GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, TRE MILIONI (o quasi) DI GRAZIE

GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, TRE MILIONI (o quasi) DI GRAZIE

208586_618006_ITALY_ANTI_11167890_mediumGrazie a Luigi, Carla, Maria Bruna, Giulia, Marco, Nicola, Sergio. Seggio elettorale n. 46 – Bologna

E grazie anche a coloro che nell’Appennino della nostra provincia, hanno allestito dei “camper” per le votazione  alle primarie, esponendosi a freddi da polo Nord.

E grazie a tutti quelli che sono venuti a votare. Tanti, davvero tanti da far dire a Nicola,(un giovanotto che era al seggio con me): “Sono bollito! Mi sembra che qui siano venuti a votare tutti quelli che hanno votato  per la Lega”. L’elezione del segretario per il Partito Democratico è una esperienza che difficilmente si riesce a comunicare, perché la si vive sulla propria pelle

In questa giornata (8 dicembre 2013) è cambiato il Pd. Anzi  oggi non c’è più il vecchio partito, ma un nuovo “contenitore” per tutti quelli che guardano a sinistra, e non trovano dove collocarsi. Un partito democratico all’americana, come qualcuno l’ha definito

Se la nostra gente ha scelto Renzi, ha scelto di rinnovare. A scapito delle Cassandre e dei vari Gufi o Civette del malaugurio qualcosa di nuovo è successo, perché, in un clima in cui tante delusioni da troppo tempo sopportate dalla nostra gente, la stessa gente (quasi 3.000.000) ha deciso che vale la pena rinnovare e ricominciare.

Già oggi davvero sono stati rottamati i vecchi partiti che componevano il Pd, ed è nato finalmente il Pd, il partito della terza repubblica, nato nuovo che non ha più lo sguardo verso ciò che è stato di questo partito, ma guarda al futuro e a ciò che sarà.

Se diamo uno sguardo anche fuori da noi, possiamo constatare che:

Per la scelta del segretario Pd quasi 3.000.000 di persone si sono espresse chiaramente.

Per la scelta del segretario leghista,  circa 10.000 persone.

Per la nuova (vecchia) Forza Italia, uno solo

Per il m5s circa 5-6.000 persone.

Da questi dati si evince che comunque facciamo parte di un partito diverso, popolare, partecipato e permettetemi di dire GRANDE, GRANDE, GRANDE.

Personalmente ho dato il voto a Civati, perché dentro questo partito ci sia una forza che raccolga il desiderio di cambiare il più presto possibile questo governo ibrido, e la voglia di andare di nuovo alle urne. Sono convinta che Renzi sappia cogliere anche questa aspirazione, e faccia di tutto perché, da ora in avanti, non ci si trascini più nella litania pesante della urtante frase “ Non si poteva fare altrimenti”

Grazie anche a tutti voi che avete la pazienza di leggere  e se c’è qualcuno, tra di voi, che è andato a votare, una stretta di mano di grande riconoscenza.

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22 Risposte

  1. grazie a Te per tutto il tuo impegno ed accolgo con onore la tua stretta di mano per essere andato a votare (Civati). La tua serena analisi mi aiuta a diluire lo stordimento per quell’esagerata percentuale di gradimento del nuovo segretario.
    A presto. Un grande abbraccio. robi

    1. C’è stato un episodio che mi ha commosso e non posso tenere solo per me. Due ammalati di Sla, sono venuti a votare. Non avevano la possibilità di muoversi e parlavano a stento, ma i loro occhi erano la cosa più bella che ho visto. Partecipavano anche loro ad una scelta, volevano esserci ed hanno votato (ovviamente con l’aiuto dei famigliari).
      Non è pensabile che la loro speranza vada delusa. E se, come pensiamo, ci sarà un cambiamento politico, anche la loro sorte potrà essere alleviata, con l’aiuto di un Partito Democratico che non li accantona.
      Grazie carissimo, un abbraccio. Spera.

