QUEL RAMOSCELLO DI ULIVO

QUEL RAMOSCELLO DI ULIVO

pd_bandiera1474_imgQuando Romano Prodi ha confermato che l’8 dicembre non parteciperà alle primarie convocate per scegliere il futuro segretario del Partito Democratico, ho provato un grande dispiacere.

Mi sono tornate alla mente tutte le volte che sono stata al “seggio” per le primarie ed è ancora ben nitido il ricordo della bella giornata di democrazia dal basso che abbiamo vissuto, quando fu scelto Prodi, come candidato della sinistra a Presidente del Consiglio.

Ci  credevamo davvero. C’era l’Ulivo, un’aria di novità, una voglia infinita di sconfiggere elettoralmente l’arcoriano, e invece, poco  dopo, abbiamo vissuto una realtà completamente diversa. Da quando poi è entrato in vigore il porcellum è stato sempre  peggio. Fino ad arrivare alla squallida scena dei 101 che hanno affossato definitivamente Prodi.

Domenica prossima 17 novembre 2013 ci sarà, al mio circolo del Pd, l’assemblea congressuale per una preselezione del segretario nazionale. Saranno presentate e discusse le proposte politico-programmatiche dei quattro candidati. Ci sarà una discussione che prevedo molto animata e partecipata, come sempre e poi si voterà

Ci ho pensato e non poco. Tutti e quattro meritano e per principio non sono mai contro qualcuno, ma a favore di qualcuno.

Mi sento un’ulivista della prima ora ma non condivido quanto dice Arturo Parisi (definito prodiano) che ritrova in Matteo Renzi «l’unico ad avere le  potenzialità di costruire il progetto ulivista, per un Pd “aperto”.

Mi lascia perplessa quell’aperto. Aperto a chi? Ai delusi di Berlusconi per poi ritrovarci le larghe intese in casa? Non ci sto.

Abbiamo ammazzato il partito con le nostre mani e ora lo possono costruire solo coloro che non vivono condizionamenti e il peso delle vecchie generazioni.

Per questo ho scelto il più giovane, il più a sinistra, il meno probabile, ma certamente il più nuovo: Pippo Civati. Perché? Perché  è l’unico che riuscirà a far crescere quel ramoscello di Ulivo che, nonostante tutto, è rimasto nella bandiera del Pd, e che rappresenta la necessità di una fusione riformista, a sinistra, che oltrepassa le vecchie appartenenze.

 

 

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22 Risposte

  1. Se votassi, anch’io sceglierei Civati. Ciao e Auguri

    1. Leggo, secondo una agenzia di stampa, che gli ulivisti prodiani sarebbero divisi tra elettori renziani e astensione. Devo dare all’agenzia un suggerimento e una notizia. Il primo è che la democrazia non si serve mistificando la realtà. La seconda è che nella realtà ci saranno tanti ulivisti prodiani a scegliere Pippo Civati.

