GRAZIE

25 aprile 1945 – 25 aprile 2014

GRAZIE

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Grazie a tutti coloro che hanno liberato il nostro paese  dal fascismo

e

GRAZIE

A coloro che sono morti e che, con il loro sacrificio, hanno regalato a noi anni di democrazia e di pace.

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20 Risposte

  1. grazie grazie grazie ai partigiani e grazie a te per aver pubblicato questo e gli altri post

    1. E’ un giorno particolarmente sentito nella mia famiglia. Purtoppo non ci sono più le persone che ce lo hanno raccontato per anni, ma noi non l’abbiamo dimenticato, anzi, forse col tempo e con l’allungarsi delle generazioni, quella data diventa sempre più importante.
      Ciao carissimo, un abbraccio Spera.

      1. Anche nella mia famiglia non ci sono più i testimoni, ma c’è un segno profondo dentro di me. Sento di far parte di quella storia. Sono loro figlio, sono loro nipote. Pensare a loro mi dà forza.
        Ciao, ricambio l’abbraccio.
        M.

  2. grazie per la tua sensibilità nel ricordare in ogni occasione tutti gli eroi della nostra storia.
    Un abbraccio per oggi ed uno grande per domani. robi

    1. E’ stata scelta la data del 25 aprile per celebrare la festa della liberazione, perché in quel giorno è stata liberata la città di Milano, dove c’era il Comitato di liberazione nazionale, allora il portavoce era Sandro Pertini. Ma la mia città Bologna è stata liberata il 21 aprile, con l’ingresso, al mattino, dei gruppo “Legnano” e del gruppo “Friuli”. I soldati alleati erano polacchi.
      Ciao Robi, un abbraccio, Spera.
      P.S. La mia famiglia era in campagna sugli Appennini bolognesi e vide passare la prima divisione corazzata USA e la decima divisione da montagna Usa (canadese). Per tanto tempo i miei cari hanno ricordato l’abbondanza di cose (armi, munizioni, mezzi e viveri) che quei soldati avevano. Molti di quei mezzi (i famosi camion Dodge) furono abbandonati in quei campi, perché praticamente il fronte finì proprio in quella campagna. E per tanto tempo in casa mia ci sono state le coperte color militare sui letti.

  3. @ for Spera
    In questo giorno per ricordare “quegli eroi” suggerisco sommessamente a chi non l’avesse ancora letto di leggere “Fiori rossi al Martinetto”.
    Nella vasta letteratura e nella memorialistica sulla Resistenza, “Fiori rossi al Martinetto” è un documento drammatico, un testo di riferimento, soprattutto per il suo tono antiretorico.
    “I resistenti, non sono personaggi di Plutarco – avverte Alessandro Galante Garrone nella presentazione del volume – eroi stilizzati tutti d’un pezzo, ma uomini fatti per la pace, per la semplice vita quotidiana, che vincono la paura e l’egoismo per un istintivo senso del dovere”.
    Uomini, aggiungo io che, prima di essere assassinati dai fascisti, dimostrarono con le lettere ai familiari, hanno una forza d’animo straordinaria. Uomini di cui, purtroppo si è irrimediabilmente perso lo stampo. Vada a Loro la nostra eterna riconoscenza.
    Gerry

    1. Ciao Gerry,
      grazie del suggerimento. Non ho letto “Fiori rossi al Martinetto”, ma lo comprerò appena possibile, spero sia ancora disponibile e non sia fuori catalogo, come a volte rispondono i librai.
      Penso che a tener viva questa storia italiana di resistenza, di coraggio e di sacrificio, contribuiscano soprattutto coloro che l’hanno vissuta in prima persona, e chi, come me, ha avuto la fortuna di ascoltare dalla viva voce di chi ha combattuto e sofferto quella tremenda guerra, ha il dovere di ricordarla sempre ai figli e nipoti in avvenire.
      La riconoscenza va a chi ha dato la vita perchè il paese potesse avere finalmente la pace e la libertà per cui hanno combattuto.
      Grazie Gerry, un abbraccio, Spera.

  4. Democrazia e pace che oggi dovremmo doverosamente mantenere. Almeno questo.
    Grazie di cuore a tutti anche da parte mia.
    Buon 25 aprile!

