GLI INSULTI NON FANNO OPPOSIZIONE (Maria Novella Oppo)

GLI INSULTI NON FANNO OPPOSIZIONE (Maria Novella Oppo)

Montecitorio“La giornata tv di lunedì è stata dominata dal dibattito al Senato, anzi no, dal debutto di Renzi in quell’aula. E il premier non aveva ancora finito di parlare che già il suo discorso veniva dissezionato e lui stesso giaceva sul tavolo anatomico come durante una puntata di Csi. L’invasione degli ultrafurbi da talk show aveva già creato il mostro della comunicazione che poi si sarebbe riversato, con le mani in tasca, sulle prime pagine, con quell’effetto minipimer che riduce ogni forma di vita in montatura.
Ma chi ha assistito in diretta al dibattito avrà notato la straordinaria performance dei senatori (e dei deputati) a 5 Stelle, impegnati a strappare il primo piano con la forza travolgente dei loro insulti, che poi accolgono con applausi e risatine tra di loro. Non un approfondimento critico, né, figurarsi, una proposta alternativa: questi, Renzi li ha dovuti ascoltare dagli esponenti del suo stesso partito. Perché al Pd tocca interpretare tutti i ruoli, anche quello dell’opposizione intelligente che purtroppo manca”.

 

Ho voluto riprendere queste poche parole espresse dalla giornalista dell’Unità, per dimostrare come nulla sia cambiato in sede parlamentare, del comportamento degli “onorevoli” o almeno di alcuni onorevoli. Sono passati mesi, ci sono state numerose proposte in discussione, ma tutto è finito sempre nel putiferio.

Cos’è diventato il Parlamento in questo periodo?

E che cos’è l’opposizione oggi?

Davvero, come dice Maria Novella Oppo, al Pd toccano tutti i ruoli, compreso quello dell’opposizione?

 

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19 Risposte

  1. La seconda repubblica ha portato ad una massificazione delle idee e dei programmi che fa si che lo stesso partito sia allo stesso tempo maggioranza ed opposizione e questo porta poi ad accordi con partiti che, ancora poco tempo fa, si sarebbero respinti come i due poli di una calamita, (vedi patto del Nazareno).
    Rimpiango i tempi nei quali erano i Congressi di partito a indicare la direzione da seguire, ma ormai quella è preistoria.
    Ciao Spera, un abbraccio.

    1. Carissimo Sileno,
      la nota negativa di questo Pd è proprio ciò che tu sottolinei: lo stesso partito si trova ad essere maggioranza ed opposizione contemporaneamente perché l’opposizione vera non c’è.
      C’è Grillo che urla, c’è Sel che dice di no dall’alto del suo 3% di consensi, c’è Forza Italia che un giorno dice una cosa ed il giorno dopo la smentisce, c’è la Lega che pensa di essere nuova perché non parla più di federalismo, ma si concentra solo su quello che fa più effetto ed è apparentemente più utile a determinare consensi, se ne frega del paese e comunque, ora, è di moda criticare Renzi, per qualsiasi cosa dica o faccia. Il suo dinamismo dà fastidio a molti.
      Il breve brano scritto dalla giornalista dell’Unità, lo evidenzia molto bene.
      Da subito Renzi è stato vivisezionato sul tavolo operatorio, senza aspettare che finisse di parlare.
      La situazione che si è venuta a formare non è normale, ci vorrebbe un’opposizione seria, fattiva, costruttiva e competente. Allo stato attuale non c’è.
      Se hai letto il libro di Valerio Varesi “Il Rivoluzionario” ti sarai reso conto come le cose cambiano nel tempo e come ci si deve “adeguare” alle situazioni se non si vuole apparire fuori della storia.
      Ora è un po’ così, abbiamo nostalgia di cose buone del passato, ma ricordiamoci sempre che non siamo mai usciti vincenti.
      Grazie Sileno, con questo tuo commento ho potuto recuperare la tua mail che, per cause tecniche e per tanto tempo, avevo perduta.
      Un abbraccio grande. Spera.

