LA STRADA PER RICOMINCIARE

LA STRADA PER RICOMINCIARE

58316-bigDavanti all’astensionismo ci si chiede qual è la radice di tanto disinteresse.

È la sfiducia, si risponde. Sfiducia di chi e verso che cosa? Dei cittadini verso lo Stato, certo.

Una prima ferita è lontana ma produce ancora effetto: le bombe, le stragi mai chiarite, gli indicibili misteri che hanno indebolito la nostra convinzione di cittadini.

Poi, le mafie mai vinte.

La corruzione.

L’impunità di tanti malfattori.

Gli abusi arroganti.

Anche i silenzi, la mancanza di risposte a bisogni essenziali.

Evasione fiscale dilagante.

Giustizia spesso impotente, imputati di delitti gravissimi prosciolti per prescrizione.

Non sono bastati gli eroi civili, da Ambrosoli a Falcone a salvarci.

Ci sono mancati veri leader capaci più che di promesse di qualche scomoda verità.

Certo, il venir meno del benessere ha reso intollerabili quei mali che prima si sopportavano.

Ora il terreno morale vacilla insieme con il suolo divorato dalle alluvioni.

L’idea di un destino comune si affievolisce.

Ma viene un dubbio: che il rifiuto del voto voglia essere la ripulsa della classe politica come colpevole di ogni male.

È davvero così?

Siamo così innocenti da poterci astenere o siamo stati a tratti poco partecipi, indulgenti, se non complici?

Un’astensione potrebbe essere talvolta la maschera per coprire i nostri volti di corresponsabili.

Non sarebbe allora la strada per ricominciare, quella dell’astensionismo. Serve l’altra strada, quella della responsabilità e del voto consapevole.

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10 Risposte

  1. Anche se come prima reazione a questo casino inarrestabile viene in mente la protesta attraverso il non voto, sono assolutamente d’accordo che la strada giusta sia sempre quella del voto responsabile e consapevole.

    Ciao carissima Spera, un abbraccio dal tuo lettore, poco commentatore, robi.

    1. Carissimo Robi,
      Davvero c’è da mettersi le mani nei capelli. Non è mai facile capire che faccia abbiano coloro che comunque sono stati eletti per fare il bene pubblico. Ora fanno il bene delle proprie tasche a spese nostre. Di fronte a queste nefandezze viene proprio la voglia di cacciare tutto all’aria e dire …chi se ne frega.
      Mai poi dico, è possibile trovare qualcuno che sia affidabile, che pensi a fare bene il proprio lavoro e che sia onesto? Penso sia possibile altrimenti è la rovina.
      Da qui quindi un voto responsabile e consapevole per eleggere chi rispetta la legalità.
      Ormai sono anni che viviamo di delusioni, spero che si sia raggiunto il colmo.
      Ciao carisimo, un abbraccio Spera

  2. Sono d’accordo e aggiungerei……… “Est autem partecipare quasi partem capere” (Tommaso D’Aquino)

    1. Cara Roberta,
      ho visto tante persone che non sono andate a votare, qui da noi, perché deluse da una classe politica emiliana che pensavamo fosse esente da certe tentazioni.
      Ma se non scegliamo noi, chi ci sembra migliore per fare determinate cose, non dobbiamo poi lamentarci se tutto va male. Abbiamo delegato altri e non possiamo prendercela con altri, se non con noi stessi perché non abbiamo avuto la forza di esercitare il diritto di votare.
      Grazie Roberta, un grande abbraccio.
      Spera.

  3. La strada giusta è quella che si è interrotta con il foraggiamento agli editori di giornali.
    Prima c’era la corsa allo scoop, parola diventata obsoleta.
    Ciao, buon fine settimana a tutti.

    1. Carissimo Antonio,
      innanzitutto bentornato, sentivo la tua mancanza.
      Non esiste la parola scoop per i giornali, forse perché tutti i giorni ce n’è una sempre peggiore di quella del giorno prima.
      Questa settimana ci siamo riempiti le orecchie della morte di un bimbo e di uno scandaloso giro di soldi a Roma, dati a persone che già di per sé erano pericolose.
      Penso a quel Carminati fascistone della Banda delle Magliana protetto dai servizi segreti deviati, ancora oggi vivi e vegeti. E penso a quell’incredibile personaggio delle coperative rosse (credo sia del Pd) schifosa persona. Ma che cos’è diventato questo paese in ventanni di questa politica? Una fogna politica che bisogna svuotare con grande vigore. Cacciando in galera i colpevoli e facendoci restituire tutto il mal tolto, compresi i soldi che Alemanno si è portato in Argentina.
      Ciao Antonio, un abbraccio Spera.

