MALEDUCAZIONE, IGNORANZA, INCIVILTA’

MALEDUCAZIONE, IGNORANZA, INCIVILTA’

Di recente il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, è andato in alcune scuole per un incontro con gli alunni e sentire le loro istanze.
Si è sentito apostrofare, da un ragazzino, in questo modo: «Sei un sindaco di merda, hai dati i soldi ai rom e non a noi milanesi». Ed ha continuato «Io sono informato, e ti contesto anche l’Imu che hai fatto pagare ai miei genitori».

Probabilmente ha detto anche altro, ma la cronaca su cui ho letto l’episodio, si fermava qui.

Il Sindaco che è un uomo gentile e sin troppo civile l’ha invitato sul palco per cercare di spiegargli che non era vero che fossero stati dati dei soldi ai rom.
Il ragazzino si è mostrato come un emulo di quel De Corato che, lui sì, ha speso 5 milioni di euro in inutili sgomberi e che l’unica cosa che hanno visto i rom sono state le ruspe sulle loro baracche e il degrado dei campi regolari abbandonati a se stessi.

Tuttavia, al di là dell’episodio molto sgradevole, colpisce di più un’altra cosa, un atteggiamento che pone domande inquietanti:

Chi ha educato questo ragazzino a modi così “garbati”?
Chi lo ha informato su cose non vere?
Qual è l’aria che respira in casa sua, o con i suoi compagni o nella sua scuola?
Qual è il suo orizzonte politico?
Come cresce un ragazzino che, con i suoi coetanei, è il futuro di questa città?

Ma anche altre domande:
Cosa fa questa città perché l’inciviltà, la maleducazione, l’ignoranza non siano il futuro di tanti suoi figli?
Noi che facciamo di fronte a questi episodi di maleducazione?
Quali contributi possiamo dare?

E infine come mai tanto razzismo e xenofobia hanno fatto breccia nel cuore di questo ragazzino?

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16 Risposte

  1. Sono oltre trent’anni ormai dall’esplosione delle tv commerciali, dopo un momento , (ma un attimo eh), di entusiasmo inziale, si è subito visto il degrado: film dei quali mai si riusciva a vedere il finale, perché dopo la metà proiezione,venivano interrotti da spot sempre sempre più ravvicinati nel tempo; tramissioni culturali? totalmente assenti, ma compensate in abbondanza di culi e tette e tormentoni che sentivi ripetere a papagallo in continuazione, senza parlare dei pallonari o di quei loschi personaggi che devono il loro successo al fatto di insolentire e sbeffeggiare urlando a pieni polmoni chi , forse, qualcosa da dire seria , potrebbe averla; poi per la serie:” al peggio non c’è mai fine” anche alla RAI, pagata con i soldi degli italiani, non si sono fatti mancare niente e si sono velocemente adeguati, così l’ora di inizio dei programmi serali, viene sempre più posticipata, ma i tempi della pubblicità sono sacri. Qualche anno fa c’erano delle trasmissioni a difesa dei consumatori, con analisi comparate di prodotti per orientare sui migliori per qualità o convenienza, ora nemmeno quando i prodotti di colossi multinazionali vengono scoperti adulterati o avariati e scaduti e nuovamente riciclati per la vendita, nemmeno in questi casi nei telegiornali che divulgano la notizia, si fa il nome dell’industria colpevole, per non alienarsi la pubblicità di prodotti schifosi. Di fronte a questo panorama ultratrentennale, dove la chiave del successo è rappresentata da una partecipazione al grande fratello, mentre i migliori usciti dalle università, arrancano all’inseguimento di un posto precario e sottopagato; ci si può meravigliare se gran parte dei giovani pensano solo col cervello di chi urla più forte in televisione e ormai sono due generazioni allevate da questi mass media.
    Mi scuso per la lunghezza di questo discorso sconclusionato-
    Un abbraccio

    1. Carissimo Sileno,
      Un tempo c’era il maestro Manzi, che ha insegnato a milioni di italiani a leggere e a scrivere, a uscire dall’analfabetismo totale. Poi ci sono stati i meravigliosi momenti in cui compagnia teatrali di grande prestigio recitavano commedie importanti., Abbiamo imparato a conoscere scrittori italiani e stranieri di cui si era sentito il nome, me che no conoscevamo se non con lontane rimembranze scolastiche. Concerti meravigliosi eccetera.
      Poi è intervenuta la tv commerciale. Quella tv che, per fare pubblico, metteva in scena tutto il possibile. Ricordo i successi del Drive in e via di seguito. Con un degradare continuo fino ad arrivare a spettacoli in cui culi e tette sono la dominante.
      Ma sembra che il “popolo” voglia questo e allora via, dai al popolo quello che il popolo reclama e riempilo di spot per fare soldi.
      Ma quello che ha fatto impressione e continua ad essere tale, è lo spettacolo esecrabile degli insulti televisivi, della sopraffazione dei più scaltri, delle voci che coprono altre voci, perché non si deve conoscere la verità di niente, neppure delle cose più semplici. Esecrabile per me sono anche quei programmi alla De Filippi. Qualcuno l’ho visto, ma sentire litigare le persone ed insultarsi non è nelle mie corde.
      Poi ci aggiungi personaggi anche colti, alla Sgarbi, che se parlassero delle cose che conoscono, delle loro materie, sono anche bravi. Ma quando diventano tuttologi è finita.
      I ragazzi assorbono facilmente queste cose, e se le sentono in tv (quella che per antonomasia dice la verità) si credono autorizzati a fare altrettanto.
      Ma ci sono anche ragazzini del tutto fuori dall’educazione familiare, forse perché in famiglia,si litiga, ci si insulta e soprattutto non ci si rispetta.
      I vecchi vengono abbandonati perché sono di ingombro, i giovani se ne vano per conto loro e i ragazzini lasciati per ore davanti alla tv o per strada. Con gli esiti che sappiamo.
      Non in tutte le case succede questo, ma la maleducazione spesso è dominante. Mi diceva un’insegnante che il suo mestiere è diventato difficile. Ci credo.
      Grazie Sileno, un abbraccio. Spera.

      1. Solo una domanda
        ma voi la Rai la guardate da che anno?
        Giusto per capire perchè mi spiace informarvi che tette, culi e altro erano sulla RAI ben prima che arrivasse canale 5…
        provate a cercarvi, per esempio “Stryx” che è forse la più famosa tra le trasmissioni RAI un pò oltre ma non l’unica.
        Detto questo, siamo bacchettoni a seconda dell’onda?

        Anche sul fatto che la tv dica la verità…scusa spera ma è cosa degli anni ’70, era mio nonno che diceva “l’hanno detto in televisione” forte del fatto che i tg avevano una certa immagine che oggi non trovo da nessuna parte(mi spiace ma per esempio Mineo non era lontano da Fede per paraocchi!), oggi è Internet la verità!
        Sarei curioso però di sapere cosa ha fatto il sindaco di Milano per i Rom, quello di Vicenza ha pagato tutte le bollette scadute dei Rom/sinti, non quelle dei cittadini in difficoltà!

        Forse sono cambiate altre cose di cui non ci si è resi conto e ci torna facile girare la colpa alla tv.

        La maleducazione è della FAMIGLIA, quella FAMIGLIA che va dalla maestre delle elementari aggredendola per la nota fatta al figlio, quella famiglia che pur di non rompersi i maroni a dire no e spiegare il perchè, pur avendo difficoltà economiche, manda in giro il figlio di 10 anni con l’Iphone, ecc
        Quindi quel ragazzino, che aveva tutti i diritti di dire ciò che ha detto ma con parole ben diverse, se è stato maleducato non è per colpa della televisione ma perchè la FAMIGLIA non ha educato come si deve.
        Vero è che a voler educare i figli si corre il rischio d’incorrere in qualche assistente sociale troppo zelante e poco realista, come quelli che mi consigliavano caldamente di far fare a mio figlio ciò che voleva dove voleva…inconcepibile per me!

        1. Caro xpisp,
          la tv la vediamo da un pezzo, solo che, almeno per quanto riguarda la mia famiglia, la guardiamo insieme grandi e piccoli. E questo consente una certa selezione dei programmi.
          Sul fatto che la Tv dica la verità, l’ho sentito dire anche ieri da una mia vicina. E’ convinta che tutto quello che viene detto sia la verità assoluta anche per quei programmi dove si litiga tra famigliari, si processano le persone e si emettono sentenze e dove ci si insulta. La signora ha figli ed è logico che il messaggio passi da madre in figli.
          La cosa è più estesa di quanto non sembri, basta stare tra la gente per capire. Manca un senso di cultura critica, ma molti sono aperti ad accettare tutto.
          In quanto alla partigianeria politica, è chiaro che c’è, perché esiste la suddivisione politica dei vari canali, Ma questo non lo trovo né maleducazione né scandaloso, perché ognuno è libero di sentire (fortunatamente) il comizio che vuole.
          Se la Tv è in grado di spostare milioni di voti, come sembra, significa che ha una influenza enorme sulla popolazione, se vogliamo su quella più debole (non per colpa sua) rispetto alla cultura in generale.
          Per questo i programmi con poco rispetto per il corpo umano e con poco rispetto per gli altri, possono insegnare la maleducazione.
          Quel bambino poteva dire che non era d’accordo con quello che aveva fatto il Sindaco Pisapia, ma usare quelle parole no, non doveva. Le avrà imparate come sempre anche fra coetanei, ma doveva sapere che esiste un contesto in cui il rispetto e quindi la moderazione nelle parole, ci deve essere.
          C’è il rispetto degli altri in certi talk show, visti da milioni di persone? No
          Si usano in alcuni programmi parole e definizioni non idonee? Si
          Alla fine sei d’accordo con me e cioè che l’educazione avviene in famiglia ed è in famiglia che si debbono correggere le derive che i ragazzi prendono, per sembrare spiritosi e alla moda. Se anche la famiglia sorride e si compiace delle uscite maleducate dei propri figli, allora il problema sta lì.
          Ciao, un saluto. Spera.

  2. “dovunque il guardo giro” non vedo spiragli di miglioramento e mi sento egoisticamente appagato di essere nell’autunno inoltrato della vita.
    Perdona l’amarezza. Un abbraccio. robi

    1. @ for robi cipria,
      “dovunque il guardo giro” che letto da uno dei nostri eroi sarebbe giudicato non una licenza poetica ma “un errore di sbaglio”. Se è pur vero che non si vedono spiragli di miglioramento, esistono certamente ampi margini di peggioramento. Aldo Grasso il 30 luglio 1997 sul Corriere scriveva. In principio fu Cesare Zavattini che, un pomeriggio, alla radio, disse: “Ca@@o”. Zavattini passava per essere artista della spontaneità. Era l’unico che potesse pronunciare quella parola e creare un finto scandalo (ma se c’era uno “studiato” era proprio Zavattini). In Rai la parolaccia è sempre stata bandita. Negli Anni 50 circolava una lista di parole interdette, fra cui amante, talamo, amplesso, verginità. Per non creare doppi sensi, era meglio non pronunciare “membro del Governo” (e si che c’e ne sono, questa è mia) o “in seno alla Commissione”. …Solo al comico è concessa la pornolalia: basti pensare a quello strepitoso trattato di semantica dell’eufemismo che Benigni recitò davanti a un’esterrefatta Carrà, avendo per oggetto gli organi genitali. Adesso, da un punto di vista linguistico, al cinema, in Tv, nei dischi, e anche alla radio, esiste una minore formalità: l’uso delle “brutte parole” fa costume: “ca@@o”, emblema simbolo della trasgressione, si è semanticamente sbiadito è ormai usato come intercalare. E sono anche concesse altre coloriture iconoclaste tra caserma e alcova in verità, più caserma che alcova. Succede da sempre così: in un primo tempo, alcune parole proibite significano liberazione espressiva, poi diventano semplicemente forme gergali, registri informali. A questa propagazione dell’italiano verso il basso la TV e in maniera minore ma non tanto il cinema, hanno contribuito dando legittimazione al linguaggio colloquiale. Il venerdì sera Crozza che pure ammiro, prima ancora che arrivi Razzi, spara ca@@i come coriandoli a carnevale. A mio parere anche certi ambienti familiari contribuiscono e non poco, capirai con il padre manager rampante la madre in carriera. Lui a tavola immerso con la testa nel Sole24ore, Lei con la relazione per l’AD da preparare per ieri, altrimenti addio promozione, dove lo trovano il tempo per stare dietro i pargoli? Non che in altri strati sociali le cose vadano meglio, ma lì almeno c’e il l papà cassaintegrato, incazzato nero da mesi se non anni e la moglie che lavora a tempo pieno ma è retribuita part time, lì una timida scusante possiamo anche trovarla.
      Magari nelle famiglie allargate che oggi usano, uno dei quattro potrebbe dedicargli due minuti, macché. Remember un giorno di sessantadue anni fa, come se fosse ieri. Avevo circa undici anni mio fratello dodici e la sorellina di entrambi (allora non c’erano ancora le famiglie allargate o disastrate fate Voi), avevo appena finito di recitare uno strofetta che mio fratello aveva letto nei bagni della scuola (e mi aveva suggerito di recitarla a tavola), un severo istituto a Posillipo retto dai padri barnabiti, quando mi giunse tra capo e collo, allora non c’era telefono azzurro e i papà potevano rifilarti un salutare ceffone se e quando lo ritenevano opportuno, la mano di mio padre severo avvocato accompagnò il mio viso nel brodo che stavo educatamente sorbendo (senza far rumore) altrimenti ti beccavi la prima volta un rimprovero, non blando, la seconda uno schiaffone, che non arrivò mai. Allora in famiglia, almeno nella nostra, bastava infatti il rimprovero.
      Poi riprendendo l’avvincente narrazione, fui sollevato da tavola per un orecchio e di filato a scuola nello studio del severissimo padre Mirizzi, che ricordo ancora con rispetto. Partacchione spaventoso dal medesimo e a casa. Il giorno dopo i bagni erano stati completamente imbiancati. E meno male che la strofa (che conteneva in rima baciata, un doppio senso, la ricordavo ancora).
      Anche se giuro non l’ho più recitata.
      Anche se come giustamente scrive Antonio, nei talk-show se ne odono di cotte e di crude, quello che più colpisce è la maleducazione di gente che senza vergogna cerca di sopraffare l’avversario, ma forse occorrerebbe dire il “nemico” più che avversario. Non c’è rispetto per nessuna e nessuno e spiace dirlo ma le donne appaiono a volte le più virulente per sostenere le proprie ragioni, poiché sarebbe poco elegante fare nomi noblesse oblige, mi limiterò all’acronimo PdL .
      Cordialmente.
      Gerry