  2. Cara Spera,
    dopo lunga riflessione, ho deciso di venire a casa tua. É una deroga una tantum che mi concedo perché il condominio dove abito è quello di Zac e non ho intenzione di muovermi da lì.
    Noto che ancora una volta, come fai spesso, prendi in prestito parole di altri per dire ciò che (forse) pensi. Lo hai fatto recentemente con Corradino Mineo, Meryl Streep, un sindacalista della polizia, e ora Maria Novella Oppo. Che Maria Novella, con la quale ho lavorato molti anni, ce l’abbia a morte con il Movimento Cinque Stelle è assolutamente ovvio, poiché tempo fa Grillo la additò al pubblico ludibrio come facevano i nazisti con gli ebrei. In quei giorni le telefonai per scherzarci su e la trovai molto spaventata. È una donna fragile e vive sola.
    A parte questa più che legittima difesa, Maria Novella è intelligente e comunista. Sono certo che anche lei guarda con interesse a quel che sta accadendo nel Movimento 5 Stelle, dove Grillo sembra perdere finalmente il suo carisma e il suo potere. Se gli eletti del Movimento 5 Stelle riusciranno veramente a liberarsi dei loro due sinistri padroni, forse si aprirà uno spiraglio di luce sulla più inquietante situazione politica che il nostro paese abbia mai vissuto, “peggiore del fascismo” come aveva previsto Pasolini, perché il fascismo di Mussolini era un qualcosa di chiaro e netto, mentre la DC, il craxismo, il berlusconismo e ora il renzismo sono movimenti subdoli e striscianti, talmente privi di identità e di cultura da poter prendere in prestito, alla bisogna, le identità e le culture che fanno al caso loro per poter meglio ingannare tutti noi.
    Tornando a parlare di te, il fatto che tu usi parole di altri, identità e storie di altri, senza mai esporti in prima persona se non per parlare di floricultura e gentilezza, ti fa praticare un metodo che io considero ingannevole e mistificatorio. Se dicessi senza ipocrisie ciò che pensi, qualunque cosa pensi (eccezion fatta per il razzismo bestiale di Tavecchio) ti garantisco che io ed altri che probabilmente non la pensiamo come te ti sapremmo apprezzare e sapremmo persino essere gentili.
    Quando hai cominciato a fare il tifo per il PD, in quella spaventosa e pericolosa confusione politica che stava dilagando, anch’io per un attimo ho sperato che il PD fosse ancora quello pensato da Veltroni dieci anni prima della sua fondazione, cioè un partito in grado di fondere la cultura comunista e la cultura cattolica in un progetto in grado di arginare il liberismo selvaggio che aveva cominciato a spalancare le sue fauci dopo la caduta del Muro di Berlino e la dissoluzione dell’Unione Sovietica.
    Ma purtroppo il PD ha visto la luce troppo tardi, ed è nato in un’Italia dove l’opportunismo e il comportamento mafioso erano diventati ormai leggi non scritte dello Stato. Oggi sei di sinistra, domani sei di destra, dopodomani torni ad essere di sinistra, dipende tutto da chi conosci, da chi ti può fare un favore, da come lo puoi ricambiare, e via dicendo. L’Italia è senza ombra di dubbio oggi il paese più corrotto e più delinquenziale d’Europa, dove si può perpetrare qualsiasi forma d’ingiustizia inimmaginabile altrove, dove non c’è alcuna forma di meritocrazia perché coloro che hanno un qualche merito sono troppo diversi dalla maggioranza e vanno di conseguenza eliminati.
