LA NUOVA FORZA ITALIA

LA NUOVA FORZA ITALIA

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12 Risposte

  1. Lui non ci sarà. Lo hanno cacciato fuori ma ha detto che continuerà a fare politica dall’esterno.
    Come quel tizio che hanno cacciato dentro (al 41bis) ma che continua i suoi affari dall’interno. (Quando si dice la similitudine).
    Ciao.

    1. E già gli affari sono affari e il capo è sempre il capo. Tuttavia mi illudo, forse, che la sua ingerenza, per quanto ora appaia piuttosto fetente, si indebolisca pian piano. La vita politica gli risulterà un po’ più difficile e governare un branco di fedelissimi per quanto tali, gli riuscirà difficile, solo con i pizzini, dovrà sborsare parecchio.
      Sarà sempre con loro, ha detto, ma mi è parso un patetico addio.
      Ciao, un abbraccio.

  2. La vedo sempre più ardua la possibilità di liberarci dal grande frodatore, ( ma sempre piccolo di statura) e fatico anche a vedere un’alternativa che possa scofiggere politicamente gli slinguazzanti missionari del frodatore fiscale,( qualcuno diceva che non servono tanti missionari, ma ne basterebbe uno solo dimissionario) scarseggiano gli statisti, ma abbondano le figure che vengono bene in televisione anche dalle mie parti

    1. Ho guardato bene il videomessaggio, e quello che ha detto è la confessione di un enorme fallimento. Se dopo venti anni di suo governo (a parte i 5 del centrosinistra) siamo ancora agli insulti alla magistratura e allo spauracchio della sinistra, significa che la sua discesa in campo, tanto strombazzata non ha prodotto nulla. Ha portato il paese al punto del disastro sociale. L’ha incattivito e basta. Questa è una politica fallimentare e c’è poco da scherzare. Lui lo sa. Ora tenta di far traballare il governo, ma ha tutta la convenienza che rimanga.
      Stranamente Letta, da questo videomessaggio patetico, ha più forza. Quando Letta ha detto che combatterà, e che in fronte non ha scritto “Gio Condor”, ha dato una stretta al sedere di Berlusconi.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

  3. Brava Speradisole, la tua immagine “senza parole” mi ha placato dopo questa due giorni di rabbia incontenibile.
    Passerò a leggerti con vero piacere ed interesse.
    Un caro saluto. robi del condominio

    1. Ciao Robi, tu mi insegni che un’immagine spesso rende l’idea meglio di mille parole. La nuova forza Italia è così, semplicemente vecchia a cui si tenta di mettere un belletto, rendendola ridicola.
      Però le ha comprato una casa nuova. Ci sono tanti uffici, ci sarà tanta gente da pagare, ma a chi ha tanti soldi non importerà molto.
      Tempo fa, quando la Lega andava alla grande e superava addirittura le due cifre nel consenso popolare, pubblicai un post in cui dissi chiaramente che la Lega era un partito fallimentare. Ora lo dico per la nuova Forza Italia. Non ci sono idee nuove, solo la magistratura politicizzata e la sinistra sono i suoi bersagli. Ma il Paese dov’è nel pensiero di questa forza politica?
      Grazie Robi, un abbraccio e arrivederci, magari, nel condominio

      P.S. Se ti interessa: https://speradisole.wordpress.com/2010/11/13/la-lega-storia-di-un-fallimento/

      1. Cara Spera (dopo il tuo abbraccio, mi sono portato avanti con la confidenza…),
        la tua risposta mi ha fatto molto piacere e ti ringrazio; sono andato a leggere il post che mi hai segnalato e sono rimasto affascinato dalla tua facilità di esposizione sia per conoscenza dei fatti che critica. Leggerò con piacere e con molto interesse i tuoi arretrati.

        Abbraccio ricambiato. A presto. robi

  4. Bentornata, la vendemmia ti ha ritemprata e la tua fantasia che non ha limiti, ha partorito una bellissima somiglianza con l’incartapecorito. Ma purtroppo rimarrà tutto invariato se la sx continua a darsi i calci nei stinchi come sta facendo.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.