  2. di Marta Corato, • nov 12, 2013
    Come abbiamo detto molte volte, Soft Revolution è nato (anche) perché pensiamo che il trattamento delle donne in Italia sia rivoltante. Parliamo spesso di cose che ci fanno incazzare: dalle follie che circondano la Legge 194 alle condizioni penose che vengono offerte alle donne sui posti di lavoro. Siamo spesso incazzate, e molto poco spesso contente.
    Non mi ricordo l’ultima volta in cui ho trovato un’iniziativa, un decreto, un programma nazionale che mi abbia riempita di gioia femminista, o quantomeno di gioia femminile.
    In Italia ci sono le donne, magari anche membri di partiti, e poi c’è La Donna, più distante della Beatrice angelicata di Dante. Una donna che – manco fosse ventunesimo secolo! – vuole diritti che scomodano il patriarcato imperante in Italia, la “famiglia tradizionale”, la Chiesa che è sempre lì con il fiato sul collo dello Stato laico. Diritti che nessuno ha troppa voglia di dare loro. I politici non sanno bene cosa fare con La Donna, o forse hanno solo paura che Dio li fulmini; passano oltre a molte questioni con un “boh” e chi s’è visto s’è visto.
    Mentre leggevo i programmi dei candidati alle primarie del PD (con il solito entusiasmo di un condannato a morte che riservo alla politica italiana) ho fatto un triplo salto all’indietro. La fonte di tanto sgomento era la pagina “La Questione Maschile” nel programma di Giuseppe Civati, che vi invito a leggere prima di proseguire. Delle cose sensate! Delle proposte tangibili! Riferimenti alla vita reale! What is this sorcery?
    Innanzitutto, penso sia la prima volta nella storia in cui, in un contesto di politica nazionale italiana, la famosa “questione femminile” viene descritta per quello che è: un problema dei maschi. Questo è un programma elettorale che accusa l’Italia di maschilismo diffuso, che suggerisce la “condivisione della responsabilità procreativa”, che non ha paura di parlare di “un’organizzazione maschile del lavoro che punisce le madri con dimissioni in bianco, licenziamenti, interruzioni di carriera”.
    La mentalità più diffusa in Italia – a livelli di intensità diversi, ovviamente – è quella di mio nonno, che tutte le mie amiche conoscono come colui che ha dichiarato che i miei genitori erano stati proprio generosi a farmi studiare “anche se sono femmina”. Per quanto sia una cosa completamente folle che nel 2013 ci sia il bisogno di specificare che le donne sono tanto capaci quanto gli uomini, è bello vedere che Civati si impegni a farlo con proposte meno discutibili delle quote rosa e sottolinei, ad esempio, che in tempo di crisi le donne stanno dimostrando le loro capacità.
    È sorprendente vedere un candidato leader politico italiano che si schiera apertamente riguardo alla Legge 194, alla situazione patetica dei consultori e alla necessità di fare qualcosa per i diritti riproduttivi delle donne italiane – questioni che vengono affrontate quotidianamente nella politica di qualsiasi altro Paese del primo mondo, o che non c’è bisogno di affrontare perché, ad esempio, l’aborto è un diritto garantito che nessuno oserebbe mai togliere.
    Ma andiamo avanti:
    “Quanto alla violenza sulle donne e all’aumento dei casi di femminicidio, ciò costituisce la prova più evidente dell’esistenza di una “questione maschile” e della persistenza di una mentalità patriarcale che nella maggiore libertà delle donne non vede un’opportunità per tutti, ma solo un’insostenibile minaccia. La violenza non può essere affrontata solo con provvedimenti di ordine pubblico e di sicurezza. Il Pd deve porsi in ascolto della decennale esperienza dei centri e delle associazioni antiviolenza, destinando adeguate risorse a queste realtà, promuovendo interventi di sensibilizzazione nelle scuole e nelle Università, cambiando e certificando i libri di testo che continuano a tramandare modelli rigidi e fuori tempo, sulla base dei quali alunni e alunne formeranno le loro rispettive identità di genere e le loro relazioni; promuovendo una formazione delle forze dell’ordine e di tutto il personale addetto; destinando parte delle risorse all’accompagnamento e alla terapia degli stalker e dei sex offender per prevenire l’escalation delle violenze fino al femminicidio.”
    Ecco. Ve l’ha detto chiaro e tondo. Ha parlato addirittura di identità di genere. Benvenuti nel 2013!
    L’impressione che ho avuto da questa sezione del programma di Civati – in particolare, ma anche dal resto – è quella di una persona che si rende conto che l’Italia è indietro di 100 anni su tutta la linea, e che vuole cambiare le cose. La sua percezione è quella che ho avuto per molto tempo, e che si è solo rafforzata da quando sono andata via e vedo l’Italia dall’esterno.
    Quello che Civati mi fa sentire è che tra qualche anno – forse non un paio, ma neanche trenta – potrei tornare in Italia e non sentirmi come se fossi di nuovo nell’anteguerra e il fatto che io sia una donna mi renda l’ultima ruota del carro. Mi piace poterci credere. Ci credo.
    Giuseppe Civati ha un sacco di altre idee intelligenti per il PD e per l’Italia su cui non mi sono soffermata.Vi invito a leggere il suo programma e quello degli altri candidati e fare una scelta informata – chiunque decidiate di votare.