    L’Italia è anche il paese dove il peggio non muore mai. Vedendo ciò che accade in questi giorni, è impossibile non notare i decisivi passi avanti verso ogni forma di abiezione che la classe politica italiana sta facendo sul solco tracciato da Berlusconi e ben oltre Berlusconi. La demenziale e devastante iniziativa di Renzi per concedere di ritirare in anticipo il TFR ha fatto escogitare a dei consiglieri abruzzesi il trucco per appropriarsi su due piedi di 60.000 euro a testa di proprietà dei cittadini sotto forma, appunto, di TFR. Per fortuna, qualche giornalista che fa ancora il suo mestiere se ne è accorto in tempo e i suddetti consiglieri hanno precipitosamente ritirato la delibera. Ciò ha permesso tuttavia all’onorevole Razzi, quello del “fatte li cazzi tua”, anch’egli abruzzese, di scandalizzarsi legittimamente e a ragion veduta.
    Il PD che sostieni tu, per motivi che io non conosco, non ha nulla a che vedere con il PD che vorrei io e che vorrebbero milioni di persone come me. Le mirabolanti riforme di Renzi sono spudoratamente truccate, false, e di spirito feudale. Le sue trovate per rilanciare l’occupazione stanno facendo salire la disoccupazione a livelli mai visti prima. La sua riforma della giustizia è fatta di nuovi bavagli per la magistratura che Berlusconi non ha mai osato proporre, i suoi investimenti per le infrastrutture sono inesistenti o sono tutti a carico dei cittadini meno abbienti. Questo governo ha mollato gli enti locali e la maggior parte delle sue istituzioni, dicendogli di arrangiarsi. Ma come possono arrangiarsi senza mettere nuove tasse, nuove gabelle, nuove multe? L’INPS, che è un pozzo senza fondo perché i pensionati sono milioni e i lavoratori sono in maggioranza precari senza contributi, ha deciso in questi giorni di aumentare il versamento dei contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro con valore retroattivo. Dovremo pagare tutti circa il 4% in più sui contributi già versati quest’anno. Ma dovremo anche anticipare tutte le tasse dovute nel 2015, anche se nel 2015 ci ritroveremo disoccupati.
    Questa realtà che somiglia ad un’allucinazione è opera del tuo amico Matteo Renzi. È subdolo, ma nemmeno poi tanto. Ciò che sta facendo appare ormai evidente anche agli analfabeti, tanto è vero che in Emilia Romagna la maggior parte dei tuoi concittadini non sono andati a votare. A lui però questo non interessa. Anzi, gli fa comodo. Renzi è disposto ad andare avanti ad oltranza anche con una maggioranza assoluta del 10%, cioè degli unici che in questo passo, nel deserto delle alternative, andranno a votare. Se non appare all’orizzonte un nuovo partito democratico, solo i fascisti potranno sconfiggerlo. E non mi pare una bella prospettiva.
    Riassumendo, mi permetto di chiederti una cosa. Una cosa sola. Facci sapere chi sei e come la pensi. Non nasconderti dietro il burqa delle dichiarazioni altrui. Puoi essere democristiana, liberista, anarchica, quello che ti pare e piace. Nel condominio di Zac siamo sinceramente democratici, perché essere democratici significa confrontare le idee con sincerità e anche con animosità. Qualunque idea, purché sia autentica. A suo tempo, chiesi a Zac di lasciar commentare Pisp o come cavolo si fa chiamare nel suo condominio e quando lui si mostrò irremovibile nel rifiuto pensai fosse un errore. Ora, leggendo i commenti del suddetto nel tuo blog, sono costretto a ricredermi. Non perché sia poco gentile anche lui come me, come Zac o come Carlo. È oggettivamente difficile, spesso, difendere le proprie idee ed essere gentili, specie di questi tempi. Il problema mi pare più basico. Quel Pisp non ha un’idea e non ce l’ha mai avuta. Prende in prestito luoghi comuni a destra e a manca. Non è molto stimolante, diciamo.
    Ti abbraccio e mi congedo da casa tua. Se ti va, il condominio di Zac è pur sempre anche il tuo.
    David

