UN PUNTO DI VISTA

UN PUNTO DI VISTA

imagePer chi guarda con simpatia al Partito democratico, c’è sofferenza ogni volta che accadono scontri tra poliziotti e lavoratori. Sofferenza in primo luogo per chi resta ferito, sia esso un poliziotto o un cittadino che scende in piazza. Sofferenza per chi, tra i manifestanti, strumentalizza una protesta legittima, dimenticando il dettato costituzionale: pacificamente e senza armi. Sofferenza per chi, soprattutto nel sindacato confederale e in particolare nella Fiom, soffia sul fuoco accusando pervicacemente, senza prove, le forze dell’ordine di atteggiamenti violenti preordinati (sic!): è successo per gli incidenti di Roma di mercoledì 29 ottobre, e per gli scontri in piazza Castello a Torino di due settimane fa.

Partiamo da un dato inconfutabile: il poliziotto è un padre di famiglia, guadagna 1.300 euro al mese e ci tiene a tornare sano e salvo la sera a casa; durante le manifestazioni viene impiegato per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, il suo scopo è quello di far svolgere serenamente la manifestazione o il corteo i cui organizzatori sanno, preventivamente, che occorre seguire un certo percorso e che talune vie o strade restano precluse.

Tutto viene concordato in Questura e specialmente a Roma si cerca sempre un dialogo preventivo per evitare problemi e incidenti. Nello specifico della manifestazione Ast di Roma, chi è arrivato in piazza Indipendenza sapeva – da giorni – che non poteva recarsi verso la stazione Termini o verso via Molise in direzione Ministero Economia e Finanze.

Giuste o sbagliate, queste erano le prescrizioni. I vari Camusso e Landini sapevano: allora perché quando alcuni lavoratori hanno iniziato con lanci di bottiglie (quando te le vedi arrivare addosso non sai se sono molotov), calci, spintoni e insulti a tentare di sfondare i cordoni di polizia non sono intervenuti per riportare alla calma gli operai? Che cosa dovevano fare gli agenti? Farsi schiacciare e tornare a casa feriti (cosa che per altro è successa), come avviene del resto ogni anno con 6.000 operatori della sola Polizia di Stato che finiscono in ospedale?

Qualcuno ha chiesto al premier Renzi di abbassare i manganelli. Forse, anche a sinistra, da questa parte che si atteggia a sinistra, bisognerebbe riflettere su certe parole. Perché spesso fanno più danni delle manganellate. E, soprattutto, sono più pericolose.

(Questo articolo l’ho preso dal web. Purtroppo ho dimenticato di copiare anche il link dell’autore. Chiedo scusa per questa mancanza imperdonabile, ma l’articolo è scritto molto bene e condivido in pieno quello che dice l’autore).

 

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12 Risposte

  1. Ciao Spera.

    L’articolo sarà pure scritto molto bene ma l’autore è Massimo Montebove, portavoce nazionale del sindacato di polizia Sap. Come chiedere all’oste se il vino che ti vuole portare a tavola, è buono!

    Peccato che poi la versione della Questura (e di questo signore), per quanto riguarda la manifestazione di Roma, sia contraddetta da decine di filmati tra cui quelli ripresi dalle telecamere di Gazebo che mostrano un funzionario di polizia che ordina la carica dei manifestanti che stavano procedendo in direzione opposta a quella necessaria per raggiungere la stazione Termini e non stavano lanciando bottiglie o bombe a mano!

    Semmai, la reazione dei lavoratori c’è stata dopo la carica immotivata e stoppata sul nascere dall’intervento di Landini. A proposito, chi è andato all’ospedale sono alcuni dei lavoratori che manifestavano. Di poliziotti, sempre smentendo le dichiarazioni della Questura, neanche l’ombra.

    Insomma, sarà pure un punto di vista ma… addirittura condividerlo mi pare eccessivo!