    1. Gentile signora,
      ma Lei può veramente credere che una persona come Giuseppe Civati, anche se nutre idee intelligenti, parere che Le assicuro di condividere, non si troverà sbarrata la strada dai soliti noti? O dovrei dire, dal solito noto, o no? Sono del parere che finché nel PD (Dipartimento Padronale) permarranno gli ultimi frequentatori della scuola delle Frattocchie, ovvero “la fucina del pensiero unico”, non si possano nutrire speranze di inversioni di rotta. Abbiamo imbarcato troppi Schettino a bordo, e la nave, ormai, fa acqua. Le cariatidi fanno sempre il bello e il cattivo tempo e pongono ostacoli ad ogni più pallida idea di rinnovamento. Il paese va a fondo? E a loro che importa. Sono sistemati per la vita, loro e i loro discendenti per almeno un paio di generazioni, oltre ai parenti hanno provveduto alla sistemazione di una larga messe di cortigiani, veramente il termine sarebbe più crudo. Un esempio lo abbiamo avuto con il tradimento messo in atto ai danni del professor Prodi, secondo Lei chi era il direttore d’orchestra? Se non l’eterno padrone ombra del PD? Sì, proprio lui, mister simpatia…per gli amici “sarcastico”.
      Ma chi ci siamo presi a bordo? I transfughi del PDL, l’Alfanano che sentendo odor di bruciato ha abbandonato la nave per saltare sulla nostra barca o, qualche altro appartenente a CL, buono anche lui. Da parte nostra per il rinnovamento vantiamo l’ingresso del giovin signore, tale Matteo, quello del non dire ma fare, fare vuol dire costruire, costruire per destrutturare, destrutturare per ricostruire, ricostruire vuol dire amare, amare vuol dire (e meno male che c’e l’ha risparmiato) scop@re, scop@re vuol dire procreare, procreare per fare e si torna punto e a capo, così, all’infinito. Il pregio del discorso è che può essere pronunciato indifferentemente dall’inizio alla fine e dalla fine all’inizio, nessuno potrà mai cogliere la differenza e, soprattutto intenderne il valore. Valore? Dovrebbe spiegare costui, ma in modo più esauriente, quell’impulso certamente irrefrenabile che lo portò, appena eletto in un piccolo centro della Brianza (non nè indico il nome nel rispetto della privacy), per il bacio della pantofola. Fortunatamente non ritenne di trattenersi a cena, forse non immaginava cosa si perdeva…Questo rappresenta il nuovo, del vecchio ne ho accennato sopra, almeno in parte. Vogliamo ancora nutrire qualche speranza? Faccia Lei…Io e tanti altri come me, abbiamo perso ogni speranza con gente simile si può solo affondare.
      Non me ne abbia.
      Cordialmente.
      Gerry.

      1. Carissimo Gerry
        sai bene che apprezzo moltissimo i tuoi commenti ed i tuoi suggerimenti.
        E’ proprio per le cose che hai detto che ho scelto di votare Civati. Non ci riuscirà a vincere perché l’apparato è piazzato diversamente, ma almeno ha il coraggio di provare a cambiare le cose, mettendoci tutto l’ardore che può avere un giovane nato col Pd e che non ha alle spalle generazioni di vecchi partiti da proteggere.

        Per me non va bene Renzi, troppo spostato a destra e che, ora, dice qualcosa di sinsitra per convenienza, ma è un democristiano di quelli che sono nati alla scuola di De Mita e non mi piace.

        Per me non va bene neppure Cuperlo, che per quanto abbia parole davvero belle e di sinistra, si porta dietro tutto, ma proprio tutto l’apparato del partito e finirà con l’obbedire solo a chi anche ora detta legge. Mi riferisco a D’Alema e alla sua corrente pericolosa di cui fanno parte i 101 che hanno affossato Prodi.

        Mi resta Civati, giovane, nuovo, che può tentare di conquistare la segreteria, ed anche se non ci riuscirà è bene che abbia dalla sua parte molti voti, soprattutto di giovani. Si deve cambiare rotta ed eliminare tutte le zavorre che vivono solo di passato e che si riconoscono solo o come ex democristiani o come ex Ds.
        Non hanno ancora capito che il progetto ulivista era una cosa diversa dai vecchi partiti e non hanno capito cosa sia il Pd.
        Grazie Gerry, di vero cuore ed un abbraccio.

    2. Marco Buseghin
      Mi sono alzato presto per tenere aperto il Circolo, pensavo non venisse nessuno. Ma è venuto Alessandro.

      Insegnante, 80 anni, 30 con la tessera, da 5 senza.

      Me lo ha detto lui: “vengo per Civati, ci voglio riprovare”.

  3. Cara Spera,
    se ricordi la mia l’immagine iniziale del Condominio sul blog di Zac ti sarà evidente la mia scelta dell’ 8 dicembre quando farò la coda in mezzo agli illusi che un Renzi possa ricostruire la sinistra.
    Speriamo nell’apporto dei giovani pensanti.

