SAPER METTERE UN PUNTO E ANDARE A CAPO…

SAPER METTERE UN PUNTO E ANDARE A CAPO

autunno_12

“Saper mettere un punto e andare a capo è uno dei segreti di ogni storia della vita. Se lo ritardi la rovini, se l’anticipi, la bruci, e se lasci che sia l’altro a mettere il punto al posto tuo vuol dire che tu eri già uscito dalla storia. Gli addii non si annunziano, si compiono, e la loro violenza è inevitabile come quando si muore, la violenza del silenzio che segue. Gli addii camuffati da arrivederci li considero le perfidie peggiori, in realtà tagliano le gambe ad ogni possibile ritorno… Mettere un punto non è abbassare il sipario e nemmeno cambiare copione, è semplicemente interrompere la recita e uscire di scena, non finire la battuta, osare, interromperla con un punto assurdo, scontentare il pubblico, l’impresario, perfino te stesso! Perchè recitare il tuo ruolo ti piaceva… e come se ti piaceva! Ma vivere tutto “come se” è un danno, lo conosco e me lo sono procurato cento volte. Ci sono coppie immobili che per paura dell’abbandono sono avvinghiate con il filo spinato del “come se”, come se si amassero ancora…”
Jack Folla

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8 Risposte

  1. Spero proprio che non si metta il punto per poi andare, o tornare, AL capo, perché vorrebbe dire che: “…eri già uscito dalla storia”.
    Ciao.

    1. Come dice Jack Folla. Il tentennamento di berluska mi è apparso proprio come se, già uscito dalla storia, abbia lasciato ad Alfano il compito di mettere la parola fine alla sua storia.
      Chissà se sarà così. Comunque anche la sua parabola è alla fine.
      Se fossi stato in lui me ne sarei andato ai caraibi e buonanotte suonatori. Ma tant’è ce lo dobbiamo sorbire ancora per un po’, ma senza storia.
      Ciao carissimo, un abbraccio

  2. Metterà quel punto, ma sarà un arrivederci, non è il tipo che da gli addii.
    E’ troppo tronfio per uscire dalla scena in silenzio.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.

    1. Sarà un arrivederci ma senza ritorno. E da come si mettono le cose, un addio davvero senza rimpianti per nessuno, se non per le devote fedelissime e scaltre donnette che fingono di adorarlo, in nome della grana.
      Ciao carissima, un abbraccio

  3. Ullala’!!!!!!
    Correva l’anno non mi ricordo piu’ quale, e ogni giorno, ovunque mi trovassi, fermavo l’auto, spesso in un campo, accendevo raistereodue, erano sempre le 14.

    E dagli altoparlanti cominciava a uscire la voce del caro vecchio Jack.
    Mi fece piangere, gli telefonai decine di volte, il giorno che evase da Alcatraz ero disperato, non avrei piu’ sentito Diego Cugia (forse il piu’ bravo sceneggiatore in Italia) trasmettere da quell’ipotetica prigione.

    Poi passo’ un po’ di tempo e Diego ripropose la versione di Jack solitario su una piattaforma petrolifera al largo di Gibilterra, ma nulla a che vedere con il primo, indimenticabile, Jack Folla

    Grazie infinite, Spera

    Baci
    Zac

    1. La sua cella di detenzione 2 metri per 3 è rimasta famosa, come la frase: “Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo. Ma due uomini che guardano il muro è il principio di un’evasione”.
      Ho trovato questo pezzo scartabellando sul web e me lo sono conservato. Mi è sembrato idoneo al momento attuale. “Se lasci che sia un altro a mettere il punto, vuol dire che sei già uscito dalla storia”. E’ così credo per Berlusconi, se lascia che sia Alfano a metter il punto fine sulla sua storia, vuol dire che lui da tempo non c’è più.
      Dei giorni nostri è bellissimo questo passaggio:
      “È sabato 28 Settembre 2013, ma qui in Italia potrebbe essere un lunedì di luglio di otto anni fa o un giorno di dicembre del 2002. La politica, ormai, un cimitero delle bambole. Gente incapace di amare ha fermato il tempo, seppellito la verità, sbarrato il passo alla storia. Non sanno fare un passo avanti perché il futuro li spazzerebbe via, né un passo indietro perché neppure le loro madri li ricorderebbero. Pezzi di burattini gonfi di vanità si animano solo per ciò che li riguarda. I loro cuori sono chiusi in cassaforte. Le bocche parlano ma non udiamo più nulla. È il tempo degli ingiusti”.
      Impareggiabile.
      Non manco mai di fare un giro sul suo sito http://www.diegocugia.com
      L’ultimo suo scritto che ho letto: Un papa russo, è bellissimo. Trasmette le sue sensazioni ed i suoi sentimenti così bene che è sempre lui, il folle Jack.
      Ciao carissimo, un abbraccio

  4. come per l’esame della patente, anche nella vita si devono affrontare due prove: la teoria e la pratica. Molti rinunciano a guidare.
    Abbraccio. robi

    1. Già, molti dei nostri rappresentanti politici attuali sembrano vivere solo di “teoria”. La pratica viene continuamente rimandata per paura di mettersi veramente al volante.
      Un abbraccio.

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