LA LETTERA DEL MIO SEGRETARIO

LA LETTERA DEL MIO SEGRETARIO

imagesCare amiche e cari amici, cari compagni del Partito Democratico,

inizia un 2015 carico di sfide.

Non posso garantirvi che per il nostro partito riusciremo a fare meglio del 2014. Tecnicamente è quasi impossibile: abbiamo vinto praticamente ovunque e sfondato il muro del 40%. Siamo al governo di moltissime regioni, di moltissimi comuni. Il nostro Governo è fortemente trainato dalla spinta del PD. In Europa rappresentiamo il partito più votato e anche quello che più di tutti spinge per un cambiamento radicale delle politiche economiche di Bruxelles.

Insomma, ci lasciamo alle spalle un anno straordinario.

Nel 2015 cercheremo di continuare a vincere. Ora che abbiamo iniziato, vorrei che ci prendessimo gusto. Ma dobbiamo anche fare formazione politica, tanta e di qualità: ci stiamo lavorando in segreteria e vedrete presto un fiorire di iniziative in questo senso.

Perché questo è il senso del nostro 2015. Forse non riusciremo a fare meglio del 2014, ma dovremo dare il meglio di noi. E, in Europa, spiegare che cambiare verso non serve solo all’Italia. Ma è l’unico modo per salvare la crescita nel nostro continente.

Cerco di essere sintetico.

Nel 2015 porteremo a termine l’iter parlamentare delle riforme costituzionali. È un lavoro di portata storica. Il Presidente Napolitano ha spiegato bene come il bicameralismo paritario sia stato il più grande errore della Assemblea Costituente. Faremo chiarezza sul ruolo delle regioni, elimineremo gli enti inutili, semplificheremo il processo legislativo. Davvero un grande passo in avanti.

Chiuderemo già dalle prossime settimane la legge elettorale. Tra di noi eravamo divisi tra chi voleva i collegi (modello Mattarellum) e chi le preferenze (come in consiglio comunale). Avremo gli uni e gli altri. Per ogni collegio un candidato del partito, che girerà comune per comune, strada per strada, quartiere per quartiere e si farà vedere, riconoscibile, come il volto del PD. E poi lo spazio, comunque, per le preferenze. Rottameremo le liste bloccate e insieme a loro rottameremo l’inciucismo perché la sera delle elezioni sapremo chi ha vinto. E chi vince avrà la maggioranza per governare senza ricatti dei partitini.

Il Parlamento dovrà licenziare la legge delega sulla pubblica amministrazione. Meno sprechi, tempi certi delle risposte da parte del pubblico, grande investimento nel digitale, semplificazione e efficienza. Perché i tanti bravissimi funzionari pubblici che lavorano con onore hanno il diritto di non essere infangati da furbetti e furbastri.

Approvato la legge di riforma sul lavoro continueremo a operare per una politica industriale degna di questo nome e per norme più semplici. Meno alibi, più diritti. Quando la nuvola dell’ideologia si diraderà tutti si renderanno conto che le nuove regole sono più giuste e più chiare. E offrono sia agli imprenditori che ai lavoratori certezze maggiori. Dobbiamo però continuare sulle crisi aziendali. Il primo gennaio si è aperto col primo volo Alitalia Etihad. Da Terni a Taranto, da Termini Imerese a Piombino, da Reggio Calabria a Trieste, da Avellino a Genova sono tante le aziende che hanno visto sbloccate le crisi. Ma dobbiamo attrarre investimenti con più determinazione.

Per farlo è fondamentale che la grande opera di riforma della giustizia civile e del fisco vada avanti secondo i tempi stabiliti. Dobbiamo arrivare ad avere tempi europei e un sistema di certezza del diritto che in questi anni è cambiato.

Il campo dei diritti, dalla riforma del terzo settore alle unioni civili fino allo ius soli temperato, è il settore dei lavori parlamentari subito dopo le riforme costituzionali. Trovare un punto di equilibrio non sarà una passeggiata, ma è un nostro preciso impegno davanti agli elettori.

Tuttavia la vera riforma che rimette in moto l’Italia è quella che tiene insieme la sfida educativa – partendo dalla scuola (iniziate a segnarvi questa data: 22 febbraio, Roma) – con l’innovazione culturale, dalla Rai ai musei, dal teatro all’opera, dal cinema al design. Qui sta l’identità italiana. Qui sta la ricchezza dei nostri figli. Qui sta il nostro passato e il nostro futuro.

Ci siamo dati una cadenza ordinata per le nuove iniziative di legge.

A gennaio abbiamo provvedimenti su economia e finanza. A febbraio tocca alla scuola. A marzo il Green Act – sull’economia e l’ambiente in vista della grande conferenza di Parigi 2015. Aprile sarà il mese di cultura e Rai. A maggio tutti i riflettori sul cibo, agricoltura, turismo, made in Italy: arriva l’Expo. A giugno i provvedimenti sulle liberalizzazioni e prima dell’estate il punto sullo sport anche in vista della candidatura per le Olimpiadi del 2024

Nelle prossime settimane ci sarà anche da eleggere il Presidente della Repubblica. Ovviamente sarà un passaggio delicato e difficile, come dimostra la storia parlamentare anche di questa legislatura. E succedere a un grande italiano come Giorgio Napolitano non sarà semplice. Ma sono certo che il PD sarà decisivo nello scegliere insieme a tutti un arbitro equilibrato e saggio, il garante super partes delle istituzioni.

