SNOBBA CERNOBBIO? E A NOI VIENE DA DIRE: EVVAI RENZI

SNOBBA CERNOBBIO? E A NOI VIENE DA DIRE: EVVAI RENZI

matteo_renzi_pollice_thumb400x275Il Renzi che snobba l’annuale rito di Cernobbio strappa l’applauso, e pazienza se su temi etici, riforma del lavoro e privatizzazioni stiamo ancora aspettando il suo Bing Bang: quando Matteo Renzi fa il bullo fiorentino, come una volta lo definì Corrado Augias, diventa irresistibile.

Uno dei grandi meriti di Renzi è l’essere capace di dire che il Re è nudo: sapete quanti anni sono che ci sorbiamo la vetrina dello studio Ambrosetti che riunisce a Villa D’Este (bel posto), teste più o meno coronate della politica e degli affari (e invita anche Gianroberto Casaleggio come esperto di Internet, per dire quanto poco sia sul pezzo) con codazzo di giornalisti al seguito, affezionati ad uno status quo del quale fatichiamo a rintracciare l’influenza nella politica e nell’economia italiana? Sono quarant’anni.

Qualcuno ricorda idee rivoluzionarie, cambiamenti, riflessioni ficcanti (a parte quelle di Bruno Vespa e Giovanni Toti che commentano le foto in bikini di Mariarosaria Rossi , 42enne tesoriera di Forza Italia, in un video che non avremmo mai voluto vedere), usciti dal suddetto forum, sempre con rispetto parlando? Io sinceramente no, anche se sarò certamente distratta, ma non tanto da non sbottare in un “Evvai” guascone sentendo Renzi affermare che «Quelli di Cernobbio non ne azzeccano una» e che lui preferisce presenziare all’apertura di un rubinettificio alla periferia di Brescia con Annibale, Domenico, Luciano ed Elio, operai della Bonomi, piuttosto che partecipare a un convegno in un hotel a cinque stelle con Barroso, Trichet e Almunia.

Populista? Demagogo? Può anche darsi, ma chi se ne importa.

E’ un’Italia vecchia, quella che sguazza a Cernobbio, vecchia come appare Rosy Bindi quando come un Giovanardi qualunque si prende la scena dicendo cose come quelle sulle ministre che sarebbe state scelte anche perché di bell’aspetto.

Rosy Bindi è una poltica troppo navigata per non sapere che un’uscita come quella fa la gioia dei giornali e che le ministre Boschi, Madia e Mogherini, alle quali probabilmente si riferiva, stanno mostrando più grinta e più concretezza di fior di politici di lungo corso della sua generazione belli o bruti che fossero.

«Mi attaccano D’Alema e Bersani: che posso volere di più dalla vita? Mancava Rosy Bindi, la attendevo con ansia e ora si è aggiunta pure lei. En Plein», si bulla Matteo Renzi dal rubinettificio, aiutato dai suoi nemici.

(Daria Bignardi)

(L’articolo è un po’ datato, ma l’ho trovato totalmente condivisibile e quindi sta bene a corredo del blog).

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22 Risposte

  1. Scusa, Spera, vorrei farti notare che a Cernobbio, in occasione del Forum Ambrosetti (la versione italica del Club Bilderberg) c’erano l’attuale Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, l’attuale Presidente del Senato Pietro Grasso, l’attuale Ministro dell’Interno Angelino Alfano, l’attuale Ministro per le riforme della Pubblica amministrazione Marianna Madia, l’attuale Ministro per le riforme costituzionali Maria Elena Boschi, l’attuale Ministro per lo sviluppo economico Federica Guidi, l’attuale Ministro della sanità Beatrice Lorenzin, l’attuale Ministro dei trasporti Maurizio Lupi, l’attuale Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

    Poi, c’era pure Casaleggio!

    Il fatto che non ci fosse Renzi, consentimelo, mi sembra poco “significativo”!

