UN GESTO DI ONESTA’ INTELLETTUALE

UN GESTO DI ONESTA’ INTELLETTUALE

Un gesto, quello del giudice Tranfa, che mi ha fatto pensare. Si è dimesso dopo aver letto la sentenza di assoluzione per Berlusconi nel processo Ruby.

Forse gli ha pesato molto leggere la parola “assoluzione”, perché nel suo animo c’era un altro pensiero, e la decisione di assolvere il puttaniere, decisione probabilmente presa a maggioranza, non gli è piaciuta. Si è dimesso.

Alle domande dei giornalisti ha risposto: “Ognuno pensi quel che vuole”. Frase che lascia intendere come, in effetti, non abbia condiviso l’assoluzione del tipaccio di Arcore.

Ha pensato, come tutti noi del resto, che una persona come Berlusconi, sapeva benissimo che la ragazza era minorenne e che quando ha telefonato in questura, lo ha fatto con la convinzione che il suo “potere” faceva scattare sull’attenti tante persone obbedienti.

Chi poteva dire di no al quel Presidente del Consiglio che telefonava dalla Francia, per far liberare una ragazzotta, presunta parente di Mubarak, arrestata per furto?

Ma ben 305 rappresentanti del popolo italiano, eletti con i voti degli italiani, che rappresentavano il popolo italiano, potevano dirsi convinti della sincerità di Berlusconi, al quale dovevano, soldi, sedie e conforti di ogni genere. Ben 305 cervelli senza cervello.

Ma non hanno convinto quel giudice, il giudice Tranfa, al quale va tutta la mia riconoscenza. Col suo gesto ha fatto capire, come veramente stanno le cose e come, quando si hanno soldi e potere, anche la pedofilia, e la concussione o corruzione che sia, passano in seconda linea di fronte alla giustizia.

Condivido le parole di Sandra Zampa (Pd), quando dice che: «La sentenza di assoluzione per il caso Ruby, minorenne al momento dei suoi rapporti con un adulto potente, quale Berlusconi, evidenzia tutte le falle di una giustizia che non riesce a tutelare i più deboli. Se un minorenne può essere sfruttato sessualmente, senza che si possano condannare i responsabili, la falla del sistema è grande».

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22 Risposte

  1. Ci sarà pure un giudice a Berlino…
    Ecco, c’era!

    1. Carissimo Sileno,
      Sì qualcuno c’è. Ma contornato da altri con tanta paura addosso. L’effetto è nullo.
      Ciao un abbraccio.
      Spera

  2. Un giorno morira’, si spera solo che non venga accoppato, che non potrei sopportare piazze e vie a lui intitolate:
    “Via S.Berlusconi, martire della figa”.

    E questo e’ quanto.

    Baci
    zac

    1. Carissimo Zac,
      Mi ha fatto molto ridere quella S. davanti al cognome. Viene spontaneo (o quasi) pensare che quella S. stia per “Santo”.
      Siamo un paese di pazzi sfrenati sotto molti aspetti, e aspettiamoci anche questo.
      Ma stiamo tranquilli per ora, visto che camperà fino a 120 anni.
      Un abbraccio grande. Spera.

    2. Quando sarà, c’è purtroppo pronto il rampollo palestrato per non parlar della pulzella.Quindi per gli effetti, deleteri determinati dalla legge salica, gli italiani saranno fregati di nuovo.
      Cordialmente Gerry.

  3. Ciao Spera,
    sai, mi sono sempre chiesto come mai Berlusconi si sia trovato nella necessità di chiamare per evitare la notte in prigione a Ruby.
    Me lo chiedo perchè il problema non si è posto per le giovani nomadi(alcune maggiorenni e altre minorenni) colte con le mani nel sacco dopo un furto con scasso.
    Loro la notte in prigione non l’hanno fatta senza neppure il bisogno di nessuna telefonata.
    Mi chiedo poi da quando in Italia ci si preoccupi dei rapporti con minorenni.
    Si lasciano persone con precedenti di abusi su minori liberi di lavorare in ambienti con bambini, si finge che le prostitute sulla strada siano tutte maggiorenni, ecc.
    Io ho trovato in quel processo tanta ipocrisia.
    Tutte cose che condividerei se lo stesso rigore lo usassimo sempre.
    Se, per esempio, portassimo a processo tutti quei signori che sfrecciano con le auto blu quando di fretta non ne hanno(giudici compresi!) mettendo in pericoli noi comuni mortali che per pagargli gli stipendi le code cele dobbiamo fare.
    Oppure tutti quei funzionari pubblici(ah già… perchè non punire anche chi avrebbe applicato metodologie non consone per favorire SB?) che fanno saltare la coda per un documento, una visita o peggio, e ovviamente anche chi questi favori li chiede.
    Insomma, il figuro in questione non mi sta simpatico, ma di tutti i processi questo mi è sembrato quello più idoneo per farlo risultare vittima di certi magistrati, magistrati che forse anche loro hanno abusato del loro potere per ottenere il caso!
    salutoni

    1. Carissimo spisp,
      Credo che in molti si siano chiesti come mai questo uomo che, al momento, ricopriva una carica importante sente il bisogno di telefonare in quella questura per far liberare una ragazza minorenne. Non ci vuole molto a capire che anche coloro che hanno ricevuto la telefonata si sono affrettati ad ubbidire.
      Il gesto di questo giudice che si dimette, dopo aver letto la sentenza di assoluzione però è molto eloquente. Quasi tutti i Tg hanno sorvolato sulla questione, pochissimi sono stati i giornalisti che hanno seguito il giudice, mentre in altre occasioni hanno seguito, per giorni e giorni, un giudice per fotografare i suoi calzini turchesi.
      Tutto messo a tacere subito, nessuno ha detto che comunque il processo può ancora andare avanti. In fondo c’è ancora un altro grado di giudizio, ma non so se ormai si ha la volontà di proseguire.
      Mi chiedo come, quei giudici che sedevano accanto a Tranfa abbiano potuto pensare che il tipo fosse innocente.
      Comunque è una brutta storia.
      Ciao, un abbraccio. Spera.