C’è molto da fare. Lo faremo. Senza ansia, senza angoscia, senza paura. Ma lo faremo velocemente. Abbiamo la certezza che gli italiani da noi vogliono che continuiamo a fare quello che abbiamo fatto nel 2014 con ancora maggiore determinazione. Dobbiamo ridurre la forbice delle ingiustizie. È quello che abbiamo iniziato a fare con il tetto ai mega stipendi pubblici da una parte e l’innalzamento degli 80 euro dall’altro. Ma non finisce qui. La forbice dell’ingiustizia da ridurre è anche quella tra lavoro e rendita, tra coraggio e paura, tra crescita e austerità, tra non garantiti e garantiti, tra donne e uomini, tra chi ci crede e chi rema contro, tra chi scommette sul futuro dell’Italia e chi scommette sul fallimento dell’Italia.

Tra tre anni quando torneremo a votare i cittadini ci diranno se abbiamo avuto ragione a provare la strada coraggiosa e impervia delle riforme a tutto campo con questa legislatura . Fino a quel momento chiedo a tutte le democratiche e i democratici – che ringrazio per il lavoro svolto con passione e determinazione – di non mollare di un solo centimetro e di continuare a darmi una mano. A darsi una mano. Questo Paese merita tutta la nostra fatica. Questo Paese merita tutta la nostra energia. Questo Paese merita tutto il nostro entusiasmo.

Un sorriso,

Matteo

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28 Risposte

  1. Pensavo di essere più che disponibile a continuare a dare una mano, ma viste le ultime scelte di questo segretario impelagato in alleanze che non condivido e con provvedimenti scritti con la “manina” destra a favore di “padroni”, di evasori e di truffatori ed altri scritti male con la mano sinistra per penalizzare i più deboli, temo che a dare la mano rischierei di sporcarmi e sono molto dispiaciuto per questa conclusione.
    Ciao Spera, sempre con amicizia.

    1. Carissimo Sileno,
      siamo ad un bivio importante. O accettiamo Renzi, le sue proposte, il suo programma, il suo desiderio di cambiamento, la sua esuberanza, ma anche le sue “cadute” e le sue impreparazioni o ci troviamo come nel 2013 a pregare in ginocchio che Napolitano resti ancora. Con un Salvini che prende il posto di Grillo e che a poco a poco ci trasformerà tutti in legaioli dell’orto casalingo.
      Spero che non si ripeta l’esperienza nefasta dei governi di Prodi e dell’Ulivo. Governi fucilati da quelle forze politiche che hanno prosperato in questi anni nella palude e nei debiti. Hanno ucciso due volte il trionfatore delle elezioni, Romano Prodi. Prima con la sfiducia degli “alleati” e la tratta dei senatori e poi in seguito con la diserzione dei 101 parlamentari durante l’elezione del Presidente della Repubblica. Candidato dal PD per giusto riconoscimento politico all’opera di risanamento finanziario e ingresso nella moneta comune. Nonostante sia risultato vincente due volte alle elezioni politiche. Questo dimostra che, se si vincano le elezioni o le primarie, i tuoi avversari ti accuseranno sempre di essere un usurpatore.
      Matteo Renzi non deve preoccuparsi delle miserabili accuse che gli vengono rovesciate in questi giorni. Sembra di sentire dei bambini capricciosi reduci delusi delle feste natalizie prive di regali sontuosi. Questi tizi lo porteranno sempre al patibolo.
      Che percorra l’autostrada Firenze-Roma diranno che lo fa per incontrare Berlusconi. Che licenzi la riforma fiscale diranno che lo fa per graziare Berlusconi. Che vada in montagna con la famiglia diranno che le vacanze le paga Berlusconi. Che voli con l’aereo di Stato per motivi di sicurezza diranno che lo fa come faceva Berlusconi con le olgettine.
      Sono ossessionati dalla loro marginalità e pochezza politica e si costruiscono complotti e fantasmi pur di scaricare sugli altri le proprie inadeguatezze. Non hanno proposte e programmi per il riscatto del Paese tanto è vero che si dividono e perdono pezzi ogni giorno. Ma quelli che restano diventano sempre più malefici e seminatori di bombe mediatiche e zizzania. L’unico cemento che unisce questi untorelli della salute nazionale è quello che li consenta di continuare a spargere veleni, diffondere virus, evocare sciagure per ingannare i soggetti deboli e sconfitti dalla competizione economica. Per poter ingrossare le fila del fanatismo vendicativo ed oscurantista.
      La voglia di distruggere si è impossessata di questo paese.
      E quando anche Renzi socomberà sotto la spada di questi seminatori di sentenze, vedremo quale sarà il Messia che porterà la luce in questo paese.
      Sono convinta che rimpiangeremo Renzi, mille e mille volte.
      Ho maturato queste convinzioni alla luce di tante, tantissime discussioni inutili in Tv, nei giornali, e sul web, dove lo sport nazionale è diventato “distruggiamo Renzi” così almeno abbiamo una speranza: “Che questo paese affondi definitivamente nella merda”.
      Sono stanca di rimpianti, di rimembranze perdenti, di ossessioni perdute,voglio vivere in un paese dove si possa dire che qualche riforma si fa, che qualche cosa di nuovo appare e voglio che il futuro non sia solo un rimpianto vedovile.
      Ciao Sileno, scusa la mia irruenza, ma davvero non ne posso più di tutte questa critiche.
      Continuerò a scrivere di Renzi e magari a tirarmi addosso gli strali di qualcuno, ma voglio davvero credere che questo paese abbia finalmente il rispetto che si merita.
      E se il rispetto deriva da un giovane, auguriamogli di riuscire in questo suo intento.
      Ciao, carissimo Sileno,
      un grande abbraccio. Spera.

      1. Scusa Spera,
        non osannarmi R. Prodi.
        A conti fatti sei sicura del risanamento(e di come l’ha portato avanti???) e di come siamo entrati in Europa?
        Del giusto cambio, ecc?
        Ti ricordo anche che il signore in questione(ma forse in questi casi si può avere la memoria corta) ha anche un lungo passato da presidente IRI che non ricordo come ne limpido ne vincente.
        Se posso concordare che nella situazione in cui siamo spesso dobbiamo turarci il naso sperando di poter riemergere e fare scelte meno criticabili, non posso dimenticare che quel signore che tu menzioni, dal mio punto di vista non meriterebbe il posto per cui è stato candidato.

