DIAMO TEMPO AL TEMPO

DIAMO TEMPO AL TEMPO

imagesAl partito dei “cittadini” e della democrazia  diretta, manca completamente il concetto di dissenso interno.

Lo chiamo partito e non movimento,  anche se “loro” insistono sul concetto di movimento, perché chi compete per  le elezioni per la gestione diretta del potere, è un partito. Un movimento se vuole restare tale, resta fuori dal Parlamento.

Un partito, specie poi se se la sente di rappresentare 8 milioni di elettori, è una organizzazione complessa. E come organizzazione complessa, per sopravvivere, ha necessità di regole, ruoli e responsabilità ben chiari.

Dalla mancanza di chiarezza di queste regole  discende il difetto “genetico” del m5s. Genetico perché riguarda la sua genesi.

Com’è nato il m5s? Su iniziativa di un privato, che contando sulla sua popolarità nata dalla comicità, e potendo contare su risorse personali e su un blog che vanta numerosi visitatori, ha trasformato i suoi appuntamenti comici, in tanti “vaffa” ed è riuscito a cavalcare il malcontento crescente e dilagante, al punto tale, da incanalarlo in un partito politico.

Il cosiddetto non statuto è solo una trovata per far credere a qualcuno che i membri siano tutti alla pari, ma in sostanza diventa la strada dritta verso l’anarchia interna alla organizzazione. Da qui nasce quindi la necessità di istituire una diarchia in cui ci sono 1 o 2 attori che sono più forti degli altri. Il m5s si muove tra questi due estremi. O il caos dell’anarchia o la necessità del partito padronale.

Nel caso del m5s, il leader è il padrone del partito, ma non ha alcun ruolo né nel partito né nelle istituzioni, tuttavia diventa colui che va a discutere col capo dello Stato, o col capo del governo.   E se qualcuno di quelli che siedono in Parlamento  prova a dire che si poteva tenere un’altra linea (per esempio nei confronti di Renzi), il padrone, dal suo divano di casa, scomunica ed espelle i dissidenti.

Quindi non c’è da sorprendersi se alcuni senatori del m5s sono stati espulsi, perché hanno fatto emergere quei difetti genetici che stanno alla base della nascita del m5s, cioè il rapporto tra il partito e il leader, rapporto che non ha regole ben definite, come invece l’organizzazione complessa del partito stesso, richiederebbe.

Alcuni commentatori si sono chiesti qual è la differenza tra questi dissidenti cacciati e Pippo Civati, dissidente nel Pd. Innanzitutto  nel partito democratico esiste uno statuto. E’ prevista una direzione nazionale che prende le decisioni a maggioranza e determina la linea del partito. Quando Renzi ha sostituito Letta, la direzione nazionale ha sfiduciato Letta, proponendo Renzi, per un nuovo governo. Questa decisione, presa a maggioranza, non è stata condivisa da Civati,  che non è stato espulso. In direzione nazionale  si è votata la mozione Civati  che si è trovato in minoranza. Nessuno processerà o espellerà Civati per questo. Con ogni probabilità sarà Civati stesso ad andarsene, per le evidenti dissonanze politiche con la maggioranza della direzione nazionale del Pd.

Nel m5s, invece, non esiste un organismo nazionale in cui si prendono le decisioni, tant’è che mentre i parlamentari si riuniscono per decidere sulle consultazioni o sulle espulsioni, il loro capo, a loro insaputa, lancia le consultazioni online (dal suo blog personale e a suo piacimento), di fatto delegittimando ogni decisione dei parlamentari. Gli ultimi 4 senatori infatti sono stati espulsi, per aver espresso una opinione differente. Si tratta di un’opinione non di una scelta politica.  La loro colpa è quella di “aver avuto un’opinione” personale.

Chissà se i componenti di questo partito che si definisce democratico per eccellenza, si rendono conto che vengono espulsi per una diversità di opinione e non per differenze sostanzialmente politiche, come invece sono quelle di Civati nel confronti della direzione nazionale del Pd.  Difendere Grillo anche quando è indifendibile, non fa onore a nessuno e soprattutto non fa bene ad un movimento che si è preso il potere attraverso le elezioni  e che deve quindi rispondere anche a quei milioni di persone che l’hanno votato e non solo a due guru che mettono le catene ai polsi dei loro parlamentari.

Oggi,  6 marzo 2013, Grillo mette alla porta altri 5 pentastellati  (Laura Bignami, Alessandra Bencini, Monica Casaletto, Maria Mussini e Maurizio Romani).   Senza alcuna consultazione online, con la seguente giustificazione:: «Si sono isolati e non possono continuare a essere rappresentanti ufficiali nelle istituzioni».