  3. Critichi il blog perché prende in prestito parole di altri e poi liquidi il caso di Maria Novella Oppo dicendo:” In quei giorni le telefonai per scherzarci su e la trovai molto spaventata”
    Se queste sono le parole, riguardo questo episodio, di un fior fiore di intellettuale come te … l’Italia è messa veramente molto male.
    Roberta Francia

    1. Scusa Roberta Francia, ammesso che questo sia il tuo vero nome, potresti approfondire il senso di questo tuo commento? Mi interessa molto capire perché, perdona, estrapolare una frase da un lungo discorso e poi saltare direttamente alle conclusioni, come hai fatto tu, mi risulta di difficile comprensione.

      Un’altra coriosità: sei la Roberta Francia del Movimento 5 Stelle di Scandiano, sei un’omonima oppure ti sei firmata con un nome farlocco, come fanno spesso certi troll che frequentano i blog solo per seminare zizzania?

      1. No, sono Roberta Francia e sono anche sull’elenco del telefono, non sono saltata alle conclusioni se la premessa di un intervento, in parte condivisibile, parte liquidando un episodio grave come quello di M.N. Oppo scherzandoci sopra, noi di Bologna alle minacce e al pubblico ludibrio siamo “molto sensibili” !

        Roberta Francia

        1. E’ vero Roberta, noi di Bologna alle minacce di pubblico ludibrio siamo molto sensibili.
          Un abbraccio. Spera.

        2. Bene, Roberta, assodato che non sei un troll e constatato che hai “aggiustato” il tiro delle tue affermazioni, specificandone anche la natura ed i motivi, vorrei esprimere anche la mia opinione, sperando che tu la legga. Non voglio sembrare l’avvocato difensore di David, anche se lo conosco abbastanza qua in rete. Voglio, invece, esprimere il mio fastidio per conclusioni che ritengo affrettate.

          Non credi che tra due persone che si conoscono come David e Maria Novella (a detta di David), possa essere naturale sentirsi telefonicamente e provare a sdrammatizzare con una battuta, ciò che è accaduto a Maria Novella? In fondo, tutti noi abbiamo letto solo un breve brano di una conversazione che non è dato sapere come, in verità, si sia sviluppata nella sua interezza. Quindi, non sappiamo, al di là di una battuta qui rammentata, quale siano stati i contenuti di una telefonata tra due persone che si conoscono bene.

          E io credo che la telefonata non possa essersi “esaurita” con quella battuta, non credi? Magari, vista la lunga riflessione proposta da David a Spera, avrà reputato necessario, come tutti spesso facciamo commentando, di non raccontare tutto ma di essere il più sintetico e chiaro possibile.

          In fondo, David ha elencato altre qualità di Maria Novella, per nulla offensive anzi, lusinghiere e che denotato una conoscenza profonda tra i due.

          Premesso tutto ciò, che è poi anche il motivo del mio fastidio al tuo commento, non credi sia un tantinello esagerato affermare… “Se queste sono le parole, riguardo questo episodio, di un fior fiore di intellettuale come te … l’Italia è messa veramente molto male…”?????

    2. Grazie Roberta,
      come vedi è difficile persino tenere un blog secondo le proprie inclinazioni. A me piace riportare il pensiero di altri, quando esprimono meglio di me quello che sento e provo. Ho l’onestà di citare sempre la fonte, non mi approprio di cose altrui, ma le condivido con piacere.
      Ma questo sembra un peccato, una mancanza enorme di originalità e soprattutto una incapacità di formulare pensieri propri. Se si ha pazienza di girare per i vari post del blog, ci si accorge che non è così.
      Grazie ancora Roberta e un abbraccio grande. Spera.