        1. Caro xpisp,
          osanno, sì, perché penso che se Prodi fosse restato le cose in Italia, adesso, andrebbero meglio. Saremmo a livello della Germania. Ma a qualcuno non andava bene.
          Comunque è inutile parlare sotto forma di “Se fosse” Ormai viviamo questa realtà.

          Senti un po’ cosa dice il senatore m5s Giarusso (che dovrebbe essere un onorevole rappresentante di questo paese): “Renzi sarebbe da impiccare veramente, la gente è molto arrabbiata”.
          Che differenza fa con i fanatici islamici?
          Ciao, un abbraccio. Spera.

  2. Poteva fermarsi a: “care amiche e cari amici, cari compagni”, tutto resto è superfluo!
    Mi ha fatto l’impressione di aver iniziato a leggere il libretto d’uso di un elettrodomestico scritto in cinese. Ho smesso dopo poche righe. Superfluo ed incomprensibile (per me).
    Quando la brocca si rompe, anche se la ripari, rimane sempre una brocca rotta.
    Ciao Spera e scusami.

    1. Carisimo Antonio,
      Mi dispiace che abbia smesso dopo poche righe. Anche nel più brutto dei romanzi c’è sempre qualcosa di buono.
      Comunque aspettiamo che dalla brocca rotta sgorghi acqua più pura di quella che abbiamo visto nel ventennio passato.
      Ciao Antonio, un abbraccio. Spera.

  3. Tornerò per commentare con maggiore serenità! Adesso, dopo questa lettura, sono piegato in due dalle risate e non riesco a scrivere nulla di serio! Per ora, solamente un’impressione: patetico!

    Ciao Spera, un saluto e buona notte!

    1. Carissimo Carlo,
      Il fuoco amico e nemico, tra loro alleati, ha finora condannato alla sconfitta la Sinistra italiana. Appena si mette mano ai problemi strutturali dell’Italia. Appena si cerca di farle fare un balzo in Europa. Appena si avviano i progetti e le riforme per lo snellimento burocratico ed amministrativo. Ecco emergere la critica distruttiva, inconcludente, settaria. Il malanimo che uccide in culla ogni vagito per gelosia e timore che si porti via gli affetti e le sostanze che nutrono il parassitismo vittimista.
      Ora, tutto si può dire del Premier Renzi. Che sia un toscano burlesco, vivace, inesperto. Ma non che faccia parte dei numerosi corrotti, di qualche clan mafioso o cellula terroristico/massonica. Di queste insinuazioni e accuse infondate si nutrono coloro che contrastano il cambiamento. A destra e sinistra tra le forze populiste e oscurantiste, nazionaliste e razziste. Le quali non hanno mai fatto riforme e hanno offerto sempre pessima e fallimentare prova durante i loro anni di governo.
      E’ chiaro che Renzi non si trova davanti una strada asfaltata, mi sembra uno che appena apre bocca si vede subito messo alla berlina, denudato alla colonna dell’infamia e flagellato a morte.
      Non è questo l’atteggiamento per amare il proprio paese.
      Auguro a Renzi una vita politica lunga a sufficienza tale da cambiare seriamente questo paese.
      Un abbraccio. Spera.

      1. :Di queste insinuazioni e accuse infondate si nutrono coloro che contrastano il cambiamento. A destra e sinistra tra le forze populiste e oscurantiste, nazionaliste e razziste:.
        Ma che …… quale cambiamento, quali riforme, io vedo solo la continuazione del berlusconismo che ha portato alla vittoria di Pirro il PD con il quarantaquattro per cento di giovani disoccupati un precariato che dilaga in ogni campo, c’è di che vantarsi
        Buon 2015

        1. Caro Gile,
          anche tu ancora malato di berlusconismo. Lasciamo perdere una volta tanto la vita di un solo uomo ormai finito, con il paese.
          Cerchiamo di non attaccarci, per contrastare una persona che può darsi che non piaccia, paragonandolo a qualcun altro. Ci vogliono altri argomenti, ci vuole più futuro.
          Ci vuole un programma. E Renzi, un programma ce l’ha.
          Ciao carissimo, un abbraccio Spera.

          1. sisi pensala come vuoi per carità, in Italia per fortuna si può ancora pensare liberamente di fatto ci sono giovani disoccupati e cinquantenni precari quelli rimangono e ogni giorno si incrementano i numeri, ma voi intellettuali dalla vostra poltrona in pelle con la fotografia di berlinguer sulla scrivania non vi preoccupate il pranzo è cena sono già pagati
            Un abbraccio…baa!!

            1. Caro Gile,
              di questa Italia fai parte anche tu, e se continuamente ti metti dalla parte di chi distrugge o di chi non accetta nulla fatto da chi la pensa anche diversamente, questo paese non cambierà mai e non progredirà. L’assolutismo non porta mai a nulla di buono.
              Io, per esempio, non sono un’intellettuale, non arrivo a certi ragionamenti, ma vorrei comprendere anche le ragioni degli altri. Non per buonismo, ma per capire.
              Un abbraccio.
              Spera.

      2. Ciao Spera e buona serata. Ce n’è voluto di tempo per calmare l’irrefrenabile risata che m’ha assalito ieri sera, dopo aver letto sta bella letterina del nostro (si fa per dire) Matteo! Sembra quasi una favoletta, una delle sue solite della serie #Matteofaccisognare! Peccato, però, che si tratti del futuro delle nostre esistenze! Chissà cosa avranno pensato, della stessa, i “democratici e le democratiche”? Dicevo delle risate. Credo sia giusto spiegare anche perché ho riso.