  4. scusa mi accorgo ora di non aver fatto la precisazione, furto con scasso in casa di mio padre!

  5. Ciao Spera, buona serata.

    E’ mia convinzione che ve ne siano pochi di italiani, come il giudice Tranfa. Il resto sono le solite chiacchiere. Si sapeva benissimo come sarebbe andata a finire, grazie alla solita leggina fatta apposta per il pregiudicato e grazie ad un ministro del “sobrio ed equo” governo Monti. E grazie, non va dimenticato, al voto dei tanti parlamentari di centrodestra e centrosinistra che hanno approvato!

    Non condivido neanche le parole della Zampa, peraltro appartenente a quel partito che votò per quella leggina di cui sopra, quando ricorda che la sentenza “…evidenzia tutte le falle di una giustizia che non riesce a tutelare i più deboli…”

    Non è la giustizia che non “tutela i più deboli”. Sono le leggi che FANNO LORO che non tutelano i più deboli. La Giustizia, quella con la G maiuscola, si limita ad applicare le leggi che FANNO LORO ed è proprio per questo che il Giudice Tranfa, dopo averla applicata, (assalito da conati di vomito, come alcuni italiani, per come hanno ridotto la nostra Giustizia), si è dimesso.

    Comunque, non mi pare che nel centrodestra o nel centrosinistra si siano vergognati più di tanto! Anzi!

    Mi pare che l’ultima porcata di questa classe politica sia la nomina, da parte di re giorgio, di Zanon quale giudice della Corte Costituzionale. Zanon, uno che era favorevole al lodo alfano (altra leggina per il pregiudicato); uno che sosteneva l’incostituzionalità della legge Severino sull’ineleggibilità dei pregiudicati come il pregiudicato che oggi fa patti segreti con Renzi, per governare il Paese; Zanon, uno che è ha sempre tifato per il pregiudicato e che è stato a busta paga dello stesso, per delle consulenze. Alla Corte Costituzionale.

    1. Carissimo Carlo,
      La Zampa, voleva dire che la giustizia non tutela i più deboli, proprio perché lascia liberi i delinquenti e se la prende con i ladri di polli. Ci possono essere centinaia di leggi fatte bene, ma quando dei giudici si comportano secondo l’aria che tira e non secondo coscienza, non c’è legge che tenga. Non credo che la legge imponesse di considerare non colpevole il berluska, penso piuttosto a come la giustizia sia strapazzata e stiracchiata dove e come conviene.
      Dopo anni e anni di propaganda contro i magistrati, i risultati sono questi: hanno ancora paura, o forse ancora temono di essere chiamati “giudici comunisti”.
      Ciao Carlo, un abbraccio.
      Spera.

    2. @ for Carlo,
      non posso che associarmi al Suo pensiero e siamo in tanti mi creda.
      Cordialmente.
      Gerry