    Ti auguro la buonanotte.robi

    1. La ricordo bene quell’immagine e la sono andata a ripescare per conservarla gelosamente.
      Vedremo quello che uscirà l’8 di dicembre. Sarò al seggio, anche questa volta,
      E’ un po’ una faticata, ma spero che ci sia sempre tanta gente.
      E’ strano vedere la pazienza con cui la gente fa la coda per votare, non ci si crederebbe, ma tutti hanno voglia di partecipare.
      E mi piange il cuore quando tante speranze, vanno deluse.
      Tanto per cominciare segretario del mio circolo è stato eletto un giovanotto, simpatico e piuttosto prestante di 28 anni. Beh! cominciame bene, speriamo di finire meglio ancora.
      Un abbraccio, ciao.

  4. brava Spera! Civati è l’unica scelta possibile.. Se fossi iscritto al PD il mio voto andrebbe senz’altro a lui.
    Un abbraccio!

    1. Sto seguendo una serie di inziative a favore di Civati, iniziative tutte portate avanti dai giovani. Io spero che davvero le cose cambino, come dice Civati. Di figuracce in figuracce non si campa in eterno, prima o poi la gente si stufa o si è già stufata.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

  5. Ricordo con nostalgia la nascita nel 95 di quel ramoscello d’ulivo, poi nel 96 vincemmo le elezioni ero ancora più felice al seggio ( ero scrutatrice ) . Poi da li è iniziata una continua battaglia che con amarezza ha quasi sempre visto il nano vincere, con metodi a dir poco vigliacchi.
    Adesso ci ritroviamo un Renzi che ( BOCIA ) vuol dire che urla parla e, come dice Gerry non dice niente. Cuperlo non ha grinta, l’unico sarebbe Civati ma le sue possibilità di vincere sono molto fievoli, comunque ci proverò.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.

    1. Partecipare è sempre positivo. Dare la mano a chi condivide le tue stesse idee, rassicura più di un sermone di filosofia politica.
      Tuttavia vedo che la tv, i giornali, i vari talk show stanno facendo una propaganda molto insistente per Renzi. Forse tutti questi vogliono che la DC rinasca?
      Secondo me temono che il Pd diventi veramente un partito di sinistra e allora si dà già per vinto, chi di sinistra, mi pare abbia poco, a cominciare dalle amicizie.
      Ciao carissima, un abbraccio.

  6. Vorrei innanzitutto fornire una precisazione, cara Lidia, io non ho mai detto che Renzi quando parla non dice niente, noooo, il mio pensiero, chiarisco, è: che quando parla spara unicamente ca@@ate a ruota libera. Gli riconosco un solo innegabile merito, di aver introdotto nel caravanserraglio della politica Fonzie, una figura che mancava anche se in verità non se né sentiva la necessità. Debbo notare con piacere, Ti prego non inorgoglirti, cara Spera che condividi la mia opinione sul padrone del PD, peccato che siamo in pochi, se aumentassimo, forse potremmo finalmente liberarci di questa specie di padre padrone. Spesso mi chiedo come uno che ha fallito alla Normale, possiede il sarcasmo di un polipo diabetico in crisi ipoglicemica, si è fatto impallinare alla bicamerale, anche se, occorre riconoscerlo, dal più grande statista che sia mai esistito, non abbia sentito il bisogno o la necessità, fate Voi, di ritirarsi dall’agone politico dopo un fiasco del genere. Possedeva costui all’epoca una barca da sogno, anche se in comproprietà, calzava e credo calzi ancora scarpe da cinquecento euro (all’epoca un milione), non abbia sentito la necessità di imbarcarsi, magari senza cadere dal tender, toccare terra dall’altra parte del mondo e poggiare il piedino ben calzato su altri suoli e ivi permanere cucinando risotti. Con nostro grande sollievo. No, massimo, non lui, della sfiga è rimasto per tessere, sempre nell’ombra, i suoi intrighi, last but not least, la pugnalata al professor Prodi, ordendo la congiura dei centoundici. Come afferma Spera, Civati non riuscirà a vincere perché il Soviet è piazzato diversamente ma almeno ci prova, speriamo, altrimenti come diceva il mai abbastanza compianto Troisi, non ci resta che piangere. Certo che tra quelli della scuola delle Frattocchie i credenti del pensiero unico e quelli di scuola Ciriachese, altra nota scuola di pensiero, siamo piazzati proprio bene. Eliminare tutte le zavorre, facile inchiavardate allo scranno come sono. Ma abbiamo almeno il dovere di tentare, lo dobbiamo ai nostri giovani con esclusione di pariolini e olgettine varie che quelli, sono sistemati per generazioni dai vari papy in circolazione.
    Nel frattempo sorbettiamoci gli ameni sproloqui dei vari politici, che senza pudore affermano che all’orizzonte c’è la ripresa, oddio per il momento l’hanno spostata al duemilaquindici, praticamente dietro l’angolo. Ma forse si riferiscono ai loro affari personali. Quando affermano che si scorge la luce in fondo al tunnel io ci credo, ma è solo l’imbocco di un altro tunnel. Se è questa la ripresa, buonanotte. Tra il governo Monti e la reggenza del nipote del gran visir berlusconiano, quest’ultimo chiamarlo governo mi pare eccessivo. Un eterno traccheggiare sotteso alla permanenza in vita. Si qualcosa hanno fatto: la spending rewiu, la destrutturazione dell’art. diciotto, l’istituzione di figure di cui sentivamo fortemente la necessità “gli esodati”, la pensione a sessantasette anni. Ma quelli che hanno contribuito allo sfascio attuale, si rendono conto di cosa significhi tutto questo?
    Il rimaneggiamento dell’art. diciotto, sai il miglioramento del clima nelle fabbriche, anche se c’è qualcuno che ci ha pensato per conto suo, fulgido esempio il manager abbruzzocanadosvizzero con il maglioncino che guadagna più dei suoi dipendenti messi insieme in Italia e paga le tasse in Svizzera, pare su suggerimento del buon Razzi. Vivere per lunghi anni senza alcun reddito da un giorno all’altro e infine, hanno la più pallida ida di cosa significhi lavorare in uno stabilimento siderurgico? Magari all’altoforno o in cokeria? Che cosa significhi versare allo Stato, il sessantasei % del proprio guadagno? Per di più in un paese dove se anche non ti saldano le fatture, devi ugualmente e comunque versare il dovuto? Ma lorsignori cosa ne sanno di queste problematiche, loro hanno l’auto blu con sirena, ma dove ca@@o devono andare in sirena tanti di loro. Emolumenti da nababbi e se non bastasse benefits aggiuntivi e, questi dovrebbero pensare ai Paese? E’ possibile vedere in Televisione la produzione cartacea di milioni di fogli, il solo testo dell’ultima legge è alto circa quarantasette cm. In quanti lo compulseranno per intero? Una diecina di addetti ai lavori. Mentre scrivo ascolto il Celeste che discetta di tagli agli emolumenti, proprio Lui, non c’è proprio più religione. Ma se si tagliassero gli emolumenti come adesso predica, mi chiedo come si pagherebbero costoro le vacanze da nababbo? Qualcuno dice che comunque il sistema per andarci lo stesso lo troverebbero e, ci credo…