        Vedi, Spera, ho letto le tue “repliche” ai precedenti commenti, parli di speranze, di cose che dovrebbero essere fatte, di futuro. Esprimi critiche forti a chi fa opposizione. Neanche uno straccio di riferimento al presente, a ciò che Matteo Renzi, il tuo segretario, ha già fatto. Perché vedi, Spera, il tuo segretario ha già fatto qualcosa. Hai capito bene? Ha fatto e come! Ed è su ciò che ha fatto che viene criticato. E’ su quello che ha già fatto che si muove l’opposizione di molti. Ed è su ciò che vuol fare e che ha già preannunciato voler fare che si muove l’opposizione che tanto ti da fastidio! Le tue speranze, sono tue e basta perché si basano sulla semplice ipotesi che, grazie a Renzi, potremmo stare meglio. Ma nessun riferimento al perché dovremmo stare meglio, grazie a quello che ha già fatto! Quando leggerò in questo blog uno straccio di critica, positiva o negativa, su una qualunque delle “riforme epocali” che ha già fatto o vuole realizzare Renzi, allora avrai sicuramente maggiore credibilità.

        Ed ora vengo alla letterina alla #Matteofaccisognare!

        Intanto, se un muro è stato sfondato, sarà stato quello che Matteo avrà colpito da piccolo! Deve aver provocato non pochi danni se dimentica che alle ultime elezioni europee, più il voto in diverse regioni, più il voto in alcuni comuni, il “suo” 40% era relativo ad un’affluenza alle urne che ha raggiunto uno scarso 57% di aventi diritto al voto e, dopo, in Calabria e Puglia è andata anche peggio! Se un “record” l’ha ottenuto, è la più alta percentuale di astensione al voto, da quando esiste la Repubblica italiana. Infatti lo ha ammesso: nel 2015 difficilmente riuscirà a ripetere il “successo”. Aggiungerei e mi auguro, anche per gli anni successivi. Sui singoli punti… cerco di essere sintetico!

        Modifica delle politiche economiche di Bruxelles: come già affermato, da piccolo deve aver battuto la testa! Se il Pd è il partito che “… più di tutti spinge per un cambiamento radicale delle politiche economiche di Bruxelles…”, allora siamo fottuti! Per fortuna è solamente un’altra delle tante barzellette raccontate da questo giocherellone! A dicembre s’è concluso il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, alla vigilia del quale aveva annunciato la nascita della “generazione Telemaco” partita all’assalto di Bruxelles. In sei mesi avrebbe realizzato le solite “riforme epocali”. Invece, nella conferenza stampa di natale, a chiusura del semestre, ha ammesso il totale flop dell’attività svolta dalla nostra politica in seno all’Unione europea. Se ci salveremo da quest’Europa sarà, forse, per partiti che con il Pd non c’entrano nulla: Podemos in Spagna, Syriza in Grecia, Partito Socialista in Portogallo e Sinn Feil in Irlanda. Tutti Paesi che nel corso di quest’anno eleggeranno il loro nuovo Parlamento. Tutti Paesi che hanno conosciuto le “cure” della Troika. Tutti partiti, loro si, con percentuali di gradimento elettorale in crescita e determinati a restituire la sovranità che spetta alla politica, oggi in mano ai poteri economici che stanno strangolando l’Europa ed ai quali anche il Pd non sfugge! Basta vedere chi ha “ispirato” le sue riforme epocali, come il Jobs Act!!!

        Iter parlamentare: che il peggior presidente della Repubblica italiana affermi (non ha “spiegato” ma ha affermato, è cosa ben diversa Spera) che “.. il bicameralismo paritario sia stato il più grande errore dell’Assemblea Costituente…” è una sua opinione, non necessariamente degna di attenzione o alla quale debba per forza seguire una qualche attività di “riforma”. Discutibile invece perché, appunto, espressa da un presidente altrettanto discusso e discutibile. Personalmente ritengo l’affermazione di una gravità assoluta, non solo perché espressa da un presidente della repubblica che su quella Costituzione ha giurato ben due volte ma anche perché nell’affermare che è “il più grande errore”, non esclude che ne contenga anche degli altri. Considerato che nessuno di loro è legittimato da un voto democratico a legiferare per modificare quella che è considerata la migliore Costituzione del mondo, tira tu le conclusioni che le mie le ho già maturate da tempo. Infine, fa veramente ridere quel “faremo chiarezza” del nostro Matteo. L’abbiamo vista la sua chiarezza con il nuovo Senato di riciclati e nominati.

        Legge elettorale: vedremo che tirerà fuori dal cappello a cilindro. L’aveva promessa a febbraio dello scorso anno!! La prima versione era na porcata che ricalcava quella partorita dal centrodestra con Calderoli (Porcellum, appunto). Grazie all’opposizione interna, quella che Matteo non sopporta proprio, forse riusciremo ad avere una legge elettorale appena decente. Forse.

        Legge delega sulla pubblica amministrazione: se voleva, poteva ridurre gli sprechi, digitalizzare, informatizzare e aumentare l’efficienza da subito, visto che le leggi ci sono ma nessuno le rispetta o le fa applicare. Lui per primo: che fine ha fatto la sua promessa di ridurre al minimo, in 30 giorni, il parco macchine di servizio a disposizione di furbetti e furbastri? La valutazione dei “dirigenti”, veri furbastri della P.A., continua ad essere una presa in giro (se la fanno da soli) e, soprattutto, nessun dirigente viene “buttato fuori” dalla pubblica amministrazione, nonostante le continue denunce di disservizi e malfunzionamenti di uffici pubblici. Va cianciando di “tempi certi nei procedimenti amministrativi” quando già esistono, sono stabiliti per legge ma nessuno li rispetta, spesso per scarsa dotazione di risorse, mezzi e personale perché a furia di tagliare risorse ed esternalizzare tutto non abbiamo neanche più la carta per fotocopie (vedi uffici giudiziari). Altre volte, invece, per lassismo e menefreghismo di impiegati pubblici che pur potendo essere perseguiti, non vengono affatto censurati. In ogni amministrazione pubblica esiste anche, per legge, il responsabile che deve far rispettare i tempi dei procedimenti e pure il garante al quale il cittadino può rivolgersi, sempre per legge, invocando i “poteri sostitutivi” (saprai, immagino, di cosa sto parlando). Serve un’altra “legge delega”? Che presa in giro!