  6. Cara Spera,
    che dire del gesto del giudice Tranfa che non si può che definire nobile. Che dire che ormai non sia stato detto, sennonché il gesto da una maggioranza di cittadini è stato apprezzato come un gesto di rispetto per il ruolo ricoperto, di se stesso e della dignità di magistrato. Ma vorrei farTi notare una stonatura che non poteva mancare di certo, almeno in questo bel paese dove abbiamo un parlamento popolato da una fauna di condannati o indagati. Dove un pregiudicato condannato in via definitiva per un reato grave e in attesa di giudizio per reati infamanti, è ricevuto a Palazzo Chigi con tutti gli onori. In un paese dove gente con avvisi di garanzia rimane imperterrita al proprio posto alla luce del sole, tanto quanto si usa dire, possibilmente con tono saccente, occorre attendere il terzo grado di giudizio. Tra poco, scommettiamo, aggiungeranno l’attesa del Giudizio Universale. Naturalmente le leggi sono strutturate in maniera tale che per certi personaggi il terzo grado quando arriva, se arriva, scatta subito la prescrizione. Mai che leggessimo “lavoratore edile colto con le mani nella marmellata, inviato ai domiciliari”. Nella fattispecie non giudico il Renzi lui o un altro sarebbe stato lo stesso. Abbiamo sul colle più alto un monarca pro tempore, novantenne, che non interviene onde evitare un simile disdicevole comportamento. Si è detto: è il capo dell’opposizione. Bene, questo non ti obbliga. Volete dialogare? Benissimo, l’opposizione non è costituita dal pregiudicato ci sono altre figure, tirate a sorte e mandatemene uno. In un paese di Pulcinella com’è ormai ridotto il nostro, ci può anche stare che la carica di capo dell’opposizione sia determinata dal volteggio di una moneta lanciata in aria. Al fortunato, si rivolge l’invito a corte. Ma ritorno al dr Tranfa. Le critiche sono pervenute dalla Sua stessa parte e non da un VPO o da un semplice uditore giudiziario, ma da un alto magistrato, il che la dice lunga. Il dr Tranfa non si è, evidentemente, genuflesso al potere, non ha pensato altrettanto evidentemente a interessi personali e conoscendo l’ambiente, un certo ambiente, avrà anche preventivato le critiche, tuttavia si è dimesso. Si è dimesso in silenzio, una condotta che rende ancor più grande la Sua onesta, fornendo a chi volesse intendere che, ai soprusi si deve resistere, si può resistere, anche a costo di troncare una carriera e, che carriera. Ma i nostri governanti, governanti si fa per dire, non pensano che certi gesti oltrepassino le soglie di certe dimore istituzionali e fanno in un amen, ormai, il giro del mondo? Questi pensano al misero orticello o garage in cui pascolano, curando interessi personali presenti e futuri e il resto non ha importanza. Forse avrai avuto modo di leggere una raccolta pubblicata dall’Espresso, di opinioni espresse in illo tempore dalle “sore” e qualche maschietto, che ora sono alla corte del Re Sole. Roba da torcersi le budella o, sbellicarsi dalle risate. Dei testa coda paurosi che neanche Niki Lauda ai bei tempi. Peccato che quello che per loro non ha importanza, lo abbia per tutto il resto di quei settanta milioni – quando si usano certe espressioni, si avverte forte un brutto odore di dittatura incombente -. Il sottoscritto è ormai vecchio per salire in montagna, anche se ben coperto. Ma dalla collina, magari ben volentieri e sicuramente una mano la darebbe volentieri.
    Dulcis in fundo, ho provato a immaginare se al dr Tranfa, fosse sfuggito un qualche qualsiasi commento. La direttrice di CHI lo avrebbe prontamente crocefisso in prima pagina e nel paginone centrale perché, reo di indossare i pantaloni senza risvolto o portare il gilet, o per qualsiasi altro capo di abbigliamento a dire della Signora sbagliato, arrivando alla lunghezza o il colore dei calzini. La macchina del fango manovrata dai sempre servili direttori del Boss, si sarebbe immediatamente messa in moto inondandolo di fango, peggio delle strade di Genova durante l’alluvione.
    P.S. Ho saputo, ma Te lo dico in confidenza tra noi, so che di Te posso fidarmi, certo che non né farai parola con altri. Un funzionario della questura mi ha detto che la famosa e tanto decantata “Leopolda” ha un fascicolo alla Buon Costume alto tre spanne. Ssssssss. A riprova oggi al termine, la chiusura la farà lui con i Suoi uomini.
    Ti abbraccio e Ti voglio sempre bene.

    1. Carissimo Gerry,
      temevo di averti perso, grazie per il commento, che come sempre è circostanziato e gradevole da leggere.
      Hai ragione siamo in un paese dove il fango spesso la fa da padrone, dove chi ruba due polli va in galera e dove invece chi è pedofilo la passa liscia e dove chi evade, corrompe e rovina un’intera generazione, la fa franca.
      E’ un pregiudicato, quello che viene ricevuto a Palazzo Chigi, è vero, ma nessuno “non pregiudicato” dell’opposizione, collabora per fare riforme.
      Le strade sono poche.
      O si accetta chi collabora, visto che il parlamento è quello uscito dalle elezioni del febbraio dell’anno scorso, dove il Pd è uscito perdente, o si ritorna alle elezioni.
      Ma per ri-votare occorre che il Presidente della Repubblica sia d’accordo, e non mi pare che abbia voglia di sciogliere le Camere. Quindi per andare avanti nelle riforme per forza si collabora, obtorto collo, con il pregiudicato.
      Maledetta grande o piccola coalizione che sia.
      Grazie ancora Gerry, e un grande abbraccio.
      Spera.

