FORSE HA RAGIONE SANDRO MAZZOLA

FORSE HA RAGIONE SANDRO MAZZOLA

Dice Sandro Mazzola Dobbiamo cambiare il calcio dei bambini. Il problema è tecnico, perché siano forti da “azzurri” bisogna lasciarli liberi di inventare con la palla da piccoli, dopo è troppo tardi”.

Credo sia vero.

Quante volte abbiamo visto, un tempo, bambini giocare liberi in un campetto o in un pezzo di asfalto, alla “come veniva”? Ora non accade più.

Adesso i bambini vanno tutti a scuola di calcio, con la bella maglietta (pagata dai genitori), ma ci si dimentica di insegnare come si gioca al calcio.

Gli allenatori dettano schemi a dei bambini di otto-nove anni, e tralasciano l’inventiva, la capacità innata che forse c’è in qualcuno di essi e la possibilità che questa capacità possa diventare un giorno un vero talento.

Dove ha cominciato a giocare Maradona? Per la strada.

Dove ha cominciato a giocare Sandro Mazzola? Su un campetto davanti alla chiesa, dove giocavano anche in 50 alla volta.

Su quel campetto nasceva e si coltivava l’inventiva e la capacità di un bambino di tenere la palla, di passarla ad un compagno, di sbatterla al muro, di acchiapparla come un trofeo.

Ora si vedono ragazzi bravi correre (ma neanche tanto, visto il Mondiale) ma poi finisce lì.

Inoltre i giovani talenti italiani, (ogni tanto qualcuno appare) non hanno molto spazio in Italia, perché i club calcistici di alto livello riempiono le squadre di giocatori stranieri, anche se non tutti sono all’altezza.

Questa strada imboccata anni fa dovrebbe essere cambiata, ma probabilmente non porterebbe a frutti immediati e molti non hanno la pazienza di aspettare. Il calcio adesso è fatto così.

Però, pare, che siamo proprio noi, italiani di oggi, a non sopportare i bambini che giocano a calcio. Fanno chiasso.

Molto istruttivo leggere qui:

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/05/16/ARxgiXE-campetto_vietato_bambini.shtml

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2 Risposte

  1. Con i bambini (e ragazzi) non c’è cosa più bella della spontaneità.
    Come quando fai una foto, se ci si mette in posa non sarà mai bella come quella fatta a sorpresa.
    Ciao Spera.

    1. Caro Antonio,
      pare che non riusciamo neppure più a sopportate e a rispettare il gioco dell’infanzia.
      Tutto è diventato tecnica, niente di spontaneo. Ci riempiamo i club calcistici di stranieri, per guadagnare molto e subito.
      Avanti così non vinceremo mai più un mondiale, per mancanza di giocatori italiani e per mancanza di fantasia italiana.
      Ciao, un abbraccio Spera.

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