        Riforma del lavoro: s’è già detto tutto sulla sua “riforma” dettata da Confindustria! Doveva eliminare la discriminante tra “lavoratori di serie A e di serie B”, invece ha generato una futura classe lavoratrice di schiavi, dove i giovani passeranno metà della vita a cercare lavoro e l’altra metà a lavorare. Per i vecchi lavoratori, quelli secondo lui privilegiati per capirci, sarà un futuro ancora più nero perché per le aziende sarà conveniente licenziarli per poi riassumerli come schiavi! Ora s’appresta a mettere mano ai “lavoratori pubblici” ed a rendere “precari” anche quelli. Però di rinnovo del contratto e adeguamento stipendiale del pubblico impiego non se ne parla!

        Spera, una domanda: sono 20 anni che si rinnovano gli attacchi indiscriminati al mondo del lavoro, prima da parte del centrodestra e dopo di questo pseudo centrosinistra. Sono state tolte tutele, garanzie, diritti perché considerati dei “privilegi”. Lo Statuto dei Lavoratori non esiste più grazie a Renzi. Il lavoro è stato precarizzato e reso flessibile, tant’è che oggi i lavoratori camminano costantemente a 90 gradi. Si è fatto tutto questo per incentivare l’assunzione di personale da parte delle aziende e rilanciare l’economia. Nonostante tutto questo, mi spieghi perché da due decenni la disoccupazione aumenta in maniera esponenziale e siamo in piena recessione economica?

        Riforma giustizia e fisco: beh, s’è vista la sua idea di riforma! I “codicilli” infilati di nascosto in un decretino alla vigilia di natale, fatti apposta per depenalizzare i reati fiscali del suo mentore e pregiudicato e consentire allo stesso di tornare da subito a candidarsi in politica, fatti apposta per salvare gli evasori fiscali piccoli o grandi che siano e per chi ruba, inquina l’ambiente, fotte soldi pubblici, si fa corrompere o corrompe. Gli onesti, invece, possono fottersi. Altro che chiacchiere e malanimo dell’opposizione! Questi sono fatti, Spera. Fatti accaduti.

        Mi astengo dal commentare il resto della penosa, ridicola favoletta con il solito scadenzario che poi non rispetterà e gli inglesismi che fanno apparire le cose più fiche! Spero solamente che qualcuno tra i “democratici e democratiche” che hanno letto sta barzelletta, sia ancora in grado di esercitare un minimo di spirito critico. Poi chi vuole continuare ad illudersi, invece, faccia pure. Però, se proprio si vuole vivere in un mondo di sogni, non è meglio sniffare coca? In fondo, fa meno male… al resto degli italiani!

        1. Carissimo Carlo,
          non voglio replicare a questo dottissimo e prezioso commento.
          L’ho apprezzato perchè comunque nel tuo dialogo non mi hai offeso e neppure considerata una miserella rimbecillita.
          Hai argomentato profondamente e i lettori che vorranno seguirti in questo tuo pensiero troveranno molte cose preziose.
          Tuttavia ti consiglio di non ridere poi tanto di questo ragazzo.
          Una cosa è certa: Renzi il consenso che ha se l’è meritato col sangue, ma si è procurato anche nemici, tanti nemici, d’ogni tipo, su ogni sponda,
          – intellettualoidi della pseudo-sinistra da salotto perbenista;
          – laureati con il cappello in testa a coprire le idee comperate al mercato, vendute e rivendute, incartate e scartate più volte;
          – operai smidollati, figli di ex marxisti oramai fuori della storia;
          – sindacalisti che hanno fatto la Sinistra e poi l’hanno disfatta, a causa della loro stupidità ideologica, svanita sotto i colpi del sole promesso;
          – quella massa di popolo bue che segue chi grida più forte;
          – quegli opportunisti che vanno dove c’è puzza di sterco dorato;
          e così via…
          Ma Renzi tira diritto, e questo mi piace ancora di più. Vedremo se sarà quel fallimento che dici, o quel pallone gonfiato che si sgonfierà.
          Per ora io ho Renzi, segretario e presidente del consiglio, e non lo cambierei con nessun altro.
          Tu chi vorresti al suo posto?
          Ciao, un abbraccio Spera.

  4. Cara Spera, non commento la lettera del Tuo segretario.
    Solo un appunto: quando scrivi “malato di berlusconismo” sappi che ti riferisci anche a me, e fortunatamente ad altri milioni di italiani, che sono malati di pure di mussolinismo e di andreottismo.

    Solo chi non consce la storia di quel signore (e per capirla a fondo bisogna leggere almeno per due anni filati gli incartamenti processauli) puo’ pensare di stringere patti, anche i piu’ insignificanti.

    Viceversa potremmo avere avuto Almirante al governo sin dal 1948.

    Non mi pare sia accaduto.