    2. Commento masterpiece.

      Zac

  7. @ for Spera,
    carissima possiamo non esser d’accordo su qualcosa, ma basta discuterne, o no? La situazione (tragica) è certamente quella che hai detto, ma tuttavia mi permangono dei dubbi che, T’illustro. Il Migliore (seeee..), ha detto: La Leopolda è chiara perché c’è Cantone. Bene, prescindendo che il dr. Cantone una delle poche persone che ammiro, rimarrà finché non entrerà, immancabilmente, in rotta di collisione con gli interessi di qualcuno, già adesso non possiede gli strumenti, o meglio, non gli sono stati messi a disposizione strumenti efficaci (mi riferisco a EXPO 2015). A mio parere è un’operazione di facciata, si specula sulla Sua figura integerrima, per la vetrina, come dicono dalle mie e dalle Sue parti. Permettimi di inorgoglirmi per la comune origine. Detto questo è chiaro chi sono i finanziatori della Leopolda, mi riesce difficile capire, ma forse potrai spiegarmelo meglio Tu, perchè personaggi simili, dovrebbero finanziare un partito di sinistra. A riprova Davide Serra, al cui confronto il manager con il maglioncino, altro esimio benefattore dei lavoratori appare una mammoletta, ha soavemente dichiarato e, sai meglio di me che, personaggi di quel calibro, non si lasciano sfuggire frasi dalla bocca che non abbiano un senso, “Lo sciopero non è un diritto”. Ora è pur vero che i sindacati hanno fatto molti errori. Ma che facciamo, buttiamo il bambino con l’acqua sporca? Passiamo alla parte simpatica della Leopolda. Gran folla, come hanno riportato i giornali, attorno al tavolo dell’insigne costituzionalista M.E. Boschi, presuppongo che l’argomento clou fosse – come le dona il blu o giù di lì. Don Matteo, compare in televisione tutti i giorni che dio manda in terra, ha superato anche il suo omonimo in tonaca, già questo, gran brutto segno. Parla, parla, ma i fatti rimangono a zero. L’unica cosa che lo distingue dalla badante di Cesano Boscone e la castità, questa dovuta con tutta evidenza alla provenienza parrocchiale. Al riguardo debbo confessarTi che io dei baciapile ho sempre diffidato. Ha sicuramente qualche pregio, infatti è un ottimo imbonitore, della serie: venghino, signori, venghino, lì supera il suo maestro B. Qualche somiglianza con B? L’inghippo con la giustizia, anche se solo con la Corte dei Conti. In futuro non mi pronuncio. Qualche marachella, tanto per non scostarsi troppo dal suo mentore. L’occupazione dell’alloggio e che alloggio (l’attico di via degli Alfani). Attendiamo ancora di sapere a che titolo lo occupava senza corrispondere l’affitto. Lo sconto (?) nel resort a cinque stelle. Ho l’impressione che la foglia, ancora una volta, non sia caduta lontano dall’albero. E poi cum laude l’immensa prosopopea. Certi atteggiamenti che assume, almeno a mio modesto parere, scadono addirittura nel ridicolo, Nell’ultimo consesso internazionale cui ha partecipato, l’abbiamo visto tutti in TV, era l’unico sbracato in maniche di camicia tra i personaggi importanti presenti. Quel grand da farsi nel passare da uno all’altro degli interlocutori (tra l’altro con un inglese, approssimativo), denotava una smania di mettersi in mostra, tipica del parvenu. Io non ci sarò più, ma trascorso l’infausto ventennio prossimo venturo i nostri nipoti quando lo vedranno in TV , commenteranno, scommetto, con le stesse parole che noi adoperiamo ora, quando sul televisore appaiono i filmati dell’Istituto Luce, che ci mostrano il testone che si affaccia a Palazzo Venezia. Per inciso l’affacciatina, anche se solo da una finestra di Palazzo Chigi c’è già stata.
    Poi quella pretesa assurda di poter prendere in giro gli interlocutori. Io discuto con i sindacati, poi alla riunione gli fa trovare ministri che non hanno mandato per aprire bocca. Parafrasando una famosa canzone “chiamala se vuoi partecipazione”. I siciliani usano nella fattispecie un detto, un tantino pesante (permettimi) ma che rende l’idea: Che fai mi pigghi pu culo? E Matteo temo, sta usando lo stesso metodo, oltre che con i sindacalisti anche nei confronti degli italiani. Ma se andremo alle elezioni, temo, si accorgerà che quel 40,8% (teorico se rapportato alla popolazione votante) sarà solo una chimera. Che fare? Ho la sgradevolissima impressione che anche stavolta ci stiamo infliggendo il trattamento “Tafazzi”. O no? L’ultima solo per il momento “supercazzola” che nemmeno il conte Mascetti, dalla Gruber “non faccio accordi con loro, riferito ai sindacati, non sono deputati, se vogliono, mi mandino una mail. Ma si rende conto che comunque Lui la pensi, ricopre un ruolo istituzionale, le battute le lasci a Maurizio Crozza, cui riescono indubitabilmente meglio.
    Ti abbraccio caramente.
    Gerry…