Ma di quali istituzioni parla Grillo, visto che fanno parte del sistema che vuole distruggere e che il Parlamento, secondo lui,  è morto?

Diamo tempo al tempo.

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16 Risposte

  1. dettagli importanti per capire ancora di più questo “giocatore” che vuole rivoltare il Paese fottendosene totalmente dello stesso e di tutte le regole democratiche.
    Abbraccio & buonanotte. robi

    1. Ciao Robi,
      E’ sempre talmente tanta la pubblicità che viene fatta a questo movimento che per forza di cose si prova a capire. O almeno a tentare di capire cosa sta succedendo dentro quel movimento non partito col quale si ha a che fare.
      Ho vissuto tempi diversi di politica, tempi anche di forte protesta e contestazione, ma mai tempi in cui le persone, chiamate a legiferare per tutti, dimostrano una ignoranza e maleducazione indicibile.
      Un abbraccio a te e buona domenica.
      Ciao. Spera.

  2. Il M5S E’ destinato a fare la fine del Piratenpartei della Germania…e speriamo che i suoi affiliati non facciano la fine di quelli do Jim Jones?

    1. Ciao Mario,
      questi qui saranno devoti, sottomessi e succubi, ma non pensano proprio al suicidio di massa. Credo che gioiscano ogni mese quando vedono i tanti bei soldini che arrivano nelle loro tasche, solo per stare seduti lì, in Parlamento e divertirsi.
      Perché è così che mi sembrano, una scolaresca che si diverte a tirare le pallottole di carta alla Presidente, pallottole maleducate.
      Ciao Mario, un abbraccio. Spera.

  3. come sempre precisa, incisiva e informata come nemmeno un professionista serio sa fare. Complimenti Spera.
    Ancora una volta ricorro a te per ringraziare la gentilissima Lidia e i commenti che mi lascia sulla vecchia postazione (che poi è l’unica che possiedo).
    Buon fine settimana e tutta la mia stima.
    haffner

    1. Ciao Haffner,
      a volte si cerca di capire alcuni comportamenti delle persone con cui si ha a che fare. Una cosa colpisce molto nel m5s ed è l’intolleranza verso chiunque non la pensi come il capo. Io ho un’altra idea di convivenza sociale e di politica, e questo modo impositivo di tenere i propri parlamentari alla catena, è per me insopportabile.
      Lidia ti ringrazierà direttamente sul tuo blog, è una persona sempre gentile che è un piacere avere come amica.
      Ciao Haffner, un grande abbraccio. Spera.

  4. Vorrei sapere perchè ha fondato il movimento, per poi distruggerlo, il grullo si comporta come un bambino a cui viene regalato un giocattolo, ma lo smonta per vedere ciò che contiene. Vuole essere quel detto ( non si muove foglia che Dio non voglia) in questo caso che grillo non voglia. E’ patetico.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.
    PS. Grazie haffener, contraccambio la stima.

    1. Ciao carissima,
      secondo me Grillo si è trovato con troppi senatori e con troppi deputati da gestire. Lui pensava e sperava che il suo rimanesse un partito di opposizione con una percentuale minore da gestire. L’eccesso gli ha dato alla testa e tenerli tuti inquadrati gli costa parecchio, gli costa forse anche rabbia.
      Da noi si dice: “l’hai voluta la bicicletta, e adesso pedala” Grillo pedala sì, ma come un dittatore e non tiene conto che i suoi parlamentari sono persone con un cervello e che non tutti hanno portato il loro cervello all’ammasso grillino.
      Ciao carissima, un abbraccio e buon 8 marzo.
      Tante minose, belle e fiorite per te. Spera.