    Baci
    zac

    1. Carissimo Zac,
      L’espressione “malato di antiberlusconismo”, più che di “berlusconismo” me la sono presa io stessa da mia nipote. Quando le ho fatto notare quello che tutti stanno sostenendo e cioè che non è bene fare patti con quella persona, mi ha risposto candidamente che se si vuole cambiare, vincere e andare avanti, è necessario assolutamente mettere quella persona in un angolo e non farne un martire.
      Per non farne un martire ed evitare che rimanga nella storia come tale, lo si coinvolge e gli si fanno perdere elettori. Lo si attenua o se si vuole lo si distrugge piano piano con le sue stesse armi.
      In questo senso intendevo malato di berlusconismo. E cioè non è necessario ormai farsene un’ossessione. Berlusconi rappresenta il passato.
      Il futuro è un’altra cosa.
      Ciao, Zac,
      Un abbraccio. Spera.

      1. Completamente in accordo con tua nipote, cara Spera.
        Dev’essere una gran brava persona tua nipote (che se non erro si presento’ alle amministrative nonostante la giovane eta’), io non ce la faccio, io ho la sfortuna di conoscere veramente a fondo la vita del nano, ma non solo come ti ho scritto qui sopra studiando le carte processuali, ma anche e soprattutto avendo frequentato per anni alcuni dei suoi piu’ stretti collaboratori, e ti posso garantire che l’uomo non puo’ essere dimenticato, i libri di storia (ahinoi) ne’ parleranno, male ma ne’ parleranno.
        Ventanni di dittatura mediatica e di ladri al governo (quattro su cinque fondatori di forza italia hanno conosciuto le patrie galere) DEVONO avere lasciato un ricordo per i nostri nipoti, non si puo’ far finta di nulla.

        Molti pensano che la mafia in Italia si chiami riina o provenzano, quando e’ del tutto evidente che prima dovresti mettere i nomi di Verdini, Previti e Agrama.

        Altrettanti pensano ancora che il futuro dei loro figli sia legato a xfactor, amici o, piu’ recentemente, ai reality legati all’arte culinaria (quale obbrobrio), perche’ in ventanni questo ci e’ toccato, almeno due generazione fottute dalla vita fatta di lustrini immaginari.

        Altri ancora, ma in minoranza per fortuna, pensano che i comunisti mangiano i bambini e il nano e’ il loro salvatore.

        Per ultimo, ricollegando il tutto all’inizio, io conosco tre persone che due volte all’anno si recano in peregrinaggio a Predappio per pregare e cantare giovinezza sulla tomba di mussolini, se chiedi loro perche’ ti rispondono “E’ stato un martire”.

        Personalmente, fra mussolini e berlusconi, tutta la vita il primo.

        Ecco, tre persone ad Arcore che piangono la dipartita del nano non mi darebbero fastidio, se poi per loro diventasse un martire, nessun problema.

        P.S.
        Ora si ride e si fa’ dell’ironia su cio’ che e’ stato il berlusconismo e berlusconi, ma ci si dimentica come la scuola sia stata DISINTEGRATA dal duo MorattiGelmini e da come la cultura, soprattutto quella su pagina, sia stata relegata all’ultimo posto, “con la cultura non si mangia” ebbe a dire uno starfottente tremonti all’epoca, smentito dai dati dal governo inglese, il quale ha calcolato che se fai leggere a un adolescente almeno quattro libri all’anno, nell’arco dei dieci successivi il pil interno della nazione in oggetto aumenta del 3%.

        Baci
        Zac

        1. Carissimo Zac,
          sì mia nipote si è presentata alle elezioni amministrative del nuovo comune ed è entrata nelle liste del Pd. Spesso mi racconta quanto sia difficile “governare” o comunque cercare di ragionare con tutti. Ma è orgogliosa di alcuni successi, come per esempio, l’istituzione di un pulmino (si tratta di un paese di montagna con strade disagevoli) per portare alcuni studenti alla scuola superiore. Pulmino che prima non c’era. Con grande dispiacere di sua sorella che voleva finalmente “diventare grande” (ha 14 anni) e non andare più a scuola in pulmino come doveva fare alle elementari e medie. E di suo nonno, che chissà perché la chiama “la comunista di casa”.
          Si fa fatica a lasciarsi alle spalle anni di berlusconismo. Ma prendiamo esempio dai giovani, da quelli che hanno voglia di cambiare in meglio lo stato delle cose, e soprattutto da quelli che non se ne fregano del proprio paese. C’è chi si impegna e lavora per questo e ciò crea speranza anche in me.
          La mafia ha cambiato faccia, si è fatta politica, si è fatta industriale, si è fatta economica e si è fatta magistratura. Si può dire che “ha studiato”, ma non per fare il bene del paese, ma per curare solo i propri interessi. E questo è un male soprattutto se la mafia fa politica.
          Come fare a sconfiggerla? Scegliendo persone oneste, coraggiose, con caratteri forti tali da trascinare le persone in una lotta politica come quella dei nostri padri. Forse l’onestà non è sufficiente, ma quello che conta è anche l’esempio. Guardiamo in faccia i ladroni di soldi pubblici, quelli che guardano solo ai propri interessi personali e ci accorgiamo subito che l’esempio del berlusconismo, delle leggi ad personam, è il terreno su cui si è sviluppato enormemente questo ladrocinio e questa nuova mafia politica. La politica per arricchirsi, anziché per servizio al paese.
          Questo per me è il berlusconismo che ha messo profonde radici nel nostro paese e che sarà difficile sconfiggere dall’oggi al domani, ma ci si riuscirà, così come i nostri padri hanno sconfitto il fascismo. Credo sia anche per questo che nel periodo berlusconiano la scuola sia stata sempre relegata all’ultimo posto. Meglio mantenere la gente ignorante. Ma non illudiamoci, qualche nostalgico ci sarà sempre. Predappio ne è testimonianza.
          Ciao carissimo Zac, un abbraccio. Spera.
          P.S.
          Leggere, studiare, acculturarsi significa affrancarsi dalla schiavitù dell’ignoranza e poter scegliere il proprio futuro. Con la cultura si mangia ed il nostro paese, per le cose belle che ha, dovrebbe essere “grassissimo” ed il Pil altro che 3%.

