E’ POSSIBILE RIMEDIARE AI RITARDI?

E’ POSSIBILE RIMEDIARE AI RITARDI?

imagesTutto si fa urgente, dopo l’inchiesta sull’Expo di Milano.

Stiamo disperdendo il residuo patrimonio civile morale ed economico.

È difficile capire i vari filoni dello scandalo, ma è certo che la decadenza ha una rapidità crescente.

L’hanno spinta lunghe indecenze, come emerge dalla condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa di Marcello Dell’Utri, co-fondatore di Forza Italia, partito che ha governato per 20 anni,  e dall’arresto di Claudio Scajola, già parlamentare e anche lui tra i primi fondatori di Forza Italia ex ministro dell’Interno e dei Lavori Pubblici.

Ora bisogna rimediare al ritardo con cui si era già partiti e che forse ha contribuito alle frettolose scelte per l’Expo milanese.

Servono uomini di specchiata onestà, cui dare compiti precisi, occorre una nuova disciplina degli appalti, semplificata, più adatta a permettere scelte utili ma anche definizioni di responsabilità. Quindi, di nuovo, si deve fare pulizia nei partiti re nel loro sottobosco, nel quale erano state accolte per incarichi di affari o campagne elettorali , anche nel Pd, figure torbide già ben conosciute.

Va riformulata la più recente legge contro la corruzione , si deve riformare subito la prescrizione che vanifica i processi. Si vedrà se Renzi ha davvero coraggio.

Deve ricomparire il falso in bilancio, per smascherare gli imbrogli.

Ci siano affidati talvolta a demagoghi e mascalzoni, di ogni colore. A chi affideremo ora, ad altri predicatori di facili rivoluzioni o a persone di valore, oneste e competenti? Ritroveremo oltre che ideali anche il senso del bene comune?

La notizia degli arresti è piombata come un macigno nel pieno della campagna elettorale e rischia di fare il gioco del populismo grillino, pronto a fare di tutto un erba un fascio, anzi uno sfascio.

Proprio per questo è indispensabile che il governo, Renzi in particolare, prenda di petto la questione facendo dei cantieri milanesi la sua vera prima battaglia contro la corruzione e il malaffare.

Fino a pochi giorni fa il tema era se Milano sarebbe riuscita a completare i lavori in tempo utile: le vicende di cronaca mostrano che l’emergenza non riguarda più i ritardi ma prima di tutto la trasparenza. Cambiare verso all’Expo: ecco uno slogan che il premier dovrebbe prendere in considerazione. Con urgenza.

 

Scrive Luigi Cancrini a questo proposito.

“Utilizzare il lavoro dei magistrati che hanno rivelato una trama di corruzione per mandare al diavolo lì’Expo di Milano, l’impresa in cui sono stati impegnati per anni uomini e donne per bene ed in cui sono stati investiti capitali importanti dal punto di vista finanziario, professionale ed umano, è un modo di buttare il bambino con l’acqua sporca ma è soprattutto un modo disonesto di cavalcare gli stati d’animo della gente. Quello che si dovrebbe fare ragionando in questo modo è chiudere i ministeri in cui qualcuno si fa corrompere, le fabbriche in cui ci sono degli incidenti, le strade dove ci sono delle buche, la scuole in cui un professore fa delle prepotenze ai ragazzi, le banche su cui a qualsiasi titolo si svolgono delle indagini, i campionati sportivi, a partire dal calcio, in cui episodi di corruzione vengono segnati e soprattutto i partiti (degli altri) in cui sono state trovate delle mele marce. Ciò che resterebbe, dopo questa rivoluzione “totale” portata avanti da un Grillo “cattivo contro tutti”, è il suo ricciolo bianco sul faccione eternamente insoddisfatto o francamente “incazzato” e il rotolare dei suoi insulti a tutto e a tutti. Uno “sfascismo” come quello di Grillo dove il ”vaffa” è il degno erede del “me ne frego” andrebbe fatalmente, anche io lo penso, verso questo tipo di epilogo se il voto degli italiani non lo fermerà”.

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14 Risposte

  1. Vedo che a raccontare balle non è solo il bomba!

    1. L’Italia andrà male finché ci sarà gente come te che, nonostante i fallimenti di una politica di barbari (i leghisti) e di idioti (i grillini), continua a credere e a sperare nei pseudo-profeti di m….. Tralascio di parlare degli altri partiti: la destra berlusconiana è allo sfascio (sostenuta fino a poco tempo fa dalla Lega)e Grillo se ne guarda bene dal riempire il vuoto della politica: non sarebbe in grado di farlo, a lui piace solo distruggere.