      1. Carissimo Gerry.
        Bellissimo racconto il tuo.
        Anche a me non è stata concessa una gran libertà in termini di parolacce, mi bastava il monito di mia madre che “stasera lo dico a tuo padre” e tutto finiva lì. Anche se debbo dire che mai i miei genitori hanno levato le mani su di me. E così è ancora adesso. Nella famiglia parole del tipo che tu hai detto nel racconto sono bandite, come pure le.
        Non volano schiaffi, ma si esige rispetto. E secondo me, si comincia proprio dalla famiglia.
        Poi ci sono gli spettacoli tv, che comunque i padri e le madri seguono insieme ai figli, il che non lascia molte libertà di ripetere le cose.
        I genitori dovrebbero cercare di avere conferma del comportamento dei figli fuori casa, chiedendo agli insegnanti come si comportano, quando sono fuori dal controllo genitoriale e se ci sono problemi, cercare di collaborare per risolverli.
        L’educazione ed il rispetto comincia in casa. Poi deve continuare nella scuola e così nella vita.
        Ma se manca il rispetto in famiglia, è finita.
        Ciao carissimo, un abbraccio. Spera.

        1. @ a Spera e a tutti quelli che avranno la forza di leggermi fino in fondo.
          O tempora o mores…
          Ai bei tempi (per Lui naturalmente) il compianto avvocato (?) Agnelli s’incontrava con personaggi del calibro di Henry Kissinger. Oggi, Il nipote, prediletto, s’incontra con Farinetti. Delle frequentazioni del fratello già si sapeva ( mi riferisco non al fratello di Farinetti, meglio chiarire non vorrei attirarmi una querela da parte di mister Hamburger a km 0). Ora manca solo che la Fondazione Agnelli pubblichi una ponderosa ricerca sull’hamburger e avremo il quadro completo della degenerazione che grava sul paese. Del resto se il Presidente della Repubblica, ritiene di poter incontrare un pregiudicato, nulla può ormai stupire i comuni cittadini. Immediatamente i pennivendoli di regime si sono precipitati a spiegare… a chi? Che sì, si tratta di un pregiudicato, ma è pur sempre il capo dell’opposizione. E Allora? L’opposizione si cerchi un capo non pregiudicato e il Quirinale potrà tranquillamente riceverlo. Dunque immagino che le cose siano andate circa così: il cuoco Michele telefona al Quirinale, pronto sono Michele, il boss vorrebbe o vuole (non è dato sapere) un incontro, preferibilmente nel primo pomeriggio, perché poi ha una cena elegante. In qualsiasi paese civile, la telefonata non sarebbe andata oltre il centralino. Da noi è giunta alle ovattate stanze. Ma chi ci mettono al centralino del Quirinale? Un diversamente abile? Del resto, siamo a no, all’avanguardia nel campo? E dunque anche sul supremo colle, vige l’assunzione obbligatoria. Del resto di che ci vogliamo ancora meravigliare, non è certo la prima telefonata “inopportuna” che è passata al supremo reggitore. E c’è andata già bene. Provate a immaginare se all’incontro B si fosse fatto accompagnare da “ Nik o merican’ che del resto era uno del suo giro… Il quadro allora si, sarebbe stato davvero completo. Possiamo dire di averla scampata bella, noi, non può altrettanto dirsi per qualcun altro…. Nel frattempo ci rifacciamo con il nostro “ennesimo” premier (perché premier? Perché Governatori? Perché Onorevoli? ). Il nostro rutilante Bugs Bunny, infatti, gira più di una trottola, altro che l’Henry, spende e spande perle di saggezza in economia applicata al disastro prossimo venturo, quando non arriveranno i sospirati 80 €. Discute di partecipazione con le parti sociali, ben venga, ma premettendo (da fine politico) che sarà solo lui ha decidere.
