METTIAMO IL CASO

METTIAMO IL CASO

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–          Che si facciano le riforme

–          Che si faccia una legge sul lavoro decente, apprezzata anche dai sindacati

–          Che la burocrazia si sburocratizzi

–          Che si rifaccia una riforma della scuola

–          Che si faccia una riforma del fisco

–          Che si riesca a cambiare verso anche in Europa

–          Che davvero la legislatura duri qualche anno

–          Che la crisi economica si attenui di molto

Cosa potrebbe succedere?

–           Che Napolitano si dimette e avremmo un nuovo Presidente della Repubblica

–          Che il Pd si rafforza

–          Che Berlusconi si appanna del tutto.

–          Che Grillo viene  ridimensionato e di molto

–          Che finalmente si potrebbe vivere in un paese normale.

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37 Risposte

  1. Ci farei la firma :)) E proporrei Letta presidente della repubblica, potendo. Anche se sai che ho un debole per Bersani.
    Un abbraccio
    Nou

    1. @ for Nou,
      andiamoci piano con le nomine al colle, massima prudenza. Non vorrei ci capitasse un nuovo trituonante che firmi anche se con severo sdegno e vibrante emozione, leggi vergogna… senza nemmeno accennare un magari timido ” passate domani che mi è finito l’inchiostro”, Servirebbe un tipo che si circondi di persone che non gli passano telefonate provenienti da un inquisito per reati gravi. E, nel caso sbatta giù la cornetta. Chiedo, chiediamo, troppo? Alle volte i miracoli accadono.
      Per il caro Bersani, sono d’accordo anch’io, anche se a suo svantaggio gioca il requisito di essere più limpido di una bottiglia di San Gemini, o no?
      Cordialmente.
      Gerry.

    2. Può darsi che il Pd, in caso di sostituzione di Napolitano, faccia il nome di Letta. Sarebbe un modo di togliergli un po’ dell’amarezza che ha vissuto. E con ogni probabilità avrebbe anche quel giusto equilibrio (democristiano) che gli consentirebbe di essere al di sopra delle parti.
      Anch’io stimo molto a Bersani, ma forse è meglio che dia il suo contributo ancora alla politica attiva.
      Ciao Nou, un abbraccio e buona domenica. Spera.

    3. @Gerry
      @Spera
      In politica la limpidezza è vituperata, purtroppo. I leader devono essere criptici nelle vere intenzioni e coerenti in quelle che esprimo. Non mi piace come Renzi ha condotto la sua corsa a palazzo Chigi, rassicurando Letta per poi soffiargli la presidenza. Si vede che non riesce ad essere più “elegante” nel fare. Si sa che la politica non è un esercizio indolore.
      Spero che Napolitano resti al colle finché lo ritiene opportuno. Certo desidero che il prossimo presidente della repubblica non firmi leggi vergogna (es. la Giovanardi-Fini) e decreti che contengono provvedimenti antitetici fra loro. E spero soprattutto che il cambiamento abbia preso il via.
      Buona domenica a tutti voi e un caro saluto.
      Nou