    1. Carissimo Gerry,
      Possiamo non essere d’accordo, ma possiamo serenamente discutere. In questo spazio lo facciamo spesso.
      Sincerante non credo che Cantone sia stato messo lì, senza che gli siano stati messi a disposizione gli strumenti necessari per fare bene il suo delicato lavoro. Proprio perché ho stima di questa persona, penso che non avrebbe accettato di fare la figura del burattino a disposizione di Renzi. È una persona che non ha bisogno di alcuna vetrina e che non la cerca neppure.
      La Leopolda viene scambiata per chissà quale intrallazzo politico, è solamente un posto ed un modo per riunirsi tra persone che vogliono discutere del come vanno le cose in questo paese e di come si potrebbero migliorare certe situazioni. Non è una setta politica e neppure una cosa scandalosa dal momento che in questo paese, almeno per ora, ci si può riunire liberamente e discutere. Non è nata ieri, ma da cinque anni la si fa ed è stata voluta da una parte di giovani italiani, in genere di sinistra, con nuove idee che avevano voglia di cambiare questo paese, dopo la ventennale esperienza della destra berlusconiana. C’erano giovani che poi si sono allontanati, come Pippo Civati, il che sta a dimostrare che è solo un posto dove si discute e si condividono o meno le idee che escono da questa discussione. E non è certo imbarazzante se la si continua a fare e se uno di quei giovani è ora presidente del consiglio. Se ci fosse una “Leopolda” anche a destra o anche a sinistra del Pd sarebbe tanto di guadagnato.
      Davide Serra e quello col maglioncino ragionano da economisti. E si sa l’economia spesso non ha etica, bada al profitto. Ma la politica deve sapere mitigare anche questi sprazzi egoistici non utili dal punto di vista sociale.
      La carissima Maria Elena Boschi, attrae folle di giornalisti perché è bella. Incuriosisce che una donna bella come lei abbia voglia anche di fare politica, la si critica perché donna bella e non la si apprezza per quello che vale. Tra l’altro è un bravo avvocato. Quindi la folla lei non la cerca, è chiaro è la folla che va da lei. Finché in questo paese certi stereotipi continuano ad esistere, si cerca di buttare fango addosso a chi proprio non lo merita.
      Matteo Renzi è in televisione tutti i giorni per vari motivi. Il primo perché è presidente del consiglio di questo paese, poi perché ha sempre delle idee, rispetto ai precedenti del Pd addormentati e poi perché si dà da fare. E poi perché la comunicazione è importante e poi perché finalmente qualcuno si è svegliato dal torpore perdente ed inquietante del vecchio Pd.
      Parla, parla ma di fatti ne fa. Basta saperli guardare e soprattutto accettare. Altrimenti si nega la realtà.
      Criticarlo perché non conosce bene l’inglese, mi sembra molto meschino, criticarlo perché porta la camicia bianca non ha senso, forse si fa così perché non si hanno argomenti giusti da controbattere oppure perché non si riesce a tenergli testa.
      Finalmente c’è qualcuno che si dà da fare per cercare di migliorare lo stato stagnante di questo paese. Diamogli fiducia, è da poco che è al governo e non facciamo sempre gli uccelli del malaugurio. Ogni volta che accendo la tv, vedo talk show politici, sento che si fa a gara per denigrare questo governo. È lo sport più praticato del momento. È molto bello, facile, popolare, confortante per chi parla, sfottere e denigrare, più difficile è costruire, pensare, avere delle idee.
      Non ho condiviso neppure l’atteggiamento della Camusso, a ognuno il suo mestiere.
      Ciao, Gerry,
      un grande abbraccio.
      Spera

  8. @For Spera,
    carissima, dici di Cantone. Un’ottima persona che non si sarebbe prestato a certi giochi. Ne sono, se possibile, ancora più certo di Te. Vedremo quando, inevitabilmente, pesterà i piedi a qualche grosso pescecane politico. Temo che prima o poi lo metteranno in condizioni di non nuocere. Cantone è andato lì esclusivamente per spirito di servizio, se avvertirà odore di bruciato, mollerà, Mi auguro di sbagliarmi e, gli auguro che non debba subire un trattamento alla Cottarelli. Se non altro quando andrà via, non sbatterà la porta da quel signore che è. Altre certezze non ne nutro.
    La Leopolda è un circolo parrocchiale o una polisportiva dove dopo pranzo e, che pranzo, un gruppo di amici si ferma per discutere. Pare che a un tavolo si discutesse della differenza tra la politica kazaka nell’ottocento e la coltivazione intensiva del porcellino equadoregno in Nebraska e le possibili ripercussioni su Wall Street. Liberissimi di farlo, sempre che “gli amici” non discettino di proibire la libertà di sciopero e, altre amenità del genere. Ma dopo la descrizione della polisportiva, avrei voluto che Tu mi rispondessi sui motivi per cui una banda di “pescecani” sente il bisogno cristiano(?) Di foraggiare il capo di un governo di sinistra. Tu stessa mi dici che Il Serra e il manager con il maglioncino sono economisti e, come economisti non hanno etica, badano esclusivamente al profitto. Certo, su questo concordiamo perfettamente. Badano al profitto, cioè al proprio tornaconto, non sono certo personaggi che foraggiano – gratis et amore dei – e dunque è nell’ordine delle cose che prima o poi al Matteo giungerà il “redde rationem!”. Solo Carrai non chiede dietro i soldi, non per questo puoi sperare che ti vada sempre bene, o no?
    Della grandi opere di Matteo, finora abbiamo visto solo le grandi promesse e qualche grande fiasco. Tra le grandi imprese voglio annoverare la riforma del Senato. Dunque avremo sindaci che, magari, non sono capaci nemmeno di amministrare “un paesello” che andranno a Roma due volte alla settimana per fare cosa. Sicuro un successone, un’altro ente inutile da aggiungere ai già esistenti. La M.E. Boschi? Nulla contro di Lei. Ma farle riformare la PA, e magari subito dopo la Costituzione, trovo sia un tantino osè. La Madia poi frana da sola, nessun commento. Passiamo ad argomenti più seri della corte di Matteo. Visto, primo al mondo, battere il cinque a un convegno internazionale. Magari fa simpatia, ma sono atteggiamenti da bar sport, forse credeva di essere a un raduno di boy scout. Criticavamo i cucù e le corna del cavaliere ai convegni internazionali. Lui riesce anche peggio.
    Ai sindacati: “Mandatemi un mail”, perchè non l’ha mandata, magari al posto dei manganelli, ai lavoratori della ThyssenKrupp di Terni? Adesso more solito, pagherà un povero ispettore Capo. Quando in piazza si carica l’ordine viene da lontano.
    Il responsabile dell’ordine pubblico sulla piazza, informa, dettagliatamente, via radio la questura, questa a sua volta… riceve direttive e poi…sotto a chi tocca. Ho seguito l’esposizione di Angelino Jolie in parlamento. Onestamente da lui di più non si poteva pretendere. Stendo un velo pietoso. Ma si può avere uno così come Ministro dell’interno? E chi lo ha nominato, ignorava forse, il caso Shalabayeva? Quando il nostro, senza arrossire, dichiarò di essere rimasto trasecolato nell’apprendere dal ministro Emma Bonino che, esisteva una “questione kazaka” legata a un’operazione di polizia condotta nel nostro Paese. Povera anima. In un governo di sinistra, uno che appena ieri scodinzolava e come scodinzolava dietro a Berluska. E, Berluska si era tanto abituato allo scodinzolo, ben fatto occorre riconoscerlo, tanto da non poterne fare più a meno, infatti, lo ha poi a malincuore sostituito con Dudù.
    Berluska faceva sbellicare con i suoi discorsi in inglese, e Matteo? Qualcuno potrebbe dirgli che c’è la traduzione simultanea? Vogliamo spendere due parole sulle damigelle di corte, tipo la sora Pina Picierno, quella della spesa con 80 €, o del “potrei dire della Camusso…ma non lo dico” . Dopo una vita a sinistra non voglio morire demorenziano, e nessuno potrà convincermi del contrario. Mi auguro di sbagliarmi ma non credo. Son purtroppo fermamente convinto, che l’ennesimo “uomo della provvidenza”, ci trascinerà nel baratro. Questo ci trascinerà nella tragedia, non ci sono alternative. Il nuovo ministro degli esteri? Se Re Giorgio non lo fermava, l’ennesima bella presenza al governo. Una nomina ispirata unicamente al rispetto della quota rosa, l’ennesima farsa fine a se stessa. La sinistra deve riflettere cosa vuol fare da grande, metti un gettone nel…, prendi un rullino…. a me pare più che un primo ministro un pubblicitario, beninteso della mutua.
    Sappiamo tutti come la maggioranza dei migliori slogan siano perentori. Non c’è spazio per la modestia. Matteo ne è la conferma. Purtroppo gli utenti, nel caso i cittadini, provano fiducia negli slogan. I risvegli sono sempre amari. Evidentemente gli italiani non ne hanno avuto abbastanza del “testone” e del “Berluska”, non c’è due senza tre? Che dio ci aiuti.
    Buon week end.
    Gerry

