LA DISINFORMAZIONE SENZA RISCHI

LA DISINFORMAZIONE SENZA RISCHI

indexDa qualche tempo a questa parte la propaganda politica del Movimento 5 stelle ha compiuto un salto di qualità inquietante: da paladini della verità i deputati grillini si sono trasformati in creatori di bufale che poi fingono di smascherare. E’ accaduto più volte, a distanza ravvicinata. Il meccanismo è abbastanza semplice:

1) il governo annuncia un provvedimento che i grillini ritengono possa far breccia nel loro elettorato;

2) dal Movimento parte una campagna di disinformazione volta a dimostrare che quel provvedimento è fasullo o ne nasconde un altro e, quindi, il vero scopo del governo è fregare i cittadini.

Partiamo dal caso più recente. Il mese di maggio si avvicina e con esso il momento in cui, a detta del Governo, 10 milioni di Italiani riceveranno circa 80 euro in più al mese in busta paga. La deputata a 5 stelle Carla Ruocco, in un post sul sacro blog (quindi ex cathedra) tuona contro “la balla degli 80 euro”, sostenendo che il Governo è pronto a dare con una mano 80 euro (quindi non è una balla, verrebbe da dire) ed a toglierne con un’altra 65 a ben 5 milioni di italiani. Con un protocollo ormai ben sperimentato, le elucubrazioni della deputata Ruocco vengono fatte rimbalzare da un social network all’altro, spinte dall’esercito di militanti dell’etere che producono centinaia di messaggi del tipo “guardate cosa vi stanno facendo…” seguiti dall’immancabile link al blog della Casaleggio & Associati (che sui clic ci guadagna, ma questa è un’altra storia).

Quello che sostiene l’Onorevole Ruocco è falso (e qui Ernesto Maria Ruffini spiega molto bene perché), ma intanto per un giorno intero in rete ed in TV non si è parlato d’altro. Un altro esempio di questa tecnica di guerriglia della disinformazione è stato dato a proposito della vendita annunciata (ed in parte già realizzata) di 150 auto blu del governo su Ebay.

In quell’occasione fu il vice presidente della Camera Di Maio a sollevare il polverone, seguendo lo stesso identico procedimento utilizzato sopra. Il provvedimento viene collegato (falsamente) ad un altro provvedimento (nel caso specifico riferito addirittura al governo precedente) ed il messaggio che viene lanciato è “da una parte vi dicono che vendono 150 auto blu, dall’altro ne comprano 210”. La vicenda è stata riassunta egregiamente su Giornalettismo, quindi non ci tornerò, ma anche qui le cose che diceva Di Maio si sono dimostrate false, mentre l’effetto è stato che una parte dell’opinione pubblica è stata convinta che in realtà il governo sta barando.

Potrei continuare con gli esempi, ma mi fermo. Voglio soffermarmi, invece, sui motivi che spingono i grillini a comportarsi così e sugli effetti di questo comportamento sulla società tutta. I motivi sono semplici. Si disinforma senza correre rischi.

Come mai, infatti, il “la” a questo tipo di operazioni viene sempre da un Parlamentare? Presto detto, la risposta è nel primo comma dell’art. 68 della Costituzione: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.”

Niente diffamazione quindi. Nessun reato potrà essere loro contestato per la diffusione di notizie false. Se le stesse cose che hanno detto Di Maio e Ruocco le avesse scritte un giornalista, sarebbe stato costretto a rettificare. Se le loro parole fossero state ritenute diffamatorie, il diffamato avrebbe potuto adire le vie legali. Contro i Parlamentari, invece, nessuna di queste strade è percorribile. La bufala non è smentibile né se ne può chiedere la rettifica. Prova ne è che si trovano ancora lì, sul sacro blog, pronte ad essere lette e credute dal primo che passa.

Gli effetti di questa propaganda quali sono? Sotto il profilo elettorale non so vagliare l’efficacia di queste tecniche. Magari servono, magari no. Ci toglieremo il dubbio alla fine di Maggio, quando si voterà per le europee. Sotto il profilo del nostro essere comunità e della fiducia nelle istituzioni, invece, questo atteggiamento è devastante. Instillare la certezza che non si possa credere più a niente, che le istituzioni sono composte da bande di malfattori, falsari e bugiardi, pronti a fregarci con il più classico dei giochi delle tre carte, non può che portare ad un peggioramento della vita di tutti noi.

L’altro giorno discutevo su facebook della vendita su ebay delle auto blu e di come il loro prezzo finale sia stato ben superiore a quello di mercato, mi è stato risposto “non credere a quello che leggi, non ci vuole niente a creare degli account fasulli per far crescere le offerte e gonfiare il prezzo”. Una parte di me sorrideva, immaginando un pool di 007 (il lavoro sporco lo si fa fare ai servizi segreti, no?) intento a creare nickname fasulli su ebay per poter piazzare le offerte su una lancia thesis. Un’altra parte di me, però, è seriamente preoccupata. Se un movimento politico forte del 25% dei consensi assume le regole di una setta religiosa, dimostrandosi pronto a propagandare il falso per perpetrare il mito della propria superiorità e della disonestà di tutti gli altri, si crea un effetto destabilizzante mostruoso.

Io credo, invece, che ci sia bisogno, in Italia, di una ripresa di cui non si parla mai, la ripresa della fiducia nelle istituzioni. Come sa benissimo chi è stato tradito almeno una volta, la fiducia è un bene preziosissimo, facilissimo da perdere e difficilissimo da riconquistare.

Da un movimento che si auto-rappresenta come nuovo e immacolato ci saremmo aspettati non dico l’infallibilità, non dico l’umiltà di chiedere scusa quando si sbaglia, ma almeno una pratica politica diversa dalla costruzione delle panzane a tavolino per un bieco tornaconto elettorale. E invece.

(Fabio Avallone)

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40 Risposte

  1. Ogni tanto mi va di rispondere.
    1) Il taglio delle detrazioni non è una bufala, ma è un’ipotesi prevista nel jobs act. Si parla di armonizzazione delle detrazioni familiari per favorire l’occupazione femminile, che cosa significa? come si può spingere una donna a lavorare? semplice togli la detrazione per coniuge e vedi che il coniuge casalingo avrà la necessità di andare a lavorare. Nessuno ha smentito questa interpretazione. (sul punto l’unico errore dei grillini è che si è coniato una #assegnifamiliari)
    2) E’ vero che le 210 auto sono state previste dal precedente governo (sempre a guida PD) ma Renzi potrebbe bloccarne l’acquisto senza pagare alcuna penale. Finora non lo ha fatto.
    Continuo ad ammirare (e quasi invidiare) la tua fede nel partito, qualunque cosa faccia. Ti saluto con affetto e faccio a tutti i frequentatori del blog gli auguri di Buona Pasqua.
    PS. Il problema non è Grillo, ma la collusione ormai evidente di una vecchia classe dirigente con Mafie di ogni tipo e potentati economici.

    1. Il guaio è che quello che viene detto dai grillini sono “ipotesi” ma non è la realtà.
      Stiamo ai fatti e non buttiamo la farina prima di aver fatto il pane. Poi assaggeremo il pane.
      Ma la mania di distruggere qualsiasi proposta, qualsiasi iniziativa, fa venire il latte alle ginocchia, perché si vede che è una mania ossessiva contro il PD a prescindere.

      Metti per esempio le cinque donne capolista per le elezioni europee, subito bollate come veline, donne immagini e via dicendo, con offese incredibili.

      Invece si deve fare esattamente così, altro che quote rose, perché il punto della rappresentanza femminile nella nostra società è una questione che ha fatto la muffa, è una discussione da novecento illuminato, la disquisizione sui meriti dei cittadini in gonnella è memoria di epoche glaciali più che di oggi. E’ ora di smettere di trattare le donne solo come un oggetto sessuale. Grillo dimostra di essere un retrogrado conservatore, bigotto e maschilista. Stia nel suo brodo.
      Su questo non mi fermerò qui.
      Ciao Luigi, un abbraccio Spera.