          I sospirati aumenti saranno frutto del recupero dell’evasione, già li vedo. Le tasse saranno diminuite con i proventi della… spending review, inutile dirlo anche questa già realizzata. al proposito mi riferisco, naturalmente, all’uscita dal proscenio del povero Cottarelli. Per il momento l’unica certezza è l’incertezza. Scusate il bisticcio ma non è colpa mia. Arriverà maggio, spunteranno le rose o le spine? E allora? Sarà colpa degli “altri” che non gli hanno permesso di realizzare i suoi progetti. Un discorso che abbiamo già sentito, o no? A differenza di Churcill che prometteva “lacrime e sangue” il nostro, non ci chiede sforzi e sacrifici, ma finisce per imporceli con la sua indifferenza alla tragedia della disoccupazione, del lavoro precario, delle aziende in difficoltà. E dietro i luccicanti personalismi della politica, l’uomo del momento, non prende atto dei problemi reali della Nazione
          Con una punta, abbondante, di amarezza, cordialmente.
          Gerry
          P.S. A Torino appaiono manifesti 6×3 m che ritraggono il Chiamparino e Renzi con sotto la didascalia “Il PD da il meglio” figuriamoci da altre parti. Se è vero, stanno messi veramente male. Il cavallo di battaglia del Chiampa è già apparso. Una nuova Olimpiade, il che vorrà dire un’altra imbarcata di centinaia di milioni di euro, di debiti, a carico della città e dunque di noi tutti.

          1. Carissimo Gerry, quante problematiche hai presentato! Provo a discutere con te su alcune.
            La prima, la questione e quelle degli Agnelli. Direi che sta nella natura umana. C’è sempre un genio che lavora, ha idee, le mette in pratica, guadagna, diventa un bravo imprenditore e poi c’è o ci sono le generazioni successive che sperperano tutto quanto. Un tempo si chiamava nobiltà decaduta.
            Adesso il nipote prediletto parla con Farinetti. Bene. Parla di Italia e io di Farinetti ho una stima “super”. A lui non importano gli Hamburger, interessano i prodotti italiani e già questo mi fa pensare che sia un ottimo “italiano” che ama il proprio paese. Al pari di Carlin Petrini. Massima stima.
            Il Presidente della Repubblica riceve un pregiudicato. E’ un fatto, ma per questo è meno Presidente delle Repubblica? Il pregiudicato si trova in una situazione critica, è stato un politico per tanto tempo, ha tuttora un seguito. Possiamo non condividere, ma dobbiamo interrogarci se questa cosa sminuisce il valore del Presidente della Repubblica, il quale ha ripetuto al pregiudicato quello che ha sempre detto e cioè che le sentenze vanno rispettate. Personalmente credo che non sia un dramma, e che la sostanza non cambi.
            E qui arriviamo a Renzi, il mio segretario del Pd, ed anche Presidente del Consiglio. Cosa ti preoccupa Gerry, che si dia da fare, che vada all’estero? O che abbia scalzato Letta? E pensi davvero che gli 80 euro in tasca a chi prende meno non arrivino? Su che basi?
            Si critica Renzi perché prende decisioni. Ma finalmente che c’è qualcuno che le decisione le prende, altrimenti tutte le mamme santissime (dai sindacati alla confindustria)che oggi sono critiche nei suoi confronti lo farebbero ballare come hanno fatto ballare Letta. Ti piacerebbe?
            Per il momento l’unica certezza è il fatto che il cambiamento che ha portato Renzi, è innegabile. Quali che siano le vicende del governo è chiaro che si è chiusa una fase politica.
            Condivido alcuni interrogativi ma il fatto da cui non si può prescindere e, finalmente, la scesa in campo di una nuova generazione di donne e di uomini. Il cambiamento è grande. E quello che mi piace di più è che insieme agli interrogativi sono tornate le speranze. Penso che da qui si debba partire per cercare un futuro migliore e lasciarci alle spalle le macerie di questi ultimi venti anni.
            Ciao Gerry, un abbraccio. Spera.