    1. La mia speranza carissimo Gerry risiede in queste persone:

      “Io ci sono e ci voglio essere.

      “Voglio fare la mia parte, dare qualcosa a questo Paese nella speranza che presto o tardi io possa anche ricevere. Voglio impegnarmi, voglio sapere, voglio dire la mia, voglio studiare, voglio sognare”.

      Con questo entusiasmo un anno fa è iniziato il mio percorso di impegno sociale.
      Avevo 16 anni.

      Oggi ne ho 17. Sappiate che un anno per la mia generazione può essere incredibilmente lungo, o al contrario incredibilmente vuoto. Dipende quanto ti scivola addosso il mondo.

      A me non è scivolato.

      Nella mia città ho conosciuto persone impegnate sul tema dell’antimafia, in tempi non sospetti, prima che qualcuno sfacciatamente affermasse che Gaeta “è provincia di Casale”, prima che fosse desecretato il documento sui rifiuti tossici. Sì, sto parlando di Schiavone. Quel pentito che stiamo trasformando in eroe. Lo stesso che ha affermato che erano “suoi” 106 sindaci, che senza vergogna sedevano a tavola con la camorra spartendosi pranzi e cene.

      Un anno speso a sensibilizzare (e sensibilizzarmi!), a cercare di creare nella mia città una coscienza collettiva, a combattere, nel mio piccolo, questo cancro della società che è la camorra, dopo la vicenda Schiavone chiunque si sentirebbe demoralizzato. E inveve NO! Non bisogna mollare!

      La vicinanza della città in cui vivo con quella che ormai tutti chiamano Terra dei Fuochi, non fa che alimentare in me il desiderio di voler fare qualcosa, voglio tornare a chiamarla Terra di Lavoro!

      La camorra non è più una visione lontana, è nelle nostre città, nelle nostre amministrazioni. Alla mia età si può davvero restare indifferenti a tutto ciò?