  2. BALLE SU TUTTA LA LINEA

    I GRILLINI DENUNCIANO LA BOLDRINI COME RESPONSABILE DELLA FUGA DI DELL’UTRI

    11/04/2014 – Al grido di «Noi l’avevamo detto», il Movimento 5 Stelle attacca la presidenza della Camera. Ma Grillini contro Boldrini per la fuga di Dell’Utri: ma lei non c’entra niente

    Il Movimento 5 Stelle mostra una lettera con la quale chiedeva a Boldrini di rimuovere dell’Utri dall’elenco di quanti fanno parte delle «delegazioni parlamentari presso le assemblee internazionali» e di togliergli quindi il passaporto diplomatico. Che non ha e che non gli sarebbe comunque servito a scappare.

    CHE C’ENTRA BOLDRINI? – La lettera, a firma Roberta Lombardi, è datata 16 maggio dell’anno scorso e secondo i grillini che la stanno spammando per ogni dove, sottolinea le responsabilità della presidente della Camera nella fuga di Dell’utri, che comunque è senatore. Peccato che ai grillini siano sfuggiti diversi dettagli. Non è infatti il presidente della Camera che ha potere sui passaporti e per di più dell’Utri non aveva bisogno di alcun passaporto diplomatico per lasciare l’Italia, visto che:

    «la Procura generale ci aveva provato, a chiedere il divieto di espatrio, considerando il fatto che Dell’Utri ha più passaporti diplomatici di Paesi stranieri e che dalle intercettazioni ambientali gli inquirenti avevano intuito che esisteva il rischio di fuga.»

    UNA SVISTA CLAMOROSA – Senza divieto d’espatrio Dell’Utri se ne poteva andare anche se privo di passaporto diplomatico, ma non è nemmeno di quello italiano che si parla. Se fosse quello italiano ora sarebbe revocato e Dell’Utri sarebbe bloccato là dove si trova ne più ne meno di uno Snowden qualunque, invece ne ha altri e rilasciati da altri paesi. E ovviamente ne Boldrini, ne Grasso in qualità di presidente del Senato, potevano togliere il passaporto al latitante di oggi.

    BALLE SU TUTTA LA LINEA – Dell’Utri in ogni caso non ha altro passaporto italiano che quello comune a tutti i cittadini, la Farnesina ha infatti precisato che: «Non risulta che Marcello Dell’Utri sia in possesso di un passaporto diplomatico italiano né di un passaporto di servizio valido». Quindi delle due l’una: o i grillini che si stanno agitando non hanno capito niente della vicenda, ma proprio niente, oppure ci stanno marciando in maniera indegna.

    Senza divieto d’espatrio Dell’Utri se ne poteva andare anche se privo di passaporto diplomatico, ma non è nemmeno di quello italiano di cui si parla. Se fosse quello italiano ora sarebbe revocato e Dell’Utri sarebbe bloccato là dove si trova ne più ne meno di uno Snowden qualunque, invece ne ha altri e rilasciati da altri paesi. E ovviamente ne Boldrini, ne Grasso in qualità di presidente del Senato, potevano togliere il passaporto al latitante di oggi.

    Dell’Utri in ogni caso non ha altro passaporto italiano che quello comune a tutti i cittadini, la Farnesina ha infatti precisato che: «Non risulta che Marcello Dell’Utri sia in possesso di un passaporto diplomatico italiano né di un passaporto di servizio valido». Quindi delle due l’una: o i grillini che si stanno agitando non hanno capito niente della vicenda, ma proprio niente, oppure ci stanno marciando in maniera indegna.

  3. Almeno è chiara la strategia che lo staff del padrone ha deciso di adottare in questo grappolo di avventure elettorali: il Movimento Cinque Stelle ora parla non più al Paese ma alle sue piccole patrie. Conviene seguire le tracce di questa manifestazione sincronizzata.
    Iniziamo da Padova, dove Grillo ha deciso di giocare una carta apparentemente senza ritorno. Padova è cuore di Veneto, il Veneto è il cuore di questa nuova ondata secessionista che sogna di fare a pezzi unità, d’Italia, e Costituzione. Odore intenso di una destra desiderosa di fare da cerniera alle gradazioni di nero che hanno insanguinato, tra Roma e Berlino, il mondo intero. A questo fronte ecco accostarsi la Lega di Salvini: non c’è niente di strano, anzi, c’è coerenza di storia e di feeling in questa sintonia. Viene da Salvini l’intimidazione, rivolta allo Stato italiano e ai suoi apparati, perché siano immediatamente rimessi in libertà i secessionisti arrestati nei giorni scorsi.
    E qui, al Palafabris, Grillo strappa il gagliardetto dalle mani dei leghisti secessionisti, dicendo in sostanza a chi lo ascolta: sono io l’avvocato che stai cercando, se è la secessione che l’Italia ha incarcerato. Lo fa a modo suo, ricorrendo a immagini da sussidiario, legnose e bolse ma lui sa che hanno un effetto sicuro a dispetto della loro naiveté quasi ridicola. Così, entra in scena con un tank, un carroarmatino di cartone che spara coriandoli, giusto per ridare lievità alle telefonate intercorse tra i secessionisti che ridere non fanno, quelle loro parole non erano coriandoli. Il padrone dei Cinque Stelle vuole stravincere: «Non vogliamo più stare in questo Stato di “mone” – stiamo traducendo dal veneto – c’è un diritto alla secessione – aggiunge uscendo dallo sketch in lingua – se fate un referendum sono con voi».
    Molto bene: vota secessione, almeno in Veneto; vota frammentazione dello Stato, vota ciò che la Costituzione non consente, perché federalismo sì, ma secessione è un attacco allo Stato. Tosta presa di posizione: ovviamente, è stata valutata e decisa dal web? dal popolo cinque stelle?…. no, non ci sembra, pura farina del suo sacco. Ma a lui cosa frega? È tutta roba sua, non gli rompessero le scatole, sta cercando di svuotare i giacimenti di voti leghisti, lo si vuol capire oppure no? Per far questo, può a buon diritto citare Napolitano, il Presidente, l’uomo che lui, Grillo, e Berlusconi vorrebbero non aver mai conosciuto, tanto ritengono di essere stati tormentati da questo signore compassato: «È un uomo cattivo che ha violentato la Costituzione», commenta candido mentre si schiera coi secessionisti per bombardare la Costituzione. Sempre augurandosi che chi gli sta di fronte sia un deficiente, Grillo si permette di surfare tra un incongruo e l’altro. Altra scena, ma, per la storia, quasi contemporanea: Torino. Qui, in piazza, per i Cinque Stelle ci sono Di Battista – il candidato premier nazionale – e Davide Bono, candidato alla presidenza della regione per la sua fedeltà al capo. Gioco di squadra: Di Battista se la prende con l’influenza delle lobby sui partiti, ma dopo che il suo fronte ha, com’è noto, raso al suolo il finanziamento pubblico ai partiti giusto per metterli nelle condizioni di affidarsi ai soldi di chi li ha, e cioè alle lobby. Ma è Bono a far da contraltare alla vicinanza non solidale sancita a Padova tra Grillo e i “barbari” di Salvini: «La Lega contro Roma ladrona ha fatto peggio della sinistra e della destra messe insieme». Qui, l’attacco ai titolari di quel bacino di voti così inteneriti da Marine Le Pen, si fa esplicito, diretto: se quei voti di estrema destra cercano la purezza e l’implacabilità che sognano da tempo, è ai Cinque Stelle che devono guardare, non altrove.
    A Padova si può «fare la mossa» sexy al secessionismo al quale la Lega ha dato la sua piena adesione, a Torino si bombarda Salvini, per non parlar di Cota. Qui, si può addirittura derogare dal principio, molto rispettato, secondo il quale la madre di ogni male è la sinistra, se si tratta di accedere ad una pronta cassa meno stitica del bacino di consensi della sinistra: questa capacità di nominare la realtà a seconda della convenienza si chiamava opportunismo. Si tutela alla meglio Di Battista, altro attore mancato: «Dell’Utri e Berlusconi non sono stati condannati grazie alla sinistra ma nonostante la sinistra». Ecco, il nuovo jingle cinque stelle canterà grosso modo così: la sinistra è il nuovo partner della mafia. Ora, immaginare chi ci sarà nel coro.
    (Toni Jop)

