REGALARE UN LIBRO E’ UN ATTO D’AMORE

REGALARE UN LIBRO E’ UN ATTO D’AMORE

New099Ogni anno, per le Feste natalizie e di fine anno, non si sa mai cosa regalare. Tuttavia non c’è cosa più semplice e più bella che regalare un libro.

Ne suggerisco uno, che mi ha colpito per la sua attualità. È facile da leggere, ed è divertente pur non essendo un libro comico.

Si tratta de “Il linguaggio segreto del linguaggio” – Anna Guglielmi – Ed. Piemme.

Se prometto: «Sarò breve», c’è ancora un pazzo che ci crede?

O se vostra moglie vi dice, indicando il proprio vestito: «non penserai che io possa uscire così!», c’è chi pensa di cavarsela con un «hai ragione, cara» e poi non finisce la serata a litigare?

Spesso ce ne dimentichiamo e chi è abituato a filtrare la conversazione attraverso un tweet o una tastiera forse non ci ha neppure mai pensato: è necessario guardare dentro, sotto, tra le parole, per farsi capire. E soprattutto per non rimanere fregati dal non detto, o dal detto fra le righe.

A venire in soccorso, ecco “Il linguaggio segreto del linguaggio”, della «psicosintesista»(che pare una che si occupa di droghe sintetiche legali, ma in realtà descrive lo «psicanalista che ha una concezione integrale dell’essere umano»), Anna Guglielmi.

Un manuale per imparare a dribblare le tipiche frasi sibilline, e disinnescare manipolazioni nascoste nei «tu mi insegni» o «ti rubo solo cinque minuti». E riappropriarsi così del vero significato di parole e frasi che adoperiamo senza accorgerci, o di cui siamo vittime se rivolte a noi da chi, in realtà, ha in mente un altro messaggio.

«COME SAI» NO, NON LO SO!

«Se solo», «Come sai», «Se tu fossi meno distratto», «Naturalmente». Sono tutte espressioni che, messe all’inizio, manipolano la libertà dell’interlocutore: la sua replica è guidata dalla forma della frase. Se uno comincia con: «Vuoi che ti dica come…», non sarà facile per nessuno dirgli di no.

«ONESTAMENTE…» UNA CIPPA

Se avete a che fare con chi, magari un venditore, continua a ripetere «onestamente», «sinceramente» e ogni altro «mente» di buona volontà, è perché non vuole essere considerato meno onesto di quanto sa lui di (non) essere. Se dice «Sinceramente, questo è il miglior prezzo che posso fare», uno è fuorviato dall’avverbio, e non si accorge che l’altro sta probabilmente mentendo.

«MI CREDA» ANCHE NO!

Quando uno ti propone qualcosa dopo questa premessa, oppure a seguito di un «Glielo posso giurare», è difficile andare contro, contestare. Significherebbe non fidarsi di lui, e non più, semplicemente, non credere che quello che lui ti sta dicendo, proponendo, vendendo, sia davvero la scelta ideale e al prezzo giusto.

«STAVO PER DIRTELO» OK. DOV’E’ LA FREGATURA?

In realtà sta dicendo: «Non volevo affatto dirtelo, ma visto che te ne sei accorto, mi giustifico così». È in buona compagnia con «A proposito, prima che me lo dimentichi…». Se usato verso la fine della conversazione, spiega l’autrice, «ha lo scopo di minimizzare l’importanza di quanto si sta per dire». Tradotto: preparatevi alla mazzata.

«FARO’ IL POSSIBILE» CIOE’ NIENTE

Qui ci casco anch’io. Anna Guglielmi ha ragione. Ho riguardato messaggi e mail in cui, a una richiesta, avevo risposto così o con equivalenti «Ci provo», «Penso di sì». L’autrice inchioda il responsabile: «Chi teme di fare brutta figura o si sente in colpa nel dire qualche no». Ok, la prossima volta ci proverò.

(In questo sito si può leggere il primo capitolo e farsene un’idea:  http://www.edizpiemme.it/libri/il-linguaggio-segreto-del-linguaggio).

Buona lettura!

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4 Risposte

  1. Ottimo regalo 🙂 Il libro di cui parli deve essere molto interessante.
    Un abbraccio e buona giornata :))

    1. Più che altro è una cosa simpatica, ci insegna a non cadere in certe trappole, messe tra le parole, anche le più insignificanti.
      Stare all’erta fa sempre bene.

      Ciao carissima, un abbraccio.
      E tanti auguri di buone feste.
      Spera.

  2. Deve essere interessate davvero questo libro! (leggi: ” non ho intenzione di comprarlo perché già alcune risposte me le sono data da sola; altre non ho voglia di scoprirmi troppo manchevole; della insicerità di altri ci si accorge quasi sempre dopo) Dev’essere comunque spassoso e non male come idea di regalo 🙂
    Buone Feste
    Nou

    1. Ciao Nou,
      dopo aver letto questo libro, mi sono accorta che tutti o quasi, i protagonisti dei soliti talk show nostrani, usano questo modo di parlare. Sembra che siano stati tutti alla stessa scuola.
      Prima non ci facevo caso, ma adesso queste parole rimbalzano e mi mettono all’erta. Forse è un bene, così non resto passiva, cerco la fregatura.
      Un grande abbraccio ed un augurio di tutto cuore di Buone Feste.
      Spera.

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