    1. Carissimo Gerry,
      che fastidio ti dà la Leopolda? Tu stesso lo definisci “un circolo parrocchiale o una polisportiva dove dopo pranzo e, che pranzo, un gruppo di amici si ferma per discutere. Pare che a un tavolo si discutesse della differenza tra la politica kazaka nell’ottocento e la coltivazione intensiva del porcellino ecuadoregno in Nebraska e le possibili ripercussioni su Wall Street”.
      Liberissimi di farlo, tu dici, purché “gli amici” non discettino di proibire la libertà di sciopero e, altre amenità del genere.
      Perché poni questi liniti alle libere conversazioni di un circolo Parrocchiale o di una Polisportiva?
      È finita la libertà di parlare anche di argomenti che interessano il nostro paese come il lavoro, l’impiego, lo sciopero, la pubblica amministrazione e si impedisce ad ognuno di dire la sua opinione? È una cosa che facciamo tutti se ci troviamo tra amici. L’ho sentito persino al mercato.
      È altrettanto chiaro che se ci si ritrova in una rimpatriata fra simpatizzanti, in questo caso della sinistra, ognuno contribuisce secondo le proprie possibilità anche finanziarie. Nessuno delle mie rimpatriate dove qualcuno portava qualcosa, ha voluto indietro quello che ha portato. L’economista avrà in dietro la sua visibilità il suo tornaconto personale in termini di personaggio pieno di soldi, ma non è detto che debba avere indietro leggi, che tra l’altro non interessano neppure il suo paese visto che entrambe le persone che hai citato abitano in altri paesi.
      Delle opere di Renzi, la più grande è quella di aver svegliato un paese dormiente da 20 anni. Un paese che per inerzia, incompetenza e interessi personali, oltre che addormentamenti politici, stava scivolando sempre più nel fango. Senza prospettive, senza speranze, pieno di una tristezza infinita e convinto che tutto sarebbe finito male.
      Una delle cose fatte da Renzi e che apprezzo di più è la desecretazione dei documenti segreti delle stragi.
      Poi la iscrizione immediata del Pd nel gruppo socialista europeo. Chiarezza di decisione dove il Pd è giusto che sia collocato dopo 7 anni di incertezze da quando è nato il PD.
      Poi la riforma del Senato. Quella camera non voterà più, ma si occuperà come giusto che sia di rapporti regionali e comunali in modo che si smetta di litigare tra stato e regioni su chi tocca fare che cosa. Ora con le colpe che rimbalzano tra un ente e l’altro lasciamo che il paese si sgretoli sotto una piccola pioggia. Finora non si sa mai chi abbia la colpa.
      Si è avviata la riforma delle pubblica amministrazione, con l’abbassamento di stipendi dei dirigenti statali, talmente scandalosi da indignare tutti quanti, Fine di questi privilegi. Le stesse limitazioni le sta imponendo ai bidelli delle Camere dove un barbiere arriva a prendere 130.000 euro l’anno e uno stenografo anche a 540.000 euro l’anno.
      Ha dato 80 euro (e mantiene l’impegno) a chi era stato tartassato di più. Ora li darà alle neo-mamme
      Ha abbassato gli stipendi dei magistrati, limitandone anche le ferie. Nessuno .prima di lui aveva osato toccare questi privilegi. E si è avviata la riforma della giustizia. Fine delle leggi ad personam.
      Sono alle Camere leggi importanti, come quella sul lavoro, e come già detto sulla P.A. e quella sulla scuola e sulla giustizia. Sulla giustizia c’è dentro anche la parte che riguarda la corruzione. E’ Già calendarizzata alle Camere la nuova legge sul fisco dove dentro c’è l’abbattimento del falso in bilancio, la lotta alla evasione, la legge contro il riciclaggio ed il rientro dei capitali.
      Al mio Comune dove mia nipote fa parte del consiglio, sono giunti 700.000 mila euro per la ristrutturazione delle scuole. Si stanno rifacendo bagni, tetti, scale, acquisto di banchi nuovi, messa a norma della luce, imbiancamenti e sistemazione del giardino e riorganizzazione dei pulmini di accompagno dei ragazzi alle varie scuole, nonché le zone di ritrovo di gioco (campi da tennis, da basket, pallavolo) Si sente con mano che è cambiato non solo qualcosa, ma moltissimo.
      Per capire non dobbiamo dare ascolto solo a quello che viene sparato senza conoscenza di fondo di quello che si dice contro questo governo, nei vari talk show i quali hanno capito che per attirare l’attenzione della gente bisogna fare come grillo, gridare, urlare, offendere senza che ce ne sia un motivo grave di fondo. E soprattutto senza leggere veramente i provvedimenti che si stanno discutendo.
      Ho anche molta stima che in molte di queste cosa mettano le mani le donne: come Boschi, Madia che hanno un profilo politico e femminile anni luce lontano dalle Santanché o Biancofiore.