    2. grazie Gerry per aver dedicato questa piacevole ma significativa risposta al mio pessimistico commento. Proprio ieri ho commentato da Loretta (Il segno che resta) quale potrebbe essere la fantasiosa soluzione per recuperare, tramite la scuola, un minimo della nostra antica educazione, da riproporre alle nuove generazioni.
      Ti lascio il riferimento per arrivare a questa nostra preparatissima Amica di blog:http://lorettadalola.wordpress.com/2014/03/27/scuola-e-formazione/
      Un caro saluto. robi

      1. Un grazie a Loretta anche da parte mia

    3. Carissimo Robi,
      forse la tua non è amarezza, ma constatazione della realtà. A volte oggi come oggi è difficile anche essere giovani, non si trova lavoro e se ci si vuole divertire non c’è che la discoteca o poco altro.
      Ma la maleducazione no, quella non può passare. E l’atteggiamento del Sindaco è stato, a mio avviso, anche troppo tollerante. Avrei chiesto a quel ragazzino saputello almeno dove la imparato tante cose, chi gliele ha insegnate e chi gli ha detto di ripetere le parolacce al Sindaco. Giusto per sapere qualcosa di più su di lui e sulla sua famiglia. Forse ci sono disagi famigliari che il Sindaco potrebbe cogliere e magari porvi rimedio.
      Ciao Robi, un abbraccio. Spera.

  3. Forse, ripeto forse, i genitori hanno colpe marginali. I ragazzi, oggi, sono in possesso delle più potenti tecnologie senza troppi controlli chi di dovrebbe (genitori). Anche la sera, nei talk-show possono assistere a delle dispute tra politici con toni e vocaboli che il buon senso dei conduttori dovrebbero impedire, ma che non fanno per attirare odiens, mentre i ragazzini immagazzinano certi atteggiamenti. Pare che l’educazione non appartenga più a questa nuova generazione, figuriamoci alle prossime!
    Ciao.

    1. Non sono del tutto sicura che i genitori non abbiano colpe. Un bambino manifesta il suo modo di parlare anche in famiglia e se si lascia fare, ci prende gusto. Magari, come ho visto fare spesso, ci ridono su, e i bambini pensano che vada bene così.
      Forse l’educazione cosiddetta di vecchio stampo era anche troppo pesante, menare le mani non è un bene, ma insegnare ed insistere credo che sia un dovere da parte di chiunque, genitori ed educatori.
      Forse mi illudo, ma vorrei tanto che l’educazione vera, tornasse di moda.
      Ciao Antonio, un abbraccio. Spera.

  4. Questo è un altro triste aspetto di ciò che ci lascia il bungabungaro…odio, odio ed insulti contro chi la pensa diversamente…non finirò mai di ripetere che le sue televisioni hanno contribuito a creare la società nella quale viviamo oggi(figli che ammazzano i genitori, genitori che ammazzano i figli, volgarità giornaliere di ogni specie nei programmi televisivi ect ect)

    1. Temo proprio di sì. L’aumento della maleducazione e la sicumera di certi personaggi, è cominciata proprio con l’era del bungabungaro. Per fare soldi tutto serve anche diseducare o se vogliamo liberare i peggiori istinti di convivenza incivile.
      Se penso a quello che il bungabungaro ha sdoganato tutto quello che ha potuto per riportare le donne indietro di cento anni, mi viene la voglia di essere maleducata. Ma siccome non lo sono, mi trattengo.
      Grazie Mario, un grande abbraccio. Spera.

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