    1. Carissimo Carlo,
      ti sono particolarmente riconoscente per avermi rivelato il nome di chi ha scritto questo articolo.
      Mi sembrava giusto indicare anche un altro punto di vista sui fatti che sono accaduti a Roma, Avevo creduto anche al fatto che i manifestanti sembravano volere andare verso una strada non autorizzata, ma non era così.
      Ho visto la puntata di “Gazebo” dove si vede e si sente molto chiaramente un poliziotto in borghese che grida “Caricate” e allora tutto cambia.
      Qui si è proprio voluto andare contro i manifestanti.
      Ma chi aveva dato l’ordine a questo poliziotto di caricare? Rimane il dubbio che qualcuno al di sopra di tutto e di tutti pensi di poter picchiare sempre e comunque chi manifesta per difendere le proprie ragioni.
      Mi auguro che d’ora in avanti ci siano comportamenti più limpidi e più accettabili da parte di tutti. Sia di chi manifesta, che di coloro che sono deputati a mantenere l’ordine.
      Ciao Carissimo, grazie ancora, un abbraccio. Spera.

    2. Caro Carlo, commento condivisibile se poi non ti dimostrassi un violento, facinoroso che incita e gode degli atti violenti.
      tu scrivi questo:
      “La seconda: i calci in culo che giovani bolognesi dei centri sociali antirazzisti, hanno mollato a quel razzista e fascista in camicia verde che ha lo stesso nome del nostro premier! Che goduria! Ciò che è accaduto a Bologna, dovrebbe essere d’esempio dal nord al sud di questo Paese. 4 calci in culo ben piazzati e questi fottuti politicastri che appestano il nostro Paese, emigrerebbero altrove!”

      ecco, io trovo che tutte le persone che invocano e godono della violenza siano loro degli eunuchi(termine che tanto ti piace usare verso di me!) incapaci di confrontarsi ma solo di usare violenza verbale e fisica!
      Complimenti, incoerente!

      1. Ciao Spera,
        ho letto la lamentela di Carlo.
        Sinceramente non mi sembrava fuori contesto far notare a lui la sua strana coerenza.
        Non credo ci si possa permettere di condannare una violenza ed esaltarne un’altra!
        Io sono stato educato al dialogo e al confronto, trovo spesso invece molti che si indignano per i gesti che subiscono pur approvando o commetendone loro stessi di uguali se non peggiori.
        Credo che non ci si renda conto che il voler limitare la libertà di alcuni, il condividere la violenza verso certe persone non sia poi molto distante da ciò che alcuni professavano in certi anni bui del secolo scorso!
        Se questo mio intervento ti ha offesa o lo hai trovato fuori luogo rimuovilo pure.
        Buona giornata

  2. “…che non poteva recarsi verso la stazione Termini o verso via Molise in direzione Ministero Economia e Finanze.”

    “gli animi si sono scaldati innescando scontri tra la polizia e i manifestanti che tentavano di spostarsi verso il ministero dello Sviluppo, riferiscono testimoni.” Da corriere.it

    Unico commento che ho da fare Spera è che non credo avresti condiviso queste parole se a capo del governo ci fosse stato un uomo di CDX.
    Mi chiedo poi chi abbia avuto maggior profitto da questi scontri!
    Di solito chi mi ha preceduto nel commento fa molteplici supposizioni e ragionamenti, altre volte si accetta il tutto senza nessuna voglia di andare oltre.

    Buona giornata

    1. Caro Xpisp,
      Ho condiviso le parole di chi ha scritto questo articolo perchè mi sembrava giusto commentare l’accaduto da un altro punto di vista.
      Ma come sempre succede la verità non è mai quella che viene descritta, mentre restano valide le immagini che dimostrano come chiaramente si sia voluto “caricare” dei manifestanti che non avevano alcuna intenzione né di devuiare dal persorso stabilito, né di attaccare briga.
      A chi ha giovato tutto questo?
      A nessuno.
      Non è servito ai poliziotti che hanno caricato i dimostranti senza motivo, e neppure ai manifestanti. E non credo neppure a Landini, che ha tentato di non appesantire la situazione, ma lo ha fatto con parole così stizzite ed aggressive che alla fin fine ci ha rimesso anche lui.
      Ciao carissimo, un abbraccio. Spera

  3. “quando alcuni lavoratori hanno iniziato con lanci di bottiglie (quando te le vedi arrivare addosso non sai se sono molotov)”

