IL LAVORO DEGLI ALTRI

IL LAVORO DEGLI ALTRI

imagesCi sono persone che nascono con l’inclinazione a fare soldi come altre hanno, che so, l’inclinazione a dipingere, o a studiare o a fabbricare motori.

Senza molta fatica, ubbidendo solo all’istinto, ammucchiano milioni.

Anzi trovano che il gioco sia fin troppo facile e si meravigliano d’essere così in pochi ad averlo imparato.

Ma li stupisce più di tutto vedere come la gente non capisca la regola fondamentale: e cioè che le grandi ricchezze non si possono fare con il proprio lavoro, ma con quello degli altri.

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4 Risposte

  1. e ci sono quelli che proverebbero fastidio nel fare soldi facilmente o tramite il lavoro degli altri e vivono la loro accettabile situazione economica con grande rispetto e dignità.

    Un grande abbraccio. robi

    1. Questo piccolo pensiero mi è venuto in mente ascoltando alla Tv i vari Tg in cui Galan, accusato di corruzione e frode per il “Mose” di Venezia, elencava tutti gli incassi che aveva avuto nella sua vita, a sua difesa. Tutto denaro “pulito” di cui aveva fatto denuncia all’Agenzia delle entrate. Sembrava insomma che si meravigliasse della meraviglia degli altri per la sua ricchezza.
      Non mi ricordo più di che si trattasse, so che ha elencato un lunga serie di incassi del tipo: 300 milioni, nel tale anno, 9oo milioni di liquidazione, 5 o 6oo milioni per altre cose, insomma ricchissimo, ma senza mai muovere un dito, semplicemente, credo, traendo fortuna dal lavoro altrui.
      Mi ha colpito appunto il suo stupore, oltre che alla facilità con cui ha accumulato ricchezze.
      Ciao Robi, un abbraccio Spera.

  2. Chi da lavoro fa i soldi, ma non a iosa se è onesto e paga i dipendenti e le tasse.
    Ci vogliono anni, e generazioni perchè un’onesto datore possa dire sono ricco onestamente. Abito in una città che la ricchezza è solo per pochi, vale a dire i disonesti che quando erano dipendenti di una grandissima azienda, rubavano per poi mettersi per conto proprio. Ma non solo negli anni settanta, lavoravano l’oro sottratto con il rame più di quanto era consentito e, andavano nel sud America a rivenderlo.
    Erano solo evasori e disonesti, anche se davano lavoro, altrimenti non si capisce il perchè adesso sono nullatenenti, hanno intestato ville macchine, agriturismi ecc ecc ai figli e nipoti.
    Ciao Spera un grande abbraccio Lidia.
    PS. @ Roby loro situazione non è di rispetto tanto meno di dignità.
    Potrei portare altri esempi, ma non è il caso. Ciao.

    1. Carissima Lidia,
      Esistevano (una volta) i “proprietari” della terra. I padroni come venivano chiamati, che stando seduti all’ombra, diventavano ricchi col lavoro degli altri.
      Ora anche quelli con la terra, forse non riescono più a stare tanto bene all’ombra, debbono rimboccarsi le maniche per vivere. (A meno che non si parli di antiche baronie), ma comunque diciamo, sono passati di moda.
      Ora abbiamo i “datori di lavoro”. Ci sono due categorie, credo, quelli che davvero lavorano con serietà e danno lavoro agli altri, si arricchiscono con onestà e fanno vivere dignitosamente molte persone, e quelli invece che sfruttano il lavoro degli altri, ma pagano il lavoro in nero, non denunciano ciò che ricavano e così via. Diventano sempre più ricchi e portano il loro denaro all’estero.
      Questi secondi tipi proprio non li digerisco e sono quelli che si meravigliano del fatto di come sia facile fare soldi sfruttando la povertà.
      Ciao carissima, un abbraccio. Spera.

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