      E ora veniamo ai sindacati.
      Quando laTissen group comprava dall’iri dove stavano la fiom &co.?Quando la Tissen vendeva ai finlandesi per poi vedersi stoppare dalla UE, dove stavano politici governo e sindacati? Quando la Tissen chiudeva il primo forno che faceva il sindacato e l’allora governo?Adesso che siamo al capolinea la colpa è di Renzi?
      Basta che la Camusso apra bocca, e sento parole buttate al vento. Forse neppure il vento le raccoglie: sono già sparite appena uscite. La Camusso è quasi comica, pateticamente ridicola: con quel suo parlare già detto, con quel suo volto inespressivo. Non è che sia fatta così! È lei che non ci mette l’anima, forse perché non ha alcuna anima sociale e politica. La sua è una vecchia politica, già estinta. Non è affatto “intelligente”, nel senso di capire qualcosa di ciò che sta succedendo, in questo momento storico. Porta avanti un sindacato che è morto da anni. Non dice nulla di “nuovo”, che possa veramente costruire. Parla, parla, parla perché è pagata a farlo: il suo è un mestiere. Neppure straparla. Emette slogan preconfezionati. Secondo il copione del momento.
      A proposito, Maurizio Landini che ci faceva a Roma? Un altro che gioca a trovare qualche visibilità! Capisce poco di politica, tanto quanto basta a tirare a campare. Il problema è lui: non sa da che parte stare. Dalla parte dei diritti (!) da conquistare o dalla parte dei lavoratori che se ne fregano dei diritti degli altri. Lui tira i sassi, e poi nasconde la mano. “Chi è stato?”, urla. E dà la colpa agli altri. Operai, mandatelo a ….(Nota Bene. Questi sindacalisti che cosa guadagnano al mese con i soldi degli operai?).
      E allora quel milione (!) di manifestanti che hanno accolto l’invito del sindacato di sinistra? Di sinistra? E di quale sinistra? Se i sindacati hanno perso la via della Sinistra (forse non l’hanno mai imboccata!), quella gente che corre in piazza, solo perché vuol far valere ciò che ritiene suo, singolarmente suo, della sinistra se ne sfotte. Urla e grida per sé. Non sa che cos’è la solidarietà sociale. Ecco la massa che si agita come una trottola! Un insieme caotico e anonimo di singoli che pensano solo a salvare il loro sé. Tutta quella folla anonima, senza volto, senza coscienza sociale, quanto mi fa pena!
      E che dire del pezzetto del Pd che ha solidarizzato con quella folla caotica di manifestanti a Roma? Penso che siano andati a rifarsi un po’ il lifting o a coprire disagi di identità politica.
      Rosy Bindi! Deve sentirsi proprio male tra signore belle e determinate del suo partito, giovani per di più, preparate e consce della loro responsabilità. Lei si sente inferiore, ormai fuori moda, con la pelle che tira e tira sul volto. È passato il suo tempo. Si faccia da parte, e lasci via libera al nuovo. La pelle non conta! Conta che é fuori tempo.
      E Stefano Fassina? Forse credeva di andare al Circo Massimo, a far giocare i bambini. Si è divertito, ubriacato da quella folla che urlava slogan senza senso. Quando parla, sussurra qualcosa. Di sinistra? Sì, di una sinistra che sta sulla porta a origliare parole e contro-parole, magari cattivelle, ma che si perdono nel vuoto.
      C’era anche Pippo Civati? E chi l’ha visto? Così gentile e carino che, quando gli concedono di parlare, mastica frasi che si confondono con l’aria. Le parole come pere cadono da una pianta moscia. Nessuno le raccoglie. Forse nemmeno lui ci crede a quanto dice. Magari spera che domani qualcuno ne farà una macedonia.
      E Gianni Cuperlo? Già quel suo cognome così difficile da pronunciare con l’accento giusto. È in buona compagnia con quella minoranza che vorrebbe frenare gli entusiasmi di un Renzi, che va avanti come un toro scatenato.
      A me, in questo momento non importa un fico secco che Renzi sia di destra o di sinistra. Interessa che ci porti fuori dalla crisi. Ci riuscirà? Non lo so. Almeno c’è. E ci devo credere. Sugli altri parolai, o pantofolai, o comici da strapazzo, o sinistrossi, non pongo alcuna speranza. Sono utili, sì, perché servono per rendere Renzi ancor più determinato.
      Oggi, lo vedono tutti, anche i ciechi; lo sanno tutti, anche gli analfabeti: in Italia occorre uno che non guardi in faccia a nessuno, che vada avanti per la sua strada, che non si faccia intimorire né dai sindacalisti urlanti, né dalle folle anonime, né dai nemici di destra o di sinistra, che scrivono, parlano, fanno scenate come bambini dell’asilo, piangono e ridono, le tentano tutte pur di spodestare dal trono il ribelle che vorrebbe, tentare di salvare ciò che è rimasto del nostro paese.
      Ciao Gerry,
      Un abbraccio Spera.