  5. Ma possibile che il problema dei problemi sia Grillo e il Movimento? E’ vero è un movimento nato per iniziativa di un privato, e che cosa c’è di anomalo, Nel caso in esame la proposta di Grillo ha avuto una lunga gestazione, prima con “gli amici di Beppe Grillo” poi con la nascita del Movimento vero e proprio, che quindi è stato frutto di una partecipazione ampia, anche se non codificata. Chi poi ha aderito al movimento (io per esempio) lo ha fatto conoscendone il programma, il non statuto (che in realtà è un insieme di semplicissime ed essenziali norme che regolano il movimento) e resta liberissimo di esprimere le proprie opinioni. Sulle espulsioni ho votato no, e non si prevede una ulteriore espulsione per chi ha votato come me. Quanto agli ultimi “espulsi”, si tratta semplicemente di una presa d’atto, sono loro che si sono dimessi dal Senato. Ma tu sai quanti sono gli espulsi dal PD? (centinaia) qualcuno è stato espulso per aver preso posizione contro la TAV e non per aver nuociuto al PD. Ma non voglio tediarti oltre con la difesa del Movimento, mi piacerebbe che il “confronto” ed il “dialogo” che si chiede ai grillini fosse preceduto da qualche fatto che dimostri la sincerità della richiesta, per esempio con qualche voto favorevole alle mozioni ed alle proposte di legge da loro proposte. Mi piacerebbe che il cambio di verso proposto da Renzi si fosse realizzato eliminando dal Governo gli indagati, mi piacerebbe che chi aspettava che Letta avesse il tempo di realizzare con pazienza il suo progetto non continuasse ad aspettare la terra promessa dal nuovo governo. Insomma mi piacerebbe fare parte di un PD migliore, ma come ho detto altre volte, la speranza l’ho persa da tempo e perciò non ne faccio parte. Il Movimento ha certo qualche prezzo da pagare per l’enorme successo avuto, ma ancora non ha niente di cui vergognarsi e spero che continui a non farsi contaminare dalla casta che trova tutti i modi per restare tale. Dare tempo al tempo è una cosa che mi piace, vedremo che cosa succederà. Scusa la franchezza dello sfogo. Come sempre un abbraccio.

    1. Ciao Luigi
      Sì, proposte del m5s condivise e votate dal Pd ce ne sono state, per esempio, l’abolizione del reato di clandestinità. Ma non è questo il punto, quello che conta è il contegno, l’atteggiamento che questo movimento ha con chi non condivde le sue idee. Di totale chiusura, perché, come dice Grillo, “noi vogliamo distruggere il sistema”. Distruggere il sistema che significa?
      Mettere dei cittadini (tutti siamo cittadini) in Parlamento a contestare con una maleducazione unica qualsiasi proposta che non sia la loro?
      E poi perché sono entrati nella politica, cioè nei palazzi?
      Un movimento, come quello del ‘68, per esempio, che ha sconvolto il paese e non solo l’Italia, mica è entrato nel parlamento.
      Il movimento femminista che ha fatto conquiste enormi, rispetto ad un certo di maschilismo, mica è entrato in parlamento.
      Anche se, a questo proposito, debbo dire che lo sdoganamento del machismo, provocato da un capo del governo dal comportamento indecente, per vent’anni, ha fatto regredire di cento anni il concetto di libertà femminile, così come lo hanno fatto regredire certi leggi (volute dal governo Berlusconi) sulla fecondazione assistita che sono scandalose e pericolose, per la salute della donne e per il nascituro.

      Torno a ribadire che il problema sta tutto nel rapporto tra Grillo ed i suoi parlamentari. Un conto è colloquiare amabilmente con un gruppo di amici e discutere insieme di ciò che sta succedendo in “politica”, ed un conto è trovarsi oltre cento persone sconosciute da guidare, contenere, costringere e obbligare al suo pensiero unico, non per sadismo, ma semplicemente per l’esigenza di doverle tenere unite. Ed un non statuto che contiene regole di comportamento, non è uno statuto con regole definite e chiare di partito.
      Per quanto riguarda il Pd, non si è trattato di espulsioni con tanto di “veto”, ma di una scelta politica che le persone, libere di pensare diversamente, hanno fatto. Se ne sono andate. Come forse farà Civati, ma non si viene cacciati con ignominia, com’è successo con i primi dissidenti e con i 4 senatori.
      Un Pd migliore esiste, è fatto di tante persone oneste, brave, gentili, generose che credono in un ideale di uguaglianza sociale, di solidarietà, di giustizia. Che amano la scuola e la ricerca, il lavoro, la convivenza sociale. E sono queste che tengono in piedi la democrazia in questo paese.
      Ciao Luigi, un abbraccio. Spera.

      1. Espulsa dal Pd l’ex sindaco di Avigliana, con lei vicesindaco e assessore.

        Acqui Terme. Ferraris e Giglio espulsi dal Pd.

        Il Gruppo del Partito Democratico del IV Municipio di Roma ha deciso di espellere il consigliere Giorgio Limardi, a seguito di un ripetuto comportamento difforme alle linee del partito.

        Mario Russo, Valerio Addentato e Roberto Merlini sono stati espulsi dal segretario del PD provinciale di Roma Carlo Lucherini.