      1. Buonasera a tutti. Visto che finalmente in questo blog è stata “sdoganata” la prassi comune di riportare brani giornalistici altrui che esprimono meglio il proprio pensiero (ma quando lo faceva Mario Rox veniva considerata una pratica scorretta…), posto un link ad un argomento tecnico:

        http://temi.repubblica.it/micromega-online/l%e2%80%99agenzia-ispettiva-unica-e-lo-smantellamento-delle-tutele-dei-lavoratori-in-italia/

        ed, inoltre, allego per intero il seguente articolo di G. Cremaschi, tratto da
        http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/11/24/giorgio-cremaschi-la-resistenza-contro-il-regime-dei-due-matteo/:

        “A me non stupisce che Matteo Renzi esalti il successo del PD alle regionali ignorando, anzi persino valutando con un certo compiacimento, il fatto che in Emilia Romagna abbia votato un elettore su tre. Quando solo poco tempo fa votavano in nove su dieci. Nella concezione autoritaria della governabilità e nel decisionismo di cui il segretario presidente è solo l’ultimo esponente, la partecipazione popolare è solo un incomodo o un fastidio. Se votano solo tre persone e si ha la sicurezza di ottenere il consenso di due di esse va bene, in meno si decide è meglio è. Gli altri dovranno solo ubbidire.

        Mussolini sosteneva che lui del fascismo non aveva inventato nulla, lo aveva semplicemente tirato fuori dagli italiani e organizzato. Per Renzi vale lo stesso. Sono anni che i programmi di governo sono vincolati ai diktat dei mercati, della UE, della finanza e anche a quelli del governo di un altro paese, la Germania. Sono anni che i cittadini di questo paese vengono educati alla impotenza e alla inutilità di una democrazia ove le decisioni di fondo son già prese altrove. E quando è lo stesso Presidente della Repubblica che si fa alfiere di questa sottomissione culturale e psicologica, oltre che politica, è evidente che tutto il sistema costituzionale ne risente.

        La democrazia a sovranità limitata si è congiunta con due spinte che da decenni agiscono nella società italiana. La prima è la banalizzazione e la spoliticizzazione del confronto politico, di cui è stata espressione la seconda repubblica berlusconiana. La seconda è lo spirito di vandea contro il lavoro e i suoi diritti che da più di trenta anni si scatena ad ogni difficoltà economica. Il governo Craxi negli anni 80 aveva già anticipato il linguaggio ed i comportamenti di Matteo Renzi, ma perché il decisionismo liberista diventasse regime occorrevano tutte e tre le condizioni di fondo e non solo una. Una democrazia ridotta a subire gli ordini esterni sui temi stessi per i quali è nata: il bilancio dello stato. La distruzione della partecipazione e la riduzione del confronto politico a talk show. La guerra tra i poveri come unico sbocco della impotenza popolare verso le decisioni di fondo. È dalla miscela tra questi tre processi degenerativi della nostra società che nasce il successo di Matteo Renzi, e anche quello del suo omonimo Salvini.

        I due Matteo si dividono gran parte del consenso dei pochi elettori residui, perché meglio rappresentano l’autodistruzione della nostra democrazia. Essi sono molto simili nel modo di pensare e di proporsi e forse persino intercambiabili. E questo non solo per il giovanilismo di palazzo, la carriera burocratica oscura trasformata in leadership grazie ai mass media mentre crollava il consenso delle vecchie direzioni, la formazione giovanile nei quiz delle Tv di Berlusconi. Il punto vero che hanno in comune è il trasversalismo reazionario.

        Renzi è partito volendo battere i pugni in Europa e contro i poteri forti e ora picchia solo contro sindacati, scioperi e diritti del lavoro. Che vengono indicati come i veri ostacoli, o in altre versioni come gli alibi, che fanno sì che le imprese non investano. Per Renzi la ruota della fortuna ha girato a lungo e alla fine si è fermata sul lavoro ancora sindacalizzato e tutelato da qualche diritto residuo. Quello è il nemico dei giovani, dei disoccupati, del merito, della crescita e naturalmente di quelle imprese che finanziano Renzi a 1000 euro a coperto.

        Anche Matteo Salvini lancia proclami contro banche, euro, finanza etc. Ma i mass media li buca indirizzando il rebus contro migranti e Rom e alleandosi con forze esplicitamente fasciste e razziste. Renzi e Salvini indicano all’italiano medio l’unico avversario a reale portata di mano, il vicino di casa metalmeccanico, o impiegato pubblico, o migrante. Loro vengono indicati come la causa dei guai e con loro sindacati e centri sociali. Renzi e Salvini alimentano le rispettive guerre dei poveri in competizione l’uno con l’altro, e così si presentano sempre di più come un’alternanza nell’ambito della stessa devastazione democratica. Che la gente non vada più a votare, a parte i loro sostenitori, ai due leader va benissimo. Entrambi sono figli della ideologia liberista e la privatizzazione della democrazia è la madre di tutte le altre.

        Non c’è soluzione facile a tutto questo. Crisi economica e degrado democratico si alimentano reciprocamente e per uscire da entrambi bisogna ricostruire il conflitto con avversari che non sono il vicino di casa. Per questo gli scioperi, i movimenti sociali, le lotte vere fanno così paura ad entrambi i Matteo. Perché se questi dovessero crescere e consolidarsi, loro perderebbero centralità e leadership.

        Il voto regionale colloca la maggioranza della popolazione italiana in una posizione extraparlamentare. Oggi è un successo per Renzi e Salvini, domani potrebbe essere la loro condanna. Ma perché ciò avvenga tutto ciò che si oppone al regime dei due Matteo deve trovare la stessa determinazione, la stessa dimensione culturale e volontà di vero cambiamento, della Resistenza e della liberazione dal fascismo”.

        Giorgio Cremaschi

        (24 novembre 2014)

        1. Caro Massimo,
          non ho sdoganato niente. I brani di altri che riporto sono spesso accompagnati da un mio pensiero e servono per una discussione o dialogo tra di noi.
          Mariorox, che spesso è intervenuto, si limitava a segnalare articoli de “il fatto quotidiano” . MI permetto di insistere nel dire che la segnalazione di un articolo di un giornale non è un dialogo. Poi pensala come vuoi e va bene.
          In quanto all’articolo qui sopra riportato da te, di G. Cremaschi, non so se l’autore ha frequentato come ho fatto io, i circoli del Pd, in quella occasione. O se ha girato fra la gente, forse, ma il clima che si raccoglieva era di sfiducia non nel Pd e nemmeno in Renzi, ma in questa classe politica emiliana alla quale la gente, tramite le preferenze, aveva data la sua fiducia.
          Noi che viviamo qui, crediamo molto nel comportamento corretto delle persone del posto che si dedicano alla politica regionale e lo “esigiamo”, siamo convinti che ci siano persone perbene e quando ci accorgiamo che ci sono persone che si comportano male, ci sentiamo doppiamente delusi.
          E questa delusione si manifesta apertamente, come aperto è il nostro carattere. L’avere tradito il mandato elettorale qui, in questa regione, da parte di esponenti del Pd, ci ha doppiamente colpito in senso sfavorevole, perché abbiamo sempre creduto nel corretto comportamento di coloro che avevamo eletto con le preferenze.
          Trasferire questi sentimenti a livello nazionale non è esatto. Noi viviamo di tribalità, di territorialità. La politica nazionale, il malaffare nazionale, in un certo senso ferisce assai meno e ci fa dire che “tutti sono uguali”, ma a casa nostra no, questo non doveva avvenire.
          Inoltre i rapresentanti portati dal partito non erano il massimo. Bonaccini, per esempio, anche lui è stato sfiorato dallo scandalo, è stato tirtato fuori in qualche modo, ma l’ombra rimane. Quindi sostanzialmente non era il meglio che ci potesse capitare. Mettere insieme tutte queste cose, ha fatto sì che la gente non è andata a votare, ma considerare la scarsa affluenza di queste elezioni regionali, come una scarsa affluenza nazionale, o come una sfiducia generale nel Pd o in Renzi, non è corretto. Proprio perché noi viviamo di tribalità locali ed esigiamo dalla gente che conosciamo il massimo della legalità e del rispetto delle regole.
          Ciao. Spera.

  4. Ciao Spera.

    Non ho assistito allo spettacolo descritto dalla Oppo ma credo che certi “spettacoli” siano la conseguenza di rapporti tra un Governo e un Parlamento, non proprio idilliaci. Rapporti che non funzionavano già prima dell’arrivo dei pentastellati in Parlamento. E’ oramai evidente che da quasi due decenni il nostro Parlamento è spogliato da qualcunque prerogativa e funzione mentre, sempre da quasi un paio di decenni, sono i Governi a legiferare, a suon di decreti legge, decreti legislativi e voti di fiducia. Inoltre, sempre da un paio di decenni, le opposizioni non contano più nulla in Parlamento mentre si governa e si legifera “per la maggioranza” che ha vinto e non per il Paese intero (in questo caso, anche le così dette opposizioni, avrebbero voce in capitolo).

    Detto questo, è anche vero che le così dette “riforme” di Renzi stanno scatenando un bel putiferio e se sono osteggiate dalle opposizioni, lo sono anche da una parte dei parlamentari presenti nello stesso Pd. Sono, invece, molto gradite a quelli del centrodestra… chissà perché!!!!

    Non sono d’accoprdo con la Oppo quando afferma che non ci sono approfondimenti critici e/o proposte alternative. Ci sono, ci sono! Il problema di questo Governo, come di quelli del precedente ventennio, è che non ascolta… infatti, ricorre al voto di fiducia!

    Le proposte ci sono, altrimenti non ci sarebbero una 30ina di parlamentari del Pd che escono fuori dall’aula al momento del voto (perché non ascoltati) e una sparuta pattuglia di civatiani che, insieme alle opposizioni, vota contro (perché non ascoltati)!

    Chi semina vento, raccoglie tempesta… dice il vecchio adagio! Questo Governo, come i precedenti del ventennio appena trascorso, semina vento!

    Ciao Spera, buona domenica.

    p.s.: sarei un pazzo (o un troll) se non volessi il bene di questo Paese, tutto, da nord a sud, compreso il bene di coloro che non condividono le mie opinioni. E’ per questo che continueremo a discutere io e te, sicuramente! Però, non chiedermi di essere gentile con troll e stupidi. Proprio non ce la faccio!

    1. Carissimo Carlo,
      Se le riforme di Renzi non avessero scatenato il putiferio ci sarebbe da meditarci sopra, sarebbe regime, come spesso gli si rinfaccia. Invece lo ha fatto, il putiferio è nato, segno che Renzi sta centrando gli argomenti, segno che sta dando fastidio a molti, segno che sta togliendo del fieno buono sotto le mangiatoie di tanti.
      La riforme di Renzi piacciono alla destra? E chi lo dice se non la destra che ha tutta l’opportunità di cavalcare queste idee per non morire soffocata. Ma sono davvero di destra? La sinistra, o almeno quella sinistra che rimane, dovrebbe cercare di capire che cavalcare l’onda insieme a Grillo, alla Lega e anche a Forza Italia, non fa il bene del paese, ma lo può consegnare di nuovo, come fece a suo tempo quel gran furbo di Bertinotti col compagno Turigliatto, ad una destra o ad una Lega intollerante.
      Il fatto che il Pd debba svolgere due ruoli, maggioranza ed opposizione, disorienta e distorce la realtà.
      Renzi governa, o tenta di farlo, con una maggioranza sporca, con un Pd uscito perdente dalle elezioni politiche del febbraio 2013. E’ un fatto. Ed è un fatto estremamente positivo che abbia contro i perdenti di un tempo che sono i vari D’Alema.
      Se Renzi vuole fare riforme che riguardano la Costituzione deve per forza starci con chi si è reso disponibile al dialogo. Ma la disponibilità si limita alla legge elettorale, anche se i soliti soloni della politica dicono che sotto sotto ci sono sporchi accordi.
      Non credo che il governo stia seminando vento, sta cercando di cambiare le cose. E lo fa con un dinamismo che ha travolto la serenità persino del filosofo, giornalista, scrittore, Scalfari. Pensa un po’.
      Un caro saluto.
      Spera.