  2. l tuo entusiasmo è contagioso 🙂
    Un abbraccio
    Nou

    1. Sai come sono fatta, le cose belle e che piacciono mi entusiasmano. E la partecipazione di tanta gente è una cosa bella.
      MI fa piacere averti contagiato.
      Un abbraccio. Spera.

  3. Sono delusa per Civati, ma felice per il PD ha dispetto del grullo che sta spargendo sterco contro tutti quelli che sono andati a votare, perchè hanno dovuto pagare due euro. La scemenza senile e l’invidia lo stanno logorando.
    Comunque speriamo che i nostri voti siano spesi bene.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.

    1. Civati non ha perso. se ci pensi è arrivato alle spalle di Cuperlo che era appoggiato da tutto il baraccopoli. Civati aveva pochi parlamentari dalla sua parte ed avere avuto oltre 300.000 voti, gli consenti di lavorare con uno spirito di costruzione accanto a Renzi, Lo farà, sono partiti insieme tre anni fa, sapranno di nuovo stare insieme.
      Un grande abbraccio. Spera.

  4. Anch’io sono andata a votare.
    Un caro saluto.
    Nadia

    1. Grazie Nadia carissima, anche il tuo voto conterà. La mia riconoscenza c’è tutta. D’ora in poi vogliamo parlare di futuro e non di un passato nostalgico.
      Un abbraccio. Spera.

  5. Quest’ultimo tuo commento è la spinta che ho sempre aspettato!
    “…parlare di futuro”
    Grazie.
    Ciao.

    1. Il cambiamento cominciamo a farlo noi stessi, guardando al futuro. Cercherò di impegnarmi in questo senso.
      Grazie Antonio, un abbraccio

  6. Non v’è dubbio che ancora una volta ai leghisti, ai forzisti e pure ai grillini abbiamo dato una lezione. Anche di democrazia. Sono un po deluso per il risultato di Civati, anzi sono parecchio deluso perché le remore che ho su Renzi sono parecchie. Anzi tante! Vedremo come muoverà i suoi primi passi per capire meglio e, soprattutto, per capire quanto sarà influente Civati.

    Ciao Spera, buona serata.

    1. @ for Carlo
      Avremo anche dato una lezione, ma…
      mentre scrivo sto ascoltando il senatore Damiano che espone una sua analisi sulla situazione e sul tragico momento che l’Italia sta attraversando. In linea di massima non si può essere che d’accordo con il Suo pensiero. Una cosa non condivido. Damiano dice: gli italiani non nè possono più di questa politica. E qui sbaglia grossolanamente (è una mia opinione personale, potrei sbagliarmi, ma non credo). Gli italiani non sono stanchi di questa politica. Sono stanchi, meglio stufi. di questi politici. Politici che hanno dimostrato e non da ora, di non essere assolutamente all’altezza di governare un paese. Men che meno, superare questa crisi, figuriamoci. Ieri abbiamo potuto ascoltare Letta parlare di olimpiadi. Ma ci faccia il piacere, ci faccia avrebbe esclamato Totò. Non voglio qui ripetere che la colpa è in massima parte di chi negli ultimi vent’anni ha governato un paese come se fosse un’azienda personale, facendosi soavemente i ca@@i suoi alle spalle nostre.
      Credo sia sotto gli occhi di tutti, il dilagare della corruzione, ormai per la maggioranza dei nostri politici è diventata uno stile di vita. Quando si arriva alla miseria di accollare ai cittadini anche un paio di boxer (per giunta verdi, orrore!) siamo alla frutta. Abbiamo un parlamento infarcito di personaggi in odore di manette e qualche personaggio che ne potrà, se tutto va bene, ma ne dubito, ascoltarne il suono da vicino tra breve. Sempre che non prenda il volo o lo nominino ambasciatore in qualche sperduta Repubblica Africana. Ci toccherà assistere anche a questo. Ci risolleveremo? Ora ascolto l’europarlamentare Zanicchi (figuriamoci) con questi politici vorremmo risalire la china? Gli è piaciuto molto Renzi quando ha parlato delle pensioni. Tanto Lei con quello che guadagna, della nonna pensionata non gli e nè può fregare di meno. Questo è il guaio maggiore. Gente che guadagna migliaia di euro mensili, ma che meriterebbe di guadagnarne qualche decina, nel migliore di casi. decide il destino di milioni di persone che stentano ha procurarsi un piatto di minestra, grazie al loro operare quotidiano. Naturalmente le varie simil olgettine, non attendevano che la vittoria di Renzi per affacciarsi al teleschermo e chiedere a Renzi di allearsi con il padrone di Dudù. Per fare la legge elettorale e magari, ma non in subordine una legge sulla giustizia che metta museruola e guinzaglio ai magistrati. Iniziando da quelli del Tribunale di Milano passando per la Procura presso quel tribunale. Poi subito dopo al Tribunale di Palermo con annessa Procura, ma solo per dare una mano agli amici e già che c’è agli amici degli amici.
      I nostri cari politici, non sono stati in grado di valutare l’episodio dei poliziotti e carabinieri che hanno solidarizzato con i manifestanti a Torino “Stavano smontando dal servizio” (Sì, in piazza fronteggiati dai dimostranti). Ma si può esser più imbecilli di così? Lupi “nomina sunt omina” fa la voce grossa, gli sarebbe bastata l’espressione che trasudava odio (di classe?). non tollereremo…Indovini dove mi è sorto subitaneo il desiderio d’indirizzarlo, pur senza essere un grillino. Caro Lupi (si fa per dire caro) è il popolo che non tollera più il vostro andazzo, nell’accezione peggiore del termine.
      Siamo in un mare in burrasca ma nel salone di prima classe (il Governo) continuano le danze con uno Schettino al comando. Arriverà un De Falco?…
      Cordialmente
      Gerry