    Solo uno sbirro avrebbe potuto scrivere una scemenza del genere. Lavoratori pronti al lancio di molotov, manco fossimo in Grecia!
    Non ci siamo ancora, ma avanti di questo passo – una ricostruzione ipocrita e falsata dei fatti dopo l’altra – ci arriveremo; soprattutto se i cosiddetti democratici continueranno a prendere le parti delle forze dell’ordine a prescindere, giustificando manganellate e soprusi dal G8 ad oggi e prima ancora con la scusa del misero stipendio. Che se la prendessero con chi li paga, e non con chi uno stipendio non l’ha più!

    1. Carissimo,
      Le ricordo che gli sbirri sono dei lavoratori come gli altri e anche loro meritano rispetto.

      1. Cara Spera,
        non avrebbe potuto esprimere una banalità più semplicistica e partitodemocraticocristiana di questa; che sta a confermare un’ovvietà superficiale, laddove occorrerebbe invece un approfondimento urgente e radicale (che è almeno dal G8 del 2001 che si chiede).
        So bene ch’essi svolgono un mestiere, e che molti di essi lo svolgono con professionalità, al prezzo di sacrifici e fra mille difficoltà; questo lo davo per scontato. Il problema sorge quando un lavoratore cui viene fornito un potere – il monopolio della violenza, in questo caso – ne abusa: e questo purtroppo avviene di frequente nel nostro paese, così come in altri, sino ad arrivare ai casi estremi, ma recentissimi, di omicidi (Rèmy, oppositore di una grande opera in Francia) e financo di stragi (i 43 studenti massacrati in Messico, vittime ordinarie di narcos, militari e polizia). Vogliamo rifletterci su seriamente, o preferiamo soluzioni tranquillizzanti come la favola delle “mele marce” d’un albero sempreverde?

        Per esperienza personale, i presunti “lavoratori come gli altri” che mi son trovato di fronte in divisa in occasioni di piazza (presidi, cortei, sgomberi, contestazioni) avevano nella maggiorparte dei casi la bava alla bocca, e molto spesso senza ragione; come cani tenuti al guinzaglio e senza cibo per tutto il giorno precedente. Rimembro ancora un brillante “Taci, che ce n’è anche per te” allorquando osai chiedere ad uno di questi playmobil per quale motivo avessero deciso di caricare in una situazione di tensione assolutamente controllabile. Poco dopo un carabiniere m’inseguì per liberare una famiglia berlusconiana dal mio clamoroso agguato intellettuale: avevo chiesto al padre cosa ne pensasse di Mafia e P2, e quello m’aveva pronto risposto “Storie vecchie!”… Ordine, complicità e ipocrisia: Saviano dovrebbe preoccuparsi di chi gli sta attorno, il gioco è più sporco di quello che sembra. Gli agenti morti eroicamente non dovrebbero servire a dimenticare quelli capaci di produrre prove false o di cianciar di “ferite pregresse” al G8; oltretutto una mela può maturare in modo originale, come quel generale Ganzer che dalle prodezze dell’antiterrorismo è passato allo spaccio di droga (mentre stava tutto impegnato ad inseguir gli anarco-insurrezionalisti): traffico internazionale di stupefacenti, pare; che, guarda un po’, tira in ballo fra gli altri proprio esponenti del narcotraffico sudamericano, giusto per tornare al Messico. Lo vede come gira in tondo questo mondo, come certi poteri servano in fondo a sostenersi l’un l’altro? Per carità, aspetteremo l’ultimo grado di giudizio! Mica come con certi antagonisti, per i quali per volar giù dalla finestra basta il “malore attivo” d’un attimo, per arrestarli un sentore al posto di un indizio.

