DALLA PARTE DEI GLICINI

DALLA PARTE DEI GLICINI

La strada dove abito è una trasversale di una via di grande traffico. Sulla destra, inizia con una siepe lunga circa 100 metri, con alcuni alberi alti: una acacia spinosa che va a coprire anche parte di un lampione stradale e poco oltre un bell’abete molto alto. La siepe costeggia un giardino di un ristorante.

I proprietari hanno piantato, alcuni anni fa,  glicini bellissimi. Ora sono cresciuti  moltissimo e si sono arrampicati sugli alberi, per cui, in aprile, al tempo della loro fioritura, centinaia e centinania di grappoli azzurri di glicine  ricoprono gli alberi e la siepe.

Tutti i giorni, o quasi, passo per la mia strada e camminando sul marciapiede, sto sempre “dalla parte dei glicini”. Così li posso accarezzare per sentire le loro morbidezza, li posso vedere da vicino per cogliere le sfumature dei colori, e  posso fermarmi per  qualche istante ad annusare con golosità e cupidigia  il loro delicato profumo.

Una enorme e bellissima cascata azzurra. Più o meno così:

12_243_16_04_2012

Tra i tanti rampicanti da fiore, il glicine  (Wisteria) è il più apprezzato. in effetti, sarebbe più corretto parlare di glicini, perché sono tre le principali e tantissime le varietà che da esse derivano così numerose da soddisfare ogni esigenza in fatto di periodo di fioritura e colore delle corolle.

QUALI SCEGLIERE

I glicini giapponesi (Wisteria floribunda) fioriscono una sola volta in primavera in modo strepitoso, con grappoli di fiori che superano il mezzo metro di lunghezza, perfetti per ornare pergole e alberelli.

japanese-wisteriaGlicini giapponesi

I glicini cinesi (Wisteria sinensis) fanno una seconfa fioritura in estate, soprattutto se piove a giugno e a luglio e sono ideali per decorare una facciata.

amethyst_1Glicini cinesi color amestista

I glicini americani (Wisteria frutescens) fioriscono a tarda primavera, dopo che sono cresciute le foglie, sono ideali per balconi.

aabc0f Glicini americani

QUALE ESPOSIZIONE

Crescono dalle zone costiere fino a 1.200 metri di altitudine: tutto dipende dal microclima locale ma l’esposizione soleggiata è indispensabile.

 QUALE TERRICCIO

Piantare o rinvasare in terreno neutro o leggermente acido perché non tollera il suolo calcareo.

QUANTA ACQUA

In giardino, innaffiare solo nei primi due anni dalla piantagione. Dopo l’attecchimento, le radici sono in grado di cercare l’acqua da sole, anche a grande distanza dal tronco. Se si coltiva in vaso, innaffiare d’estate: se l’acqua del rubinetto fosse calcarea, trattarla con un prodotto decalcificante.

CURE PARTICOLARI

Al momento dell’impianto fornire di tutori robusti (per esempio, pali di legno, montanti di ferro, tiranti d’acciaio) perché il fusto e i tralci hanno bisogno di sostegni. Non è consigliato, invece, utilizzare fertilizzanti, specie quelli azotati, perché il  glicine è una pianta leguminosa e riesce a produrre azoto da sola.

DA SAPERE

In estate, accorciare di un metro i tralci, se si tratta di balconata o di facciata o di pergola ricoperta di glicine, così le gemme prendono più luce. E rifioriranno più vigorosamente l’anno successivo.

Lo spettacolo delle pergole

In queste settimane, i Giardini di Villa della Pergola ad Alassio (Sv), raro esempio di giardino inglese in Italia, offrono lo spettacolo delle fioriture di numerose varietà di glicini che ornano le pergole, uno degli elementi caratteristici  del parco affacciato sul mare. Fino a ottobre, si possono effettuare visite guidate il sabato e la domenica.

Per informazioni : http://www.giardinidivilladellapergola. com

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21 Risposte

  1. Mi spiace non poter apprezzare come tanti di Voi i viali di glicini. Non crediate che non mi piacciano i fiori, ma qui a Torino i glicini si possono ammirare su un cavalcavia, bellissimi, peccato che giunti alla sommità del cavalcavia si erga la mole immensa (e minacciosa?) di un’impresa di onoranze funebri…. perdonatemi.
    Gerry

    1. Carissimo,
      Delle due l’una: o l’impresa di pompe funebri ha individuato il luogo adatto per aprire la sua attività, oppure, qualche persona sensibile ha piantato quei glicini nel tentativo di “nasconderla” con una visione di bellezza.
      Un consiglio: guarda i fiori e non a quello che c’è intorno.
      Ciao, un abbraccio. Spera.