      Di fronte a una situazione così rovinosa, a un sentimento collettivo cavalcante di sfiducia verso le Istituzioni, di rabbia verso la politica, di voglia di andar via da questo Paese, come posso continuare il mio impegno nel mondo del sociale o a gridare contro la camorra come una voce fuori campo, quando alla fine non può esserci cambiamento se è la politica a non funzionare?

      Io voglio scenderci in questo campo, voglio sporcarmi le mani, metterci la faccia.

      La mia è una generazione che non può più permettersi il lusso di delegare.

      E allora dico, IO CI SONO. VOGLIO ESSERCI. Non è più tempo di essere spettatori passivi, è il tempo in cui ognuno di noi prende coraggio, è tempo di passare dal “si è sempre fatto così” al “lo faccio perché è giusto”.

      Voglio lottare per cose giuste, per persone pulite, per idee fresche, per diritti fondamentali, per un mondo diverso che non dimentica i più deboli.

      Voglio poter dire che se due persone dello stesso sesso si amano è giusto che possano anche sposarsi e voglio un politico che abbia il coraggio di chiamarlo matrimonio.

      Voglio poter vivere in una città a rifiuti zero, recupero al 100% e basta inceneritori. Voglio edifici pubblici autosufficienti, anzi, che producono energia pulita! Voglio una città con le scuole che non crollano, voglio una città che dice basta al consumo di suolo, basta ai condoni edilizi. Viva il recupero e la riqualificazione del patrimonio costruito e delle aree dismesse!

      Voglio una politica estera che promuova la PACE e non che acquisti cacciabombardieri.

      Voglio che la volontà referendaria di 27 milioni di italiani sul tema dell’acqua pubblica venga rispettata.

      Che si dica caldamente UGUAGLIANZA e non gelidamente equità. I diritti prima di tutto, rispetto per le scelte, testamento biologico, trattamento di fine vita, rispetto per le donne e piena attuazione della legge 194.

      Voglio un Paese a CORRUZIONE ZERO, che non mangi il mio futuro.
      E investire quei 60 miliardi su scuola, università, ricerca e innovazione.

      Voglio un Paese dove noi giovani non cresciamo nell’ossessione (o rassegnazione) di non vedere mai uno stipendio, figurarsi una pensione, voglio un Paese dove il conflitto generazionale sia vinto dallo spirito di solidarietà.

      Voglio andare a scuola senza dover scioperare per il caro libri e l’edilizia scolastica, o per riforme che penalizzano la scuola pubblica. Sogno di scendere in piazza la domenica per dire che la scuola è bella!

      E sarà difficile ma, proverò a spiegare tutto questo ai miei compagni, che come me non hanno mai votato ma sono già cittadini delusi|”.

      (Roberta Pierro)

      1. Cara Roberta,
        non posso che augurarTi che tutto quello che desideri e che hai espresso così bene, possa presto (?) avverarsi. Anche se ormai il connubio politica malaffare è profondamente radicato. Ma Tu e gli altri giovani come Te, dovete mettercela tutta, dovete crederci, anche se gli ostacoli che si frappongono a un cambiamento, quello vero, sono giganteschi. Ormai con lo sciagurato connubio DS PdL cui ci hanno condotto gli attuali governanti, unione che pare cementarsi ogni giorno di più, mentre gli italiani onesti si augurano che si disgreghi, ci tocca ascoltare dichiarazioni farneticanti sull’approssimarsi della ripresa, ripresa che avverte solo il nipote del gran visir avversario, l’incubo dello psiconanocalafato sempre sulla scena è uno spauracchio non da poco. Se fossimo in un paese civile e non lo siamo, una figura simile si sarebbe già ritirata. In Italia è libero di strepitare e minacciare un giorno si e l’altro pure. E intanto il paese naviga come se avesse in plancia uno Schettino qualsiasi.
        I governanti (si fa per dire) si trastullano e ci tocca vederli sfilare ad ogni ora del giorno in televisione e ascoltare le loro dichiarazioni insulse. Proclamano pomposamente che dobbiamo andare avanti perché non possiamo più andare indietro, che chi tocca il fondo, come noi, può solo risalire, magari nel duemilaquindici, o giù di lì, sai che scoperte. E meno male che sullo schermo almeno ogni tanto compare un Razzi..che ci mette di buonumore.
        Auguri di cuore carissima.
        Gerry

  7. E se fosse tutto calcolato?

    Siccome un Pdl solo non bastava, ora ce ne sono due. Anzi, il Pdl 1 si chiamerà a breve Forza Italia. Mentre il Pdl 2, guidato da Alfano, non ha ancora un nome (forse si chiamerà Quid).