  5. Ciao Spera, sono diventata così pigra che non riesco a rispondere agli amici che vedono in Renzi “il problema” … Sarà che da troppi anni seguo la politica. Io non sono per storia e cultura personale una “renziana”, ma mi è piaciuta la tua domanda :”Tu chi vorresti al suo posto? e vorrei aggiungere chi avrebbe le “palle” per stare al suo posto?
    Nessuno ha risposto poiché vige, nel nostro PD, sempre lo stesso pensiero :”La lotteria la possono vincere tutti tranne mio cognato”, (ci sarebbero metafore e detti più volgari, ma voglio risparmiarteli).
    Non vedo alternativa. Continuiamo a farci del male.
    Roberta

    1. Non ha risposto nessuno, allora ci provo io. Chi vorremmo noi di sinistra? Un Governo che si occupi di tutelare i diritti (dei lavoratori, di chi un lavoro non ce l’ha, di chi l’ha avuto e ora ha una pensione con cui sopravvive a stento, di chi si è visto scippare la pensione di un soffio e ora non ha né l’uno né l’altra) e l’ambiente. Che si ispiri a Podemos in Spagna e a Tsipras in Grecia. E non vogliamo il boyscout di Licio Gelli, che sta avendo successo in ciò che Berlusconi (tessera P2 n. 1816), troppo occupato con la sua giustizia “ad personam”, ha provato a fare senza riuscirci: questo giovane massone, qualcuno non l’ha mai voluto fin dall’inizio, qualcun altro l’ha capito strada facendo. E vogliamo un Governo che difenda senza imbrogli la Costituzione più bella del mondo, purtroppo poco applicata in pratica perchè dà troppo fastidio, senza cianciare di riforme di cui non c’è alcun bisogno perché spazzano via anche quel poco di sistema democratico che, nei fatti, è rimasto. E siamo stanchi, stanchi morti di tutto questo fumo negli occhi, che sembra non aver mai fine. Non mi (ci) sembra sia così difficile da capire.

      1. Caro Massimo,
        mi hai dato un’idea. Il prossimo post che scriverò sarà: Il PD che vorrei. Ma sono sogni e come dice bene Roberta, adesso ci troviamo in questa situazione ed è questa realtà che dobbiamo affrontare.
        Ciao, un abbraccio. Spera.

  6. Scusa Massimo, ma tu sei stato in Grecia o in Spagna ? Hai provato ad ammalarti in Spagna o in Grecia ? Hai provato ad essere invalido? Hai provato ad andare in pensione lì? Fra di loro nazioni diverse, con storie diverse molto dure e difficili, ma assolutamente lontane dal nostro stato sociale e dai nostri diritti. La prossima volta che visiterai queste nazioni, oltre a goderti il bellissimo mare, chiedi e informati sul loro stato sociale, ma attento, non solo quello di oggi o di ieri, anche quello di ieri l’altro.
    Dov’erano i sindacati, il PCI ( a cui mi sono iscritta a 17 anni e per il quale ahimè ho sempre votato nella sua evoluzione) , quando in Italia si andava in pensione prima dei 40 anni ? Ma quante volte ho discusso con i miei compagni che avevano genitori insegnanti, postini, ferrovieri, con privilegi assurdi. Il mondo andava verso una concorrenza spietata utilizzando anche il lavoro dei bambini e noi abbiamo perso mesi a discutere di lavorare meno ( lavorare meno… lavorare tutti) allo stesso salario/stipendio ! I miei compagni di scuola che avevano il padre che lavorava all’Enel scaldavano casa con l’elettricità, quelli dei telefoni telefonavano gratis. I ferrovieri viaggiavano gratis fino al quarto grado di parentela… Quelli del gas .. I miei compagni meridionali con me all’Università avevano sempre ed entrambi i genitori “invalidi”. Ma bada bene non invalidi in quanto ammalati, ma invalidi che lavoravano e che avevano come riserva l’invalidità. In quel periodo un politico democristiano, di cui in questo momento non ricordo il nome, giustificava cosi : ” in Italia al nord c’è la cassa integrazione e al sud l’invalidità … Come se fossero la stessa cosa. Io vivo in un paese in provincia di Bologna dove l’agricoltura è sempre stata forte, ebbene molte,ma molte donne hanno la pensione di 800 euro di media SENZA AVER MAI LAVORATO UN GIORNO, bastava trovare una azienda contadina/impresa agricola, che versava per un centinaio di giorni all’anno contributi pensionistici virtuali e……. potrei continuare all’infinito.

    E vogliamo parlare dei privilegi dei giornalisti e dei magistrati! e dei baroni universitari vogliamo parlarne?

    Non siamo ipocriti! In Italia abbiamo avuto e abbiamo dei LADRONI che io metterei in galera e butterei la chiave , ma abbiamo avuto anche uno stato sociale che ci ha protetti e che ci invidia TUTTO il MONDO ! Io sono figlia di operai e ho una visione chiara sia dei sacrifici che io e la mia famiglia abbiamo dovuto fare, ma anche della possibilità di studiare, privilegio non da poco e non certo per merito dei governi democristiani, o di
    Berlusconi che non è mai stato lor pari. Abbiamo la memoria corta.
    Oggi però per i nostri figli è rimasta la “fuffa” e il carrozzone da mantenere!!!!
    Piedi per terra caro!
    Siamo quello che siamo stati, e meglio della Spagna e della Grecia! Alla faccia dei “benaltristi” ,come scriveva Giovanni Berlinguer ,o di quelli che leggono e scrivono il Fatto quotidiano! O dei verdi, verdolini, rosa pallido, che ci dicono sempre come dovremmo vivere dalle comode poltrone di casa, che nel novanta per cento (90%) sono dipendenti pubblici o baby pensionati ! Controlla fra i tuoi amici e vedrai che dovrai darmi ragione… dimenticavo fra questi qualcuno ora è diventato grillino, stessa fuffa, ma più “moderni”.
    Romantici , quasi una filosofia, quelli della “decrescita felice” , o ancora quelli della Banca del Tempo dove si può scambiare un centrino all’ uncinetto con una torta margherita, “ma io ho bisogno di una persona che badi alla mia mamma per andare ogni tanto dalla parrucchiera” diceva una mia amica, sì rispondono loro candidamente “possiamo scambiare un ora di compagnia, basta che la mamma non vomiti o faccia la cacca!