  4. La storia è semplice, basterebbe raccontarla per trarne un giudizio secco e netto, eppure trasuda di puerile idiozia dei tempi moderni.
    Il Movimento 5 Stelle salentino in vista delle Europee ha promosso sui social network una campagna contro alcuni politici del Pd. Ha cominciato con Guglielmo Minervini, assessore alle politiche giovanili del governo Vendola e uno dei più illuminati e brillanti protagonisti della rivoluzione gentile nel tacco d’Italia. È stato l’assessore della legge sulla “partecipazione”, sulla trasparenza della pubblica amministrazione, promotore dei programmi “bollenti spiriti”, “principi attivi”, rivolti alla valorizzazione dei giovani talenti. Attraverso questi piani sono nati incubatori culturali, imprese creative, start-up, imprese leader mondiali nel settore aerospaziale e delle nanotecnologie.
    Ebbene, nonostante un buon curriculum dell’assessore, gli attivisti salentini del movimento 5 Stelle hanno deciso di metterlo alla gogna mediatica attraverso un manifesto in cui si denunciano le sue assenze (20%) dal consiglio regionale, assenze riscontrabili sul sito della regione Puglia proprio grazie alla legge sulla trasparenza di cui lo stesso Minervini è stato promotore (a questo link potete leggere il manifesto offensivo e la protesta di molti cittadini contro la cantonata dei M5S). Ora fin qui nulla di male, se non fosse che gli autori del manifesto hanno dimenticato di riscontrare quante presenze contano i deputati grillini, da questo link si può evincere per esempio che il deputato Di Battista ha racimolato il 23 % di assenze.
    Ma non è questo confronto tra percentuali ad aver scatenato l’irritazione del popolo della rete pugliese, bensì che gli attivisti grillini hanno denunciato pubblicamente le assenze di Minervini “dimenticandosi” ciò che tutti i pugliesi conoscono, ovvero che quelle assenze sono giustificate in quanto l’assessore da diversi anni sta combattendo contro il cancro. È stato definito sul manifesto un cronico assenteista, ma di cronico ha solo la malattia contro cui lotta. Un anno fa Guglielmo Minervini rilasciò al corriere del Mezzogiorno una coraggiosa intervista in cui pubblicamente raccontò la sua storia e il suo travaglio, qui potete leggerla. È difficile trattenere l’indignazione per un attacco a cui è complicato affiancare un aggettivo senza cadere nel volgare. Quando ho letto il manifesto non riuscivo a crederci. Ho letto le fantasiose teorie contro le vaccinazioni, ho letto le mega balle che l’AIDS non esiste ed è una invenzione delle lobby farmaceutiche, ma una violenza così idiota non potevo sospettarla, eppure non c’è limite al peggio.
    Minervini sta lottando contro un brutto male, questo manifesto difficilmente gli procurerà ulteriori ferite. La sua partita è più importante ed è quella per la lotta alla vita. Continuerà a lottare con il sorriso e sognando un futuro migliore, così come ha sempre fatto in questi anni.

  5. “Te lo do io l’Euro tour”
    Grillo:
    “E allora siamo ancora lì a parlare di un Tampax, un usa e getta, di un pannolino… io lo dico da 15 anni, i pannolini si possono produrre in altro modo, lavabili! Ma parliamo degli indiani: 500mila macellerie si stanno mettendo insieme perché lo scarto è putrefazione, casino, lo buttavano con costi enormi, ora fanno vermicultura,creano posti di cultura con i vermi, e con i vermi nasce la pescicultura e gli escrementi dei pesci li danno ad un’azienda che ha aperto e vende funghi”
    (Da notare la parola “cultura” inserita nel discorso. Almeno avesse detto “coltura” beh! Non pretendiamo troppo. Già rilavare i pannolini e coltivare vermi è una “novità” di quelle che solleveranno la nostra disastrata economia, secondo grillo).

  6. E FANNO L’ANTIMAFIA CON CIANCIMINO?

    Massimo Ciancimino si confessa ai microfoni de La Zanzara, il programma radiofonico condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo in onda ogni giorno su Radio24. Il figlio di Vito Ciancimino, tornato negli ultimi anni alla ribalta delle cronache relativamente al caso della trattativa tra Stato e Mafia ha dichiarato che alle europee voterà Grillo mentre Renzi gli ricorda la Dc.

    (Ah! Ah! Ah!)

    1. @ for Spera,
      apprendo che anche Tu ascolti “la zanzara”, una trasmissione che più trash, non si può. Anch’io l’ascolto viaggio molto in macchina e piuttosto che ascoltare canzonette mi “riduco” ad ascoltare la zanzara. Qui la politica non c’entra anche se mi chiedo come mai David Parenzo si presti al gioco (tengo famiglia).. Mi chiedo perché il giornale confindustriale si sia ridotto a un livello di volgarità simile. Hai notato come il conduttore (?) ami porre agli ascoltatori che dialogano con lui, richieste di descrizioni di situazioni scabrose, cercando di far illustrare i gusti dubbi di qualche pervertito nei minimi particolari. Una battuta pesante può anche starci (De gustibus non disputandum est) ma la richiesta ripetuta ossessivamente di chiarimenti nelle fattispecie illustrate potrebbe denotare almeno a parer mio, una certa devianza, o no? Non parliamo poi del turpiloquio continuo che costui adopera. Ma è possibile lasciar condurre una trasmissione radiofonica che sarebbe meglio ribattezzare laidofonica, che può essere ascoltata da chiunque? Senza che nessuno intervenga. Avrai notato come la volgarità degli atteggiamenti di costui, non muti neanche quando l’interlocutrice è una donna. Vorrei conoscere il Tuo parere e perché no, anche quello di altri frequentatori del Blog, ma una trasmissione del genere cui prodest???
      Cari saluti.
      Gerry

  7. Cara Spera. Io non ci tento piu’. Negli ultimi mesi ho DOVUTO spiegare a un sacco di persone (che come da prassi credono a qualsiasi cosa detta dal comico genovese), l’assoluta attivita’ zeppa di menzogne portata avanti da questi sconosciuti dilettanti (ma chi cazzo e’ sta Ruocco che va in tv senza conoscere il provvedimento, o peggio ancora inventandoselo?). Poi passano 12 ore e il comico attacca le “veline capolista”, e automaticamente la polemica sugli 80 euro passa in cavalleria.

    E’ solo l’ultimo esempio ma si potrebbero farne uno al giorno per gli ultimi dodici mesi.

    Quando poi spiego (con tanto di testo uscito dalla commissione per approdare in aula), e l’interlocutore capisce, la risposta e’ sempre quella “Ma sono proprio degli ignoranti”.

    Non solo, rispondo io, sono anche, ed e’ ben piu’ grave, degli arrivisti.
    E non c’e’ nulla di peggio di un arrivista ignorante.

    Rispondo a Luigi, che ogni tanto “gli va’ di rispondere”, ma solo ogni tanto.
    “Il taglio delle detrazioni non è una bufala, ma è un’ipotesi prevista nel jobs act.”

    Lei conosce la differenza fra IPOTESI e PROVVEDIMENTO?

    Ora, posto che gli 80 euro ci saranno (li chiami pure questua o come le pare, 80 euro sono e rimangono), se questi sapientoni sapessero di cosa parlano, ne’ risulterebbero molti meno in busta paga per chi dovesse subire le detrazioni per il coniuge a carico. e cosi’ non sara’. Anche perche’ l’errore (solito dilettantismo) di mettere un hashtag come quello “assegnifamiliari” denota l’assoluta incompetenza di questi impiegati postali prestati alla politica.

    Ma questo non e’ piu’ il problema dei grillini, e’ gia roba vecchia, oggi bisogna accertarsi se Laura Boldrini fosse alla guida del boeing che ha portato Dell’Utri in Libano, poi verra’ notte, e domani ci alzeremo con un’altra sparata.

    D’altronde, il piu’ importante endorsment ricevuto dal M5S negli ultimi mesi sapete di chi e’ stato? di Obama? della Regina d’Inghilterra? di Hollande o Cameron o addirittura dalla Merkel?
    No no no no.

    I primo arriva dallo xenofobo Salvini, il secondo, quello che l’OCSE attendeva per rivalutare l’outlook dell’Italia, porta la firma di:

    AVVOCATO TAORMINA CARLO.

    Se prima mi facevano pena, ora mi fanno schifo.