      1. Un commento davvero inquietante… se questa è la Sinistra dei nostri tempi, la Destra si può identificare ormai con la sola dittatura militare… Ma si è capito che la crisi colpisce la povera gente? Renzi va avanti per la sua strada… contro CHI?!? A Gerry che non vuole morire democristiano, mi sento di dire che la DC era un signor partito, a confronto di questo PD avverso alla classe operaia!

        1. Ma ciò che resta della sinistra è quasi inesistente.

        2. Egregio signor Massimo,
          non voglio morire demorenziano, Avrà letto la risposta che mi ha dato la cara Spera. Di tutto quello che avrebbe fatto Renzi, ancora dobbiamo vedere nulla. Quasi quasi, era meglio il cerchio magico di Bossi, il che, è tutto dire. Anche con la nomina del Ministro degli Esteri, abbiamo potuto assistere al solito teatrino. La giovane donzella pronta al lancio. E, meno male che in un sussulto di dignità Re Giorgio si è reso conto della topica. Io lo ripeto non ho niente contro la Boschi, ma alla sua giovane età non si può possedere la capacità di affrontare una riforma come quella che gli è stata affidata. E’ solo folklore quello di Matteo. L’unica cosa che gli riconosco oltre alla notevole prosopopea, è il curriculum per fare l’onorevole in questo bel paese. Un conticino con la Corte dei Conti, anche se ormai sistemato e, vorrei vedere con la carica che ricopre. L’attico di Carrai in Via Alfani, per il quale pare non pagasse nulla “simil Scajola ?” Tanto poi arriva per loro sempre la prescrizione. Ha certamente ragione Spera quando afferma, eravamo nel fango, perchè ora dove permaniamo? Aspettiamo che trascorrano i mille giorni richiesti dal Matteo? A Milano Expo 2015 continuano a venir fuori scandali, tutto procede come prima. Vogliamo parlare dell’occupazione della case ALER? Chi dovrebbe preoccuparsene, Angelino Jolie? Li c’è solo da intervenire “manu militari”. Mi rendo conto e, non io solo, che forse, forse, è più facile fronteggiare i lavoratori che fronteggiare dei delinquenti comuni. Io non sono l’avvocato nè della Camusso nè di Landini. Qualcuno vuol dirmi chi dovrebbe difendere queste perone e tutte le altre in crisi? A chi devono affidarsi i lavoratori che perdono il posto di lavoro, che non possono pagare gli studi ai figli, che perdono la casa perchè non possono pagare il mutuo e vanno a dormire in macchina. E il PD accoglie a braccia aperte i vari Farinetti e i Serra. Li difendono loro i lavoratori. Farinetti con i precari e Serra con il fondo immobiliare Acerbis? Qui a Torino l’ex sindaco, ora Presidente di Regione, e Presidente dei Presidenti Regionali, manco a dirlo PD che trangugiava allegramente le balle che gli sparava il buon Marchionne tra una partita a scopone scientifico e l’altra. Almeno Fassino, che similmente si beve le frottole di questo manager, non ci gioca a scopone scientifico, ma forse solo perchè non sa giocare. Stasera poi il nostro è comparso in televisione per ringraziare la Litizzetto per tutto quello che fa per l’Italia, per l’Ialia? Bisogna spazzare via tutta questa classe politica, non c’è alternativa. Ci mancava solo la fusione con Forza Italia, l’hanno realizzata. Non c’è una lira e questi tirano su un grattacielo da quarantadue piani che pare costato trecento milioni di Euro. Ora, inspiegabilmente fermo. Pare che siano intenzionati ad occuparlo, per il momento, solo con una biblioteca. A Torino interi quartieri sono in mano alla delinquenza la polizia fa quello che può senza mezzi e con pochi uomini. E questi se la cantano e se la suonano tutto da soli. Tanto non hanno problemi quando un figlio abbandona un centro sociale e vola all’estero con un bel posto di lavoro. Di che ca@@o vuoi preoccuparti? Dei lavoratori?????
          Cordialmente.
          Gerry

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