    Naturalmente visto che non facciamo esercizio di scrittura aspetto ancora il NOME e COGNOME per sostituire Renzi non un profilo! Non mi (mi) sembra così difficile da capire!

    Ciao e pensa che ti voglio bene, poiché io credo nella tua profonda buona fede.

    Roberta

    1. Giuseppe Civati premier.
      Tito Boeri ministro delle finanze e vicepremier.
      Massimo Zedda ministro del lavoro.
      Ellie Shein ministro per l’istruzione.
      Nicola Fratoianni guardasigilli.
      Armin Zoeggeller o Yuri Chechi ministro per lo sport.

      Mi fermo qui.

      Mi permetto una domanda a lei, cara Roberta:
      Mi da’ la sua, di lista, che apprezzerebbe avere all’esecutivo?

      Mi usi anche la cortesia di evitare Alfano agli Interni e Lorenzin alla sanita’.

      Anticipatamente ringrazio.

      Zac

      1. Ciao Zac
        Vorrei fossi accontentato domani,
        vorrei vedere la tua faccia al primo compromesso che questo governo dovrebbe accettare(perchè stai parlando di democrazia vero ?!)
        Vorrei vedere la tua faccia quando si tirano le fila di cosa si può fare con ciò che è rimasto.
        Perchè tutto quello che è scritto sopra è sacrosanto, il problema è sempre capire se esistono le risorse per attuare tutto ciò.
        Stavo poi pensando al tuo commento sulla scuola che potrei anche condividere, anche se mi chiedevo poi come mai i paesi e aziende stranieri apprezzino parecchio i nostri “cervelli”.

        Le cose scritte da Roberta sono sacrosante e vere.
        Spesso chi si lamenta è quella generazione che ha vissuto con il mio presente e con il futuro di mio figlio.
        E oggi tante cose si tolgono per privilegi esagerati(e tanta malgestione e ruberia!!!) precedenti

        E comunque, perdonami la critica, l’esempio dovremmo darlo noi!
        Vuoi un paese democratico, con libertà di critica, dove a tutti è garantito esprimere il proprio parere?
        Comincia nel tuo piccolo.
        Se tu sei il primo che approfitta del poco potere che ha, come posso sperare che poi chi ha tanto potere, opportunità, proposte sia ligio, corretto e leale?
        Buona giornata

        1. Caro xipsp,
          sei diventato un ottimo commentatore, non c’è che dire. Mi complimento con te.
          Ciao, un abbraccio Spera.

  7. Per Zac.
    Prima bisogna VINCERE LE ELEZIONI E POI NE RIPARLIAMO.
    DELLA LORENZIN NON CONDIVIDO LE IDEE POLITICHE, MA ABBIAMO AVUTO DEI MINISTRI DI SINISTRA PEGGIORI.
    LA MIA LISTA NON è NECESSARIA Poiché CREDO che questo governo, date le premesse e i voti disponibili in parlamento, cerchi di salvare il salvabile. O il voto espresso democraticamente alle primarie e alle elezioni non conta?
    Io voglio fare i conti con quello che c’è non con quello che vorrei ci fosse.
    Parafrasando Bogart “that’s the power of the press, baby, the power of the press”.
    E’ la democrazia Bellezza!

  8. Carissima Roberta,
    Sì continuiamo a farci del male perché anche nel Pd c’è chi non sa rassegnarsi che le cose “debbono” cambiare e che le persone “sono stanche di vedere le stesse facce”.
    Hai visto cos’è successo in Liguria. Cofferati non ha vinto le primarie, ed ecco che si grida all’imbroglio. Una piccola componente di poche decine di persone (extracomunitarie? – senza permesso di soggiorno? -cittadini stranieri precolombiani? -tutte elettrici di Paita?) non sono assolutamente in grado di alterare alcuna votazione. Neppure quella di un condominio.
    La notizia vera, è che il grande trascinatore di folle del gigantesco comizio del Circo Massimo non trascina più. Neanche i suoi parenti. Meglio che torni all’europarlamento. E, per finire, qui a Bologna, non ne abbiamo una grande nostalgia.
    Ti ringrazio anche per la bella ed esauriente risposta che hai dato a Massimo.
    Grazie e un grande abbraccio. Spera.

  9. Carissimo Zac,
    di tutti quelli che hai elencati condivido Tito Boeri e Nicola Fratoianni. Due personalità in grado di competere con Renzi.
    Boeri per la sua capacità di leggere l’economia del paese e che supera di gran lunga il bocconiano Monti e anche Fassina.
    Nicola Fratoianni invece lo vedo come presidente del consiglio. Ha carattere, idee e coraggio, se fosse nel Pd sarebbe un grosso pretendente a quella sedia.
    Per quanto riguarda il nostro Civati (che seguo sempre ogni volta che viene a Bologna) non penso abbia il carisma giusto per essere un leader. A volte dà l’impressione di non credere neppure lui in quello che dice, e soprattutto non sembra un gran trascinatore. Forse deve farsi un po’ le ossa. Secondo me sta bene dov’è, nel Pd, come coscienza critica del partito.
    Grazie Zac, un abbraccio, Spera.

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