        Per cultura, avverto la pochezza d’un commento capace di spazzar via in un attimo le altissime provocatorie riflessioni di Pasolini nella celebre e strumentalizzatissima “Il PCI ai giovani”, che a tutt’oggi si tenta di far passare per ciò che non è, e purtroppo non tutti sono esperti come Sofri per accorgersene. Per quale motivo questo avviene, secondo Lei? Solo per difendere degli onesti lavoratori? Non s’accorge che nel confronto di piazza l’odio è reciproco, la tensione in perenne aumento, la contrapposizione tanto naturale quanto voluta? Non s’accorge che i media ci marciano? Certo Pd non se ne accorge in quanto preferisce recitar la più comoda parte del partito che sta sempre coi lavoratori, come nella propaganda sulla Tav in val di Susa: “Poveri operai!” lassù serve per coprire le ragioni del dissenso, così come “Poveri sbirri!” quaggiù serve per tenere a bada la protesta operaia. C’è sempre un lavoratore più lavoratore di te, e il migliore è lo sbirro: perchè è la garanzia dell’ordine e della pace sociale. Un lavoro duro senz’altro, ma dalle sfumature spesso poco chiare.

        Ma qui, Le rammento, si stava a commentare un pezzo da Lei spacciato per punto di vista come un altro, mentre si trattava d’espressa visuale democratico-poliziesca; un pezzo nel quale si favoleggia di lavoratori armati di molotov, che ad oggi non si son mai visti in questo paese! In Grecia è usanza degli anarchici attaccare gli agenti in quella maniera, ma là il livello della crisi – e conseguentemente del conflitto sociale – è assai più alto, mentre qua tutt’al più operai e studenti occupano la strada…per finir però manganellati lo stesso. Ognuno ha i propri riferimenti da salvaguardare: così io potrei prender per buoni i metodi di lotta dei minatori delle Asturie, che con la polizia han fatto una specie di guerra e nonostante questo (o forse proprio per questo) han finito per entrare a Madrid osannati dalla popolazione. Mi basterebbe dire che anch’essi son lavoratori. Gli spagnoli lo han capito; voi avreste puntato il dito contro certi metodi poco ortodossi. Ma Lei è mai stata minero?
        Invece di chiuder la questione banalmente, allora (il che servirebbe solo, in certe menti, a porre fine anche al conflitto sociale), cerchiamo di andare oltre queste sentenze da bar che cercano di salvare capra e cavoli per sostenere poi sempre il Potere, e di sfruttare invece la complessità dei rapporti umani e dei ruoli sociali, per venirci incontro consapevolmente anzichè con l’inganno verbale, come usate fare, benchè a vostro dire sofferenti. Che significa “Mi auguro che d’ora in avanti ci siano comportamenti più limpidi e più accettabili da parte di tutti. Sia di chi manifesta, che di coloro che sono deputati a mantenere l’ordine”? Sembra che gli attori spesso disperati in campo debbano limitarsi il coinvolgimento emotivo per evitarvi troppa sofferenza! Ma quali rapporti di potere difendono certi schieramenti, contro quale classe sociale indirizzano il manganello? Piangono miseria, ma la loro lotta è poco seria e men che meno affidabile: o forse per Lei è un caso che in Grecia, dove davvero gli lanciano le molotov, essi parteggino apertamente e in massa per gli squadristi neonazisti di Alba Dorata? A forza di raccontarci favole è lì che andremo pure noi a finire. A Lei fa comodo, lo desidera davvero?

        1. Gentile Signore,
          forse, senza la mia provocazione, superficiale, ovvia e poco “culturale” Lei non avrebbe scritto questo dotto commento.
          Chi legge se ne farà un’opinione.
          Un saluto.

  4. “dotto”??? linguaggio anni ’60 , sproloquio di verbosità per affogare nella nuvola di parole l’assenza di concetti.
    Ed è inconcepibile la confusione (voluta, o conseguenza di disturbo cognitivo?) della polizia di casa nostra con episodi del Messico, di Spagna, o Francia.
    E la saccenza fanatica di chi parla per verità indiscutibili, con arroganza e violenza malcelata … Forse è meglio una più approfondita valutazione del rapporto parole/concetti!

    1. Carissimo,
      come vedi, questo è un argomento che divide molte persone. C’è chi vuole la polizia armata fino ai denti, e cattiva, com’è successdo al G8 di Genova e chi invece, pur di non far del male a dimostranti si prende bombe carta nel petto, com’è successo domenica scorso, 8 novembre 2015 a Bologna.

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