CI RISIAMO?

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E’ passato un mese appena, e già è iniziato il lavoro di demolizione del nuovo segretario del Partito democratico. Si comincia con il solito lavorio ai fianchi per toglierli il respiro e per destabilizzarlo e si finisce con lo scopo unico di questi molestatori che è quello di distruggere il partito.

Già si parla di scissione. E così divisi e sparpagliati saremo sicuri di perdere, di non venir meno alla nostra vocazione.

I lavori sono già stati avviati.

Chiunque avesse vinto le primarie, avrebbe voluto che si facessero le cose per cui gli elettori hanno votato.

Ma pare che non sia così.

Allora le primarie sono inutili e servono solo per racimolare qualche milioncino che dei cretini, come me, pensando che finalmente si realizzi qualcosa, sono andati a dare al partito.

Pare che le primarie servano anche perché chi vince poi debba ascoltare solo le voci di minoranza, e fare solo quello che la minoranza del partito richiede.

E’ il caso del famoso “chi” di Renzi nei confronti di Fassina.

Se ne fa un romanzo infinito, ma, in fin dei conti, che cosa ha detto Renzi con quel “chi?” Che non spetta a Fassina decidere su un rimpasto del governo (e non spetta neppure a Renzi), ma semmai a Letta.

Renzi usa giustamente l’autorità che gli viene dal voto popolare, per imporre nell’agenda delle cose che ha promesso. Né più né meno. E’ una novità, si chiama coerenza della politica.

E anche se non è proprio il mio segretario preferito, gli auguro con tutto il cuore di portare avanti i suoi progetti, di continuare col suo dinamismo, che non è giovanilismo come qualcuno afferma per  sminuirlo, ma è voglia davvero di cambiare questo paese. Altro che Berlusconi, Renzi è un caterpillar che finalmente sconvolge il solito tran-tran improduttivo del partito.

E la stampa, i mass media in generale, se ne dovranno fare una ragione. Questa volta, con Renzi segretario,  spero proprio che sia finita la manfrina dell’accontentare tutti, per non fare niente.

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4 Risposte

  1. Un realistico esame della situazione (commento di Gerry giunto per via mail)
    Questo disgraziato paese, versa in una situazione tale che, checché ne dica Re Giorgio, è ormai in fase terminale, più che in fase terminale. con un piede nella fossa. Ora dovremo sorbirci il dilemma Renzi V/s. Fassino. Così che il governo sarà impegnato per alcuni mesi. L’Henry naturalmente dopo l’accordo con la nota casa americana si è ben guardato dal convocare il manager con il maglioncino. Vedrai che tra poco questi dirà addio all’Italia, non senza prima aver ceduto l’azienda, quel che rimane, dopo aver distrutto nell’ordine, AUTOBIANCHI, ALFA ROMEO e FIAT. Si troverà qualche bel manipolo di cavalieri, You remeber ALITALIA? Che spolperanno quel poco che rimane e lasceranno al popolo bue, i costi di bonifica e che bonifica. Naturalmente il Fassino tace e non potrebbe essere altrimenti. Ti racconto una battuta di cui sono modestamente l’autore: sai che differenza passa tra Chiamparino e Fassino? Il primo con Marchionne giocava a scopone scientifico, il secondo ci gioca a golf (nella parte della mazza). Ti assicuro che ha avuto un discreto successo, specialmente in quel modesto circolo non più di una decina di persone che ben prima della morte dell’avvocato (?) non hanno mai creduto di doverlo venerare, figurati post mortem. Quando ero in FIAT appena mi avvicinavo alla macchinetta del caffè si faceva il vuoto intorno, perché la battuta meno cattiva e irriverente, devo riconoscerlo, era “siamo la più grossa azienda industriale a conduzione artigianale e i colleghi temevano che potessero esser scambiati per persone che aderissero al pensiero. C’era, infatti all’interno un servizio di sicurezza che al confronto quelli del KGB erano degli sprovveduti. Naturalmente qui l’essenziale e che la Iuve vinca il terzo scudetto di fila, poi vada come vada. Se fosse possibile, vorrei chiedere a uno dei Letta, questo o quello per me pari sono. Caro Henry, come pensa di recuperare tre milioni di posti di lavoro persi? Come pensa di battere le varie mafie che imperversano in Italia che pare(?) abbiano particolari protezioni (ho appena letto il libro di Maurizio De Luca, Castelli Ingroia VENT’ANNI CONTRO sottotitolo Dall’eredità di Falcone e Borsellino alla trattativa. Illuminante il commento del dr. Caselli sulla sentenza Andreotti.
    Come pensa di recuperare l’evasione fiscale dei grossi evasori, invece di tartassare con sovrattasse esose (da usura) quelli che non riescono a pagarle perché fatturano solo, ma non incassano? Come pensa di riassestare l’Italia con la compagnia di giro che si ritrova al governo. Mi spiace doverlo riconoscere ma B, ancora una volta ha colpito nel segno. Ha proibito ad alcuni nani e ballerine di quella specie di Black Metal Inner Circle che gli scodinzolava intorno peggio di DUDU, di apparire in televisione. L’Henry non si preoccupa di che va in televisione, tanto… Intanto il nostro è sempre a piede libero, questo induce i suoi seguaci, come definirli altrimenti? Della sua imbattibilità e di come sia un intoccabile e, di fatto lo è. Anche se dovessero arrestarlo, avrà sicuramente il numero della Cancellieri e…subito fuori. E a proposito Dear Henry come la mettiamo con la permanenza della Cancellieri al governo, siamo mica in Namibia? O mi sbaglio.
    Mentre Ti scrivo ascolto Ballarò, c’è il Mauro che si duole perché abbiamo perso la fiducia gli uni negli altri. Noi abbiamo perso la fiducia sì, ma nel governo senza distinzione di colore. Poco prima Crozza ha distrutto Gasparri. Roba da indurre un qualsiasi essere umano alla fuga precipitosa lui, incredibile se la rideva. Evidentemente non capiva di essere il bersaglio.
    Adesso poi vanno di moda, pare, i quarantenni. Avranno più tempo per fare danni…
    Ti abbraccio e scusami dello sfogo, ma sono profondamente amareggiato e non potrebbe essere altrimenti davanti allo sfascio che ha invaso il paese.
    gerry