  2. Gerry@for Spera,
    Mettiamo il caso… che Berlusconi si appanni del tutto. Ancora? Ascolta cosa mi è capitato stasera verso le diciannove, Mi trovavo in auto, quando dalla radio ho sentito provenire degli indistinti borgoritmi, dalla radio, Spera non da me. Contemporaneamente sono stato colpito da un repentino malessere, stavolta ero proprio io, tanto che ho dovuto accostare, appena mi è stato possibile al marciapiede. Ho tirato giù il finestrino per far entrare dell’aria fresca, sperando che mi facesse bene. Il malore che mi aveva colpito malgrado la ventata di aria fresca penetrata dal finestrino non accennava a diminuire, anzi aumentava. Gocce di sudore freddo m’imperlavano la fronte, tremavo tutto, i battiti del cuore erano disordinati. Nello stesso tempo dalla radio mi giungeva una voce roca che blaterava frasi sconnesse. Da quel poco che ho potuto intender nella situazione in cui ero, ti assicuro che era uno strazio il solo udire il tono di quella voce, si trattava di un tizio che diceva circa così. Dobbiamo raggiungere il 37% perché poi attraverso i sondaggi (?) potremo, giuro che ha detto proprio così, potremo, non potremmo, vincere le elezioni e, proseguendo senza congiunzione, governare da soli il paese che amo. Ho riconosciuto (a stento) la voce. Era lo psiconanocalafato che evidentemente trasmetteva dal mausoleo di Cascella. Allora ho capito l’origine del malore. Appena spenta la radio. Il miracolo. Mi sono sentito di nuovo non bene, ma benissimo. E mi sono rimproverato aspramente. Infatti, Il mio medico, trattasi di un valente docente universitario che peraltro è anche un caro amico, mi aveva caldamente e vivamente raccomandato di non ascoltare i deliri di un pregiudicato. Mi aveva spiegato che da uno studio dell’Harvard University. Ricerca condotta da due eminenti psichiatri di quel prestigioso ateneo, è emerso che il solo udire la voce di B, indurrebbe l’ascoltatore alla più cupa melanconia, fino a giungere a vere e proprie crisi esistenziali che in alcuni casi hanno condotto il paziente all’autodistruzione. Opera portata a termine attraverso la lettura dei suoi discorsi (Discorsi al paese che amo). Italia 1994 -20011 II ventennio. E Tu ti chiedi di uno così, ancora se si appanna? Boh…Ora tolta di mezzo la sora nunzia, se riusciamo anche a espellere la sora Annamaria, tenendoci, magari stretti, in casa la testa di anguria che, in fondo, ma proprio in fondo, è un bravo ragazzo. Gli diamo (concediamo forse è meglio), uno strapuntino e via. Il nostro si accontenta di poco pur di non ritornare tra le braccia del padre (abbraccio letale). Sempre che, i gerontocrati superstiti non operino, ancora una volta nell’esclusivo intento di soddisfare la loro libidine di potere e mantenere già che ci sono, scorta e auto blu. Conditio sine qua non questa per poter fare la spesa all’IKEA senza fare la fila alla cassa. Anche se occorre riconoscere che almeno, la nostra, non è usa percorre le strade con la scorta “ça va sans dire” in senso vietato per comprarsi un paio di scarpe e non frequenta sacre della salsiccia con uso andata e ritorno di elicotteri della Protezione Civile. Mentre pare che un altro “sarcastico” personaggio della medesima parrocchia stia tramando per la permanenza in situ, fin che sia promulgata una legge che promuova la detassazione totale dei proventi da poderi vinicoli. Dunque se questi stanno buoni (al proposito invero non nutro molte speranze) e non tramano versus don Matteo e conseguentemente contro noi tutti. Se e dico se, Bugs Bunny, non si rivela un bluff, se non scende dalla SMART, per salire sull’auto blu, potremo forse dire, come avrebbe detto il compianto Nino Manfredi “ fusse ca fusse la vorta bona”…
    Un caro abbraccio a tutto il blog, beh, forse non proprio a tutti, facciamo solo a una buona parte. Sei d’accordo Spera?
    Gerry

    1. @ Gerry
      Appunto Gerry, chissà che non sia la volta buona. Dopo tanto cincischiare in questo partito uno che parte come Maradona all’attacco può darsi anche che faccia gol. E fa niente se, nel farsi strada verso la porta, ha dato qualche spintone a qualche compagno di squadra. L’importante è fare gol.
      La reazione che hai avuto tu, è la stessa che ha avuto la signora Clio, la simpatica moglie di Napolitano. Non vuole vedere Berlusconi. Proprio non le va, nemmeno la voce e tanto meno la sua persona. Non è mai stata presente alle ”cene”. Ha partecipato invece alla cena con Renzi e pare che gli abbia fatto varie domande sulla Costituzione. Forte la signora Clio.
      Ho usato il verbo “appannarsi”, perché non credo che Berlusconi scompaia definitivamente dalla scena della politica italiana, se continua a vivere. Dirà sempre la sua, imporrà il suo sistema alla destra, finché vivrà, ma la sua forza, per ovvie ragioni, si sfibrerà a poco a poco.
      Tanto di guadagnato se ci togliamo di mezzo la sora Cancellieri e anche alcuni ministri che poco hanno combinato.
      Se Renzi riuscirà a dare vita ad un governo efficiente, anche le figure come Alfano e altri è probabile che vivano all’ombra di questo governo, sfruttandone le opportunità. Se hanno l’intuito di collaborare alle riforme, se ne potranno gloriare, ma se fanno come faceva Brunetta che poneva un veto ad ogni piè sospinto, non solo si logorerà il governo, ma anche il suo minuscolo partito.
      Quello che potrebbe dare più fastidio a Renzi è che resta questo Parlamento con questi parlamentari. Se si impuntano possono mettere in stand by il governo stesso e renderlo improduttivo, nonostante l’attivismo del Presidente del Consiglio. È sufficiente non approvare o ritardare di mesi e mesi l’approvazione delle leggi e dei decreti che il governo proporrà, per azzopparlo.
      È a questo che punta il m5s, all’immobilismo.
      Ciao Gerry, un grande abbraccio. Spera.