        Agropoli. Carmine Parisi: “Cacciato dal Pd perché ho denunciato la speculazione edilizia”.

        Troina. Espulsi dal PD due consiglieri comunali, per avere votato in contrasto con le indicazioni del partito.

        Castiglione del Lago. Rosanna Ghettini, Caterina Bizzarri, Giancarlo Parbuono e Ivano Lisi espulsi dal PD.

        Terremoto PD Alessano: espulsi Cosimo Del Casale e Donato Melcarne.

        Piacenza, bufera nel Pd: espulsi i sostenitori di Renzi dall’esecutivo. Sostituiti i dirigenti con una telefonata.

        Rapallo, sono stati espulsi dal PD: Maria Cristina GERBI, Giorgio BRACALI, Alessio CUNEO, Emanuele GESINO, Maurizio Ivan MASPERO, Maria MORRESI, Giulio RIVARA.

        La segreteria cittadina di Orta Nova ha attivato le procedure per il deferimento del consigliere comunale Antonio Bellino alla Commissione di garanzia, alla quale sarà proposta l’espulsione dal PD per violazione dello statuto e del codice etico.

        San Mauro Torinese, Rudy Lazzarini espulso dal PD insieme a un nutrito gruppo di colleghi.

        CASERTA. Rino Zullo è stato espulso dal PD.

        Carmelo Mazzola e Domenico Prisinzano sono stati espulsi dal PD di Castelbuono.

        Afragola: Valentino espulso dal PD.

        Sei iscritti al PD allontanati dal partito per non aver appoggiato Marini candidato sindaco a Frosinone.

        Solidarietà a Paolo Dean ex sindaco di Fiumicello e a Rosanna Fasolo, ex assessore della giunta Dean, espulsi dal PD.

        Terlizzi. Segreteria Pd: «Espulsi dal partito Ceci, Grassi e Adamo».

        Avezzano. Il Partito democratico ha avviato la procedura per espellere Nicola Pisegna Orlando dal partito.

        Anghiari. Danilo Bianchi espulso dal PD.

        Campobello di Licata, il consigliere comunale Mimmo Tascarella espulso dal PD.

        Gavorrano. Serena Remi, ex segretaria Pd ha presentato ricorso al Comitato Provinciale dei Garanti contro il provvedimento di allontanamento dal partito: «Registra pecche di forma ed è infondato».

        Siena. Sospensione dal partito per Giovanni Bazzini, Anna Gioia, Luca Guideri, Giancarlo Meacci, Lucio Pace, Alessandro Piccini e Gian Luca Ranieri.

        Belluno. Il Pd “scomunica” Massaro e gli vieta di iscriversi.

        Mondragone. Sfiducia Cennami, espulsi dal Pd i tre consiglieri.

        Il Pd passa ai fatti espulsioni ad Alessano.

        San Giuliano Terme, il Pd espelle dal partito due consiglieri comunali.

        Teramo. Le critiche scatenano l’epurazione. Espulso presidente comunale Pd.

        Eboli. Salvatore Marisei, Carmine Campagna, Antonio Petrone, Armando Cicalese, espulsi dal PD.

        1. @ Mario
          E’ un bellissimo copia incolla. Un bellissimo elenco che non metto in dubbio, per carità. Noto che sono tutti amministratori locali, ciò significa che il Pd governa molti territori. Buon segno.
          E qualche cane randagio ci può anche essere, anche se non leggo per quali motivazioni sono stati cacciati. Mi sbaglio, una c’è ed è molto interessante: “speculazione edilizia”.
          Non è un’opinione.
          Ciao, Spera.

  6. Grazie per le mimose, contraccambio gli AUGURI, sei una amica speciale e unica.
    Ciao un abbraccio Lidia.

    1. Grazie a te,
      Un abbraccio, Spera.

  7. La libera manifestazione del pensiero è una libertà sancita anche dalla Costituzione, ma presumo che l’onestà intellettuale delle persone, dovrebbe prima portarle all’autocritica prima di contare le pulci degli altri… … …!?
    Meglio tacere!

    1. Forse è meglio parlarne. Se ti riferisci ai 4 sottosegretari del Pd indagati e che sono stati nominati, hai ragione sono un pugno in un occhio e cose così, dopo che per anni, si era detto che di indagati non ce ne volevano, beh! è davvero una cosa discutibile.
      Se ti riferisci al fatto che Renzi ha sostituito Letta, così come giocare a dama, ti dirò che la cosa non mi è dispiaciuta perchè era tempo che qualcuno desse una scossa ad una lentezza esaserfante nel partito.
      Ciao.

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