      1. @ for Spera,
        Carissima quando sono sul cavalcavia (costretto), altrimenti preferisco piuttosto fare un giro più lungo, Ti assicuro non c’è molto “intorno da guardare”. Mi spiego: dopo aver visto torreggiare al colmo della salita il tragico cartellone 6×3 “Pensiamo a tutto noi… ” in merito mi sono sempre chiesto a chi sia rivolto il gentil pensiero. Mica si rivolgeranno a quello che è appena andato via! Subito dopo, sui due lati enormi palazzoni che più grigi non si può. Palazzoni cui gli amministratori potrebbero anche dare una mano di Perlana. Al termine della discesa, il semaforo che, quando ti va bene è sul giallo convinto. Fermo in macchina, se guardo attorno a me , solo un’allegra umanità dolente. Gente nevrotica che parla concitatamente al telefono, mi piace pensare che l’impiegato del catasto stretto nella sua seicento stia avvertendo la moglie che sta per rincasare , preoccupato di trovare l’idraulico ancora intento “al lavoro”, che poi gli fa pure la fattura. Capelloni con la radio a palla, Ti è mai capitato, ferma al semaforo, avere accanto una centoventisei che dalle vibrazioni pare volersi staccare dal terreno. con un apparato sonoro da ventiseimila watt degno di una portaerei, sparati senza economia a beneficio degli ignari ascoltatori. Solitamente questa tipologia di guidatore si gira intorno, sfoggiando uno sguardo ebete, fiero del casino che produce, casino partorito dal quel mezzo neurone sopravvissuto in lui dal momento del parto. Quando si allontana rombando, si fa per dire, dietro puoi leggere, solitamente, una tragica decalcomania, che compare sempre su tale tipo di auto “Salone dell’Usato Fidato di Quinta Mano” in Catanzaro Canavese www. il resto metticelo tu. Oppure la commessa che da giovane, molto anni prima, rassomigliava a Ornella Muti, almeno così le dicevano tutti quelli ben intenzionati a portarsela …a, l bar. che cerca disperatamente di rifarsi il trucco, dopo nove ore di cassa al supermercato, gli tocca ancora farsi vedere pimpante, magari, da un tamarro tatuato, impomatato con tre chili di gel, catenone d’acciaio al collo e ai polsi più polsiera borchiata in cuoio. ..e quel che è peggio con moglie e figli a carico. Oppure ti può capitare di posare lo sguardo, ormai offuscato, su una bionda nevrotica con lo sguardo fisso al videotelefonino, che tampona il ragioniere fermo davanti a lei al semaforo , con i riflessi completamente appannati per il ca@@iatone ricevuto appena tre ore prima dal Megadirettore galattico. Barcollando sul tacco quindici, la bionda non il ragionere, anche se…, la bionda scende dal SUV che le serve solo per parcheggiare facilmente sui marciapiedi, ma purtroppo la poverina, nell’occasione, scende sì dal trono ma, unicamente per constatare i suoi danni. Mentalmente imbastisce e immediatamente pronuncia un paio di cervellotiche tesi sul diritto di precedenza (rammento che trattasi di tamponamento tra due auto ferme al semaforo) poi certa di aver pronunciato sentenze degne del massimario della Corte di Cassazione, la bionda inviperita risale a bordo e si allontana non senza lasciare nelle mani del ragioniere, che nel frattempo si è accasciato accanto al rudere di quella che appena diciotto anni prima era nuova di fabbrica e ora ha il cofano posteriore all’altezza del cruscotto, il CID che si è rifiutata di firmare della serie “Lei non sa chi sono io e chi è mio marito. Mentre il ragioniere si accascia sul rudere scivolando poi a terra, ingrano la marcia e vado via. Non sopporto lo spettacolo. Intanto la bionda collinare, il cui marito, importante manager rampante da almeno vent’anni, le ha regalato il BMW seimila di cilindrata, solo per togliersela dai piedi nel week end, scivola via. Mentre lui a casa medita sul prossimo week end che intende trascorrere con l’AD (60-90-60) o perché no, visto i tempi che corrono (sono trascorsi pochi giorni dalla decisione del giudice di Grosseto) con un prestante addetto alla sorveglianza aziendale. Pare, pare che, chi si contenta gode. E Tu cara mi suggerisci di guardarmi attorno??? Ti prego no.
        Ti abbraccio e buon week end.
        Gerry