  3. Mah credo che riuscisse a fare tutto quello che hai scritto, potremmo dire di essere usciti dal pantano. Sempre che non succeda quello che il simpaticissimo Grry ha descritto non accada, ma nutro forti dubbi.
    Comunque il metodo non mi è piaciuto per niente, se queste erano le sue intenzioni,
    non doveva esternare di voler continuare a fare il sindaco, e dire (suvvia Enrico stai sereno). Doveva entrare in punta di piedi e non come un ciclone.
    Ma gli auguri se li merita a prescindere.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.
    @ Gerry l’abbraccio anche a me vero?

    1. @for Lidia,
      ma certo carissima.
      Gerry

    2. @ Lidia
      I dubbi afferrano tutti, carissima Lidia, ma se ci mettiamo sempre a pensare che forse era meglio un altro, forse era meglio in altro modo, forse…. Alla fine non ne ricaviamo molto ed è quello che sperano i grillini e quello di chi odia profondamente il Pd, pur dichiarandosi di sinistra.
      Mi immagino già le prediche del giovedì che con una voce “suadente” ma irritante fa Travaglio nelle sue analisi. Mi immagino le paginate del il Fatto quotidiano su quello che Renzi farà, ma è bene che Renzi, non si curi di questa cose, vada avanti per la strada che ha in mente e faccia approdare questo paese finalmente nell’era post berlusconiana.
      Ciao carissima, buona domenica ed un forte abbraccio. Spera..

  4. Una persona che mente e non è coerente con quello che dice è il nuovo che avanza?

    1. Certo che la coerenza è piuttosto rara in politica.
      Mi basta leggere la lettera che Grillo ha scritto a Napolitano il 30 luglio 2011.
      E Napolitano obbedì a Grillo: nominò Mario Monti Presidente del Consiglio.
      Nel 2013 Grillo presenta l’Impeachment a Napolitano proprio perché nominando Monti, era andato oltre il suo mandato.
      Ciao Mario, un abbraccio. Spera.

      Ecco la lettera

      Spettabile presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
      quasi tutto ci divide, tranne il fatto di essere italiani e la preoccupazione per il futuro della nostra Nazione. L’Italia è vicina al default, i titoli di Stato, l’ossigeno (meglio sarebbe dire l’anidride carbonica) che mantiene in vita la nostra economia, che permette di pagare pensioni e stipendi pubblici e di garantire i servizi essenziali, richiedono un interesse sempre più alto per essere venduti sui mercati. Interesse che non saremo in grado di pagare senza aumentare le tasse, già molto elevate, tagliare la spesa sociale falcidiata da anni e avviare nuove privatizzazioni. Un’impresa impossibile senza una rivolta sociale. La Deutsche Bank ha venduto nel 2011 sette miliardi di euro dei nostri titoli. E’ più di un segnale: è una campana a martello che ha risvegliato persino Romano Prodi dal suo torpore. Il Governo è squalificato, ha perso ogni credibilità internazionale, non è in grado di affrontare la crisi che ha prima creato e poi negato fino alla prova dell’evidenza. Le banche italiane sono a rischio, hanno 200 miliardi di euro di titoli pubblici e 85 miliardi di sofferenze, spesso crediti inesigibili. Non sono più in grado di salvare il Tesoro con l’acquisto di altri miliardi di titoli, a iniziare dalla prossima asta di fine agosto. Ora devono pensare a salvare sé stesse.
      In questa situazione lei non può restare inerte. Lei ha il diritto-dovere di nominare un nuovo presidente del Consiglio al posto di quello attuale. Una figura di profilo istituzionale, non legata ai partiti, con un l’unico mandato di evitare la catastrofe economica e di incidere sulla carne viva degli sprechi. Ricordo, tra i tanti, l’abolizione delle Province, i finanziamenti pubblici ai partiti e all’editoria e le grandi opere inutili finanziate dai contribuenti, come la Tav in Val di Susa di 22 miliardi di euro. Gli italiani, io credo, sono pronti ad affrontare grandi sacrifici per uscire dal periodo che purtroppo li aspetta, ma solo a condizione che siano ripartiti con equità e che l’esempio sia dato per primi da coloro che li governano. Oggi non esiste purtroppo nessuna di queste due condizioni.
      In un altro mese di luglio, nel 1943, i fascisti del Gran Consiglio, ebbero il coraggio di sfiduciare il cavaliere Benito Mussolini, l’attuale cavaliere nessuno lo sfiducerà in questo Parlamento trasformato in un suk, né i suoi sodali, né i suoi falsi oppositori. Credo che lei concordi con me che con questo governo l’Italia è avviata al fallimento economico e sociale e non può aspettare le elezioni del 2013 per sperare in un cambiamento. In particolare con questa legge elettorale incostituzionale che impedisce al cittadino la scelta del candidato e la delega invece ai partiti. Queste cose le conosce meglio di me. Lei ha una grande responsabilità a cui non può più sottrarsi, ma anche un grande potere. L’articolo 88 della Costituzione le consente di sciogliere le Camere. Lo usi se necessario per imporre le sue scelte prima che sia troppo tardi. Saluti.” Beppe Grillo
      Pubblicato il 30/11/2011 ore 17,26

