nel bagagliaio. Una calcolatrice, risponde lui. E quando gli trovano una lupara, si giustifica: «Noi i conti in Sicilia li facciamo così».

Il talento di Berlusconi per l’inopportuno è proverbiale. Riuscirebbe a elogiare il brasato al barolo durante una cena di vegani. Come sempre, ma forse meno di un tempo, l’opinione pubblica si dividerà. Qualcuno ne loderà la freschezza sbadata, la volontà deliberata di calpestare le regole della convenienza e della buona educazione. Qualcun altro, per le stesse ragioni, si indignerà, rimarcando che certe spiritosaggini sulla mafia arrivano da chi ospitava in casa un mafioso come stalliere. Lo sfibrante bipolarismo etico ed estetico della Seconda Repubblica. Ma ora che si entra nella Terza rinculando fino alla Prima, la barzelletta dell’impunito gaffeur consente di comprendere meglio il senso di sollievo con cui è stato accolto l’incedere democristiano di . Il garbo e il tatto, persino quando sconfinano nell’ipocrisia, restano una difesa straordinaria contro lo sdoganamento del cattivo gusto e la volgarità degli uomini. Di certi, in particolare.

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6 Risposte

  1. Ciao Spera, oggi non ho acquistato LA STAMPA, ma ho ancora fatto in tempo a disgustarmi!

    Ti abbraccio. robi

    1. Carissimo,
      quando uno crede che i soldi siano tutto nella vita, il rispetto per gli altri non conta. Il potere del soldi gli consente di fare il cafone.
      Ciao, un abbraccio. Spera.

  2. “Mio marito ha bisogno d’aiuto”. Parole pronunciate da chi lo conosce veramente.
    Secondo me questo accade ancora perché, questa persona, non è mai stata strapazzata come avrebbe meritato per tutte le sue malefatte. Disgustoso!
    Ciao Spera.

    1. Carisimo Antonio,
      Una donna intelligente (e che forse gli voleva anche bene, gli ha dato ben tre figli) capisce quando una persona è malata. Ma i consigliori che ha avuto attorno (vedi Fede, Lele Mora e compagnia bella) se la spassavano troppo con lui per poterlo aiutare.
      Ma temo che la sua spregiudicatezza sia di lunga data, fin da quando riusciva a brigare per comprare con le mazzette tutte le reti televisive possibili. Persino in Francia ed in Spagna dove ha preso un cazzotto nei denti (e ha smesso). Qui nessuno ha il coraggio di farlo.
      Ciao Antonio, un grande abbraccio. Spera.

  3. Forse a lungo andare la buona educazione e speriamo anche la civiltà, avrà la meglio sulla maleducazione e la tracotanza.
    Io non avrei mai invitato costui al ricevimento, ma forse gli effetti collaterali si potranno rivelare utili anticorpi per la democrazia.Non voglio più esprimere la mia irrilevante opinione sui fatti politici; mi limito a dire che il clima politico mi sembra migliorato. Ora vorrei notare lo stesso per quello economico. Se Renzi saprà influire su un migliore andamento delle scelte economiche,cosa più difficile, allora sì che c’è di nuovo speranza per il futuro dei ragazzi,dei nostri “ragazzi quarantenni” ancora da sistemare.
    Resta sempre aperta la questione culturale sulla legalità per tutti.
    Un caro saluto.
    Nou

    1. Cara Nou,
      le cerimonie ufficiali forse sono al di sopra di certe cose. Berlusconi è uno che sta scontando una pena e che comunque per altri 6 anni non potrà essere candidato in nessuna elezione. Può anche andare a bere lo champagne con altri, ma resta sempre una persona monca.
      Il clima è cambiato molto, sta finendo il clima di cupezza in cui una politica stagnante ci aveva lasciati. Prova a pensare la differenza che anche all’estero provano nel trovarsi davanti un presidente del consiglio di 40 anni, spigliato e senza paura, rispetto ad un vecchio rincoglionito pieno di soldi, che racconta barzellette e faceva politica con le pacche sulle spalle. Ci facevamo noi figure meschine. Ora no. Non più finalmente.
      E credo che anche il nuovo Presidente della Repubblica, sarà guardato con rispetto e deferenza. A me incute un po’ di timidezza, come se mi ritrovassi di fronte al mio professore “antico” di matematica. Lo sguardo severo era un po’ così e mi incuteva timore. Mattarella non racconterà barzellette per fare il bullo.
      Ora sono altri tempi finalmente.
      Un abbraccio, carissima. Ciao.
      Spera.

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