        1. Caro Gerry,
          il consiglio che ti avevo dato è quello di “guardare i fiori e non quello che c’è intorno.
          Se poi si assistono alle scene che hai descritto a maggior ragione lasciamo perdere e teniamo fede in quelle che sono le nostre idee e le nostre ragioni di onestà di comportamento e rispetto degli altri.
          Ciao carissimo Gerry, un abbraccio e buona domenica.

  2. Quella siepe vicino casa nostra è davvero splendida, volevo fare una foto ma il colore sta già sbiandendo.. quanto dura una fioritura?

    1. @ per la ragazza con la valigia,
      tienti pronta per l’anno prossimo…
      Auguri.
      Gerry

    2. Carissima ragazza con la valigia,
      la fioritura durerà ancora per almeno due settimane se non tre. Ci sono ancora molti boccioli, in alto che debbono fiorire e quelli in basso pur perdendo un po’ il colore e sfiorendo, lasciano poi il posto a belle foglie coprenti.
      Abbiamo aprile fiorito nella nostra via, ed è già una grande fortuna.
      Ciao carissima un abbraccio.
      P.S. A presto.

  3. Il glicine è bellissimo però… Una pianta, a cavallo tra il mio giardino e quello del vicino, mi fa pagare la tassa per lo spettacolo (sotto forma di mano d’opera): ogni mattina devo pulire sotto la parte di pianta che cade dalla nostra parte dai fiori che questa rilascia. E non è finita! Dopo i fiori arrivano le foglie e la prassi è la stessa. Alla fine rimangono solo i “fagiolini” con i semi.
    Tutto questo ne vale proprio la pena.
    Ciao.

    1. @ for Carlo,
      solo Dio sa quanto avremmo bisogno di rilasciarci un’attimo, o no?
      Ho l’impressione (molto sgradevole) che il blog langue, o no?
      Auguri.
      Gerry

      1. Per Gerry

        L’impressione è fondata. Il blog langue perché è un periodaccio e quel poco tempo libero che ho, cerco di investirlo anche in post come questo, rilassanti. Grazie per gl auguri, ne ho proprio bisogno!

        Buon fine settimana a te ed anche a Spera.

        1. Carissimo Carlo,
          anche il mio blog langue e assai. Il periodo e davvero “accio” per molti di noi.
          Per curare bene un blog ci vuole tempo, ed è quello che manca soprattutto, tempo per curare i post, tempo da dedicare agli amici che scrivono e che meritano non solo una riposta, ma anche una costante visita ai loro blog. Tempo per scegliere anche gli argomenti in base alle proprie sensazioni e alla proprie scelte, e tempo per scriverli, correggerli e così via.
          Ma se anche i post sono pochi, non importa, piuttosto cerchiamo di fare come fai tu ora, andare in cerca di ciò che piace e non di ciò che fa arrabbiare o che abbatte lo spirito.
          Per questo, ad esempio per me, parlare di fiori è estremamente rilassante.
          Un abbraccio di grande condivisione, e un grazie di cuore. Spera.

    2. @ un consiglio da amico (alla Razzi),
      fatti le foglie tue…te lo dico da amico…
      Gerry

    3. Caro Antonio,
      credo di aver capito che la pianta del glicine sia in comune tra te ed un vicino, ma che le radici siano nel giardino del vicino e che a te tocchi soltanto pulire i petali che man mano cadono dalla tua parte e poi le foglie ed i cornetti contenenti i semi.
      Io tirerei dei rami ancora più lunghi dalla mia parte e coprirei delle pergole, fruttando la pianta del vicino.
      Pulire fiori è un passatempo e poi servono anche per formare concime.
      Per quanto riguarda i fiori e le piante sono sempre dalla parte di chi vede il bichiere mezzo pieno.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

  4. Tre sono le piante rampicanti da me particolarmente apprezzate per la fioritura abbondante e vistosa che, in passato, ho anche avuto e curato in un piccolo giardino: il glicine, il gelsomino e la bougainvillea. I primi due, peraltro, offrivano fiori talmente odorosi da stordire. Dove vivo ora è difficile coltivarle per il pericolo delle gelate invernali, delle frequenti grandinate e, anche se meno frequenti, delle nevicate. Infatti ho optato per altre piante e fioriture, più “resistenti” e sempre capaci di belle fioriture.