  7. Gerry, per non sembrare troppo pessimista e vista la “passione” espressa da Spera in questo suo racconto della giornata di domenica, mi ero limitato ad un “…sono deluso perché le remore che ho su Renzi sono parecchie. Anzi tante!…” Tu le hai espresse e neanche tutte. Per questo ti ringrazio. Condivido, inoltre, il timore e lo sdegno che hai espresso per questi politici. Soprattutto, ti ringrazio per aver distinto i “politici” dalla “politica” perché su questi termini, alcuni stanno volutamente facendo confusione al solo scopo di giocare con la vita della Democrazia di questo nostro Paese. Molti, secondo me, ancora non hanno capito che facendo “confusione” ci si sta rendendo complici di un attacco al partito ed al sindacato come simbolo, istituzione.

    Già che ci siamo, aggiungo che sono rimasto dubbioso quando Spera ha scritto che un suo compagno al seggio, particolarmente stanco, ha affermato “…Mi sembra che qui siano venuti a votare tutti quelli che hanno votato per la Lega…” Ecco, il mio dubbio è uno: personalmente avrei fatto a meno del loro voto.

    Il motivo: la nostra società ha bisogno di una cura da cavallo di “cultura” ed uscire dalle logiche del berlusconismo. Non voglio approfondire in questa sede ma sui leghisti e sull’elettorato berlusconiano ho molte ma molte remore… in fatto di cultura!

    Anche sui “poliziotti” di cui si sta largamente parlando sui nostri media, a volte con accenti “romantici”, ci andrei cauto. Probabilmente sbaglio ma non vorrei che il messaggio che hanno voluto mandare ai nostri politicanti sia tutt’altro che quello di “solidarizzare” con dei dimostranti. Tutt’altro… e me ne preoccuperei parecchio!

    Buona serata Gerry e ciao.

    Spera, scusa questa nostra eccessiva “invadenza”… ci siamo scambiati qualche impressione tra noi “pessimisti”! Ciao e buona serata anche a te.

    p.s.: Spera, sto provando a cercare i dati dell’affluenza alle primarie di domenica, in forma disaggregata. In sostanza, sto cercando di sapere quanti elettori non tesserati Pd hanno votato. Per quanto abbia cercato sul sito del Pd oppure in rete, non li ho trovati. Pensi che verranno pubblicati oppure è una ricerca inutile?

  8. Carissimi Gerry e Carlo
    Grazie per aver commentato sul mio blog. I commenti così belli ed intelligenti sono davvero una ricompensa ed una risorsa incredibile. Grazie.
    Condivido la chiarezza di Gerry nel tener distinti i politici dalla politica.
    La politica è l’arte del possibile e pochi sanno come si fa a praticarla con intelligenza a vantaggio del paese. Di questi tempi è diventata l’arte di arricchirsi personalmente e di fare i propri interessi e debbo dire che abbiamo avuto dei buoni maestri da parecchio tempo. (Ci metto dentro anche Craxi e corredi vari successivi di cui sopportiamo le conseguenze).

    Ci si chiede come mai abbia vinto Renzi. Era nell’aria da tempo, e la radice affonda pesantemente nella rabbia per la sconfitta di febbraio e per le figuracce successive che il Pd ha fatto. Se si pensa all’affossamento di Prodi da parte di parlamentari “falsi” o alla rielezione di Napolitano, si capisce come, le persone che avevano dato la fiducia ad una certa classe politica (da D’Alema a Bersani, passando per tanti altri) , siano stanche di votare dei perdenti ed abbiano voluto cambiare decisamente volto, modo di porsi e generazione.
    Un cambiamento ci sarà più di quanto non ci si aspetti, e dobbiamo noi per primi cominciare a parlare non in termini di ex Dc, ma di partito democratico. Il partito democratico non è la Dc e non è il PCI. E’ un partito nuovo che deve assolutamente cessare di pensare al passato e quello che si è stati. Per fare questo ci vuole un vero cambio di mentalità, e speriamo di trovarla nella nuova generazione che adesso è al comando del partito.
    Dal passato si prendano le idee, ma non la tecnica complottista alla dalemiana o correntista alla democristiana. Finché anche noi restiamo su queste nostalgie, nessuno ci apparirà mai degno di ricoprire la carica di segretario, perché si rimpiange sempre qualcun altro.

    Per quanto riguarda il mio accenno ai leghisti, volevo solo dire che Nicola era stanchissimo, e gli sembrava che tanti quanti hanno votato lega (credo 10.000 persone) fossero venuti al nostro seggio, per il grande’afflusso di gente. Assicuro che nessun leghista è venuto e tanto meno avrebbe versato due euro.

    La distinzione dei votanti tra iscritti e non iscritti, al seggio era richiesta, e gli iscritti sono stati riportati su un registro a parte. E’ probabile che, una volta fatti i conti, i dati vengano pubblicati.

    Non conosco quanti siano gli iscritti in tutta Italia, ma credo che siano pochi (avevo sentito parlare di cifre sotto il milione). Non tutti gli iscritti sono andati a votare, di conseguenza credo che i non iscritti che hanno votato siano almeno il 70-80% dei votanti. Però posso assicurarti che era tutta gente che ha sempre votato Pd.

    Un abbraccio.

  9. Grazie cara Spera, a te e a tutti i tuoi Compagni di seggio.

    Baci
    Zac

    1. Trascrivo qui la mai ricevuta da Civati: “Le nostre idee sono ancora sul tavolo”.
      Grazie a voi, amici del Savena, spingitori di primarie.
      Un regalo immenso è stato per me conoscervi,
      un onore condividere quel progetto sopraffino,
      una fonte di speranza: le cose cambiano, cambiandole.

      Il seggio 46, dove sono stata a lavorare, è nel quartiere Savena
      Ciao carissimo, un abbraccio.

  10. @ For Spera and Carlo,
    mi sbaglierò, forse, ma con il Renzi ho la sgradevolissima sensazione (?) che incominciamo malissimo. Del resto avevo avuto modo di segnalarlo già una volta, il particolare del bacio della pantofola ad Arcore dopo l’elezione a sindaco era stato tragicamente premonitore. Ascolto una trasmissione televisiva, parla un rappresentante dei DS di area e ti pareva “renziana” sarebbe il nuovo corso. Quelli in piazza sono persone che non hanno mai pagato i contributi…e via così. Ieri a Bologna settanta extracomunitari hanno bloccato il centro… Vorrei poter dire a questo signore, purtroppo rappresentante del nuovo (si sperava). Ma lo vogliamo capire che la gente è ridotta alla fame, FAME con la maiuscola. Il rappresentante del governo che è presente a Roma, riesce o, se riesce, ha parlare, parlare, magicamente senza rispondere nel merito di quello che gli chiedono insistentemente. La solita retorica governativa. La crisi è mondiale. Bene non doveva dircelo Lui o un altro politico a piacere, basta scegliere dal mazzo (maleodorante). La questione è sola una, è una sola. I nostri politici sono totalmente incapaci di fronteggiare la crisi, non dico quella mondiale, ma nemmeno una crisi rionale. Perché? Perché dopo anni e anni di malgoverno unicamente sotteso a sporchi interessi privati, dove la stragrande maggioranza di loro ha badato unicamente alla coltivazione dell’orto personale, fatto questo incontrovertibile, e gran parte di quelli che hanno tenuto una condotta diversa, un paio al massimo, hanno coltivato il potere per il potere. Auto blu scorta sotto casa et similia. Adesso dovrebbero superare una crisi mondiale? E ci risiamo con il dovere di citare Totò “ma mi facci il piacere, mi facci”non sono assolutamente all’altezza di superarla, perché quando hai lasciato che una situazione interna se incancrenisse prima ancora di scontrarsi con la crisi mondiale, non c’è più nulla da fare. Figuriamoci, portare in salvo una barca che fa acqua da tutte le parti e non sottoriva ma in mezzo all’oceano in burarrasca, con un equipaggio di simil Schettino. Ripeto ci vorrebbe un De Falco, ma di De Falco all’orizzonte non né scorgo, almeno io? E Voi? Non basta presentarsi sul palco con la camicia bianca cravatta e senza giacca per sentirsi un Obama, e sono in due… Intanto il rappresentante del governo ci assicura che le forze di polizia sapranno salvare la democrazia. Non c’è dubbio. Se andiamo avanti così… come sparando sulla folla? Dopo lo sparo che prima o poi, arriverà, da una parte o dall’altra. Da una parte in difesa, dall’altra per provocazione. Il passato c’insegna, cosa potrà succedere? In questo momento parla lo Schettino al comando “ abbiamo sprecato troppo ” ma va. Abbiamo chi? Abbiamo sprecato tempo, di nuovo abbiamo? Poi mi tocca sorbettarmi il Celeste (l’inquisito) ma ben in sella. L’Henry nazionale si dichiara pronto ad andare a casa. Chi lo trattiene? Chi li trattiene? Io non ho una soluzione. Voi? Loro, non me lo chiedo nemmeno. In Italia e chiudo il marcio non è la politica, ma la stragrande maggioranza dei politici. E chi di loro è innocente, scagli la prima pietra. Potremmo attenderne l’arrivo per secoli…Henry continua con le promesse…”Riforma dell’articolo V della Costituzione” seeee, magari per opera di Scili & Razz. La maggioranza degli italiani non vi crede più. Abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e, quindi entra in scena MINA con la sua Parole, parole, parole son solo parole…anche qui. Ancora Henry, chi vuol ristrutturare la casa, ora può farlo con uno sconto incredibile e prosegue, dobbiamo aumentare il PIL (con le fabbriche che chiudono e i grandi gruppi che vanno all’estero?) Ma dear Henry, dove vivi? (su un altro pianeta lo sappiamo, lo sappiamo) Scommetto che un attimo dopo che ha sparato le sue promesse, ennesime promesse, occorre forse ricordarlo, tutti i cassintegrati, esodati, disperati e nullatenenti d’Italia ormai contabilizzabili a milioni, saranno scoppiati in un fragoroso applauso, o forse, forse, avranno emesso quello che viene definito come “quell’atto sonoro e volgare di dileggio, che si esegue emettendo un forte soffio d’aria tra le labbra serrate, per i meno acculturati dicesi “pernacchia”. Naturalmente da parte mia con il massimo rispetto.
    Cordialmente.

    1. Carissimo Gerry,
      consentimi di non condividere il tuo pessimismo in questo momento. Riporto le parole di Civati “Ieri è iniziato qualcosa ed è nato un progetto. Vale per tutto il Pd, che cambia fisionomia. E vale per me e per noi. Con le nostre ragioni, con il nostro entusiasmo. E se uso il noi è solo perché siamo tanti e siamo plurali, come ci auguriamo sia, d’ora in poi, il Pd. Se lo aspettano milioni di persone e tra queste le 350.000 e passa che hanno messo la croce per noi sulla scheda”.
      E’ vero che siamo cresciuti in un mondo orfano di politica, con la peggiore classe dirigente che la storia abbia conosciuto, ma è anche vero che ora abbiamo la possibilità di considerare la nuova segreteria, un punto di partenza non di arrivo, e da qui cominciare davvero a cambiare le cose.
      Non possiamo recriminare sempre, ma dobbiamo anche noi, nel nostro piccolo mondo aiutare, per quanto è possibile, quello che adesso è il nuovo segretario. Dobbiamo crederci e metterci nella condizione d’animo di seguirlo, correggerlo se necessario, ma non indebolirlo.
      L’investitura che ha ricevuto è grandissima, la gente del Pd, nonostante tutto ha ritenuto giusto, affidabile e credibile questo giovane. Si chiama Renzi, sarà ambizioso, sarà quel che sarà, ma non fa parte di quella vecchia ed ingessata architettura che da troppo tempo si è solo lasciata abbindolare dalle chiacchiere dei besrluscones. Abbiamo passato mesi a discutete di Imu, trascinati continuamente da una parte politica che aveva perso e che ha preteso di governare. Ora basta, il Pd deve imboccare la strada che gli è propria, fare avanzare le proprie idee e non andare al seguito di altri.
      I tempi cambiano e la gente che ha votato Renzi vuole il cambiamento, altrimenti avrebbe scelto Cuperlo.
      Cuperlo ha fatto una battaglia splendida, ma il tentativo di risuscitare la tradizione del comunismo italiano era destinato a fallire, perché quella storia è finita il giorno in cui Bersani ha offerto a Napolitano un secondo mandato, consegnandogli le chiavi del Pd, del governo e delle istituzioni già tanto ammaccate. Napolitano , infatti, accettando ha costretto il Pd ad accettare, a sua volta, la formula delle larghe intese, dietro cui nascondere la paura.
      Con la scelta di Renzi, da parte di tanti votanti, si è perso il senso di quell’antica tradizione che era del comunismo italiano. E’ stata la gente a scegliere e a dire di voltare pagina.
      In democrazia chi vince sta al comando del partito. E auguriamo a Renzi di usare tutta la sua capacità e tutta la sua forza per il bene del paese e per il futuro di questo partito, finalmente nato.
      Un abbraccio.

      1. Carissima Spera,
        mi auguro fortemente che Tu abbia ragione, ma i miei dubbi rimangono.
        Renzi farà tutto da solo? Di aiuti dai professionisti della politica non né arriveranno certo, anzi, se solo si presenta l’occasione, lo seppelliscono.
        Renzi chi si ritrova come compagni di viaggio? Uno come Franceschini che stamani ad Agorà parla come uno che sia arrivato ieri in politica. Ma non è un ex (?) DC, cioè appartenente a quel partito che ha contribuito in massima parte allo sfascio attuale. E’ rinsavito? L’Henry addirittura parla di “azione e parole” ha evidentemente scambiato l’aula per l’altare. In un anno cosa hanno fatto? La risposta non può che essere una sola “un beneamato Kaiser” Adesso tutti dicono che la gente che reclama (e se reclama) per strada, sono tutti forconi. Dimostrando ancora una volta, c’è ne fosse la necessità, che sono anni luce lontani dalla realtà. Del resto godono di laute prebende e da che mondo è mondo vale il detto “il sazio non crede al digiuno”.
        Ora l’Henry assicura che farà di tutto, non si arrenderà (praticamente in chiesa a dispetto dei Santi).
        La gente, quella che lavora e fa sacrifici, non è sola stufa di ruberie, corruttele, corruzione di minorenni, frequentazione di trans e via così. Siamo, in maggioranza, almeno quelli che ragionano, semplicemente dell’avviso che questi politici non sono all’altezza di un compito immane come quello di ricostruire un paese che definire allo sfascio è un eufemismo. Adesso idea brillante, pensano di vendere i gioielli di famiglia. Gli amici degli amici pronti all’acquisto. E poi? Le fabbriche chiudono, quelli che possono vanno all’estero, l’Henry parla di spirito olimpico. Frasi retoriche della serie, quando c’è da lottare gli italiani non sono secondi a nessuno, dichiarazioni canoniche dei nostri Buffon o Prandelli, prima di un incontro difficile. Poi ciliegina sulla torta arriva un ottantaquattrenne con pensione da quarantamila euro mensili che in compagnia di un altro ottuagenario o quasi che, di pensioni ne ha per il momento due più un posto al sole lautamente retribuito (assured) e, chiedono sacrifici, a noi? C’è un tizio sullo schermo in questo momento che afferma che, l’Italia non può diventare un paese sudamericano. Parla di cattivi maestri. Oh bello! I cattivi maestri li abbiamo al potere da cinquant’anni, non te ne sei accorto? E purtroppo non se nè vogliono andare e non se nè andranno. Nuovo governo: facciamo le riforme. Si con chi? Che appena accenni alla riforma elettorale (fatta magari su musica di Scilly & Razz al piano) seeee. Ti buttano lì, con finta noncuranza, la riforma sulla giustizia e, tutti sappiamo a cosa mirino nella realtà, mordacchia e guinzaglio corto ai magistrati della Procura di Milano in primis e poi a quella di Palermo, così solo nell’ottica di dare un aiutino all’amico e già che ci sono agli amici dell’amico. In seconda battuta magari i Tribunali mettendo i Presidenti al servizio del Capo del Governo, pardon del “Premier” come amano farsi appellare lorsignori (di qualsiasi colore siano) appena arrivano alla poltrona. Adesso ascolto la destrorsa affermare trionfante: noi per aiutare il settore degli elettrodomestici “abbiamo” concesso gli incentivi, senza rendersi conto che non essendoci chi li compra (gli elettrodomestici) per il semplice fatto che i soldi non ci sono, e allora? L’unico mercato che funziona in Italia, pare sia quello dei politici, ma lì purtroppo per chi fa acquisti non ci sono, per il momento, sconti. Ma arriveranno, arriveranno anche quelli. Comunque una buona iniziativa, il Renzi l’ha assunta immediatamente, una squadra guardabile non proveniente dallo show e soprattutto che non pensa di portarsi a letto, è già qualcosa, speriamo non sia il tutto…
        Con affetto sincero.
        Gerry

        1. Ecco Gerry, nella ultima parte del tuo intevento c’è quella novità che aspettavo.
          Va bene criticare, va bene dire che tutto è marcio, ma non dobbiamo neppure dimenticarci che in questi dieci anni, ben otto sono stati in mano ad una destra che non ha consentito un minimo di spazio al Pd, e da due o tre anni siamo costretti a convivere in modo innaturale con chi non la pensa come noi.
          In queste condizioni di costrizioni e di impotenza, l’arrivo di Renzi, può cambiare moltissimo lo stato delle cose. Lo hanno dimostrato milioni di persone. Una cosa straordinaria in cui nessuno credeva.
          Quindi diamo a questa nuova generazione che sta alla guida del partito democratico, l’appoggio che merita.
          Ciao Gerry, un abbraccio. Spera.

    1. Tanti auguri di buone feste.
      Ciao.

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