    1. Conosco Rita Pani, e ho anche alcuni dei suoi libri.
      La stimo molto, mi piace e l’ho messa tra i miei blogroll da tempo.
      È una comunista seria, una di quelle che credono a quella ideologia, è sempre coerente, ma ha l’unico difetto di peccare o di vivere di “retropensiero”.
      Credo che occorra prendere atto che il mondo cambia e che le strategie politiche debbano adeguarsi.
      Questo non significa tradimento, ma guardare realisticamente ciò che accade intorno.
      Può piacere o meno, ma ora siamo qui, all’inizio di un’avventura che lo stesso Renzi considera molto rischiosa. Poteva non fare questo? Sì poteva, ma ha preferito metterci la faccia e tentare di fare uscire il paese dalla stagnazione. Per questo, anche se non è il mio ideale, non lo critico, ma lo ammiro e lo appoggerò perché il suo coraggio sia premiato.
      Ciao Mario, un abbraccio. Spera.

  5. Cara Spera,dall’ingoiare rospi siete passati ad ingoiare caimani!!

  6. @ for mariorox42,
    si purtroppo, nella vita capita. Basta fare uso di ottimi digestivi
    Bay.
    Gerry

    1. L’hai detto finalmente!
      Ammettere di ingoiare rospi e quant’altro non è facile di questi tempi siamo tutti “belli” e bravi.
      Bravo e “bello” Bersani, bravo e” bello” Monti, poi bravo e “bello” Letta,
      adesso bravo e “bello” Renzi
      Domani diremo bravo e “bello” al nano malefico al Quirinale.
      Ma che sinistra siete? OPS! Chiedo scusa, chi siete?con chi state?con chi con cosa? Perché?
      Un saluto a tutti 😦

      1. @ Gile
        Tu credi che siamo noi ad ingoiare rospi? Sei sicuro?
        A me sembra che sia gente come te, piena di livore, senza speranza, che apparentemente gode delle sconfitte altrui, che, in definitiva, si roda il fegato dalla rabbia.
        Vorreste essere al posto di altri, vorreste fare, muovere il mondo ed invece state chiusi nei vostri armadi, fate le vostre ridicole manifestazioni e contromanifestazioni che alla fine risultano solo fastidiose.
        Mi dispiace Gile, che le cose non vadano come tu vorresti, ma in questo paese c’è gente in gamba, brava, capace di metterci la faccia senza nascondersi. E questo desta la vostra rabbia.
        Pazienza.
        Non si può aver tutto dalla vita.
        Un saluto e buona domenica. Spera.
        P.S.
        Ci chiedi chi siamo? Che sinistra siamo? Posso risponderti che siamo le persone che in questo paese lavoranno seriamente, studiano seriamente, si danno da fare per gli altri seriamente, prendono su di sé respondabilità e si accollano fatiche seriamente. Non fanno chiasso e vivono serenamente.
        Anche questo blog è serio, non fa chiasso e non offende. C’hai fatto caso?

        1. A sette anni all’oratorio e a scuola con gli amichetti si tifava sempre per la squadra più forte senza sapere se per fortuna o per bravura, l’innocenza aveva la meglio!
          Adesso !?!