    Ciao Spera, buon pomeriggio (giro per blog e trovo fiori!! Sarà la primavera?? Comunque, è un girovagare piacevole per la vista e rilassante per la mente!)

    1. Carissimo Carlo.
      Tutte e tre le piate “rampicanti” di cui hai parlato sono bellissime e preziosissime. Anch”ìo ho avuto un gelsomino, profumatissimo nel mio terrazzino. Si era arrampicato sulle veneziane che d’estate tengo abbassate perché da quella parte il sole è davvero cocente, in città e anche riverberante. E’ successo che non avevo più la possibilità di muovere le veneziane , incastrate tra foglie rami e fiori, ma a me non dispiaceva, anzi. Poi un brutto inverno mi ha portato via tutto, Il gelo l’ha fatta da padrone. Ora la vedo spoglia. Non riuscirei a mettere il glicine perchè si arrampircherebbe sui muri e il condominio non condividerebbe con me questa mia gioia, e neppure una bugainvillea prechè sarebbe troppo voluminosa per lo spazio che ho a disposizione. Non so con che cosa posso rimpiazzare il gelsomino: le rose si ammalano facilmente, ho un melograno, ma è nano e quindi poco voluminoso e sta bene sul pavimento del terrazino. Ho un gelsomino di spagna, quello che chiamano falso gelsomino, che potrebbe andar bene, ma ha rami forse troppo avvinghianti e potenti e temo che abbatta la mia “veneziana”.
      Anch’io, andando per blog, trovo fiori, ma non mi meraviglio, perché in effetti è quello che cerco.
      Ciao, un grande abbraccio. Spera.

  5. Il glicine: quale miglior messaggero della bella stgione?
    Buon fine settimana Spera.

    1. Carissimo
      soprattutto in città, dove la vegetazione “bella e voluminosa” è scarsissima.
      Ci sono alberi belli, quelli sì, parchi anche ben tenuti, ma fiori pochi, La mia via, si distingue un po’ (forse ce ne sono altre che non conosco perché non ci sono mai passata), ma una bella fioritura di glicine, come questa è una mertaviglia, E’ la primavera fatta persona.
      Ciao carissimo Sileno, un abbraccio. Spera.

  6. ricordi f’infanzia: una galleria violacea che separava la stazione dai binari del treno merci…profumo e colori che mi sono restati impressi – Freud avrebbe da dire la sua, visto che, il glicine è uno dei miei fiori preferiti – ciao

    1. Carisima
      mi sa che Freud avrebbe da dire anche su di me, ma non c’è che dire, il glicine (che adoro) “riempie” le pareti, le piante, le siepi e non è per niente timido.
      Dicono che gli insetti impollinatori distinguono poco il blu, forse sarà per questo che il glicine che ha un colore così particolare, fa tanti fiori voluminosi e vistori, vuole attirare il più possibile gli insetti impollinatori. E’ una forza della natura.
      Ciao carissima Loretta, un abbraccio. Spera.

  7. non che io sia insensibile, ma riconosco mia moglie Lina nella tua descrizione iniziale del post. Non perde un glicine da ammirare ed accarezzare durante le nostre passeggiate verso il fiume Po. Le consiglierò la lettura di questo tuo delicato articolo.
    Ti abbraccio. robi

    1. Carisimo Robi,
      in effetti poter accarezzare un fiore, almeno in città, non è sempre facile. Alcuni molto belli sono sui terrazzi e altri nelle rivendite e sono tutti irraggiungibili, ma questi, sulla strada, nel marciapiede, se non si sta attenti si rischia di calpestarli, mi fanno particolarmente felice.
      Non ne strappo nessuno, ed ho visto che tutte le persone che passano rispettano la bellissima fioritura, senza rovinarla.
      Durerà poco forse, ma adesso c’è e allora godiamocela.
      Mi fa piacere che tua moglie apprezzi i fiori. Un punto per lei e un saluto caro da parte mia.
      Ciao Robi, un abbraccio. Spera.

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