    1. Un po’ di lavoro mauale sgombra la mente. E’ una cura a cui sottoporrei alcuni ciarlatani che la mettono giù spessa, come si dice da noi, senza sapere di che cosa parlano.
      L’incartapecorito? Ma l’hai visto, come si è ridotto? Tutti questi anni di politica gli avranno ingrossato il portafoglio, ma lo hanno imbruttito e di molto. Un viso tirato ed imbellettato che fa il pendente con la donna della nuova Forza Italia.

      Ciao carissima, un abbraccio

  5. da L’Unità

    EDITORIALE di Claudio Sardo

    Vuole la condanna dell’Italia

    19 settembre 2013 X chiudi Facebook Delicious Ok-notizie Digg Google Viadeo Stumbleupon Yahoo Blinklist Badzu Splinder Livejournal Twitter Linkedin Myspace X chiudi Destinatario Commento Il tuo nome La tua email Il confronto tra il video della discesa in campo del ’94 e quello di ieri del rilancio postumo di Forza Italia è impietoso per Berlusconi. Non parlarne è persino un atto di cortesia. Ciò che invece non può essere taciuto – perché è inaccettabile e perché in gioco ci sono gli interessi del Paese, anzi dei cittadini più deboli di questo Paese – è lo scarto enorme, il disprezzo che separa la ribellione istituzionale di un leader definitivamente condannato, ormai interdetto dalle funzioni pubbliche, rispetto alle responsabilità nazionali che comunque comporta una leadership, benché decadente. Chiedeva agibilità politica, ora risponde con un «muoia Sansone con tutti i filistei». Si gloriava della fiducia generosamente concessa al governo Letta, ora passa alla politica del logoramento e del sabotaggio. Pretendeva clemenza, in virtù di una legittimazione popolare che non poteva non trovare proiezione nelle istituzioni, ora dichiara guerra a quelle stesse istituzioni, a cominciare dall’odiata magistratura.

    Dal 2011, quando il suo governo è miseramente fallito spingendo l’Italia sull’orlo del baratro finanziario, ha rinunciato a ogni progetto per il Paese, e persino alla sua finzione propagandistica. Ha cercato solo il potere, solo una quota di potere condizionante. Adesso l’intera società – così provata da questa crisi, che da noi è più dura che altrove anche a causa dei governi Berlusconi – è scomparsa dal suo orizzonte. Il Cavaliere cerca in modo scomposto di resistere al principio di legalità, di contrapporre il consenso residuo allo Stato di diritto, di conservare la leadership mediatica a dispetto dell’interesse nazionale.

    Non ci ha mai convinto l’idea che le larghe intese fossero per Berlusconi una necessità. Sono state per lui un posizionamento provvisorio, favorito dagli errori del Pd e dal cinismo di Grillo. E il video di ieri mostra chiaramente l’opzione elettorale di Berlusconi, fondata sul marketing di Forza Italia. Non è detto che riesca a far precipitare davvero la legislatura, interrompendo il faticoso cammino del governo Letta e ciò che stava cominciando a costruire in Europa. Ma certo, ieri, le prospettive dell’esecutivo sembravano di molto accorciate.

    E non perché la giunta del Senato ha votato come non poteva non votare, dichiarando la decadenza del senatore Berlusconi in virtù di una condanna definitiva e di una buona legge (Severino) dello Stato. I mala tempora del governo sono invece iscritti in quel video, nei suoi inaccettabili insulti ai giudici, nell’invito a contestare le sentenze, e dunque il diritto, nel disimpegno, anzi nel disinteresse, verso le cose concrete che oggi preoccupano le famiglie, le imprese, i cittadini che vedono ridursi opportunità e diritti.

    In chiave elettorale a Berlusconi interessa solo il no alle tasse. Ma è proprio il giorno in cui l’imbroglio del Pdl sul tema risulta spudorato. L’aumento dell’Iva sembra inevitabile (ma bisogna battarsi ancora perché non sia così) proprio a causa dell’assurdo diktat sull’Imu imposto dalla destra. Bastava far pagare un miliardo di Imu al 10% più ricco tra i proprietari di immobili per finanziare almeno il rinvio dell’Iva al 2014. Berlusconi però ha detto no, dice no, dirà no. Lo strappo dovrebbe essere compensato al più presto con altre misure redistributive, quantomeno con altri interventi che aiutino la domanda interna e il lavoro. Se ci fosse buon senso e buona fede, si potrebbero realizzare. Confindustria e sindacati hanno indicato insieme alcune priorità. Tuttavia il Pdl gioca contro. E non per una ragione ideologica, o per una dottrina economica che ha smarrito da tempo, ma per una ragione elettorale. Berlusconi ha ordinato di riprendere le sgualcite bandiere di Forza Italia e di azzoppare il governo.