    Siccome non è normale quello che sta succedendo da mesi, mi sono insospettito e mi sono letto tutte le interviste delle colombe, dei falchi e dei falchetti (#diomiperdoni) e mi sono reso conto che è molto probabile che – conoscendoli – sia un gigantesco specchietto per le allodole, i volatili veri protagonisti di tutta questa vicenda. Uno specchietto monstre, della superficie del deserto del Sahara, quanto a dimensioni, capace di abbacinare chi lo fissa da troppo tempo e da troppo vicino.

    Ora, Berlusconi forza. Ma non ha i numeri. Però ha i voti. E i soldi, pure.

    Alfano ha i numeri, la copertura di Letta e di Napolitano e un precedente a suo favore, quando Letta alla Camera parlò di maggioranza politica coesa, che è un bel riconoscimento per Alfano, Formigoni, Giovanardi, i senatori siciliani e Cicchitto. Ma non ha i voti fuori da lì. E i soldi sono comunque un problema.

    Il suo vantaggio è che non ci sono le elezioni: Alfano ne è peraltro terrorizzato e continua a ripetere che se si va a votare vince la sinistra. La sinistra o quello che ne rimane (poco), d’altra parte, lo rassicura: non si va a votare, tranquillo.

    Quindi Berlusconi ha un solo modo per fare quello che vuole: vincere la partita della decadenza, far esplodere tutto e passare alle vie di fatto con le colombe. Ma non ha i numeri. Quindi non succederà.

    Certo, la fiction di Fitto (la fittion?) è necessaria, ma non decisiva. E quindi se Berlusconi non vuole finire male, deve mettersi d’accordo. E lo sta in realtà già facendo, alzando i toni e drammatizzando il confronto.

    E l’accordo è questo: lasciare il Quid al governo e Forza Italia all’opposizione per fare in modo di governare da due punti di vista la situazione. Da sempre sono convinto che Berlusconi sappia tutelare se stesso più dall’opposizione che dal governo, dove combina solo guai e dove fare la vittima è più difficile. Così può continuare a difendersi, sapendo che in uno schema del genere la pressione nei suoi confronti si ammorbidirebbe e che non avrebbe comunque un governo contro di lui.

    Se ci pensate, per Berlusconi non è solo una soluzione possibile, è anche l’unica. Proverà fino in fondo di far saltare il tavolo, ma poi vi si siederà. Minoritario e però potente, capace di spiegare che non è più il suo governo, ma che tutto sommato si può sopravvivere anche così. E che eventualmente si può cambiare linea, rientrando nell’esecutivo o stressandolo fino a far uscire quelli che sono al suo interno. Con la faccia cattiva, insomma, ma di comune accordo.

    Sotto il segno dell’allodola.
    Tweet
    Di civati, 14 novembre 2013

  8. […] precedente post col titolo “Quel ramoscello di Ulivo”, (https://speradisole.wordpress.com/2013/11/12/quel-ramoscello-di-ulivo/), ha scatenato alcune risposte davvero offessive da parte di coloro che, casulamente, hanno letto […]

  9. Ma che bello, che bello , che bello.

    Tanti civatiani qui, una meraviglia!

    Peccato che tu abbia cancellato i commenti dei coglionazzi, avrei risposto volentieri io per te, che sono molto meno diplomatico.

    Baci
    Zac

    1. C’ho pensato, potevo lasciarli, ma avrebbero per così dire “sporcato” il blog.
      Mi piace il rispetto tra le persone e i “coglionazzi” è meglio lasciarli fuori.
      Ti ringrazio per la solidarietà.
      Se dovesse succedere ancora, ti mando i commenti.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