    Ciao
    Zac

    1. Come al solito sei sincero ed anche raffinato. Il fatto che la revisione sia solo un ipotesi non esclude che possa essere attuata, anzi la rende probabile, altrimenti non sarebbe stata fatta e poi anche gli 80 € non sono ancora stati dati.
      I fatti sono fatti. quando avvengono non quando vengono annunciati, su questo siamo d’accordo, ma se all’annuncio si reagisce è “buono e giusto”. Sull’ondata di attacchi a Grillo rispondo: non bisogna guardare il dito, ma la luna. A voi sta bene che le riforme costituzionali si facciano con un delinquente che ha truffato lo Stato, a me no. A voi sta bene che il PD ci ripensi e voti per la riduzione delle pene per il voto di scambio, a me no. E questi sono solo due esempi di comportamenti molto coerenti con la propaganda del rinnovamento.
      Preciso che il mio “ogni tanto” non è dettato da un complesso di superiorità, ma semplicemente dal fatto che alcune volte trovo esagerate le accuse contro i 5S e “mi va di rispondere”; ma quando non si hanno argomenti per contestare il merito delle questioni si attacca la forma.
      Che Pasqua porti la Pace a noi e a tutto il mondo.

      1. @ for Luigi Mancuso,
        sono pienamente d’accordo quando scrivi “A voi sta bene che le riforme costituzionali si facciano con un delinquente che ha truffato lo Stato, a me no. A voi sta bene che il PD ci ripensi e voti per la riduzione delle pene per il voto di scambio, a me no. E siamo in tanti. La riduzione delle pene, vergognosamente concordata, fa indubitabilmente il gioco di una certa classe politica la quale mette le mani avanti per assicurarsi l’impunità. Adesso la S.C. rimanda il parere su quel giglio di purezza del bibliofilo. Scommettiamo che il rinvio farà in modo che non sia concessa l’estradizione? O come minimo la rinvia? Estradizione su cui peserà e in maniera determinante i rapporti intessuti in passato dal bibliofilo e dal compagno di viaggio B, veramente lungimiranti in materia. Qualche pennivendolo di regime si chiede, finge di chiedersi, come mai se il bibliofilo voleva veramente darsi alla latitanza, avesse consegnato il passaporto al portiere dell’albergo? Se vuoi una suite in un albergo a cinque stelle, cosa vuoi consegnare, il telepass? Tutto studiato, sapeva dall’inizio come si sarebbe svolta la faccenda…Poi i giornali, premurosi, ci hanno informati che ha chiesto ai familiari, dei libri, avrà richiesto “Le mie prigioni”?
        E passiamo al compare, il buon Silvio si chiede cosa ritengono di poter rieducare in una persona che ha ricevuto l’educazione da mamma Rosa (buonanima), la poverina, parlandone da viva, deve aver certamente dimenticato qualcosa, della serie” come e con chi si sta a tavola”, da qui le cene eleganti. Una cosa però è certamente cosa buona del provvedimento assunto dalla corte. Infatti, con l’ingresso di Silvio nella Sacra Famiglia di Cesano Boscone, entrerà nella struttura, finalmente, un esperto e che esperto di sesso. E’ facile immaginare la gioia degli ospiti di Villa Arzilla. Lo accompagnerà anche Apicella? Io fossi stato il (la) giudice avrei anche stabilito che il tragitto dalla villa di “B” alla struttura di Cesano Boscone, avvenisse con l’impiego di un furgone della Penitenziaria, con spese a carico del trasportato. Invece ci toccherà assistere al solito monumentale corteo che nemmeno Obama si concede, il tutto a nostre spese, naturalmente. Altra vergogna.
        Questo è il paese, ci piaccia o no:
        Cordialmente.
        Gerry

        1. For tutti e due (Gerry e Luigi)
          A voi sta bene che non si facciano le riforme? A me no.
          A voi sta bene che non si condannino i mafiosi che non sono colti sul fatto di dare dei soldi, ma anche se continuano il sistema e non sono colti sul fatto? A me no.
          A voi sta bene che i grillini votino alla Camera l’abbassamento delle pene per i mafiosi e poi al Senato facciano la bagarre ai soli fini elettorali? A me no.
          La riduzione della pena non fa il gioco della classe politica, ci si dimentica che “prima” le pene per questo reato non esistevano nemmeno. A voi sta bene che la legge non fosse cambiata? A me no.
          Ricordiamoci che il berluska è stato presidente del consiglio italiano per ben tre volte, che ha milioni di seguaci, il solo fatto che sia costretto a stare con dei “vecchi” sia pure a raccontare barzellette, vi pare una cosa da poco?
          Il fatto che non possa disporre del suo tempo, delle sue dimore senza avvisare i servizi sociali o il fatto che sia costretto a subire colloqui con i servizi sociali, lui, che ama così tanto la sua libertà personale, non credo che sia una cosa da poco. ma sia una cosa di buon senso che sia stata applicata dai giudici, senza creare nel paese una conflittualità ancora più grande di quella che c’è.
          Abbiamo bisogno di fare le riforme, di far crescere il lavoro, di dare lavoro a chi non ce l’ha, di sostenere chi è nella indigenza, di rinnovare la scuola, vi pare che le beghe di berlusconi siano così importanti?
          Quello che importa è che berlusconi, servizi sociali, o meno, agibilità politica o meno, è ormai alla fine, ed il paese si deve mettere alle spalle, quello che non conta più.
          A me sembra, per quanto piccola, per quanto non rapportata al reato, che gli venga data una grande lezione di umiltà. Quello che vorrei è che non se ne faccesse un martire, un santo e questo succederebbe se a questa cosa si desse tanta importanza.
          Lasciamolo all’ospizio a svolgere il suo lavoro obbligatorio, lasciamolo fare i suoi comizi a Roma, vediamo cosa succedde, ma certamente non sarà la fine dei questo paese.
          Tira una nuova aria, ve ne siete accorti?
          Un saluto cordiale ed un abbraccio, Spera.

          1. @ for Spera,
            anche a me non sta bene che i mafiosi non vadano in galera, inoltre, non me né può fregare di meno di pareri o opinioni espressi da Grillo & C. detto ciò: ritengo che nella fattispecie la riduzione della pena faccia il gioco della classe politica (che nell’occasione è un unicum). Infatti, se la P……… (con scorta) marcia contromano la F……. (con scorta) va all’IKEA. Questa e quella per me pari sono. Comportamenti censurabili indipendentemente dal colore di appartenenza. Colori che sotto i nostri occhi sbiadiscono sempre di più, purtroppo. Ormai diciamolo chiaro, la politica come missione non esiste più. Mi sovvengono al proposito, alcune dichiarazioni celebri dell’ex ministro socialista Rino Formica che affermava “il convento è povero, ma i monaci sono ricchi”, tremendamente attuale alla luce di quanto narrato dalle cronache, mettere da parte quarantanove milioni di euro in pochi anni… e “La politica è sangue e merda” oggi possiamo costatare sulla nostra pelle, come alla politica sia stato tolto il sangue e sia rimasta, aimè solo la materia fecale e, certamente non per colpa nostra. Quando dici che “prima” le pene per il reato “quel reato”, non esistevano, è una contraddizione in termini, infatti, non avrebbero potuto diminuirle se non fossero esistite “prima”. Ma la diminuzione in peius attuata, di cui pure qualcuno ha sentito il bisogno, non è il problema centrale. Infatti, centrale è il problema della riformulazione del testo che definisce il reato. Cui prodest? Passiamo a “B”, i magistrati hanno applicato la “pena” (?), con buon senso per non creare stato di conflitto nel paese. Bene. Ritengo, posso naturalmente errare, che i magistrati dovrebbero applicarle le leggi, non interpretarle alla luce di un’eventuale conflittualità che potrebbe nascere in seguito all’applicazione della stessa. Che cosa temevano nella fattispecie, Che la Santanchè s’inca@@asse? Che Gasparri, s’infervorasse? Che Brunetta cianciasse? Che la Mussolini imperversasse? O, che il popolo insorgesse?
            A Te sembra che per quanto piccola e non rapportata al reato (gravissimo), non il Tuo parere, il reato. Gli sia stata inflitta una lezione di umiltà, perché secondo Te quella sarà la sua interpretazione? La girerà ancora una volta a suo vantaggio.
            E, infine, dici “Tira una nuova aria, ve ne siete accorti”? Mia cara, quando si alza il vento “la nuova aria” occorre tener conto “anche” delle vele a disposizione…
            Cara Spera, io credo che “noi” i compagni di una volta, quelli che credono ancora nell’uguaglianza sociale, ci lasciamo cullare o forse è meglio ci ostiniamo a cullarci, nell’illusione che questi politici, rappresentino ancora quell’idea. Alcuni di loro, la maggioranza, operano soltanto nei loro interessi, per rafforzare uno status sociale raggiunto, che altrimenti avrebbero potuto soltanto sognare, in virtù del fatto che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro. La nostra crisi è iniziata quando nel partito sono entrati gli ”intellettuali o pseudo tale. Non basta aver frequentato per qualche anno la Normale di Pisa, per assumere atteggiamenti da “migliore”. E’ stata la fine. In questi anni, abbiamo potuto assistere a un continuo scodinzolare di troppi dei nostri nei confronti di “B”, pur di rimanere a galla. Devo essere più chiaro?
            Ti abbraccio.
            Gerry.