    Sulla riforma del mercato del lavoro, immagino avrai ascoltato le “ultime”, proprio di oggi. Ha detto:

    “non c’è cosa più iniqua in Italia di un diritto del lavoro che divide i lavoratori, in lavoratori di serie A e di serie B. Se sei un partita iva non conti niente. Se sei un lavoratore di un’azienda sotto i 15 dipendenti, non hai alcune garanzie. Se stai sopra sì. Le regole sul lavoro vanno ridotte ma devono essere chiare. Ridurremo ammortizzatori sociali per aumentare le chance di lavoro”.

    Tiri tu le somme o te le suggerisco io?

    Ciao e buona serata, Spera.

    1. Carissimo Carlo,
      Il fatto che non ci fosse Renzi, a Cernobbio, è sicuramente poco significativo, quello che meraviglia è stata l’ampia enfasi giornalista sollevata per questa sua mancata presenza. Come se avesse offeso chissà chi.
      Sono sicuramente persone della cosiddetta classe dirigente, che si riuniscono per parlarsi tra di loro, per mangiare buoni manicaretti e farsi pure i fuochi d’artificio alla sera, ma dalle loro riunioni, in quarant’anni, non è mai derivato nulla di veramente efficace per questo paese. Tanto valeva per Renzi preferire l’inaugurazione di un rubinettificio, che comunque da lavoro a delle persone. Per questo dico anch’io EVVAI Renzi.
      Sulla riforma del lavoro, prima di giudicare dalle parole che volano, aspetto di vedere davvero quello che “di nuovo” si metterà in campo.
      Tutelare chi è già tutelato va bene, ma è anche altrettanto doveroso dare lavoro a chi ora non ce l’ha. Che ci siano lavoratori di serie A e B è vero. Lo vedo coi miei nipoti, tutti i giorni, tuttavia bisogna capire che cosa significa”ridurre gli ammortizzatori sociali”. Su questo, prima di giudicare, a prescindere, vorrei sapere di che cosa si tratta.
      Ciao Carlo, un abbraccio.
      Spera.

  2. @ Carlo.

    Beh se il renzino fosse di sinistra come dice di essere,cercherebbe di far diventare tutti i lavoratori di serie A,ma siccome di sinistra non è toglierà i pochi diritti ancora rimasti ai lavoratori che se li erano conquistati con le lotte sindacali e li farà diventare non di serie B ma di serie C!

    1. quindi di sinistra non c’è nessuno visto che non ricordo lotte sindacali per estendere a tutti i lavoratori i medesimi diritti.
      Non ricordo referendum, raccolte firme o altro in questo senso.
      Ricordo lunghe battaglie per difendere i diritti di “pochi”
      ricordo battaglie per difendere chi non se lo meritava
      Quanti governanti non di sinistra abbiamo avuto per far si che prima si andava in pensione a 35 anni e ora 30 di più?
      Forse alcune cose non stanno ne in cielo ne in terra(vedi avere diritto alla pensione dopo una legislatura o dipo 15 anni di lavoro!) e altre vanno modificate.
      Oppure, molto più semplicemente, essere meno di sinistra quando si sono aperte le frontiere ai paesi che i diritti non sanno neppure dove siano!

      1. Veramente io un referendum per estendere le tutele dell’art. 18 anche ai dipendenti delle aziende con meno di 15 unità me lo ricordo, venne organizzato da Rifondazione nel 2005 se non sbaglio: purtroppo, però, non fu raggiunto il quorum, perché si recò alle urne solamente il 25% degli aventi diritto. Ecco l’unico articolo della Costituzione che merita di essere modificato, perché non democratico: il 75% di menefreghisti non può decidere al posto di chi è informato, partecipe e consapevole, e anche un solo voto (contrario o favorevole che sia) deve poter fare la differenza. Per il resto, la nostra Costituzione lasciamola così com’è, perché è la migliore al mondo.