      P.S. La gentilezza è un dono, va coltivato, amato, custodito e tramandato. Come hanno fatto i nostri nonni con noi. Era questo il senso dell’articolo.

      1. Cara Spera, tu forse non ricordi la natura delle riforme del lavoro volute dalla destra, per mano di Sacconi e, prima ancora, di Brunetta. Non rammenti, ancora, i contenuti dei vari decreti di programmazione economica e finanziaria voluti e realizzati dalla destra berlusconiana. Non ricordi e, quindi, stai confondendo il “piacere” della destra per le riforme di Renzi, con opportunismo. No, Spera, non è opportunismo. E’ che Renzi sta portando avanti politiche di destra pur non essendo, dice lui, di destra.

        Tuttavia, valga come esempio più clamoroso del “dinamismo di Renzi che coglie nel segno” il suo Jobs Act. Copiato, di sana pianta, dalle proposte fatte da Confindustria agli inizi dello scorso mese di maggio.

        Basterebbe questo per comprendere la natura del malcontento che sta seminando per il Paese.

  5. Gentile Roberta,
    mi perdoni, ma se lei ha preso sempre cosí sul serio le minacce di Beppe Grillo cosa ha provato e cosa ha fatto quando e’ uscita dal cinema dopo aver visto “La vita è bella” di Roberto Benigni? Ha telefonato all’ONU?
    Buona domenica
    David

  6. Cara Spera,
    vedo che gli argomenti scarseggiano e mi rendo conto che il mio intervento e’ stato considerato profanatorio. Non è mia intenzione trascinarti in polemiche sgradite e per giunta in casa tua. Non sono gentile ma uno straccio di educazione ce l’ho persino io.
    Ti abbraccio e ti faccio i miei migliori auguri.
    David
    P.S. Per la cronaca, non sono un fior fiore di intellettuale. In gioventù ho conseguito la licenza media. Nulla più.

    1. David
      Ad un commento come quello sopra dove si dà dell’ipocrita a chi scrive, è ovvio che non ci sono argomenti. Semplicemente si rimane di stucco e direi con una notevole punta di sofferenza, quando persone che stimi, e di cui leggi volentieri i commenti postati nel blog di Zac, ti considerano una ciabatta o giù di lì.
      So che ami Pasolini, vorrei solo mettere due parole di questo grande scrittore e genio profetico:
      «E noi abbiamo una vera missione, in questa spaventosa miseria italiana, una missione non di potenza o di ricchezza, ma di educazione, di civiltà».
      Appunto di educazione e di civiltà.
      Spera.

  7. Spera,
    non rispondi mai nello specifico. Mai. Secondo te, Renzi è bravo e dinamico e il fatto che tutti lo critichino è la conferma che sta facendo un buon lavoro. È un assioma stupido o in malafede, non si scappa. Siccome ci riteniamo intelligenti, e almeno su questo siamo d’accordo, mi tocca optare per la seconda ipotesi. E la gentilezza non c’entra proprio niente.
    Buona serata
    David

    1. David,
      Non risponderò MAI a coloro che definiscono le mie parole “assiomi di stupidità e malafede”. L’intelligenza non centra.
      Per quanto mi riguarda il dialogo, semmai c’è stato, finisce qui.
      Spera.

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