            1. Condivido in toto. A Spera ogni tanto sfugge qualcosa: è il PD che ha votato per le pene da 7 a 12 e poi ha cambiato idea e votato da 4 a 10 oltre alla riformulazione della “messa a disposizione”.
              PS.: le cose che non vanno bene per Spera non vanno bene anche a me (e nessun grillino le ha mai appoggiate), ma deduco che quelle che non vanno bene a me, vanno bene a Spera.
              Un rinnovato abbraccio e auguri.

    2. Caro Zac,
      senti questa.
      Il 16 luglio 2013 alla Camera veniva approvato il 416-ter con il voto favorevole del M5S, con pena dai 4 ai 10 anni. Sono passati 9 mesi e adesso quello che il M5S aveva votato è diventato un crimine. Si chiama politica. Ma è la parte della politica che avremmo volentieri dimenticato, quella basata solo sulla demagogia: incivile e bugiarda.

      Se si pensa che le pene per i reati mafiosi siano troppo leggere, cosa condivisibile, si presenti un disegno di legge con un complessivo e coerente riordino delle pene per i reati di questo tipo.
      Una breve ricerca che può fare chiunque…
      http://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/modifica-416-ter-scambio-elettorale-politico-mafioso-tu-pdl-204-e-abb-a-voto-finale/972
      http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0007060.pdf

      1. Eh gia, lo sapevo, ma non solo con i voti dei grillini, la Camera approvo’ all’UNANIMITA’.
        In questo paese 9 mesi sono come novantanni nel resto del globo.

        Ciao
        Zac

  8. Sono sempre più nauseato da questa Italia sempre alla ricerca del personaggio in grado di compiere il miracolo e : d’incanto, svegliarci la mattina nel paese di Bengodi; poi fa nulla se una volta di più ci risvegliamo pieni di miseria, di debiti e di nuove tasse da pagare, tanto arriverà un nuovo uomo dei miracoli con la schiera dei manutengoli e falsi moralisti che da sempre pontificano in TV fra uno spot e l’altro, sempre pronti a posizionarsi col nuovo taumaturgo in arrivo.

    1. Carissimo Sileno
      Oggi hanno intervistato alcune persone che sono ospiti della casa di riposo dove il personaggio deve trascorrere almeno 4 ore di seguito, una volta alla settimana, per redimersi.
      Una cosa da niente.
      Racconterà le solite barzellette o canterà un po’, ma non credo che alle persone faccia bene la sua presenza, alcune prioprio pare che non ne vogliano sapere.
      Speriamo che per quelle persone non diventi una pena.
      Ciao Sileno, un abbraccio. Spera.

  9. Faccio seria fatica a seguire il senso logico delle tue argomentazioni, sia per il contenuto, la logica inerente le “documentazioni” che fornisci, sia per la forma, nel senso che qualsiasi cosa questi rappresentanti possono dire la si può sempre e comunque ricondurre a un fenomeno di natura mass-mediatica! Ho quasi l’impressione che pretenderesti una finta opposizione a cui i tuoi amici del PD da tempo ti hanno educato!!!

    1. Caro codice sociale, mi spiace, mi sembrava di essere stato chiaro, ma forse mi sbaglio. Detto cio’ volevo informarti che io non sono mai stato educato dal pd, non ho mai avuto la tessera, sono piu’ a sinistra di sel da piu’ di trentanni, e amo intrufolarmi alle assemblee sia locali sia nazionali del pd proprio per essere l’elemento dirompente all’interno di quel partito.

      P.S.
      Sono passato da te e ho visto postato una tela dell’insuperabile Fontana, al che mi son detto che avrei scritto un pensiero su quell’opera (e piu’ in generale sulla produzione di Fontana).

      I “Tagli” segnano uno spartiacque nella storia dell’arte, il passare attraverso la tela impone una diversa veduta e percezione dell’opera d’arte, che lascia il bidimensionale per approdare a un tridimensionale applicato a un piano, una genialata che ancor oggi ispira molte correnti.

      Ma la cosa che in pochi sanno e’ che per ogni grande artista corrisponde un altro grande artista vissuto precedentemente.

      nel caso di Lucio Fontana l’artista e’ il Canova, e l’opera di riferimento e’ “Amore e psiche”, e nello specifico quel lasco di pochi centimetri che intercorre fra le labbra delle due facce avvinghiate in un abbraccio vitale o mortale, che dir si voglia.

      Fontana ha visto quello spazio, ci si e’ tuffato dentro, il resto della scultura e’ un contorno, e da qui ha cominciato a bucare, a tagliare, a rendere un piano una forma plastica, dove l’occhio puo’ addentrarsi senza conoscere la fine del percorso.

      Una cosa magnifica.

      Saluti
      Zac

  10. Ancora non siamo riusciti a liberarci di quel mostro che ci ha tolto vent’ anni di normalità e già ne arriva un altro che sfrutta la buona fede dei cittadini per agitare ancora di più le acque di questo nostro torbido Paese.

    Buona nanna. Un abbraccio. robi

    1. Carissimo Robi, avrai notato che mi sono lasciata un po’ andare sulle cavolate che questa gente sta dicendo, non ne potevo più e ne ho accumulate qualcuna.
      Non servirà, ma quello che a me importa è che restino come testimonianze di un periodo tanto strano della vita politica italiana dove un comico guida un movimento che raccoglie il 25% dei consensi, dicendo balle e seminando cattiverie da tutte le parti.
      Dove va si adegua. A Padova è diventato legaiolo, ora è anche antisemita, con gli stranieri va poco d’accordo tanto che non voleva che si abolisse il reato di clandestinità, comanda ed espelle a piacere. e così via,
      Grillo, inoltre, coltiva un livore contro il Pd che da tempo aveva dato per morto. Aveva profetizzato che alla fine ne sarebbe rimasto uno solo, dopo aver battito berlusconi sarebbe rimasto lui, Ora non sa come fare e per cercare di guadagnare consensi, denigra, ammazza le possibili riforme, sbeffeggia le persone. L’attivismo di Renzi l’ha spiazzato.
      Sono curiosa di vedere come va a finire il fenomeno. Se si sgonfia come ha fatto la Lega o se vuole portare alla distruzione questo paese.
      Mi auguro che non si avveri la seconda ipotesi, altrimenti c’è proprio da dire “si salvi chi può”. La dittatura incombe.
      Ciao Robi, un abbraccio. Spera.

    2. Ti stai riferendo a Renzi, vero?

      1. No, in questo blog ci si riferisce sempre e solo a Beppe Grillo, ormai visto addirittura più pericoloso del Berlusconi dei tempi migliori… la cosa peggiore è che un ventennio disastroso non ha insegnato nulla, il risultato dell’ottundimento delle coscienze è un dato di fatto contro cui è difficilissimo combattere: anche Berlusconi poteva fare di tutto per rovinare il Paese e si trovava sempre chi era pronto a difenderlo e giustificarlo… Come se ne esce?

        1. E ti pareva! Grillo (M5S) peggio di Berlusconi.
          Infatti con questo condannato per frode allo Stato si riforma lo Stato.
          La domanda l’ho posta perché il nuovo mostro che sfrutta la buona fede a me sembra Renzi, che sta attuando il programma di Gelli ed è da molti, considerato il vero continuatore di Berlusconi da cui ogni tanto prende lezione (v. imitazione verosimile di Crozza). Come ho detto altre volte, mi auguro sinceramente di sbagliarmi. Oltre tutto quando Berlusconi tentava, e ci è riuscito, di rovinare il paese chi lo difendeva (e lo fa ancora) è stato il PDS poi PD.