    1. Non si può sempre cadere dalla padella nella brace! Perché tutte le volte che sorge un capocomico gli corriamo dietro? Come si può dar fiducia a qualcuno o a qualcosa che è un bluff? Sono anch’io italiana, e sono realista e perciò in questo momento, ripeto in questo momento, sostengo Renzi, anche se non sono una renziana doc. Grillo e company non fanno nulla. Dicono solo o quasi cazzate! Non ci si può più fidare di questa gentaglia che ci prende per i fondelli. L’Italia ha bisogno di Democrazia, e non di parolai della democrazia. Ora cominciamo a uscire dalla crisi, e poi si vedrà. Se per caso dovesse vincere il Movimento 5Stelle cadremo veramente nel baratro.

  2. Rispondo con questo a quello che scrive Cancrini,

    “A miei tempi l’onestà era un dna che andava preservato accuratamente, oggi è un optional fastidioso. Il pensiero di Berlinguer è attualissimo e l’unico erede della questione morale è il Movimento 5 Stelle”. E Renzi? “E’ il nulla e sul niente c’è poco da dire”. Mentre Vendola? “Sull’Ilva di Taranto ha fatto uno scivolone terribile e avrebbe dovuto trarne immediatamente le conseguenze, non si ride con i padroni che hanno inquinato una città e prodotto morti su morti”. A parlare né Grillo né altro attivista pentastellato ma l’avvocato Giuseppe Zupo, 73 anni, responsabile nazionale giustizia del Pci ai tempi di Berlinguer e del caso Moro:
    “Lo so, farò inorridire i miei compagni di una volta. Sono comunista semel semper berlingueriano e dopo il Pci non mi sono iscritto a nessun partito perché nessuno ha portato più avanti quei valori. Ora vedo nel M5S l’unico possibile erede. Ho votato il movimento alle ultime elezioni nazionali e – pur non essendo un uomo ricco – l’ho finanziato. Sono andato al comizio di San Giovanni a Roma, prima del voto, e sono rimasto colpito dall’enorme partecipazione e dalla composizione della piazza: cittadini, lavoratori, giovani. La rappresentanza come servizio nelle istituzioni, a termine, per poi ritornare al proprio status di prima. Senza fortune politiche come avviene per gli altri partiti. I parlamentari 5 stelle sono persone normalissime: casalinghe, ingegneri, impiegati, gente dalla porta accanto, non arruffoni di soldi e poltrone. Per questo sono del M5S e tornerò a votarlo. Dall’altra parte abbiamo quel Pd che, tra l’incostituzionale Porcellum e la nuova legge elettorale, ha abrogato le preferenze togliendo alle persone il diritto di poter selezionare la propria classe dirigente. Il nominare loro i parlamentari è solo l’ennesimo atto di autoreferenzialità di una politica ormai lontana dai cittadini.”

    1. Per Mariorox
      Ho letto l’articolo e conosco il tipo. L’avvocato Zupo, settantatreenne, anche se fu nel Pci, non ha mai capito Berlinguer. Nel caso Moro poi ancora Meno. Berlinguer era collaborativo, voleva il bene del paese, cercando “alleanze” per condividere obiettivi comuni e portare il paese fuori dalla stagnazione di allora. Stava per riuscirci se nonché, i servizi segreti, la paura dei comunisti, la destra fascista e la destra democristiana supportata dal Vaticano si presero paura e assassinarono Moro. Tieni presente assassinarono Moro non Berlinguer, per colpire nel profondo il progetto di Berlinguer.
      Berlinguer voleva la pace, non l’odio tra le persone, voleva democrazia solidarietà, giustizia sociale, lavoro, non elemosine. Voleva un riforma industriale non la distruzione dei cantieri. che possono dare lavoro.
      Se c’è qualcuno che è più lontano dalla politica sfascista distruttiva dei grillini è proprio Berlinguer. Lui parlava di etica della politica, i grillini non sanno cosa sia la politica e neppure l’etica. Berlinguer non è mai andato in Sicilia a dire che la mafia non esiste, non è mai andato nel Nord per dire che l’Italia si deve spaccare e tornare ai tempi della Repubblica di Venezia. Grillo lo fa per prendere qualche voto. Mafioso in Sicilia, legaiolo al nord. Più osceno di così non si può essere.
      Ma poi mi fermo qui perché le differenze sono tali che non si possono neppure paragonare.
      Il signor avvocato sta sciupando i suoi ultimi tempi con ragionamenti da anziano e parla di cose che non ricorda.