  4. Un motto della CGIL di tanti anni fa diceva: “Partecipazione non delega” oggi con le elezioni di secondo grado per il Senato e per le Province praticamente si delega un consigliere comunale che abbiamo votato per il Comune a rappresentarci fino ai massimi livelli, per me questa non è la Democrazia e sicuramente il contrario della partecipazione.
    Ciao Spera

    1. Carissimo Sileno
      anche per te un caro bentornato e un saluto particolare.
      Vengono i brividi a pensare che i consiglieri comunque eletti con le preferenze, siano persone ricattabili, persone che si fanno mettere a libro paga da una banda di delinquenti.
      Se, come dici, queste stesse persone avranno in mano anche il destino del Senato e delle ex Province, cadono le braccia.
      Se esistesse un esame medico, una specie di raggi x, per capire se le persone che eleggiamo hanno tendenze ad essere delle pecore in cerca di soldi, lo renderei obbligatorio.
      Ma i fatti ci dicono che della schifosità di questa gente se ne viene a conoscenza sempre dopo, e che comunque se la cavano sempre e che i soldi che ci hanno rubato restano sempre nelle loro disponibilità
      Ti risulta che Belsito, Greganti, Fiorito, Galan e via dicendo abbiano restituito qualcosa? A me no. Quindi rubare conviene a quanto pare. Srebbe ora che chi commette queste nefandezze pagasse con la galera a vita e resituisse tutto il maltolto, anche le mutande.
      Ciao Sileno, a presto
      Un abbraccio. Spera.

  5. Ciao Spera e buona serata.

    Mi trovi d’accordo con questa tua riflessione sull’astensionismo, come fenomeno sempre più evidente dopo ogni appuntamento elettorale. Sicuramente ci sono stati premier che alle promesse non hanno fatto seguire fatti concreti, soprattutto nell’ultimo ventennio. Ha iniziato il pregiudicato B che, in fatto di promesse, era un vero mago. Intanto metteva a posto gli affari suoi, giudiziari e delle sue aziende mentre evadeva per centinaia di milioni di euro. Poi è arrivato il sobrio ed equo governo di tecnocrati capitanati da Monti, un altro che di promesse ne ha fatte tante, salvo poi lasciare il Paese peggio di come l’aveva ricevuto. Però ha ben bene massacrato chi, causa una crisi economica che sembra non avere fine, stava peggio. Poi è arrivato Letta, un altro che a parte le promesse non ha fatto nulla di concreto per migliorare la situazione economica e sociale del Paese. Ora c’è il nuovo che avanza, Renzi. Peggio del vecchio che ci siamo lasciati alle spalle.

    Ancora, sicuramente c’è una politica che ci governa sempre più losca, corrotta, incapace. I fatti relativi a Mafia Capitale che riempiono i quotidiani in questi giorni, sono l’esempio più recente.

    Personalmente, se oggi dovessi andare a votare, non saprei proprio cosa fare e la tentazione di non votare, oppure recarmi al seggio e annullare la scheda elettorale, è forte. Perché c’è una parte di elettorato, e non è poco, che ha sempre votato, ha sempre cercato di esprimere un voto consapevole ed oggi, guardando a questa politica, sinceramente non sa come comportarsi.

    Infine, c’è una parte di questo Paese che, fondamentalmente, è marcia tanto quanto chi ci governa e che in una situazione come quella che stiamo vivendo, probabilmente ci guadagna anche.

    Concludi affermando che serve, comunque, seguire la strada del voto consapevole. Eppure, oggi, l’unica consapevolezza che sento è quella di non avere un politico di riferimento che possa rappresentarmi.

    1. Carissimo Carlo,
      ho l’impressione che qualunque sia il metodo con cui si scelgono i nostri rappresentanti, l’esito sia sempre quello: fatale.
      Si rivelano tardi per quello che sono, forse perché si è dimenticato che cosa significa l’etica politica.
      Un tempo c’erano delle scuole per questo, si insegnava la cosa pubblica ed il rispetto delle cose pubbliche. Ora questo non c’è più ed ho l’impressione che anche la sinistra sia stata molto latitante in questi anni.
      L’ho già scritto in più di un post, perchè non ho mai avvertito, anche in sede di partito, quella tensione che, tempo fa, c’era.
      Ora è un correre, un farsi avanti, così, e noi non sappiamo scegliere bene, perché ci basiamo su quello che all’esterno di queste persone ci viene fatto capire. Scegliamo uno perché parla bene, dice cose giuste, poi, una volta là, con i soldi pubblici in mano, diventano tutta un’altra cosa.
      Vorrei un voto consapevole, un voto da dare a persone oneste, come onesto era mio padre.
      Ma forse sono solo un’illusa, che comunque tenta di non affogare in questo fango politico.
      Un abbraccio. Spera.

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