          1. Per chi respinge un rinnovamento che avanza, e Renzi lo è, significa che gli dà fastidio cambiare con Renzi, perché si voleva che questo cambiamento lo facesse l’uomo mascherato e cioè grillo.
            Quello che sfascia tutto.
            A voi lo sfascia tutto, a me proprio no
            Spera.

  11. Ciao Spera,vedo che a cantarvela e suonarvela siete rimasti solo tu ,robi cipra e rasoiata.Buon divertimento!

    1. Forse credi che le persone che hai citato contino poco per un blog?
      Ti sbagli di grosso.
      Sono persone importantissime e mi onoro di leggere i loro commenti nel mio blog.
      Ciao.
      Spera.

  12. Carissimo Zac,
    questa gente ha imparato bene la lezione. Dapprima si sono lasciati convincere che era un bene non parlare con le varie tv italiane, e che era un bene lasciare la parola solo all’uomo mascherato.
    Poi si sono accorti che man mano che una certa popolarità era cosa da farli diventare famosi, c’hanno preso gusto.
    Si diventa famosi a dire balle, a spararle più grosse e maleducatamente, a contestare comunque, a dire parolacce, ad insultare i parlamentari e a non nominare gli avversari ma a soprannominarli con nomignoli ridicoli inventati dal capo.
    Alcuni per fortuna non si sono lasciati avvinghiare dalla ragnatela ed hanno tentato di ragionare con la propria testa e allora subito, il mascherato impone una sanzione pesante come un macigno a chi aderisce al movimento, ma eventualmente “sgarra” un po’.
    Addio quindi all’articolo 67 della Costituzione. Anzi ha già detto la prima cosa che farà sarà proprio quella di abolire l’art 67 della Costituzione. “ Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.
    A questo punto ci sarebbe da chiedersi perché mandare tanti deputati in parlamento, ne basta uno che dica ciò che pensa grillo ed così si risparmia pure.
    Ciao Zac, io continuo ad accumulare le balle e la disinformazione grillina qui sotto. Ne faccio un piccolo archivio.
    Quando ne hai qualcuna da suggerirmi, la inserirò con piacere.
    Grazie carissimo Zac, un abbraccio. Spera.

  13. Avrei voluto scrivere qualcosa sull’uscita infausta di Grillo su Auschwitz, e ne avrei pure avuto materiale in abbondanza. Dalla vignetta di Vauro spammata in tutte le forme (come se scoprire, ammesso che sia così, che altri hanno fatto la stessa cosa renda dignità a quel post di Grillo), ai contro-fotomontaggi di Niccolò Valentini, all’articolo di Scanzi che incolpa Grillo non per l’indegno post, ma per il fatto di aver servito un assist al PD. POi leggo che Grillo non si scusa, ma rilancia in conferenza Stampa alla Camera dei Deputati (nemmeno il bisogno di ribadire… a che titolo si presenta in Parlamento?)

    “Le Comunità ebraiche dovrebbero cambiare il portavoce e i comunicatori, stupidi ignoranti e poco intelligenti”.

    Ed allora meglio lasciar perdere, perchè mi rendo conto che rischierei di svaccare, e non poco, tanta è la rabbia nel pensare di avere lo stesso partimonio genetico di chi, aizzato da quel post, oggi non prende le distanze in maniera categorica da cose del genere.

  14. Nelle ultime settimane abbiamo visto Grillo che invitava una prostituta ad aprirsi un account su youporn per risolvere i suoi problemi lavorativi, Grillo che strizza l’occhio ai secessionisti dal palco del suo tur “vestito” da tatanko, Grillo incappucciato a rilasciare interviste, oggi Grillo che scopiazza Primo Levi scatenando un mezzo putiferio
    Ed i suoi non sono da meno:
    Sarti che scopre che il PD usa i rimborsi elettorali per… propaganda elettorale, ed era quella che confondeva mesi per anni nei calcoli sulle pensioni. Castelli che dice che gli scioperi sono pagati dalla collettività.

    Che dire poi di Nuti che risulta “nubile”? Nuovo modo per risolvere la questione della parità di genere

  15. Parentopoli nel m5s.
    L’ultimo caso di parentopoli però è curioso, più che altro per la giustificazione data dal diretto interessato.
    Il candidato sindaco di Prato, Mariangela Verdolini, ha messo in lista, per esempio, il marito Vicenzo Del Mondo oltre alla coppia Manuela Biliotti e consorte Fabio Scarrone. Proseguendo, si nota l’accoppiata mamma e figlia, Marina Pulichino (figlia) e Loredana Angelozzi (mamma). Concludendo, anche se qui non si tratta proprio di parenti, ecco Chiara Bartalini, fidanzata del candidato alle Europarlamentarie Riccardo Vergombello.

    Una volta scoppiata la polemica, ecco che la Verdolini se ne esce con una risposta epica:
    “La mia lista è fatta da persone che sono attive nel Movimento da molto tempo. Se vi e’ qualche rapporto di parentela è perché le persone stanno condividendo un cammino che vuole portare al bene di tutti. Siamo cittadini onesti che vivono i problemi della quotidianità e vogliamo cambiare le cose per tutti”.

    Ma come?!? Quando altri hanno rapporti di parentela sono dei ladri, fanno parte della casta, sono morti, sono zombie etc etc…quando un grillino però mette in lista suoi parenti, lo fa “perchè si condivide un cammino”. Che vuol dire??

    E la coda di paglia è palese.

    1. Forse (non conosco la situazione, ma provo ad interpretare) la Verdolini con quella frase voleva dire che le parentele sono dovute al fatto che gli appartenenti al Movimento hanno aderito sulla base della condivisione famigliare/coniugale delle idee di cambiamento, e non della convenienza/opportunità, come purtroppo le cronache ci hanno abituato…

  16. AVETE APPROVATO UNA LEGGE ALLA CAMERA. AL SENATO AVETE MODIFICATO POSIZIONE. AVETE DECISO CHE LA PRIMA VERSIONE, QUELLA DA VOI APPROVATA, ERA UN REGALO ALLA MAFIA. AVETE IMBASTITO UNA CAMPAGNA DI DENIGRAZIONE NEI CONFRONTI DELLA SINISTRA COLPEVOLE DI ESSERE NELLA MANICA DELLA MAFIA PER AVER FATTO PASSARE AL SENATO CIò CHE AVEVATE VOTATO ALLA CAMERA. NESSUNO CONTESTA LA PREOCCUPAZIONE NON SOLO VOSTRA DEL RESTO, RISPETTO ALLA CONGRUITà DEL PROVVEDIMENTO. SE C’è DA CORREGGERE, SI CORREGGERà. MOLTI SOGGETTI ANTIMAFIA CONCLUDONO CHE QUEL PROVVEDIMENTO è GIà UN UTILE PASSO AVANTI, ALTRI CONTESTANO. è UNA QUESTIONE CHE VA AFFRONTATA CON CALMA E SANGUE FREDDO. DEL RESTO, ERA STATO IL PD A SUGGERIRE IN UN PRIMO TEMPO L’INNALZAMENTO DELLE PENE. MA POI, PARE, ERANO TORNATI INDIETRO TEMENDO DI AVER RISCHIATO L’INCOSTITUZIONALITà. è TUTTO QUI? C’è ALTRO? VEDREMO, MA INTANTO SIETE ANDATI AVANTI VENDENDO ALL’OPINIONE PUBBLICA L’IMMAGINE DI UNA SINISTRA CHE SERVE LA MAFIA. SOLO UNA STRATEGIA FASCISTA AVREBBE POTUTO SCEGLIERE UNA LINEA COSì IPOCRITA E MANIPOLATRICE. . . (Toni Jop)

  17. L’INTERVISTA A Toni Jop – Quando fanno il loro lavoro, i giornalisti danno fastidio. Sempre. E a Toni Jop, da anni fine osservatore del Movimento 5 Stelle, è capitato di venire “schedato” sul blog di Beppe Grillo e messo all’indice come “Giornalista del giorno“. La sua “colpa”? Non risparmiar critiche al movimento fondato dal comico genovese, attuale capopolitico dei pentastellati. E proprio il giornalista – una vita spesa come cronista all’Unità – di recente ha riunito in un unico volume tutti i suoi interventi sui Cinque Stelle: “Grillo – in parole povere“, edito per i tipi Città del Sole.