      Queste invece sono le parole di grillo:
      “Mi hanno proposto un’alleanza, ma loro sono morti! Non hanno capito di avere a che fare con qualcosa di completamente diverso da un partito politico….Abbiamo una nazione economicamente distrutta La classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati.Loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e noi vogliamo vederli tutti nella tomba Loro non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta. Noi non siamo un partito”.

      Da un discorso realmente tenuto a Gottinga nell’agosto del 1932 da Adolfo Hitler, sei mesi prima di conquistare il potere in Germania.

      Questo è grillo. Ha copiato Hitler altro che Berlinguer!
      Chissà se l’avvocato in questione ha letto queste parole di Berlinguer:
      “Le invettive non le lancio contro nessuno. Non mi piace scagliare anatemi. Gli anatemi sono espressioni di fanatismo e v’è troppo fanatismo nel mondo”.
      Non credo che le abbia mai lette.

  3. Cara Spera,
    quale italiano, dopo aver appreso dell’assegnazione a Milano dell’Expo 2015, non ha pensato a tutto il marcio che inevitabilmente sta venendo a galla? Con la corruzione sempre più dilagante nel nostro malandato Paese è già positivo (secondo me) che tutta la schifezza sia emersa ancora in tempo per porvi rimedio in rispetto a tutti quelli che hanno operato seriamente ed onestamente nell’impresa.

    Come sai, cara Spera, la mia competenza politica si limita alla fede verso la sinistra che ho da tutta la vita e che continuo ad avere anche per quei pochi spiragli di purezza ancora interpretabili. Contrariamente a quanto riportato nel commento di mariorox42 sulla dichiarazione dell’ex responsabile nazionale giustizia del Pci, voglio dire che nel 2013 ho percorso controcorrente il fiume di persone che stavano andando in piazza Castello a Torino per assistere al comizio di Beppe Grillo ed ho interpretato in quella loro marcia la rabbiosa voglia di assegnarsi a colui che avrebbe cambiato tutto del nostro malandato Paese. Pur essendo consapevole che una profonda pulizia andava fatta, nel mio onesto e profondo intuito (sicuramente più accentuato di ogni conoscenza) ho provato tenerezza per quel fiume in piena che non sarà mai la soluzione dei nostri mali. In questo primo anno a 5 stelle non solo non ho cambiato idea, ma mi sono ulteriormente convinto che il Paese potrà migliorare solo con tonnellate di onestà, saggezza e competenza e non con le improvvisazioni a facile presa urlate nelle piazze gremite di gente giustamente delusa.

    Forse mi devo limitare alle immagini….! Ti abbraccio. robi

    1. Caro Robi
      Ho messo questo post proprio perché desidero che si ponga rimedio a quanto si è appreso sull’Expo e mi auguro sia sia l’occasione buona perché che si faccia tutto il possibile per allontanare le radici mafiose che si sono infiltrate tanto profondamente nella società del nord, proprio in quel nord così sicuro che la mafia o l’andrangheta fossero solo appannaggio del sud.
      Quando si scoprì tangentopoli e tutta la serie di scandali politici che ne segui, fu un momento storico importantissimo al quale però non è seguito, da parte dei partiti, la depurazione e l’espulsione immediata di chi era stato anche solamente sfiorato dalla corruzione.
      Ne uscì invece un partito azienda comandato da uno che della corruzione ne aveva fatto una religione. Forse tutti lo sapevano, eccetto i poveracci come noi, che mal informati come sempre, cercavamo di capire da quale cappello a cilindro era uscito questo arcoriano ricchissimo che voleva tanto bene all’Italia.
      Fu il momento buono per la mafia per radicare al Nord, per mescolarsi alla finanza, al commercio, alle industrie, e nascondersi nel tessuto produttivo del paese. “Abbiamo in mano il paese” così dissero parecchi pentiti di mafia.
      Ma questo signore industriale che amava tanto il paese e voleva governalo come si governa un’azienda, fece tutte le leggi che servivano per l’azienda: l’abolizione del falso in bilancio, le leggi peri i suoi interessi personali da cui derivava la sua ricchezza, le rogatorie internazionali. i vari salva Milan e salva rete 4, e così via lasciando che il paese si infarcisse di malaffare.
      Una colpa grave la ebbe anche il Pci di allora: non estromise con forza e decisione le mele merce che si annidavano nel partito e non vigilò mai con sufficiente rigore i suoi adepti. Per capirci un Greganti non doveva neppure esistere più nel Pci. Invece lasciò correre, perché la sua politica, in tutti questi 20 anni, è sempre stata presa da un solo obiettivo, l’antiberlusconismo, mentre non vedeva che in casa propria berlusconiani non di nome ma di fatto e quindi corrotti, si annidavano e crescevano.
      Ora non deve più accadere una cosa del genere. Le leggi devono essere talmente efficaci da colpire alla radice questo male. Dal conflitto di interessi alla corruzione, dal falso in bilancio, all’evasione, dobbiamo essere inflessibili.
      Sì inflessibili.
      Carissimo Robi, nessuno di noi è un politico, tutt’al più siamo dei simpatizzanti per una certa parte politica, e quando vediamo che anche dalla nostra parte ci sono personaggi corrotti, sentiamo più male degli altri.
      Grazie del commento e come vedi, non sei solo un maestro di immagini.
      In quanto alle piazze urlanti e applaudenti, mi ricordo le parole di Togliatti: spesso diceva:
      “Piazze piene, urne vuote”. Quando in molti lo andavano ad ascoltare ma poi votavano DC.
      Un abbraccio grande e buona domenica.
      Spera