        2. Il rottamatore che governa con i rottamati!!!
          BA!!

          1. E’ sufficiente che governi e bene.

        3. Il blog e molto bello proprio per questo lo seguo a volte in silenzio e a volte un pò meno per dirla tutta quando cè vò cè vò
          spero di non offendere nessuno
          un saluto

        4. Certo non è per spirito polemico che “posto” questo contributo tratto da un comunicato sindacale… se poi qualcuno ha la coda di paglia son problemi suoi. Ciao a tutti
          “Dopo i governi Monti e Letta-Alfano, insediati a colpi di diktat e andati avanti a colpi di fiducia, ecco il terzo governo di seguito senza legittimazione popolare, messo su con una squallida manovra di palazzo che ha scalzato “Capitan Findus”, giudicato poco energico, troppo tattico e poco rampante, dai gruppi dominanti del capitalismo.
          I sette miliardi e mezzo regalati alle banche con il decreto Imu-Bankitalia, evidentemente non sono bastati a placare gli appetiti dei pescecani dell’alta finanza e degli industriali, sempre più aggressivi.
          Il cambio a Palazzo Chigi, pertanto, non è solo una questione di poltrone, ma di contenuti e ritmi dell’offensiva capitalista, di voraci interessi.
          In quasi due anni e mezzo si è passati dal “governo tecnico” alle “larghe intese” a quelle più “ristrette” ed ora, all’imminente governo dell’ambizioso sindaco fiorentino che si propone con un “programma radicale di riforme” reclamate dall’oligarchia finanziaria e dalle sue istituzioni.
          Insomma, i mercati avranno l’uomo che vogliono; giovane, veloce, disincantato, ruffiano, esecutore fedele di un governo “del fare” che opererà senza discussioni, senza rispetto dei vincoli e delle procedure costituzionali, senza alcuna mediazione sociale.
          Si nominano governi, si modificano le maggioranze, si aprono e si risolvono crisi pilotate, in spregio alla volontà dei cittadini, dei lavoratori, dei giovani, delle donne e della stessa carta costituzionale.
          L’eccezione, quindi, diviene la regola e il passaggio dalla Repubblica parlamentare a quella presidenziale sta avvenendo, ormai, de facto.
          Sugli equilibri hanno deciso, oltre che come di consueto Re Giorgio, anche le faide interne al suo stesso partito, che si sposta sempre più a destra in nome della “stabilità dei mercati”.
          Il nuovo premier, infatti, è chiaramente un iperliberista organico agli interessi delle multinazionali, delle banche, dei manager alla Marchionne, dei parassiti dei paradisi fiscali, spalleggiato dai poteri forti economici a partire dalla Morgan Stanley, una delle banche d’affari responsabile della crisi mondiale, per giungere alle forze imperialiste dominanti.
          Anche l’intero gotha dell’industria e della finanza italiana si è schierato, uno ad uno, dalla parte del sindaco di Firenze e il suo futuro governo sarà nuovamente sostenuto dalle stesse forze che hanno sorretto quello precedente, oltre che dalla benevola benedizione del partito dell’amore.
          I prossimi giorni chiariranno meglio il quadro del comitato di affari che presiederà.
          Il nuovo Presidente del Consiglio, pertanto, sarà la nuova carta che il fiacco e declinante imperialismo italiano giocherà sulla pelle dei lavoratori; il suo obiettivo è reggere fino al 2018 facendo passare nuove misure antipopolari (jobs Act), flessibilità, privatizzazioni, altre porcate elettorali e controriforme costituzionali per soddisfare le esigenze del grande capitale, proseguire con le politiche di austerità e competitività imposte da UE-BCE-FMI, con le missioni di guerra NATO.
          Alla “Leopolda”, infatti, non si sono visti né le rappresentanze degli sfrattati, dei precari, di chi non ha lavoro o di chi lo ha perso; il sindaco fiorentino vuole decisamente impersonare una storia di successo e gli “sfigati” non fanno audience.
          Cambiano i governi e le maggioranze, ma i problemi dei lavoratori, dei disoccupati, dei giovani non si risolvono, anzi si aggravano.
          Licenziamenti, chiusure di fabbriche, attacco ai salari, disoccupazione giovanile al 40%, centinaia di suicidi, la povertà che dilaga e un pugno di sfruttatori e di ricchi che si arricchisce sempre più.
          Dopo averci fatto pagare lunghi anni di crisi ora ci vogliono far pagare una ripresa che non c’è.
          Perciò, dall’Electrolux a Termini Imerese cresce la protesta operaia e popolare, che è destinata a ampliarsi e acutizzarsi: la situazione chiama, quindi, a costruire dal basso un fronte unico dei lavoratori, a rafforzare la partecipazione alle lotte al fine di respingere il nuovo attacco padronale, perché da qui all’estate ne vedremo di tutti i colori; ce ne faranno sentire di tutti i colori.

          1. Insomma, Massimo, una catastrofe!
            Non è un po’ presto per giudicarlo?
            Non ha ancora “preso servizio” e già ci troviamo i futurologi che sanno tutto.
            Ciao.