    1. Carissimo Gerry

      Ho messo il tuo commento che ho ricevuto per mail, sotto questo post. Mi sembrava il luogo più adatto.
      Comincerei a risponderti dalla fine, laddove dici che ora è il momento dei quarantenni. E’ vero, per diversi anni abbiamo avuto una gerontologia al comando, ma di giovanotti intraprendenti a suo tempo ce ne sono stati. Te ne rammento uno per tutti: Mussolini diventò capo del governo a 39 anni. (Da Wikipedia: con l’aiuto di atti di squadrismo e d’intimidazione politica che culminarono il 28 ottobre 1922 con la Marcia su Roma, Mussolini ottenne l’incarico di costituire il Governo (30 ottobre), a 39 anni il più giovane a conseguire l’incarico dall’unità d’Italia ad oggi (2013). Non sempre l’età è il parametro giusto per giudicare se uno è bravo o meno a fare politica, quello che conta è la capacità.
      Come sai io sono meno pessimista di te, per quanto riguarda il nostro paese. Penso che adesso ci sia la capacità oltre che la volontà di cambiare il sistema inchiodato da vent’anni da una politica personalistica che non ha fatto nulla, ma proprio nulla per gli italiani. Soprattutto ha trascurato colpevolmente il lavoro, i giovani e rotto ogni rapporto con i sindacati.
      Mi parli della Fiat. Mi sai dire quante volte Berlusconi ha parlato con Marchionne, quando si decideva di sminuire il lavoro in Italia? Mai
      Quante volte ha parlato invece Obama con le proprie fabbriche automobilistiche in crisi? Sempre. E così ha fatto la Merkel. Ora un signore che si definisce un fine industriale e che lascia che la più grande industria italiana si indebolisca nel proprio paese è un industriale dei miei stivali, che non vale un fico secco al di fuori dei propri interessi. Siamo arrivati a questo punto perché qualcuno coscientemente ci ha portati e le forze di opposizione non sono mai riuscite a rompere quel fronte di destra così potente, perché si sono anche loro molto colpevolmente divise.
      Abbiamo una sinistra, a sinistra del Pd, che vale zero. Una sinistra che si è messa da sola fuori dal parlamento, silurando l’unico governo in cui era stata messa, quello di Prodi.
      Quindi i mali che ora stiamo affrontando sono, in parte, anche nostri.
      Lo sfascio del paese lo trovo soprattutto nella evasione fiscale. In quella parte di gente che egoisticamente fa pagare ai più poveri i servizi necessari per una comunità
      Stavi seguendo Ballarò, ebbene avrai visto l’intervista a quella signora bella e profumata, commerciante, che se se stava andando a sciare a Cortina e che diceva che per sopravvivere lavorava anche in nero. Ebbene io per sopravvivere non sono solo non lavoro in nero, perché come dipendente, non riesco ad evadere niente, ma sinceramente non riesco neppure ad andare a sciare a Cortina. Ma questo a me non importa, non sono invidiosa delle possibilità degli altri, ma vorrei ardentemente che questi altri non facessero pagare solo a me e a chi come me, i servizi necessari per la comunità. Parlo della scuola, della sanità, della viabilità, del sostegno all’infanzia e agli anziani, dei disabili, dei malati gravi e così via.
      Non vorrei mai leggere articoli come questo http://www.giornalettismo.com/archives/1288431/paolo-oliverio-chi-e-il-fiscalista-dei-potenti-con-larchivio-bomba/ eppure l’Italia è anche questa e non solo quella di chi ci governa.
      Chi ha seminato tanta zizzania?
      Chi ha consentito che non si facessero i dovuti controlli?
      Chi ha lasciato marcire la piaga enorme di questi scandali, lasciando che marcisse ed ora ne sentiamo la puzza?.
      Chi in questi vent’anni non si è mai posto il problema della evasione, della corruzione e del malaffare?
      Ebbene adesso ci vuole qualcuno che ponga rimedio a questa brutture. Le prenda a mano e colpisca duramente i colpevoli, togliendo loro tutto il possibile.
      Altro che mettere in galera una persona per due grammi di marijuana, qui bisogna stanare i fetenti che hanno affossato il paese.
      Ciao Gerry. Un abbraccio.

  2. Cara Spera,
    permettimi di risponderti in puro vernacolo.
    Vuless’ a Maronn’a…(Forse è meglio tradurre…Volesse la Madonna).
    Ti abbraccio.
    Gerry

    1. Mah! Cerchiamo di essere ottimisti. Forse è un atteggiamento che ci aiuta a vivere meglio.
      Ciao Gerry. Un abbraccio. Spera.

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