    Toni lo incontriamo in una serata primaverile di maggio in una piazzetta in zona Coronari, a Roma. Davanti a un aperitivo ci facciamo raccontare quali siano e in cosa si traducano le caratteristiche, la retorica e il modo di agire dei Cinque Stelle.
    DOMANDA:
    Toni, sai che questa intervista potrebbe essere bersaglio di feroci commenti dai cinque stelle… Non c’è articolo avverso ai pentastellati che non venga subito preso di mira con commenti ricchi di insulti.
    RISPOSTA:
    I grillini non sono allenati all’interlocuzione, viceversa sono allenati a svolgere una funzione di deposito: vanno nei blog e depositano le loro opinioni che hanno in genere un potere corrosivo, servono a fiaccare l’interlocutore e a far capire a chi vive normalmente un blog che loro sono talmente tanti ed è talmente di massa la cultura del Movimento 5 Stelle che loro sono la coscienza vera del Paese. Addirittura credo visitino e interagiscano meno sul blog di Beppe Grillo che non su altre testate. I grillini si trovano all’interno di un’operazione molto complessa di cui non si rendono conto ma che ha un rilievo strategico notevolissimo: dedicandosi a fare cose che altri non hanno mai fatto – nessuno di noi, né di destra né di sinistra è mai andato nei blog o sui giornali online degli avversari a lasciare commenti o insulti – loro svolgono la funzione che gli ha assegnato chi ha organizzato tutto.
    DOMANDA
    Casaleggio o chi per lui?
    RISPOSTA
    Credo davvero che ci sia un gruppo di menti e cervelli che ha organizzato tutto e fa capo a Casaleggio. E’ stata sviluppata una sorta di tecnologia del condizionamento: Casaleggio non fa il medico o l’assicuratore…Ovviamente si tratta di sistemi destinati al mercato, concepiti per sostenere, proteggere e favorire la diffusione di alcuni brand, quelli che a lui chiedono consulenza. In questo caso, la politica, diviene il territorio e la preda di una nuova avventura di commercio ineffabile. Di qui passa la promozione di un potere nuovo, gestito e controllato dalla tecnologia della rete, della comunicazione. C’è quindi l’azzardo di un potere tecnologico che si gioca sulla scommessa e sull’assurdo secondo cui la tecnologia è in grado di condizionare la politica, e non viceversa. Chi controlla la tecnologia, controlla la politica. Dalla riuscita di questa scommessa dipenderà chi scriverà la storia di questi anni e di questa Repubblica. Chi scriverà la storia deciderà se siamo stati dalla parte giusta o dalla parte sbagliata.
    DOMANDA
    Possiamo dire che è stata creata una nuova forma di intendere le relazioni, sia tra i politici sia tra i movimenti e i cittadini?
    RISPOSTA
    Il messaggio che viene inviato è che sia ormai attivo ed efficiente un nuovo vocabolario. Che non riguarda solo la politica ma anche le relazioni tra i gruppi e tra i poteri, oltre che le relazioni tra chi ha e chi non ha: il movimento, ad esempio, non ha mai preso in considerazione la frattura netta che esiste ed è fondativa rispetto alla storia del mondo: la distinzione tra chi ha e chi non ha, tra chi può e chi non può. Occasionalmente viene ripescata: quando il Movimento ha bisogno di aderire a un pensiero sociale, su questo versante alcune tematiche della vecchia politica vengono ripescate ma nelle loro parole la contrapposizione smette di essere una chiave di lettura della storia. La grande bilancia, d’altronde, è ed è sempre stata quella tra chi vuole il potere e chi soffre. I grillini, invece, lo interpretano di tanto in tanto con una certa meccanicità, in un’ottica corporativa.

    Altra operazione culturale che stanno compiendo e stanno forse portando a casa: dal grande pensiero del ’900 inevitabilmente fin qui tutti abbiamo sempre accettato di affrontare insieme dei problemi, con punti di vista diversi per cui le mille culture che costituiscono la nostra società sono sempre state dei filtri capaci di mostrare quei problemi sotto aspetti diversi: ogni cultura produce una visione, è un filtro della realtà e si ritrova spesso nel fraseggio politico e nella geografia politica.
    DOMANDA
    Con loro non accade nulla di tutto ciò…
    RISPOSTA
    Esatto. Per noi, figli della Rivoluzione francese, del movimento operaio, dell’illuminismo e del pensiero liberale, l’ottica è pluralista. Loro invece spostano il punto di vista con il diktat dell’”esiste il problema in quanto tale” quindi – sciolta nell’acido la nostra appartenenza a un fronte politico piuttosto che a un altro – ecco che siamo tutti d’accordo nell’individuare un problema, nell’analizzarlo e nel dargli la stessa soluzione: e possiamo essere sia di estrema sinistra che di Casapound. Viene cancellata la relatività di una realtà invece grande e degna.
    DOMANDA
    Però gli italiani abboccano a questa strategia.
    RISPOSTA
    E’ questione di inclinazione. Sono convinto che gli italiani siano un pubblico che abbia bisogno di essere alimentato da uno spettacolo ininterrotto e per un buono spettacolo siano disposti a qualsiasi cosa. E’ come se per un antico cinismo si dica: “sì poi ne parliamo, intanto però lasciami ascoltare questa storia”. Direi che storicamente siamo molto grati alla politica che ci racconta delle storie: lo ha fatto Mussolini, lo ha fatto Berlusconi, lo ha fatto Bossi (pensiamo alle corna sul cappello o alle parole d’ordine più ridicole e più assurde). Poi è venuto Grillo.
    DOMANDA
    Toni, tu sei stato “schedato” come Giornalista del Giorno da Grillo…come sta cambiando il giornalismo italiano?
    Io resto sempre sorpreso dalla lentezza con cui il giornalismo italiano segue alcuni fenomeni allarmanti. In larga misura si tende ad accettare la dignità del potere e di chi interpreta questi nuovi fenomeni. Penso che molta stampa in Italia sia disposta a riconoscere e ad accettare e quindi a muoversi di conseguenza.
    DOMANDA
    Quindi anche nei confronti di Grillo.
    RISPOSTA
    Certo. Prendiamo il caso di Travaglio. Travaglio è una jena – lo dico positivamente – ed è un dato inconfutabile, con Grillo è passato al pelo rasato di un barboncino. Se non sbaglio, fu il primo a intervistare Grillo e gli ha fatto delle domande che – scherzando – posso dire che non avrei fatto neanche a mia nonna. Gli ha chiesto se per caso guardi i dibattiti politici in televisione. Questa è una delle domande che ha fatto uno dei giornalisti più feroci, più temuti e più dotati che ci siano in Italia.
    DOMANDA
    Quindi il giornalismo italiano si sta adeguando anche a Grillo, nonostante lui critichi di continuo i giornalisti?
    RISPOSTA
    Sì. Il fiuto fa parte delle risorse di chi fa questo mestiere. E il fiuto lo applichi sia alle vicende di cronaca nera sia a chi fa politica.
    DOMANDA
    Eppure, tornando al Movimento, i grillini in Parlamento si sono impegnati.
    I Cinque stelle sono entrati in Parlamento, si sono messi a studiare intensamente, si sono fatti una cultura in regime di totale isolamento – per loro scelta ma lo hanno fatto – e hanno cercato di produrre e trascinare in Aula questioni che a loro stavano a cuore. Questo bisogna dirlo per essere leali, non bisogna mentire né essere sleali: hanno fatto e hanno prodotto. Ma come in un laboratorio, hanno prodotto in un’ampolla, quindi abbiamo una colonia di batteri con una grandissima vitalità da cui però esce poco o nulla che interessi la collettività nel suo insieme.
    DOMANDA
    Certo ma c’è anche l’atteggiamento.
    Beh c’è da dire che sono entrati in Parlamento con l’arroganza e l’ignoranza dei primi della classe, senza aver neanche provato a dimostrarlo: vuol dire che sono usciti da un percorso formativo – ovunque sia avvenuto – il cui obiettivo principale è stampare nel loro cervello la consapevolezza di essere un’avanguardia gloriosa del Movimento. Tutti gli altri – il resto del mondo – sono meno di zero, possono nulla e sanno nulla. Loro, invece, sono i salvatori di un mondo corrotto e sporco. Ma sono arrivati sul fronte istituzionale compiendo una serie di errori enormi dal punto di vista strategico: mai sottovalutare l’avversario, loro invece sottovalutano alcuni avversari molto grandi. Ed è un passo falso che alla fine gli costerà.
    DOMANDA
    Eppure il Pd naviga a vista, Berlusconi è in crisi…
    RISPOSTA
    Certo, ma la destra è la destra ed esiste in Italia. Lo stesso movimento di Grillo è un movimento di destra: per come è costruito e per come si muove. Sono tutti codici nettamente di destra. All’interno della piramide poi hanno assunto e attinto temi che sono anche di sinistra. E’ tutto frutto di un processo di riduzione della complessità di tutto ciò che ci circonda: dallo sguardo, al vocabolario, all’uso delle parole. Questa riduzione della complessità ha bisogno di strumenti agili per manifestarsi come surrogato di qualche potere. Ecco che allora vince il “Vaffanculo”. Cosa c’è di più sintetico di una parola sola? Dio deve aver creato il mondo con una parola sola. Nessuna parola da sola ammette repliche. Il “Vaffanculo” indica la direzione della parola: da noi a loro, da me a te, dalla salvezza alla dannazione. Nel seminato del Movimento 5 Stelle c’è molta religione: hanno portato una quantità enorme di persone a credere che con loro è possibile la salvezza. Non cambiare il Paese, non migliorarlo, ma salvarsi. C’è qualcosa di millenaristico in questa nuova politica.
    (Emilio Fabio Torsello)

