UNA DONNA E UNA DONNINA (di Zacforever)

Una Donna e una donnina.

 dicembre 17, 2013

1480759_10152073647227346_216563209_nDa bambine giocavano assieme, erano le migliori amiche, Michelle ed Evelyn, tutte e due figlie di generali, Alberto e Fernando.

Poi venne l’11 Settembre, il vero 11 Settembre, quello in cui un popolo perse la speranza, quello in cui la Moneda venne bombardata, quello in cui Salvador Allende venne accoppato (anche se, ancor oggi, si parla erroneamente di suicidio).

Da quel giorno le due bambine, che erano diventate ragazze, si divisero.

Alberto, il padre di Michelle, si schiero’ dalla parte giusta, fu prima torturato e poi giustiziato.

Fernando, il padre di Evelyn, si schiero’ con il potere, e ovviamente non gli fu torto un capello.

Anzi, fu proprio il generale Fernando Matthei e far uccidere il generale Alberto Bachelet.

Michelle, che aveva ed ha stampate nell’anima parole come uguaglianza, rispetto, dignita’, fu’ arrestata, rinchiusa nella oramai celeberrima Villa Grimaldi, e torturata. Ne’ usci viva per miracolo.

Quell’altra, Evelyn, continuo’ a collezionare cristalli di Bohemia come se nulla fosse successo.

Michelle abbandono’ il Cile, visse per ventanni in esilio, crebbe i propri figli da sola, dato che a sfiga si somma sempre altra sfiga, che in questo caso si manifesto’ quando anche il suo compagno fini’ nella lista dei desaparecidos (come ebbe a dire il nanopriapo “li portavano a fare una gita in aereo), poi decise che al cuore non si comanda, che il suo paese avrebbe avuto bisogno di lei.

Cosi’, dopo troppi anni, la compagna Michelle Bachelet e la fascista Evelyn Matthei si sono reincontrate.

Sfidanti per le elezioni presidenziali in Cile.

E stavolta ha vinto Michelle, ha stravinto Michelle, senza golpe, senza torture, senza assassini.

Michelle Bachelet e’ il Presidente della Repubblica Cilena.

Mi ci voleva.

Ma non e’ tutto,

questa storia, che pare essere tratta da un romanzo noir di Mempo Giardinelli, potrebbe essere tacciata come utopica, dato che il cile continua ad essere meta delle piu’ ignobili multinazionali americane, e allora concludo questo racconto con una frase che prendo in prestito dall’insuperabile Luis Sepulveda:

“L’utopia e’ come l’orrizzonte,

cammino due passi, e si allontana due passi.

Cammino dieci passi, e si allontana dieci passi.

L’orrizzonte e’ irrangiungibile.

E allora, a cosa serve l’utopia?

A questo:

serve per continuare a camminare”

(Tratto da: http://zacforever.wordpress.com/2013/12/17/una-donna-e-una-donnina/)

Annunci

4 Risposte

  1. Alla fine il bene sovrasta il male, anche se il male è stata una tua migliore amica, che poi ha scelto il potere, ha vissuto nel lusso senza preoccuparsi delle sofferenze che suo padre infliggeva alla povera gente. Ma adesso Michelle ha vinto, ha finalmente riscattato tutto il male subito.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.
    PS. Il passaggio di Luis Supelveda fa molto riflettere.

    1. Mi piaciuto moltissimo come Zac ha scritto questa storia di donne. E come in un paese così martoriato dalla dittatura sia riesplosa la democrazia proprio ad opera di una donna, torturata e perseguitata.
      Sì, la poesia di Pulveda fa pensare, ma fa anche sperare. Crediamoci in questa utopia e forse chissà qualche cosa potrebbe succedere anche qui.
      Intanto dedichiamo alla brava e forte Michelle che ci onora come donna, una bella canzone.
      Ciao Lidia, un grande abbraccio. Spera.

  2. Dall’ America Latina stanno arrivando luci di speranza come Michelle Bachelet in Cile e Pepe Mujica in Uruguay, speriamo che anche in Europa , il prossimo anno, le elezioni portino un po’ di aria fresca e cessi il dominio dei banchieri e dei misuratori della curva delle banane o del diametro delle zucchine.
    Ciao Spera

    1. Sì, sono i paesi che un tempo erano sotto dittature pesantisime a darci lezioni di socialdemocrazia. Questo penso sia un bene e che stimoli anche l’Europa a cambiare passo, anche se credo che gli interessi particolari e le grossi lobby banchieristiche non vogliano alcun cambiamento.
      A loro sta bene strozzare chi sta peggio. Tanto a soffire sono sempre gli altri.
      Quando ci toccherà “guidare” l’Europa non occorre battere i pugni sul tavolo, ma trascinare e convincere gli altri paesi verso un cambiamento “politico” profondo.
      Con Letta, mi restano tutti i dubbi che qualcosa cambi.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: