SALVARE GLI ALTRI E AFFOSSARE I TUOI


SALVARE GLI ALTRI E AFFOSSARE TUOI

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Che ci sta a fare il Pd in questo governo?

A salvare gli altri e affossare i propri elettori. Una nuova arte politica.

Sappiamo che il governo, così com’è combinato, è stato voluto da Napolitano e da Berlusconi. Il primo lo ha imposto come conseguenza della sua rinomina a Presidente della Repubblica, il secondo perché sperava (e lo spera ancora) che restando al potere potesse trarne giovamento e ricevere in cambio qualcosa di concreto per risolvere il problema della sua decadenza.

Il Pd è stato costretto quindi a guidare il governo e per farlo Napolitano ha scelto un democristiano, Letta, che ha tutte le doti della vecchia Democrazia Cristiana, compresa quella di effettuare scelte politiche a scapito anche del parere della base del partito di cui fa parte.

Il Pd pertanto in questo governo occupa sedie, ma, in effetti, è debolissimo perché non ha autonomia di decisione. Ogni minima pagliuzza che svolazza tra i piedi può fare traballare la fragile costruzione. La destra di Brunetta ha capito benissimo come funziona la cosa ed ad ogni piè sospinto, butta pesanti travi tra i piedi del governo, travi che se non vengono rimosse nel senso che vuole la destra, il governo cade.

E da qui discente tutto ciò che è successo e sta succedendo. Il Pd dice una cosa e poi se ne fa un’altra, tranquillamente, prendendo in giro milioni di elettori.

La prima cosa, che è anche la più clamorosa, è stata quella che mai e poi mai avremmo fatto un governo con Berlusconi, ma poi  abbiamo capito, dai discorsi della dirigenza, che erano sono parole di facciata, ma che già prima del voto, avevano intenzione di governare con la destra. Imperdonabile.

La seconda è stata la vicenda dell’Imu. Il Pd ha sempre detto che l’avrebbe modulata sulla base dei redditi e del tipo di casa. Alla fine è stata tolta a tutti. Altrimenti il governo sarebbe caduto ed il Pd ha calato le braghe di fronte alla destra di Brunetta.

La seconda bis è stata l’invereconda ed incresciosa vicenda di Alfano, che come ministro dell’Interno sapeva benissimo cosa stava succedendo a casa della signora kazaka, che è stata espulsa come il peggiore dei criminali, solo perché lo voleva il governo kazako. E si sa, il presidente di quel paese ha una stretta e personale amicizia con Berlusconi, tanto che in quei giorni girava anche nei pressi della Sardegna, dove Berlusconi ha una delle tante ville.

La terza è stata la vicenda della Cancellieri, vicenda che forse più delle altre ha messo in evidenza il modus operandi di questo governo ed i legami che lo reggono. Di fatto la Cancellieri è persona di Napolitano e sfiduciarla avrebbe voluto dire sfiduciare Letta, e di conseguenza sfiduciare il Presidente della Repubblica,  buttare giù, cioè,  tutto il castello su cui questo governo si regge.

Quest’ultima vicenda è stata l’ennesima umiliazione che il Pd ha subito da parte di Letta, di Napolitano e di quella parte giurassica del partito che si aggira a zampate dentro le stanze del “cosiddetto potere decisionale”. Come siamo bravi a farci del male! Salvare gli altri e affossare i tuoi è diventata un’arte, una specializzazione. La faccenda Cancellieri ne è l’ultima dimostrazione.

Non so fino a quanto la pazienza della base, degli iscritti a questo Pd, possa durare in un clima di questo genere e soprattutto fino a quando una dirigenza che combina solo di questi guai, sia utile al partito.

Mettiamo ad esempio la riforma della legge elettorale attuale da tutti così odiata. Per quale motivo è stata inserita al senato, dove si sapeva benissimo che non sarebbe mai stata approvata? E’ inutile dare la colpa ai grillini o alla destra, si è voluto scientemente infilarla per prima in quella camera dove non c’era certezza che fosse discussa e dove non si sarebbe trovato una via per modificarla. Questo è un giochino da vecchie talpe di sottopartito che scorazzano e non vogliono cambiare le cose. Un Pd trasformato, sconvolto, fatto di mille facce e di nessun risultato.

L’otto di dicembre andremo a votare per trovare un segretario che faccia davvero il segretario e allontani anche la mano lunghissima di Napolitano dal partito.

Ne abbiamo tre in lista, e purtroppo, nessuno dei tre riuscirà davvero a produrre un cambiamento drastico come ci si augura.

Non ci riuscirà Cuperlo, perché è dentro al sistema fino al collo e non ne uscirebbe mai. Come risultato continueremmo a fare le stesse cose, e a dare sempre ragione alla destra altrimenti cade il governo. L’attuale governo e la stabilità tanto agognata diventerà la gabbia di ferro dove mettere definitivamente il partito a vivacchiare.

Non ci si riuscirà Civati,  l’unico ad avere le idee chiare per un cambiamento radicale, ma non ne ha la forza, si trova tutti contro ed è isolato persino nella propaganda elettorale che sta facendo. Quando si ha la fortuna di vederlo in tv, viene messo da parte come fosse una persona inutile. Non diventerà segretario, ma secondo me, sarà uno dei tanti sbagli che il Pd sa commettere.

Il terzo, Renzi, forse la forza l’avrebbe. Dimostra una certa grinta e voglia di  allontanare i personaggi più influenti in queste scelte sbagliate del Pd.  Tuttavia, la comparsa di questa nuova compagine di centrodestra guidata da Alfano, gli rode del terreno e si trova uno specchio di elettori molto più ristretto a sinistra e molto più esigente per quanto riguarda le parole di sinistra vera, quelle parole che lui stesso non riesce a pronunciare. Non sarà facile per nulla anche per lui se dovesse vincere cambiare davvero lo stato delle cose.

Andrà a finire che il Pd si spezzerà. Rimarranno parti litigiose, profondamente divise e per nulla unite neppure nel battere la destra. (A differenza delle finte separazioni a destra: divisi in apparenza, ma pronti a colpire uniti, per vincere).

Da una parte, ci sarà la vecchia architettura con le vecchie cariatidi democristiane e pseudo di sinistra come D’Alema, Franceschini e Fioroni. I famosi 101 per intenderci. Il cui peso porrebbe aggirarsi attorno al 20% degli elettori.

Dall’altra, ci saranno, con ogni probabilità, alcuni giovani o solo quelli che vogliono davvero cambiare questo partito, che perderà anche il nome e che si ridurrà ad una frazione di elettori attorno a quello dell’attuale Sel.

Tutto ciò significherà che mai e poi mai la sinistra riuscirà ad andare al governo da sola o a governare con una coalizione che la pensa allo stesso modo.

Non è una bella prospettiva per il Pd, lo ammetto, ma comunque vadano le cose, la mia posizione sarà con quelli che vogliono il cambiamento vero e non sarà mai e poi mai con quella parte di elettorato che vota grillo. La protesta fine a se stessa non mi piace. Mi piace la protesta che sia in grado di costruire qualcosa di nuovo finalmente. Proviamoci. Di umiliazioni ne abbiamo avute abbastanza, è ora davvero di cambiare.

24 Risposte

  1. Quante amare verità hai toccato, il peggio è che non si creano problemi per fare anche peggio sapendo che non ci sono alternative valide, ma è possibile che da Berlinguer sono finito a questi capponi?

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    1. Forse noi, in questo momento siamo troppo pessimisti. Sarà perché da vent’anni ne abbiamo passate tante che anche il futuro ci spaventa e non poco. Vorremmo persone limpide, brave, diverse che sapessero darci speranza e sicurezza, ci troviamo invece persone che, pur nella loro generosità, sono assai poco chiare e limitate. Ma non si sa mai, il futuro potrebbe riservarci sorprese.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

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  2. Cara Spera,
    il Pd al governo da solo? Una bella chimera o meglio u bel casino al cui confronto The Merry Wives of Windsor (traduzione per gli incolti) “le allegre comari di Windsor” sfigurerrebbero. Quand’anche giungesse quel giorno, T’immagini la parte giurassica (carina l’espressione, brava Spera, come sempre), basterebbe da sola per provocare uno sfascio completo. Il Dalemone in primis, oibò orbato del potere decisionale, uno come lui che è riuscito perfino a essere preso in giro dallo psiconanocalafato (you remember bicamerale?). Fulgido esempio di fallimento sul piano politico e avendo avuto nell’occasione come controparte il caimano, anche su quello personale. Forse è per questo che tempo dopo, passerà dagli alberi velati, non senza prima cadere dal tender, alle vigne, in sostanza… terra terra. Qualcuno ha detto: le aquile volano in cielo e i serpenti strisciano in terra. Mai detto fu più indovinato. Sembra ritagliato su misura per l’uomo. Ma il Dalemone non demorde, a costo di finire nel mausoleo di Arcore a imperituro ricordo degli italiani insieme al B. Ma che dico, degli italiani, mi riconosco riduttivo e mi correggo: a imperituro ricordo del mondo. Sistemati i due più gradi statisti che l’Italia “diciamo” il mondo, abbia mai avuto, passiamo all’allegra congrega che li circonda. Tralasciamo per un istante i volatili di destra e torniamo al nostro ovile, in altre parole dalla padella nella brace, i centouno, poi i transfughi dell’ex DC, ora confluiti nella nuova DC cioè il PdL senza la L come direbbe il Grillo (che alle volte ci azzecca), anatomia di una classe dirigente, uno per tutti, il nipote del gran visir non dimenticandoci di quello che ci guarda dall’alto, non Lui, l’altro, quello che tuona e rituona sempre con minor vibrante sdegno, sarà l’età? Quando in gioventù navigavo (senza mai cadere dal tender, io) ebbi modo d’imparare un modo di dire marinaresco in genovese “ma chi t’ambarcò” (pressappoco), rivolto a un membro dell’equipaggio, voleva significare, ma chi ti ha imbarcato? Tradotto, cosa ne facciamo di uno come te, sei un incapace. C’era poi un’altra espressione usata per tipi del genere, dove ti hanno imbarcato, in Piazza Banchi? Devi sapere che a quei tempi (per me felici) i comandanti dei carghi, quando occorreva un marittimo per completare l’equipaggio all’ultimo momento, potevano reclutarlo appunto in Piazza Banchi, piazza questa situata nelle immediate vicinanze del porto e luogo di ritrovo abituale di marittimi disoccupati, marinai che non erano iscritti nei ruoli speciali di alcuna compagnia di navigazione, per intenderci meglio una specie di legione straniera del mare. Non credi cara Spera che l’invettiva potrebbe essere rivolta a parecchi della nostra attuale nomenclatura? A qualcuno di loro manca solo la ZIL e sarebbero perfetti. Fino a poco fa, mi macerava un dubbio, ma vuoi vedere che sono il solo che ritiene le cariatidi, una zavorra? Noto con piacere che anche altri la pensano come me. E allora cosa fare, sederci sulla riva del fiume e attendere che passi il cadavere del nemico? Nel caso decidessimo in tal senso, occorrerà fare in fretta, perché i nostri “padroni” sono già titillati dall’idea di vendersi le spiagge, e noi dove ci sediamo? Vero che potremmo attendere il passaggio con i piedi immersi nell’acqua, ma lo trovo un tantinello scomodo, anche perché le cariatidi sono coriacee e quindi dure a morire ed io poi alla mia non più tenera età quando potrei resistere?
    Oggi ho avuto il piacere di poter ascoltato il nano ad honorem sproloquiare sulla sentenza di B, con tono grave ha esclamato rivolto ai soliti allocchi che gli danno credito: tutte storie inventate, fatti inimmaginabili. Ecco, giunto a questo punto mi sono chiesto, ma cosa ritiene inimmaginabile il nostro? Che B trombasse come un facocero? Ma come si permette costui di dubitare della virilità del suo padrone o, che le cene non fossero poi tanto eleganti? In chiusura dello sproloquiare, un fragoroso: sentenza (trecentoventotto pagine) che non sta in piedi. Corazziere tre, un suggerimento: mettila in verticale, forse, così, la interpreti nel verso giusto. Per finire, ancora quattro dubbi mi attanagliano: dove sono finiti l’attentatore di Belpietro, il ragionier Spinaus e lo zio di Ruby, e come finiranno gli italiani …Risolti questi dubbi, viva l’Italia, non questa però…
    A Te Spera un caro abbraccio.
    Gerry

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    1. Intendevo la sinistra (tutta) da sola al governo. Non ci andrà mai per via delle litigiosità che tutt’ora separa la sinistra in tanti partiti e partitini che neppure si parlano e tantomeno si comprendono. E questa disunità non porterà mai ad alcunché di positivo, per quanto riguarda la possibilità di governare.
      In quanto ad imbarcati (bellissimo l’esempio che tu fai) ho l’impressione che molti si affollino sulla barca, per ora, più promettente, tipo quella di Renzi. Per non perdere terreno, o forse per mostrarsi moderni, ma soprattutto per timore di essere lasciati a casa. E’ una scena teatrale alla quale la politica ci ha abituati. Mai mescola e rimescola sono sempre i soliti noti che girano da quelle parti e che si fanno vedere intervistati a dettare le loro sicurezze.
      E’ questo che irrita moltissimo, perché in effetti persone nuove ci sono anche dentro il Pd, soprattutto nel territorio, ma vengono ignorate dalla stampa o dalle televisioni, non richiamano pubblico. Alla fine anche noi, che ci stiamo in mezzo abbiamo l’impressione che, a dettare legge nel partito, siano sempre gli stessi.
      Nei talk show, per esempio, se non c’è la Santanché o qualcun altro che litiga, sembra tutto spento. Fa un po’ schifo dirlo, ma bisogna ammettere che la gente ama e si sente attirata, da chi grida, offende o insulta. La prova provata la troviamo in grillo.
      Renzi, rispetto agli altri, sembra abbia più seguito proprio per lo stesso motivo, la sua grinta e la sua parlantina attira molto di più di Civati o di Cuperlo e alla fine ci convinciamo che Renzi sia il meglio.
      Come elettori delle primarie dovremmo, invece, cercare di approfondire i programmi di ciascuno e poi scegliere quello che più si avvicina al nostro sentire. Un compito non facile, perché impegna la mente, mentre si preferisce vedere e toccare solo quello che appare.
      Mi lamento, faccio anch’io le mie geremiadi, ma ho anche speranza, perché vedo molti giovani impegnati in queste primarie. Porteranno novità e cambiamento. E’ quello che ci auguriamo.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

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  3. Benvenuta nel mondo dei delusi. Forse, molto forse, andrò a votare Civati, anche se la vicenda Cancellieri mi del tutto tramortito. Anche tu hai ammesso che non possiamo prendercela con i grillini che a mio parere non fanno opposizione distruttiva, ma finora hanno consentito di tenere gli occhi aperti.

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    1. Benvenuto, caro Mancuso non benvenuta, sono un maschietto…
      Cordialmente Gerry

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      1. Gerry, forse Luigi si riferiva a me. Ma in ogni modo possiamo darci la mano nel mondo dei delusi, nostalgici, ma NON grillini.
        Ciao

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    2. Carissimo Luigi, hai ragione nel dire che anch’io sono “caduta” dal pero e atterrata nel mondo dei delusi. La vicenda della Cancellieri poi, è stata un po’ come la goccia che fa traboccare il, vaso.
      Abbiamo cacciato la Idem per molto meno, siamo costretti a tenerci Alfano e la Cancellieri, perché così vuole Napolitano. E Letta costringe i parlamentari ad obbedire, in nome della stabilità. I grillini non centrano in tante cose con la nostra delusione, prima fra tutte la incapacità di non portare a termine una nuova legge elettorale. Chi ha calendarizzato questa riforma al senato è stata la Finocchiaro, una di quelle che ha fatto i capelli bianchi in parlamento..
      Ciao carissimo, un abbraccio.

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  4. Analisi lucida e senz’altro condivisibile per l’onestà intellettuale.
    Purtroppo non c’è coscienza del bene comune e di questo tutti sono/siamo o siamo stati implicati.
    Solo da poco sento qualcuno ammettere che si vuole svendere, io dico annientare, la nazione, ma sono anni che la deriva è palesemente evidente.
    I giornalisti dei media sono patetici, molta responsabilità ricade anche su di loro.
    Un abbraccio
    Nou

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    1. Hai posto l’accento su un problema non indifferente, quello dell’informazione. Se ognuno di noi dovesse farsi un’opinione su come stanno veramente le cose, solo attraverso la tv con i suoi, a volte, insopportabili talk show, o telegiornali, non dobbiamo meravigliarci se poi vediamo tutto nero, o tutto confuso. Forse questo è proprio l’obiettivo. Non consentire scelte equilibrate. E forse è proprio per non fare trasparire chiaramente il proprio pensiero che i rappresentanti dei partiti si sono inventati la par condicio, per cui quando c’è uno di una parte deve esserci necessariamente anche qualcun altro che sta dall’altra parte.
      Molto più chiare erano le vecchie (e rimpiante) tribune elettorali, dove il confronto tra i candidati era semplice e comprensibile, sia pure parlato in politichese.
      Ma al punto in cui siamo spero che le cose possano solo migliorare, anche se, come si dice, in politica non si tocca mai il fondo.
      Ciao carissima, un abbraccio.

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  5. Gli ormai famosi (in modo dispregiativo) centouno traditori non hanno un nome, potrebbero essere chiunque. Diciamo cento cani sciolti ed un padrone che ha indicato loro la via da seguire.
    Ai traditori e neanche agli altri, sta a cuore il buon nome del partito al quale appartengono e nemmeno il futuro dell’Italia e degli italiani ma lavorano alacremente per il loro futuro, dei loro parenti ed affini.
    E allora? Qua entra di prepotenza la definizione di Renzi: rottamare. Rottamarli tutti (compreso quest’ultimo, per non sbagliare) e dalle loro ceneri ricostruire qualcosa di concreto e reale, perché stiamo vivendo in un Paese irreale, dove in pochi sono capaci di distruggere una nazione e la sua popolazione solo per il loro tornaconto e dove gli oppressi piegano la schiena silenziosamente sconfitti e privati di ogni speranza.
    Ciao Spera.

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    1. Io credo che i capi partito sappiano benissimo i nomi ed i cognomi dei 101. Si sono sentiti, telefonati, mandati messaggi e messaggini perché una tale operazione non sarebbe riuscita se non ci fosse stato almeno un coordinatore.
      Le correnti esistono, come esistevano nella vecchia Dc, ma a differenza di allora, quando si trattava di decidere non ci si tagliava le gambe a vicenda, dentro lo stesso partito.
      Qui non siamo neppure dentro una coalizione a farci del male, com’è accaduto con Bertinotti nell’Unione di Prodi, ma siamo proprio dentro al partito. Il guaio è tutto lì, non si è mai sicuri e non ci si fida gli uni con gli altri. C’è diffidenza e cattiveria.
      Io non sono contro Renzi, semmai sono a favore di Civati. Se dovesse vincere Civati non mi rivolgerei a chi ha votato Renzi, facendo il gesto dell’ombrello, cercherei invece di collaborare perché lo scopo è stare insieme e lavorare tutti per il bene del paese.
      Però, in quanto a rottamazione, sono d’accordo nel dire che le vecchie cariatidi che ormai hanno già dato, se ne debbono andare via.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

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  6. Quando se ne accorgeranno, per noi tutti, sarà troppo tardi. E’ ora di sbarazzarci di questo marciume, o no?
    Speriamo.

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    1. I giovani lo sanno da un pezzo, sono le vecchie carrozze che non si vogliono schiodare. Ma se vogliamo cambiare, occorre anche fare un po’ la voce grossa.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

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  7. Cara Spera,
    se la Finocchiaro in parlamento ha fatto i capelli bianchi e non è, la sola o il solo, altri li hanno persi, altri ancora ci hanno fatto i soldi. Parliamoci francamente con la delicatezza che contraddistingue Sgarbi nei talk show. Ormai il posto in parlamento per i più (quelli che ancora non si sono fatti la “grana” rappresenta l’agognato posto fisso). Quando arrivano lì non li schiodi nemmeno con il Bazooka, sono proni alla line del Boss di riferimento. La rimanenza – trattasi di pura libidine del potere -. Ormai credo di averlo detto un’infinità di volte, ma voglio ripeterlo, tanti di loro, se dovessero sbarcare il lunario, non saprebbero dove sbattere la testa. Altro che macchina blu al più potrebbero permettersi una Duna di quarta mano (pagabile in ottantanove rate semestrali), per loro sarebbe grasso che cola. Ma hai fatto caso a come si pavoneggiano davanti alle telecamere, per certuni è tanta la frequenza dei passaggi, che ti viene di pensare che entrino dall’ingresso principale del Parlamento e ne escano da uno, posto sul retro, per ripassare davanti alle telecamere. Che spettacolo pietoso offre la loro maggioranza. Quando aprono bocca, al loro cospetto, Razzi appare come Dante Alighieri. Inconcludenti, vanesi, se fai un’analisi delle loro dichiarazioni su qualsiasi argomento, dallo spread all’orso marsicano, tirano fuori ca@@ate spaventose. Qualcuno di loro appena intravede un giornalista da lontano si affretta al cambio di marciapiede per avvicinarlo e poi recitare la parte dello sdegnoso o della sdegnosa e far finta di rifiutare l’intervista. I maschietti si aggiustano la cravatta di Marinella, che prima di arrivare in parlamento di Marinella, conoscevano solo la canzone di De Andrè. Non parliamo poi delle miss Italia di destra, hai presente quella con le labbra a canotto, la nipote di M? (no, non la materia fecale) l’altro. L’unico merito che occorre doverosamente riconoscere alla Carfagna è di averla etichettata in maniera che meglio non si può. E’ la compagna di teschio? Sì, quella che blatera di rispetto delle donne una volta sì e una volta sì e son vent’anni che porta in giro il cognome del marito. Quella che ogni due per tre, trova modo d’infilare nel discorso (discorso si fa per dire) “il nostro presidente Silvio Berlusconi” una sorta di mantra ossessivo, che alla nona volta, in tre minuti, che l‘ascolti, spediresti un ferro da stiro a vapore nel monitor, sperando di colpirla su quei due canotti che le fanno da labbra. Per non parlare della maestrina, no non quella della penna rossa, quella che blaterava del tunnel dei neurini e, mancò poco non aggiungesse che corre dall’Alpe alla Piramidi. Buona pure lei. Di baffino sarcastico ho già detto e quindi ha già dato. Il buon Giovanardi poi, l’altro giorno partecipava a un incontro televisivo insieme a Sgarbi. Da morire, infatti, mentre Capra, capra, sosteneva con il garbo che lo distingue, che se una donna ha un bel fisico e “la” distribuisce in giro, per strappare un provino o partecipare magari a una cena elegante con annesso palo della lap dance, è ugualmente degna di rispetto. E le tante ragazze che si sacrificano, magari in fabbrica ( ma lui quelle manco sa che esistono) cosa dovrebbero meritarsi, secondo Capra, capra? Giovanardi era in preda al disagio più profondo, si guardava smarrito intorno con la faccia di un cattolico osservante capitato per sbaglio in un conclave di vescovi Lefebvriani in preda a crisi mistica, un vero peccato mancasse Vladi sarebbero occorsi almeno un paio di medici rianimatori ognuno con due defibrillatori per il povero Giovanardi. Riconosciute e omaggiate le virtù dei nostri, cosa vogliano aspettarci. La situazione non può che precipitare visto il valore dei personaggi al proscenio, hai visto mai che gli spettatori migliorino gli artisti (artisti si fa per dire). Vero è che ad un certo punto si accende la luce e sono fischi, ma con i fischi non migliori la recita, o no? Civati, finalmente una faccia pulita e onesta. Quando ci impiegheranno ad impallinarlo i vecchi marpioni del PD? Quello del “volemose bene perché in fondo (molto verso il fondo dico io) “i ragazzi di Salò erano solo ragazzi che sbagliavano”. L’altro che non potendo fare trasfusioni con il sangue dei vinti, ci fa cassetta. Il nano ad honorem, ovvero, corazzieri tre, di cui ho già detto ma di cui voglio ridire. Il Letta “junior” l’unica differenza che lo distingue dal senior, è l’altezza ma l’impasto è identico DC doc, da cui i nostri (?) prendono ordini via telecomando. La cancellata bionda, sempre pronta al passo indietro e intanto se ne sta lì, davanti a Dio diritta come fusa (Manzoni- lontana reminescenza scolastica). Una speranza però in fondo l’abbiamo. Al prossimo arrivo di un barcone a Lampedusa, saliamo a bordo e ci facciamo il viaggio di ritorno, male che va dall’altra parte troviamo certamente qualcosa di meglio. E mi raccomando prima di salire a bordo, non facciamoci conoscere, facciamo il biglietto, dimenticavo, solo andata mi raccomando.
    Ciao Spera Ti abbraccio.
    Gerry

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    1. Non c’è che dire, Gerry, hai fatto una carrellata di personaggi che, come dici tu, non si sa come riuscirebbero a sbarcare il lunario, se non fossero su quelle sedie. Forse farebbe bene anche a loro assaggiare un po’ cosa vuol dire lavorare otto ore di fila, in un ambiente sporco, come succede per esempio nelle acciaierie a Taranto, per 800 euro al mese.
      Ma tutti quei personaggi sono lì perché qualcuno li ha scelti. Li ha scelti in modo che non facessero sfigurare il capo. E’ sempre così nelle corti, ci si contorna di personaggi più mediocri possibili, più servili e più melliflui, così si è sicuri di eccellere.
      Non sarebbe nulla e non ci importerebbe granché di loro se non fosse che sono seduti lì in Parlamento per fare cose serie e buone per tutti noi. Ma chi di loro ha una competenza almeno sufficiente per fare leggi per tutti? Mettiamo Giovanardi, tanto per citarne uno. Ha fatto una legge (la Fini-Giovanardi) che riguarda gli stupefacenti (le droghe come li chiama lui) che fa letteralmente schifo, almeno per la parte che riguarda l’arresto e la pena dei tossicodipendenti che dovrebbero essere messi in strutture specializzate per il recupero e non in carcere a fare, poi, la fine di Stefano Cucchi. Peggio ancora per la parte che riguarda i farmaci stupefacenti utilizzati contro il dolore. Ha avuto la brillante idea di “limitare” l’uso degli oppiacei ai soli sofferenti di dolore oncologico, pensando che coloro che soffrono. di patologie gravi ed invalidanti per il dolore, ma non oncologico, potessero fare a meno di questi farmaci. Ci sono neuropatie dolorosissime che non sono oncologiche ed i medici non potevano (non avrebbero potuto) rilasciare ricette con queste prescrizioni, pena l’arresto ed il carcere per 20 anni. Per fortuna che molti medici l’hanno disattesa ed hanno dato retta alla propria coscienza. La legge poi, da poco tempo, è stata cambiata, per fortuna, perché era un vero obbrobrio.
      I disastri combinati dai rappresentanti della Lega Nord, per esempio sono enormi. Da Calderoli con il suo porcellum fino alla Bossi-Fini che sta portando in galera migliaia di gente innocente solo perché non fa parte della comunità europea.
      Spero tanto che cambino le cose e che in Parlamento ed al governo siedano persone competenti che non pensino solo ai propri interessi come fa Berlusconi (che ora minaccia lo sfracello) o che non pensi solo alla propria poltrona come fanno in tanti. Ho ancora in mente un certo avvocato Paniz (per fortuna ora non c’è più) quando disse in Parlamento, forte e chiaro, che tutti loro erano convinti che la Ruby fosse la nipote di Mubarak. Stava dicendo cose che neppure lui credeva, eppure le dava da bere a tutti noi. E noi dobbiamo sopportare un simile spettacolo.
      Ma non finisce mai la storia, perché nonostante alcuni personaggi siano cambiati al governo, si continua a sostenere Alfano quando meritava di andarsene a casa per il fatto della signora kazaka, o la Cancellieri, che difende Ligresti. Ma tant’è per una Cancellieri c’è sempre un Dell’Utri, condannato in via definitiva, che siede sempre lì e nessuno lo smuove. Lui è la mafia, è la garanzia che la mafia adesso non ammazza più nessuno.
      Chissà se riusciremo a vedere in mondo migliore, in quella sede così ambita e così ben pagata. Almeno lavorassero bene, all’altezza dei soldi che prendono.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

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  8. Cara Spera,
    Hai avuto modo di ascoltare Al Tappone che, minaccia addirittura la rivolta? Per l’occasione indossava un’elegante polo da magliaro, sotto un Caraceni doppiopetto, dal cui taschino spuntava sorridente come un bull dog corazziere tre, come pantaloni, quelli di una tuta sportiva, sorvolo sulla calzatura, anch’essa da brivido. Ma chi lo veste al mattino? Un mafioso in cassa integrazione a zero ore? Secondo me sta andando fuori di testa e, ci credo. Dr. Zangrillo se ci sei batti un colpo… Uno spettacolo pietoso, “sic transit gloria mundi” ho esclamato, si salvava more solito solo la gnocca di complemento accanto a lui sul palco. Ora passiamo alle cose serie. Ma in che paese siamo? Adesso dovremo magari attenderci che il DC doc che più doc non si può che per me ha il solito merito di ricordarmi una canzone di Carosone “Tu vuò fare l’americano”, ma riesce soltanto a essere una finta imitazione di Obam. ordini al PD senza l di mettersi, ancora, in riga e, accettare che il colle più alto conceda “motu proprio” che più proprio non si può, la grazia per poi sentire B vantarsi che gli hanno dovuto concedere la grazia perché, si son accorti chi (?), che contro di lui, c’è stata una persecuzione giudiziaria, ordita dalle toghe rosse, magari collegate alla STASI. Tanto ormai, putt@nata più, putt@nata meno, i suoi gli perdonano tutto, poco male, se non lo imitassero anche i nostri. Adesso mi preoccupa Renzi, se vince le primarie, subito dopo, quale pantofola sentirà spasmodico il bisogno di baciare, visto che sulla via di Arcore non credo ormai gli convenga più incamminarsi…Ancora una volta ci siamo persi l’occasione per portare all’interno di quello scannatoio pluriconfessionale che è diventato il PD. Un giovane in gamba il Civati, ma purtroppo un extraparrocchia, privo di appoggi all’interno del PD senza le entrature giuste. Peccato.
    Continuare ha crederci? Cara Spera, con questi è veramente dura. Sono elementi da fonderia, mi spiego. Hanno il c@lo di piombo, il che giustificherebbe almeno in parte perché non abbandonano le poltrone che occupano (indegnamente) e la faccia di bronzo che farà anche tanto metallurgico, ma a loro serve per non arrossire, e se proprio lo fanno, quando li beccano con le dita nella marmellata, il che accade sempre più spesso, possono sempre dare la colpa al metallo e quindi arrossire tranquillamente, naturalmente a loro insaputa. Sciaboletta docet. La cosa più triste e che quando si trovano davanti al magistrato (qualcuno è purtroppo anche avvocato), si giustificano, tentano di giustificarsi, con delle scusanti inverosimili, che non gli darebbe credito neanche un usciere giudiziario in pensione affetto da colite spastica in preda a un attacco di angina. Proprio in questi giorni uno di questi, meritandosi l’appellativo di “er meio figo del bigoncio” ha trovato modo di dichiarare senza arrossire e senza temere di essere cassato dall’albo, ma come i magistrati che dovrebbero supportarmi mi remano contro? Ormai a destra hanno la sindrome della persecuzione giudiziaria da parte delle famose toghe rosse o calzini azzurri, a scelta. Mi piacerebbe chiedergli: mi scusi presidente o governatore o sua potenza o eminenza illustrissima (facci Lei) ma doveva proprio fare la spesa all’Autogrill di Cantagallo con i danè nostri? Forse che il super mercato sotto casa non le fa più credito? Mi telefoni, le do volentieri una mano a fine mese così non va in crisi il menage familiare.
    Un abbraccio
    Gerry

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    1. Gerry carissimo, quando ho sentito che il tipaccio di Arcore voleva la grazia senza neppure chiederla, sono rimasta così, un po’ frastornata, non sapevo o meglio non credevo che il suo ego arrivasse a tanto. Ma dopo che ha detto che la sua famiglia si sente perseguitata come gli ebrei al tempo del nazismo, non so più che dirà da qui in avanti. Certo che pretendere la grazia senza chiederla, è il massimo.
      Perché non la chiede? Potrebbe mettere alla prova Napolitano. Sarebbe interessante sapere che cosa farebbe il Presidente della Repubblica davanti ad un dilemma del genere.
      In quanto a come siamo messi dentro il Pd, che dire se non che vogliamo cambiare profondamente non il Pd in sé, ma quello che col tempo è diventato. Un Pd che ha mantenuto la rissa permanente, litigioso, diviso, che non fa che perdere consensi. E’ ovvio, la gente si è stancata ed ha smarrito persino i motivi che hanno dato il via al partito.
      Ma credo che sia venuto il momento del riscatto. La base, noi cioè, dobbiamo riprenderci questo partito e scrostare tutte le ingessature che si sono formate.
      Con l’aiuto dei giovani, e di gente che non ne può più di questo andazzo.
      Ce la faremo.
      Ciao carissimo, un abbraccio grande grande.

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  9. Post masterpiece.

    Io sono in piena campagna elettorale, quindi, sottovoce e solo qui, dichiaro che Pippo non vincera’, ma il punto non e’ questo.
    Il nocciolo risiede nel riuscire ad avere il 20% alle primarie, con Renzi sopra al 50%.
    Con questi numeri si puo’ ipotizzare un nuovo partito con Matteo leader e Pippo a guardia, e il resto della vecchia nomenklatura a casa.
    Non e’ fantascienza.

    Volevo anche ricordare a chi ti legge che il dr.Cuperlo non e’ quello che si vede e si ascolta in tv, bensi’ un pupazzo messo li’ solo perche’ sa ripetere il compitino.
    Il tale, sempre per chi non ne’ fosse a conoscenza, era il vicepresidente della bicamenrale, gia’, quella bicamerale voluta da D’Alema che spalanco’ le porte all’arcoriano.
    E sempre negli anni del nuovo miracolo italiano soleva dire “Bisogna mandare a casa i vecchi del partito e lasciare spazio ai giovani”.
    Direi che puo’ bastare per comprendere il personaggio.

    Baci
    Zac

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    1. Anch’io sono in piena campagna elettorale da un po’ di tempo. Ho smesso di pensare ai deliri altrui cercando di concentrarmi su ciò che si prospetta e che mi sta a cuore: un cambiamento radicale di questo “attuale” Pd, che ha subito una metamorfosi spaventosa (in peggio) da quando ha semplicemente preso la strada di “correre dietro alla destra”.
      Nulla è più stancante di questa fase, dove i capi disfattisti che abbiamo (nomino il solito D’Alema, ma con lui ce ne sono tanti, anche sparsi sul territorio) hanno perso il senso e le parole di sinistra, hanno voltato le spalle a Sel, hanno seppellito una personalità preziosa come Prodi e non hanno considerato, per esempio Rodotà, e così via.
      Alla fine siamo diventati la brutta copia di un berlusconismo di cui si è apprezzato moltissimo l’apparenza, il culto personalistico delle “idee” favolosamente tratte da un cilindro e ci siamo persi nella palude del protagonismo.
      Una personalità diversa è quella di Civati, ambizioso quanto basta per tentare una scalata difficilissima, ma in grado di riportare alle “origini”, a quell’Ulivo che fu di Prodi e che purtroppo è stato sepolto in fretta da chi voleva scalare la Presidenza del consiglio al suo posto.
      Se si sapesse davvero cosa si sono detti Bersani e D’Alema quando fu affossato Prodi, Cuperlo non ci sarebbe.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

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  10. Caro Zac,
    notizia preziosissima, almeno per me, ma angosciante. A questo punto è superfluo chiedersi chi l’ha messo in lista e perché. Trattandosi praticamente di uno che potremmo a questo punto definire solo un Capezzone de noantri? Una classica azione di disturbo in area. Posta in atto, ancora una volta dal coltivatore di vigne? Ovvero “diciamo” dal baffino sarcastico? Dunque, continua la commedia dell’arte. Ma noi siamo stanchi di assistere ai suoi giochini e a quelli del parco giurassico (ancora un bravo a Spera). Ma cosa fare per mandarli via? Tanto questi, lavoreranno sempre in modo che le preferenza non tornino mai. Chi mi risponde?
    Cordialmente.
    Gerry

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    1. Carissimo Gerry
      ancora una volta ti ringrazio. Sei un collaboratore prezioso di questo blog e ti tengo caro.
      Provo a risponderti con le parole di Civati.
      Quando qualcuno gli chiede: “Ma uno come te che ci sta a fare nel Pd?” e lui risponde:
      “Perché uno come te sta fuori dal Pd e non viene dentro a parlare con noi per cambiare le cose?”.
      E’ così che si può cambiare, partecipando ad un progetto in cui ci si crede. La forza dei numeri è potente anche dentro un partito e quando siamo in tanti che la pensano come Civati, anche i giurassici non resistono all’ondata.
      E allora proviamoci.
      Un abbraccio.

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  11. Bhè decisamente sono un pò scettica su Letta, secondo me non ha la grinta del leader, è troppo molle temporeggia nel fare le riforme che servono al paese, ma soprattutto mi da l’impressione che anche lui faccia cassa con i più deboli. Tipo le pensioni che sono già tre anni che non vengono rivalutate al costo della vita. Poi l’imu si poi no, adesso ne ha messe tre o quattro con nomi che sembrano detersivi.
    Adesso staremo a vedere con il delfino di Mao cosa faranno.
    Ma chi nasce pesce non può diventare pollo.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.

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    1. Obiettivamente si è trovato in mano un governo ridotto miserevolmente a quasi nulla. Dopo i tentativi inutili di Bersani, che si è sempre rifiutato di fare intese con Berlusconi, ci ha provato Letta. Debbo dire che, almeno quando va all’estero, non sfigura. Parla bene diverse lingue e viene accettato cone un vero capo del governo e devo dire che non sfigura. Lo definirei un diplomatico, capace di affrontare con calma anche situazioni difficili.
      Ma non è certamente l’uomo del cambiamento.
      Ciao caruissima, un abbracciio

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