        1. Caro Massimo,
          prima di modificare la Costituzione su questo, bisognerebbe chiedersi perché non si è raggiunto il quorum in quel referendum. Forse non si tratta di menefreghisti, ma solo del fatto che il problema non interessava alla maggior parte della gente.
          E, secondo me, non sarebbe neppure corretto imporre al 75% dei cittadini, ciò che sta piace solo al 25%, o no?
          Infatti, per esempio, quando si è fatto il referendum sull’acqua, il quorum si è raggiunto e molto bene, significa che l’argomento interessava, anche se poi le cose non sono sempre andate come il referendum aveva indicato.
          Ciao. Un abbraccio. Spera.

          1. Innanzitutto una precisazione, dopo una ricerca sul web: il referendum sull’art. 18 si tenne nel 2003, e l’art. della Costituzione “incriminato” è il n. 75. Poi la risposta nel merito: se il 75% degli elettori non va a votare, non può pretendere di imporre la sua NON scelta/volontà a chi invece, democraticamente, la esprime. Tutti sono liberi di votare anche NO al referendum, basta che lo facciano: se poi la maggioranza decide per il NO, la minoranza dei SI’ non può far altro che prenderne atto. Se invece prevale l’astensione, non vincono né i SI’, né i NO, ma soltanto la mancanza di volontà di espressione, ovvero, detto in altre parole, il menefreghismo, appunto. Se fosse vero quello che tu dici, ci vorrebbe un quorum anche per le elezioni politiche: se non si raggiungesse il 50%, in questo modo esse non sarebbero valide; invece così non è, per cui, per il nostro sistema elettorale, legittimamente governa chi rappresenta anche solo la maggioranza relativa di quella minoranza dei cittadini che si è recata alle urne. Per questo trovo che l’imposizione del quorum ai fini della validità della consultazione, per di più prevista soltanto per il referendum e non in generale, sia particolarmente “indigeribile”.
            Ciao Spera, Massimo

            1. relativo@tiscali.it

              Vorrei farvi notare che i referendum in Italia sono abrogativi e NON propositivi!
              Nel 2003 si tenne il referendum per togliere l’art.18 e NON per estenderlo.
              Da li si poteva partire per instaurare una discussione per estendere anche ad altri lavoratori tale garanzia!
              Ma non interessava!

            2. Mi dispiace Relativo, sei male informato: il referendum che si tenne nel 2003, proprio perché abrogativo e NON propositivo, proponeva di ABROGARE la parte dell’art. 18 che ne prevede la validità (e quindi il reintegro sul posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo) alle sole aziende che impiegano più di 15 dipendenti e, in tal modo, la sua estensione a tutti i lavoratori a tempo indeterminato, a prescindere dalla numerosità delle singole unità produttive.
              Purtroppo la cattiva informazione è uno dei mali endemici della società italiana, da cui discende, fra le altre cose, proprio il mancato esercizio consapevole dei diritti dei cittadini (vedi i quesiti referendari).

            3. relativo@tiscali.it

              Hai ragione Massimo, ho fatto confusione, ma anche in quei giorni la confusione regnava sovrana tra chi lo proponeva come vedi dall’articolo sopra!

      2. Ciao Relativo,
        grazie, mi è piaciuto molto quello che hai scritto.
        Ricordo anch’io le lunghe battaglie sindacali per difendere l’indifendibile.
        Mi è capitato anche sul lavoro di dover accettare sempre e comunque e chiunque, quando invece la mia professione richiedeva altro. Quando non era possibile cambiare la minima attività del personale, che con mansionario alla mano, rispondeva che non era compito suo. Privilegi piccoli, ma intoccabili.
        Per me inspiegabili, ma frutto di una certa politica sindacale indifendibile dentro i posti di lavoro.
        E io sono iscritta al sindacato, sono di sinistra, ma voglio ritrovare le parole giuste della sinistra. Giuste oggi, nel mondo di oggi, diverso da quello di quarant’anni fa.
        Ciao carissimo, un abbraccio. di benvenuto.
        Spera.

    2. @ Mariorox,
      Ciao finalmente ti rivedo.
      Un abbraccio. Spera.