  4. Spero proprio sia possibile rimediare ai ritardi, altrimenti, visti gli impegni presi con mezzo mondo, diventeremo lo zimbello del pianeta. Ma, visto l’andazzo di tangenti, corruzioni e tutto quello che ancora c’è da scoprire, penso che sia impossibile risanare tutta quell’area dai rifiuti tossici che sicuramente vi avranno seppellito. E se si dovessero fare dei controlli, in tutte le grandi opere, troverebbero chissà quali schifezze. Quello che più mi preoccupa è che non troveranno (e/o non vogliono trovare) mai un colpevole.
    Ciao.

    1. Carissimo Antonio,
      Se si dovesse chiudere l’Expo, l’Italia dovrebbe seppellirsi da sola non solo per la vergogna, ma soprattutto perché davanti a tutti sarebbe un fallimento del paese e verrebbe a mancare una grande occasione di sviluppo.
      E’ tanto che abbiamo bisogno di uno sviluppo industriale e c’è invece chi fa di tutto per seppellirlo.
      Se c’è qualche ditta mafiosa? La si cacci e si faccia pulizia, ma non si chiuda dando soddisfazione alla mafia.
      Nel Nord, quel Nord che Maroni diceva totalmente scevro da mafia e ‘ndrangheta c’è più malaffare che da altre parti e la vigilanza doveva essere altissima. Ma chi c’era al Nord? A comandare? Formigoni, e Maroni, erano loro che avevano in mano le corde di questa opera, ma erano e sono i figli e compartecipiti di una certa politica, non c’hanno nemmeno pensato che in quella grande occasione c’erano mafiosi, non gliene fregava proprio niente, anzi!
      Quello che mi fa dispiacere è che la corruzione, legalizzata con il falso in bilancio di Berlusconi, sia diventata un parassita sanguisuga così grande per il paese.
      Ciao Antonio, un abbraccio. Spera.

  5. “Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. […] E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo. Se c’è qualcuno che da’ scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato! ”

    Sandro Pertini
    discorso del 31 dicembre 1983

    Audio:

    1. “Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato”
      Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, 26 aprile 1921.

      Le radici di Pertini stanno lì, in quel carcere dove c’è stato anche Gramsci.
      E’ una cosa oscena impossessarsi di personaggi storici importantissimi per sfruttarli per una propaganda politica, totalmente priva di prospettive per migliorare il paese, volta solo alla distruzione di quello che c’è. Se ci fosse Pertini ora, sentiresti le parole di fuoco che direbbe contro chi dice che la “Repubblica è morta”.

  6. @ Ah Mario….. non venga a farci lezioni comportamentali, non è proprio il caso.
    Se lei si comporta come il suo amato leader, non vorrei essere una vicina di casa.
    Pertini era un gran signore e, sicuramente non avrebbe permesso al grullo miliardario un simile linguaggio.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.

    1. Ma chissà, se uno è in buona fede, si può anche tollerare.
      Quello che importa è che non disturba è che si comporta educatamente e non scrive parolacce come il suo leadea maxxxximo.
      Pertini era un gran Signore, è vero, ti immagini che cosa avrebbe detto a Grillo nel sentirgli dire che la Repubblica è morta? Lui che per la Repubblica è stato in prigione, che è stato un partigiano, e che è stato Presidente di questa amatissima Repubblica?
      Si rivolta nella tomba. Povero Pertini quanti lo tirano per la giacca! E quanti, a torto, si impossessano della sua rettitudine!
      Ciao carissima un abbraccio doppio, Spera.

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