CE L’HANNO SPIEGATO A SCUOLA

«CE L’HANNO SPIEGATO A SCUOLA»
imagesUna piccola bellissima storia di due bambini attenti.
Nella vita quotidiana accadono piccoli episodi che, pur rimanendo piccoli, fanno emergere riflessioni e domande più o meno grandi e interessanti.
Alcuni giorni fa, Hatim, un bambino marocchino di cinque anni, appoggiandosi al passamano del campetto di basket, in un paese del Bergamasco, per poco non è rimasto fulminato.

Il perché sia potuto accadere lo chiarirà chi di dovere.
Però è bello raccontare chi e come è stato salvato.
Due suoi amichetti di nove anni, Salion, senegalese e Lokman, marocchino, anche loro nel parco affollato attorno al campetto, hanno visto l’amichetto tremante e in preda alle convulsioni.
Subito credevano che scherzasse.
Poi, visti gli occhi girati all’insù, i bulbi diventati verdi e la pelle rossa, intuito il pericolo, lo hanno buttato per terra, distaccandolo dalla corrente.
Con semplicità poi, Salion ha raccontato come sono riusciti e come, per la fretta di salvarlo, non abbiano rischiato di fare la stessa fine.
«Ce l’hanno spiegato a scuola che uno spintone secco è il modo migliore per liberare qualcuno folgorato»
Però non è stato sufficiente e Lokman se l’è presa pure lui una forte scossa, con Hatim ancora attaccato alla ringhiera.
Per niente spaventato, e volendolo salvare a tutti i costi, ha tirato un cazzottone definitivo che ha fatto cadere Hatim per terra, frastornato ma salvo. Tutto è finito con uno spavento, una corsa all’ospedale e una gran confusione nel parco, essendo domenica sera.
Una medaglietta al valore, il sindaco di Martinengo, la darà ai due piccoli eroi. Ma qualcosa si dovrebbe dire alla scuola che, tra le materie, non ha trascurato l’educazione civica.
È vero, la matematica, la grammatica, la storia e la geografia sono importanti. È vero che l’educazione civica non sta scritta nella parte alta del programmi scolastici.
Ma la frasetta dei due salvatori non va dimenticata: «Ce l’hanno spiegato a scuola!»
I due “salvatori” sono extracomunitari. Va sottolineato perché in questo periodo, la parola “altruismo”, non fa parte del vocabolario italiano. E ciò ci fa poco onore.«

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4 Risposte

  1. Bravissimi i due coraggiosi ragazzini e bravi coloro che “ce hanno spiegato a scuola”, la domanda resta sul perché con tre canali della televisione pubblica, pagati dal canone dei contribuenti e dalle ore di inutile pubblicità che ci viene urlata ed imposta, non si riesca a programmare una trasmissione (coinvolgente) che serva a spiegare l’educazione civica e a superare le tante difficoltà e i tanti pericoli che ognuno incontra nella vita. Non è mai troppo tardi!
    Ma forse gli strapagati dirigenti della Rai pensano troppo in grande per abbassarsi a simili minuzie che potrebbero aiutare a vivere meglio ed anche a salvare qualche preziosa vita umana.
    Ciao Spera

    1. Carissimo Sileno,
      metti il dito in una piaga grandissima e dolorosa. L’utilità vera della Tv pubblica a che cosa è ridotta oggi? A rincorrerre la tv commerciale.
      Si dice che bisogna far così perché altrimenti calano gli ascolti, e quindi la possibilità di far pagare caro la pubblcità.
      E così si trascurano cose che dette ed insegnate dalla tv potrebbero comunque istruire ed interessare molte persone.
      Se anche fossero solo 200.000 mila, sono sempre molte le persone che imparano qualcosa di utile.
      Non è mai troppo tardi è vero, però secondo me, anche questa piccola notizia andava data, perché fosse da esempio anche per altre scuole.

      Grazie carissimo Sileno, un abbraccio. Spera.

  2. L’insegnamento che viene oggi dalle scuole moderne non assomiglia per niente a quelle (poche) da me frequentate. Oggi dobbiamo ringraziare qualche insegnante di “vecchia” generazione che ancora continua a valorizzare quello che ritiene più importante nel territorio in cui opera : terremoti, alluvioni, ecc. elargendo consigli utili agli alunni. Chiunque prenda il posto di ministro della Pubblica istruzione redige il SUO programma scolastico basato solo su interessi per la politica in modo molto economico (mancanza perfino della carta igienica) a spese di queste nuove generazioni.
    Un grande plauso a chi ha insegnato questi metodi altruisti e di sopravvivenza a questi bravi ragazzi che grazie al loro apprendimento hanno salvato una vita umana. Grazie.
    Ciao.
    Antonio

    1. Carissimo Antonio,
      quando mi sono trovata di fronte a questo piccolo episodio di provincia, quando ho capito che due bambini ne hanno salvato un altro perché l’avevano imparato a scuola, mi sono commossa e ho pensato che comunque questo paese è meno brutto di quanto ci viene descritto dalle televisioni.
      Ci sono ancora maestri scrupolosi e bravi che insegnano l’altruismo. Insegnano a salvare se stessi ed anche gli altri. L’episodio mi ha rincuorato.
      La bellezza della nostra scuola sta anche qui, in brave persone che sanno fare i maestri, oggi.
      Ciao carissimo, un abbraccio. Spera

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