  3. @ mariorox42

    Sono pienamente d’accordo, anche perché Renzi, con quella sua affermazione sui lavoratori di serie A e B, ha fatto ricorso al gioco più sporco che si possa fare: fomentare la guerra tra poveri. Renzi conosce molto bene l’indole italica. Nel prossimo futuro, avremo ben chiaro quanto tengono alla loro “dignità” i lavoratori italiani di oggi.

    1. Caro Carlo,
      il nostro carissimo Mario, ripete le belle parole di Padellaro. Lavoratori di serie A ce ne sono e come. E di serie B trattati male pure, e ce ne sono anche di serie C fino alla Zeta. Come ho visto fare anche da alcuni miei vicini di casa a proposito di loro collaboratori.
      La dignità delle persone è fatta di rispetto oltre che di lavoro.
      Ciao, un abbraccio. Spera.

  4. @ Spera……se per te non è troppa fatica gradirei che tu commentassi ……….
    questo http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/09/18/amici-miei/

    1. Che ti vuoi commentare, Mariorox42? E’ la realtà, dura e cruda. Quella che tanti fanno finta di non vedere, come ai tempi del berlusconismo! Come con il berlusconismo, un brutto giorno ci risveglieremo e saranno guai ancora peggiori di quelli già vissuti.

      Bastavano 2 sporche riforme per salvare questo Paese:
      1) una seria lotta alla corruzione nella Pubblica amministrazione e nella politica. Ne arrestano o ne indagano uno al giorno, 365 giorni l’anno, sabati e domeniche comprese. Fottono e sperperano soldi pubblici senza pudore;
      2) una seria e capillare lotta all’evasione fiscale, dura, decisa. In questo Paese chi può fottere fotte, dal più piccolo al più grande. Fotte e si fotte anche chi non pretende una fattura o uno scontrino fiscale.

      Invece, sblaterano di riforme costituzionali, di riformare le Istituzioni, di eliminare l’articolo 18, di lavorare finché morte non sopraggiunga e, intanto, cercano di imporre i loro scagnozzi nei posti di potere. Ma soprattutto, questi giovani presuntuosi e arroganti fanno accordi con il più farabutto dei pregiudicati.

      1. Scusi se la contraddico
        le riforme necessarie sono altre, anche perchè la lotta all’evasione non è una riforma!
        1° giustizia
        Non è pensabile che ci vogliano anni per ottenere il diritto ad avere il proprio credito!
        io non investo in un paese dove chi non paga ha quasi sempre ragione!
        Non investo in un paese dove mi si può far causa per qualsiasi scemenza e devo restare in ballo anni per avere un verdetto
        2° Pubblica amministrazione si, ma in un senso diverso.
        Non posso attendere anni per avere una risposta dal comune/provincia/regione/stato!
        Non posso decidere di investire nel 2005 e avere l’ok nel 2011!
        in sei anni è cambiato il mondo e le mie necessità!

        1. Grazie, Relativo.
          Un abbraccio. Spera.

  5. Evito, vigliaccamente, ogni commento di approvazione o disapprovazione sulla scelta di Renzi di evitare Cernobbio, ma voglio almeno dire che la scorrevole gradevolezza dell’articolo mi ha ulteriormente convinto della capacità giornalistica dell’autrice.
    Ciao carissima Spera. robi

    1. Carisimo Robi
      Una cosa nella mia vita non ho mai fatto ed è quella di non perder mai la fiducia nel futuro. E’ un carattere che ho ereditato da mio padre e che mi fa vivere serenamente anche momenti meno belli, come gli attuali (parlo della politica).
      Anch’io sogno una società più giusta, più umana, più vivibile, con attenzione a chi ha di meno, e poche diseguaglianze. Forse è un’utopia, ma possiamo migliorare quello che non va in questo paese solo collaborando e non ci chiudendoci in un armadio (come fanno i grillini) e neppure limitandoci alle critiche (molto facili da fare).
      Come si dice: Stiamo sul campo!
      Ciao Robi, un abbraccio. Spera.

  6. Ringrazio con tanta stima ed ammirazione tutti coloro che hanno commentato.
    Grazie per il gradito contributo.
    Un abbraccio a tutti. Spera.

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