  18. Lo sciacallo Beppe Grillo
    ha subito scritto sul post : indagate in ambienti massonici !
    Questo è un complotto del boyscout di Gelli per fuorviare gli elettori fiorentini !

    QUESTO L’ACCADUTO
    Si chiamava Andrea Cristina Zamfir, la ragazza rumena di 26 anni trovata morta crocefissa a Ugnano, piccola frazione periferica tra Firenze e Scandicci. La posizione del cadavere fa pensare a un maniaco seriale, oppure a un rito satanico: Andrea è stata rinvenuta nuda, inginocchiata, le braccia legate a una sbarra di ferro che impedisce il passaggio dei veicoli, sotto un cavalcavia della A1, a pochi passi da alcune villette. I titoli dei giornali sintetizzano l’orrore: crocifissa, seviziata e uccisa.

    LA CATTURA
    Il mostro. Si chiama Riccardo Viti ed ha 55 anni l’uomo arrestato da polizia e carabinieri con l’accusa di aver violentato e ucciso Andreea Cristina Zamfir, la ragazza rumena trovata crocefissa alla periferia di Firenze.
    “Abbiamo catturato una bestia” Soddisfazione “perchè la squadra mobile ed i carabinieri sono riusciti a catturare la bestia” è stata espressa dal questore di Firenze, Raffaele Micillo. Era stato lo stesso questore, ieri, a definire l’autore del gesto “una bestia”, pur dispiacendosi, aveva detto, di paragonarlo agli animali. L’uomo arrestato, ha aggiunto Micillo, “è sicuramente responsabile del gesto e, probabilmente, degli altri fatti simili riscontrati precedentemente”.

    E’ proprio vero, questo crinito comico che spande paura e odore mortifero, è uno sciacallo.
    Si attacca a qualsiasi orribile fatto succeda per sfruttare la sua popolarità acquisita con gli spettacoli e la satira, per aggredire ed incolpare di tutti i misfatti l’attuale premier Renzi. Dallo stadio olimpico con ‘A carogna, alle acciaierie di Piombino, fino a sfruttare la morte dolorosa e sconvolgente di una ragazza. (Per citare i più recenti). Tutto colpa di Renzi.
    Mi meraviglio di chi ci va dietro e di chi crede che sia un innovatore. E’ soltanto un dissacratore che urla sguaiatamente e che puzza anche lui di cadavere, perchè è un cadavere di idee. Non ha rispetto neppure per chi soffre e per chi muore. Senza idee è chiaro che non gli resta che la cronana nera.

  19. L’immagine immortala Riccardo Fraccaro dei Cinquestelle in uno studio televisivo mentre si spazzola il gomito della giacca dopo che il suo vicino di posto Pippo Civati gliel’ha sfiorata.

    Il Pippo del Pd non risulta portatore di malattie infettive (non è neanche comunista) e tra i tutti i membri dell’esecrabile nomenclatura è senz’altro il meno impuro, essendosi sempre schierato all’opposizione di chiunque.

    Eppure il cittadino Fraccaro ritiene inconcepibile ogni contatto fisico con lui. Non subito però. Impiega tre secondi per accorgersi dell’oltraggio, come quei giocatori diplomati in simulazione che ci mettono del tempo prima di cadere moribondi al suolo. Nella spazzolata ritardata di Fraccaro latitano l’ironia e la spontaneità che avrebbero saputo profondervi degli istrioni matricolati come Grillo o il Berlusconi ilare spolveratore della sedia di Travaglio. La sua sembra piuttosto l’esecuzione gelida di uno schema mandato a memoria per esprimere con un gesto plastico, a beneficio del pubblico votante, lo schifo suscitato dai politici di professione. Ma se persino i grillini cominciano a recitare i loro malumori, ai cercatori di certezze alternative al sistema non resterà che aggrapparsi ai tatuaggi del signor Carogna. Sempre che non facesse finta anche lui.

  20. Grillo attacca anche Santoro
    Il conduttore “schedato” sul blog

    Che il rapporto si stesse deteriorando era apparso evidente in diverse delle ultime puntate di Servizio Pubblico. Ma adesso tra Beppe Grillo e Michele Santoro sembra essere arrivata l’ufficialità della rottura dato che il conduttore di Servizio Pubblico è finito oggi nella “colonna infame” sul blog del leader M5S sotto al titolo “giornalista del giorno”.

    La colpa? Aver ospitato nell’ultima puntata un operaio della Acciaieria Lucchini di Piombino che in passato è stato candidato col Pd in Toscana e che si è espresso in modo molto critico con lo stesso Grillo e il suo “show elettorale” fuori dai cancelli della fabbrica.

    E’ stato, questo, l’ultimo “affronto” seguito ad alcune prese di posizione, nei mesi scorsi, in cui il conduttore in trasmissione aveva anche “ripreso” il compagno d’avventura Marco Travaglio (fidatissimo di Beppe) per le sue estenuanti difese del leader M5S e del Movimento in generale.
    (Tratto da l’Unità )

  21. Con tre anni di ritardo sull’intervista-denuncia rilasciata dall’impresario Lello Liguori a “Il Secolo XIX”, stamane Beppe Grillo preannuncia querela sul suo blog. Come è noto ( nei giorni scorsi è stato “Il Giornale” di Sallusti a riprendere la notizia) Liguori afferma di avere testimoni delle modalità con cui pretese di essere pagato Grillo per uno spettacolo al Covo di Nord Est di Santa Margherita Ligure (nella foto): 10 milioni “ufficiali” con un assegno, altri 60 in contanti cioè “in nero”. Liguori non è il primo che racconta una certa disinvoltura di Beppe Grillo nei suoi rapporti con la fiscalità italiana. Sarebbe giusto che chi sa parli, ora che potrebbe diventare il capo del movimento politico più votato del paese. Peccato, nel frattempo, che si debba attendere a lungo prima di conoscere una verità processuale. La sentenza arriverà a babbo morto, dopo le elezioni. Ma (se si farà, e io ne dubito) sarebbe un bel processo.

  22. Magari un giorno, come dice Grillo per terrorizzare gli elettori, le rette degli asili saranno aumentate davvero. Di sicuro, per ora, i cittadini di Pomezia hanno scoperto che ad aumentare i costi delle mense scolastiche ci ha pensato il sindaco grillino Fabio Fucci che, come se non bastasse, adesso ha deciso anche di varare la sua rivoluzione alimentare: dolci a scuola solo per chi paga più caro, per chi non può permetterselo al massimo la merendina da casa.

    Non c’entra Dickens e non è una barzelletta, ma la geniale trovata della giunta a 5 stelle guidata dal sindaco Fabio Fucci, eletto nel giugno scorso, che ha da poco diramato il nuovo bando di gara per l’affidamento del servizio mensa nelle scuole di Pomezia per il triennio 2014-2017. Un tema caldissimo quello delle mense scolastiche, su cui Fucci si era pubblicamente speso in campagna elettorale al punto da dedicare un capitolo nel programma presentato agli elettori.

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