      1. Cara Spera,
        sto ascoltando il discorso della Cancellieri in senato. Sono senza parole, io sono un signor nessuno, ma non posso che rimanere letteralmente scioccato dalle giustificazioni avanzate,senza arrossire, dalla stessa.
        Non avrà magari responsabilità penali, sulla fattispecie non essendo un giurista non mi pronuncio(anche se un parere in merito c’è l’ho) Ma da signor nessuno, dico e ribadisco come la stessa ha sicuramente una responsabilità morale enorme. Non ha avuto dubbi sul suo operato e, ci credo… Ma è tanto difficile comprendere che un ministro della Giustizia non dovrebbe (?) avere frequentazioni con pregiudicati? Ha ancora ribadito che Lei continua i contatti con i Ligresti, bontà Sua, ha ritenuto di dover specificare con Antonino, un pregiudicato forse di serie B? Un personaggio che Travaglio definirebbe un “giglio di purezza”. Ma quello che mi ha angustiato e che mi angustia e la difesa che ne fa Letta e il PD. Forse per definire meglio, ma molto meglio, il mio stato d’animo dovrei dire ” provo profondo ribrezzo”, per quest’azione di repescage della signora ministra. Ma una soddisfazione la provo, ho sempre diffidato di Letta, conoscendone la provenienza politica (DC), ora, veramente e non da adesso, ho la prova che anche un signor nessuno può cogliere nel segno. Mi piace immaginare (?) il signor primo ministro Letta che si reca ad un convegno di Ministri della Giustizia, ma con che faccia si presenta? Correndo il rischio di essere avvicinato da un ministro di una qualsiasi repubblica delle banane, che potrebbe chiedergli dei suggerimenti per salvarsi il cul@ da una qualche imputazione, o no? Siamo giunti proprio al punto di non ritorno sulla moralità. Non ci sono ormai più speranze per noi. Ci ritroviamo ad esser governati da questa gente, non ti dico poi quelli dell’altra sponda (intendo quella politica, mi raccomando, solo quella politica), che approfittano dell’occasione per paragonare il caso della nipote di Ligresti (don Salvatore) con quello della nipote di Mubarack. Una qualche ragione tuttavia l’hanno, sempre di nipoti si tratta e, anche lo squallore che permeava e permea i due casi è identico.
        Ci tocca ascoltare nei talk show persone che, diresti colte, sparare ca@@ate a gogò, senza alcun fondamento giuridico, senza minimamente vergognarsene pur di difendere il padrone del vapore, stavo scrivendo del paese (sbagliavo?). Mah…
        Eduardo diceva – adda passà a nuttat’ – ma non conosceva questi personaggi…
        La nottata degli italiani, quelli onesti, che lavorano e pagano le tasse, ormai sarà eterna.
        Un abbraccio Gerry.

        1. Ho potuto ascoltare solo le frasi e le parole della Cancellieri, che sono passate nei telegiornali. Mi sono sembrate parole anche arroganti, pronunciate con una veemenza che si addice di più ad una arringa in un tribunale, che non ad una seduta parlamentare. Forse questo era un modo per nascondere una debolezza (o una colpevolezza), ma ripeto ho potuto ascoltare solo quello trasmesso dai telegiornali e forse i telecronisti hanno proprio rimarcato quei momenti di rabbia che uscivano dalla sue parole.
          Ho sentito Epifani replicare con due parole: è finita come doveva finire, ma ora serve uno scatto.
          Ma quale scatto. Qui ci vorrebbe un tornado per cambiare.
          Da quando il Pd si è seduto al governo con la destra, e Napolitano ha messo Letta a capo del governo, si sono fatte solo le cose che andavano bene alla destra. E’ servito il monito di Brunetta e compagnia: se il governo non fa questo, cade. E’ servito sì, fino al punto che tutto il Pd non ha fatto altro che fare da servitore compiacente alle voglie destrorse, per amore della cosiddetta “stabilità”.
          Vedi com’è finita con l’Imu, com’è finita la storia di Alfano e della deportazione della signora kazaka, e adesso com’è finita la questione Cancellieri. Avanti di questo passo e Letta (insieme a Napolitano) riusciranno nella impresa di stancare totalmente i sostenitori che stanno alla base di questo partito, così che nelle elezioni prossime, saremo superati tranquillamente non solo dalla destra ma anche dai grillini.
          C’è qualcuno che sta marciando in questo senso e che lavora per seppellire il Pd, stando dentro al Pd. Si è cominciato con la massa dei traditori, i famosi centouno contro Prodi e si continua.
          Credo che avanti così non si possa ancora andare. Ormai siamo stanchi di ingoiare rospi e alla fine il partito si potrà anche lacerare.
          Se questi atteggiamenti e queste decisioni spezzano la schiena a chi, come me, che in questo partito c’ha sempre creduto, non posso neppure immaginare cosa stia succedendo a coloro che nel Pd ci stavano, ma con un piede solo. Se ne vanno definitivamente. Così si uccide un partito.
          Ciao carissimo Gerry, sono molto amareggiata e mi passa tutta la voglia di collaborare.
          Un abbraccio.

  10. […] che avevo scritto un post il 12/11/2013 che richiamava proprio il ramoscello d'Ulivo del 1996 – https://speradisole.wordpress.com/2013/11/12/quel-ramoscello-di-ulivo/ – Comunque è bellissimo vederli e mi fa piacere che siano ricomparsi perchè il clima che ci […]

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