      2. @ for Gile,
        francamente quel finalmente! lo trovo fuori posto. Ma non tutti i gusti sono alla menta. Vedi caro, il guaio non è ingoiare qualche rospo di tanto in tanto, capita un pò a tutti nella vita. Il guaio è, quando si ingoiano rospi e si sente (non si crede di sentire) ma si sente proprio il gusto del babà al rum. Sensazione questa che credo proviate spesso. Visto che siete di bocca buona. Senza alcun riferimento alla specialità della casa, a buon intenditor poche parole.
        Cordialmente.
        Gerry

  7. Vedi Gerry nella vita, tocca anche digerire un movimento congelato e, allo stomaco il troppo freddo fa male.
    Ciao Ciao Lidia.

    1. Hai ragione Lidia, è anche troppo pesante!
      Ciao.

  8. @ mariorox 42
    siete capaci solo di insultare, vi piace stare alla finestra e, sperate che tutto vada a rotoli, vi dovreste vergognare. La vostra idolatria per il vostro vaffa e il guru è semplicemente deplorevole. Lei che dice di essere stato di sx adesso si vende ad esseri che percepiscono uno stipendio pagato da noi per non fare niente.
    Spero che gli italiani se lo ricordino alle europee e, non dare il voto a delle persone inermi, ma altezzosi.

    1. Eh sì, carissima Lidia, il nostro Mario ogni tanto ci viene a trovare. Non ci dispiace, ci dispiace invece che si sia convinto che sostenere un movimento del tutto inerte, sia una buona cosa.
      Avere dei guru che dettano legge in modo così tirannico, può essere un problema.
      Ma alla fine della storia, poi, a pensarci bene, sono del tutto innocui.
      Ciao, ciao, buona domenica. Spera.

      1. @ for Spera,
        finalmente troviamo qualcuno che le canta chiare al “sofficino findus” torinese. T’invio caso mai Ti fosse sfuggito il commento di Diego della Valle a costui.
        Nuovo round del botta e risposta a distanza tra Diego Della Valle e John Elkann.

        I due si erano già beccati qualche giorno fa, ma la frase pronunciata dal presidente della FIAT durante un incontro con gli studenti di Sondrio (“Molti giovani italiani non trovano lavoro perché stanno bene a casa”) ha indotto il patron della Fiorentina ad andarci nuovamente giù pesante.

        “Quel poveretto di Jaki non ha perso l’occasione di ricordare che è un imbecille – le pesanti parole riportate da Repubblica -. Elkann appartiene ad una famiglia che ha distrutto una quantità industriale di posti di lavoro e le speranze di molti giovani. Dovremmo fare un referendum e chiederci se lo vogliamo ancora in Italia”.

        “Uno che si permette di dire che i ragazzi stanno a casa perchè non hanno voglia di lavorare, perché il lavoro c’è, è un imbecille, lo tengano a casa, lo tengano un po’ a riposo, vada a sciare”. Come vedi non mi sbagliavo nello stroncare senza se e senza ma l’operato della ex casa regnante. Mentre qualcuno qui a Torino (purtroppo dei nostri) per anni si genufletteva e qualcuno ancora si genuflette. Ben compensato specialmente per quanto riguarda il primo, che prima di essere sistemato in banca aspirava nientepopodimenoche a un ruolo alla Henry Kissinger (dei poveri). Fatti noti al colto e all’inclita ma sempre sottaciuti per un naturale riserbo sabaudo, qualcosa che somiglia, in peius, alla famosa omertà. Certo che l’avvocato, era di tutt’altra caratura nel bene e nel male, nessuno gli ha mai sentito sparare ca@@ate simili. Forse sarà rimasto colpito da quanto affermato da quell’altro bel tomo appartenente anche lui all’establishment, che affermò che se non ci si laurea a ventott’anni si è degli sfigati. Che ca@@o ne sapeva lui degli studenti lavoratori, di operai che si spezzano la schiena in fabbrica e contemporaneamente studiano per migliorare la loro posizione. Uno evidentemente cresciuto a tate e raccomandazioni.
        Un mio caro amico, altrettanto disincantato afferma che il più furbo della famiglia ex reale è il minore (quello che parcheggia sulle rotaie del tram) figurati il resto…
        Dottor Diego Della Valle, grazie.
        Gerry.

        1. Mi sembra di ascoltare le storie di mio nonno contadino.
          Quando il raccolto era scarso, la colpa non era del tempaccio o delle grandinate o del terreno quasi sterile, era sempre sua del contadino perché si rifiutava di fare il suo dovere.
          Chi sta dalla parte di coloro che non hanno mai sofferto non conosce nulla del mondo della miseria, degli stenti e della sofferenza fisica e psicologica che si prova quando si è nell’indigenza.
          E questi figli di papà ci vengono a fare la predica.
          Ha ragione Della Valle quando dice: “Elkann appartiene ad una famiglia che ha distrutto una quantità industriale di posti di lavoro e le speranze di molti giovani”.
          Anziché incolpare i giovani, accusandoli di fare gli scansafatiche, avrebbe dovuto con serietà farsi un esame di coscienza e capire che se si porta via una grossa fabbrica come la sua da un paese, solo per ingrossare il proprio portafoglio, si impoveriscono tutti i giovani di quel paese, si toglie il pane di bocca a molte famiglie, mentre i giovani sarebbero orgogliosi di lavorare alla Fiat.
          Si doveva collaborare, fare partecipare anche i lavoratori alle eventuali problematiche della fabbrica, progettare nuove vetture che fossero belle, ma anche accessibili a molti, per facilitare il mercato, innovare le strutture e tante altre cose che avrebbero portato posti di lavoro.
          Invece si è preferita la strada del proprio interesse, lasciando senza lavoro centinaia e centinaia di persone e di famiglie, senza il minimo scrupolo o ripensamento.
          Il nostro paese ha dato tanti soldi alla sua fabbrica che avrebbe potuto comprarla.
          Ma la mentalità del vecchio padrone che sfruttava il contadino resta, anche dopo mille anni di storia.
          Ciao Gerry, grazie per l’informazione che, come sempre, arricchisce il blog.
          Un abbraccio. Spera.

          1. @ for Spera, permettimi solo di correggere alcune Tue inesattezze, scusabili per una persona come Te che non abita in questa triste e grigia necropoli sita sulle rive del Po tra Chivasso e Moncalieri.
            a) Le famiglie buttate sul lastrico con la complicità del soprammobile di Marchionne (Il Sofficino Findus) sono centinaia di migliaia, infatti, ai tempi dell’avvocato (?) la FIAT aveva in organico nelle varie società circa duecentomila dipendenti.
            b) il nostro paese e, non il loro, mi riferisco agli Elkann, non solo pagava le fabbriche alla FIAT, ma le pagava anche bene.
            c) Con le sue dichiarazioni, il soprammobile di Marchionne è riuscito ha dimostrare con estrema chiarezza (questo bisogna riconoscerlo) che con la testa ci divide solo le orecchie.
            Vedi cara amica, quello che mi da molto ma molto fastidio è che Torino pur avendo una forte tradizione di sinistra, questa sinistra è stata almeno negli ultimi quindici anni scopertamente complice della “ex casa regnante”. Due sono le ipotesi: per trarne vantaggi o per insipienza. Nessuna delle due chiaramente lusinghiera.
            Qui Marchionne si recava in Vescovado per discutere del faraonico (e illusorio) piano da venti miliardi di euro, poi al ritorno, suppongo di passaggio, si recava in Comune per una mano di scopone scientifico. Naturalmente al tavolo da gioco non si faceva menzione del piano. Che diamine lo aveva appena illustrato al Vescovo, l’unico in realtà interessato alle sorti di migliaia di famiglie, perché ripetersi. In fondo si sarà detto “Maglioncino”, anche Paganini non concedeva il bis e di automobili non aveva certo le sue conoscenze. Pensa che al DEA delle Molinette il più grande ospedale di Torino, i sanitari del DEA, hanno dovuto più volte prestare la loro valente opera a favore di personaggi dell’establishment politico di sinistra, che accusavano profonde abrasioni all’apparato linguale. A uno di questi, un vero e proprio aficionados dell’ex casa regnante. In occasione di un ricovero (uno dei tanti) avevano addirittura dovuto dirottarlo al Centro Grandi Ustionati del CTO per ustioni profonde dovute a uso intenso della parte. Occorre dire che invero la “famiglia non rimaneva e tuttora non rimane insensibile a queste dimostrazioni d’affetto e dispensa prebende e posti in banca. L’unica preoccupazione dei nostri, non è, infatti, come dovrebbe essere (anche se ormai è troppo tardi) la delocalizzazione della FIAT, le numerose fabbriche che chiudono, la disoccupazione alle stelle, ma… la sistemazione dei manager precotti della stessa. Taccio i successi di questi ultimi nei nuovi incarichi…In tal senso operavano e operano con una dedizione degna di miglior causa. Cosa Vuoi che Ti dica ancora? Di come fu sfruttata e organizzata, dal dentro, la famosa marcia dei quarantamila? Dell’organizzatore (ma non era lui il vero organizzatore, era solo una testa di legno, il vero organizzatore è scomparso da un paio d’anni).
            Lo spedirono al CNEL a fare cosa, non si è mai capito. Poi alla seconda ondata di cassa integrazione, per ringraziamento suppongo, gli spedirono in cassa i figli. Come spedirono in Comune quello della “sonata a quattro mani” per sindacalista e orchestra. L’uomo giusto al pasto giusto, non Ti dico i successi di costui, discettava di tutto e di tutti, arrivò a un certo punto, ad esprimere un giudizio sui “derivati”…roba da scompisciarsi dal ridere, se non ci fosse stato da piangere, visto che erano soldi nostri.
            Una cosa gli è però riuscita n pieno al soprammobile, è andato ad infoltire la schiera degli illustri delle dichiarazioni a pera, come la docente di economia “Nostra signora delle lacrime” per tacer del resto. Il sottosegretario degli sfigati. La ministra del tunnel. La ministra dal linguaggio scurrile sebbene riservato all’interno delle mura domestiche. La ministra del “chiamo io o chiami Tu. Se non chiami Tu, chiamo io, e ancora siede sulla poltrona…E’ questo sarebbe la classe dirigente? In Belgio hanno autorizzato l’eutanasia anche per i bambini, un tema troppo serio su cui non oso pronunciarmi. Ma mi chiedo quando faremo in Italia un referendum per l’eutanasia della nostra classe politica? Veramente “eutanasia” non è il termine esatto…
            Ciao, ho purtroppo raggiunto un livello di disgusto tale che mi impedisce di continuare con serenità.
            Gerry