    1. Ciao carissima,
      forse noi non ce ne rendiamo conto della fortuna che abbiamo avuto, quella di vivere in un paese dove la guerra è “solo” un ricordo.
      Ma non dimentichiamo mai, né vogliamo dimenticare coloro che ci hanno regalato tutto questo col loro sacrificio volontario.
      Ciao pesciolina, un abbraccio. Spera.

  5. Siamo tutti nati il 25 Aprile
    25 aprile sempre

    1. Ciao Gile,
      ho visto un bellissimo manifesto sul 25 aprile che diceva appunto che tutti noi siamo nati il 25 aprile. Grazie di avercelo ricordato.
      Un abbraccio. Spera.

  6. Non ci si dovrebbe mai fermare di ringraziare chi ha capito e ha lottato per la Liberazione e la Libertà.
    Commovente il tuo ricordo.

    Ciao 🙂

    1. Carissima,
      purtroppo dipende dalla sensibilità delle famiglie. Ci sono persone che non vogliono ricordare o persone che non hanno subìto in modo schiacciante l’oppressione fascista e l’invasione tedesca, per cui questa festa non significa gran che. Ma è dovere comunque della scuola, degli insegnanti tenere viva questa festa e ricordarla sempre. Per secoli. E’ la nostra storia tragica ma ricca di eroismo.
      Ciao Nou, un abbraccio. Spera.

  7. Questo post doveva leggerlo il prefetto di Pordenone che, con una vergognosa ordinanza per “motivi di ordine pubblico”, aveva vietato durante le cerimonie a commemorazione della festa della Liberazione di cantare pubblicamente ” Bella Ciao”.
    Al suo posto aveva proposto la canzone del Piave. Ma si può?
    E’ intervenuto Alfano (tutto dire) per togliere la vergognosa ordinanza.
    Ciao spera, brava!
    haffner

    1. Caro Haffner,
      e poi ci dicono di dimenticare? Forse una canzone fa tanto male?
      Ecco cos’è successo vicino a casa mia:

      “Li hanno legati ai pali, agli alberi, alle cancellate di una villa. Li hanno avvolti con filo spinato attorno al collo. Hanno mirato alle gambe perché morissero più lentamente e il filo spinato incidesse le carni. Una tortura che finì con un colpo di grazia. I cadaveri rimasero in vista per una settimana, con il cartello «Banditen», prima che il parroco don Carlo Marzocchi avesse il permesso di seppellirli nel giardino della villa di fronte. è stata una delle esecuzioni naziste più feroci avvenute in provincia di Bologna. Tredici partigiani – un medico costaricano, sei soldati russi di cui tre ignoti, quattro combattenti italiani di cui uno ignoto e due coloni, trucidati il 10 ottobre 1944. Una sarabanda selvaggia, una sagra dell’ infamia e della tortura, una inumana giostra di perversità».
      A questa sarabanda hanno partecipato anche i fascisti locali.
      A questo supponente prefetto, mando l’invito di venire da queste parti a dire robe del genere e di fronte ai famigliari di questi martiri.
      Altro che “Bella ciao”!!!
      Sono cose che fanno male, male al cuore profondamente. Sono insulti che non possiamo tollerare, Anche lui, pretore, può dire di essere vivo grazie al sacrificio di tanta gente. Si vergogni.
      Ciao Haffner, un abbraccio, Spera.

  8. Grazie per il pensiero, la memoria diventa ogni giorno più importante !
    grazie!
    anna maria

    1. Anche se i nostri “vecchi” non ci sono più, il ricordo rimane per sempre. L’importante, credo, che tocchi a noi, continuare nel ricordo e trasmetterlo ai più giovani,
      Ciao Anna Maria, un abbraccio.

  9. In ritardo, ( ero dall’altra parte dell’Adriatico), mi associo con queste parole di Panagulis:
    Ogni scintilla
    promessa di fuoco
    E ci sono migliaia di scintille
    Qualcuna di queste
    accenderà il fuoco

    1. Grazie per la parole di Panagulis.
      Ho l’impressione che dobbiamo essere noi, adesso, a mantenere vive queste scintille e a farle splendere. Ci proviamo, finché ne abbiamo la forza e la possibilità.
      Un abbraccio. Spera.

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