            1. Grazie Gerry.
              Un abbraccio. Spera.

  9. “C’è bisogno di serietà in politica.Occorre imparare a mantenere la parola data.Io non sarò mai presidente del consiglio senza essere eletto dai cittadini,non farò mai come D’Alema nel 1998”

    Matteo Renzi.

    1. Certo che in quanto a serietà in politica, il Grillo ne ha parecchia.
      Mi ricordo l’immagine di lui mascherato da marziano sulla spiaggia davanti alla sua megavilla, che si fa rincorrere dai giornalisti, per aumentare il suo tasso personale di pubblicità e prendere in giro tutti coloro che l’hanno votato. E siccome conosce molto bene il mondo dello spettacolo lo sa sfruttare a suo unico beneficio.

      Quando Renzi promise di non fare come D’Alema nel ’98, era sincero. Il suo ideale non era quello, anzi ha messo D’Alema tra le prime persone da rottamare.

      Perché ha cambiato idea? Ce lo possiamo chiedere, soprattutto noi che in questo partito ci stiamo e lo amiamo. Perché ha visto che la stagnazione della situazione non portava nessun miglioramento a questo paese. L’ha toccato con mano nel tentare di mettere in campo subito la riforma della Legge elettorale. C’ha provato, poi uno slittamento qui, un rimando là, ha fatto in modo che il progetto cominciasse ad arenarsi. Non solo perché c’era una parte di centrodestra al governo, ma anche per una certa inerzia da parte di Letta, concentrato soprattutto sull’estero.
      Così non si poteva andare avanti, tutti lo capivano. La situazione invece piaceva moltissimo agli immobilisti di mestiere, che urlavano, occupavano banchi, offendevano la Presidente della Camera, facevano commedia, senza approdare a nulla. Avevano trovato finalmente il loro teatro, dove continuare lo spettacolo imparato da Grillo.
      Ma Renzi ha spezzato l’entusiasmo del m5s, ha dato una scossa elettrica a tutti coloro che dormivano tranquilli sulla palude, scossa che nessuno si aspettava ed ha pensato, giustamente, che era meglio farsi perdonare qualche contraddizione, piuttosto che lasciare che il paese andasse allo sbando definitivamente.
      Questa io la chiamerei serietà politica e profondo amore per il paese, anche a costo di rovinarsi la reputazione.
      Possiamo fare un esempio facile. C’è la nostra squadra di calcio del cuore, sta giocando, ma sta perdendo terreno, sta cincischiando e rischia continuamente di subire dei gol. Se il giocatore più importante che è in campo inciampa, non combina gran che, è bene che sia sostituito con un giocatore come Maradona, un giocatore che corre, sa giocare bene ed finalmente ci fa sperare che faccia gol. Non importa, ai tifosi della squadra, se nel suo gioco dà qualche spallata a qualche compagno, l’importante è vincere.
      Ciao Mario, Buona domenica. Spera.

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