    Eppure l’aumento dell’Iva e l’istituzione dell’Imu sono le amare eredità dei governi Berlusconi. Quando la credibilità del suo esecutivo scese sotto lo zero, Berlusconi e Tremonti firmarono un patto leonino ai danni dell’Italia. Nessun Paese europeo – neppure quelli di fatto commissariati – ha accettato un piano di rientro dal debito con tagli annuali così pesanti, ben oltre ogni soglia di sostenibilità. Berlusconi ha venduto un pezzo d’Italia per compensare il suo deficit politico. E poi è crollato lo stesso, lasciandoci il debito da pagare.

    Che ora faccia il vendicatore delle tasse è osceno. Il senso di un governo di necessità sta in alcuni, oggettivi contenuti di cambiamento. Il rispetto della legge uguale per tutti, come non è avvenuto negli anni delle norme ad personam. Il cambio delle politiche economiche, in favore di una maggiore competitività e di una minore diseguaglianza sociale. Il rinnovamento del sistema politico (istituzionale, elettorale, dei partiti). Se il governo Letta dovesse arrivare – come sarebbe giusto per l’Italia – alla fine del 2014, inevitabilmente, a competere sarebbero un nuovo centrosinistra e un nuovo centrodestra. È questo che Berlusconi vuole impedire. Non è la decadenza da senatore o l’interdizione che vuole fermare, perché sa bene che non è possibile. Vuole fermare il ricambio nel suo campo. Anche per questo l’assalto alle istituzioni va respinto. Se vorrà far cadere Letta, deve essere chiaro a tutti che è sua, soltanto sua, la colpa davanti agli italiani che hanno bisogno di una continuità di governo perché la crisi non dà tregua. Un vuoto oggi può costare carissimo (anche in termini di servizio del debito) e pregiudicare le basi stesse di un cambiamento positivo domani. Altro che Forza Italia. Questa sarebbe la condanna dell’Italia.

  6. Da quasi venti anni mi aspetto che questo devastatore della Nazione venga isolato senza possibilità di ritorno. Mi sono illuso con riserva nel 2011 quando è stato cacciato per evitare il disastro economico ormai alle porte, dopo tutte le sue rassicurazioni sul Paese solido. Ho pensato e tifato per una condanna esemplare che ci ripagasse di tutte le prescrizioni ottenute tramite le sue leggi ad personam. Tutto invano e con rabbia devo constatare che questo morto morale continuerà a condizionarci la ripresa (già difficile anche senza i suoi sporchi giochetti). A volte mi auguro che il Paese si sfasci definitivamente a causa della sua vendetta personale contro chi ha osato condannarlo, ma dubito che i suoi elettori complici del disastro capirebbero la lezione. Se penso che siamo stati e continueremo ad essere prigionieri di un delinquente, forse quando ci ha chiamati coglioni non aveva tutti i torti.

    Mi sono sfogato un pò. Ti auguro una buonanotte ed una buona domenica. robi

    1. Il gioioso disseppellimento della fu Forza Italia sembra che abbia mandato in sollucchero i maggiordomi di Berlusconi. Sorrisi a 32 denti, case nuove, vecchi e grinzi volti che paiono di sasso. Tutto cancellato, il delinquente è un santo, che dall’alto benedice la solita folla resa isterica dal fatto che lui è o dice di essere sempre con loro.

      Eppure. Eppure. Eppure.

      L’aumento dell’Iva e l’istituzione dell’Imu sono le amare eredità dei governi Berlusconi. Eredità che ora usa a pretesto per sobbillare la gente e torturare il governo, fingendo di volerle abolire. Sì fingendo perchè la sua è solo ipocrisia. Come un gatto che ha fatto la cacca e la nasconde sotto la sabbia. La puzza si sente e se si scava la si trova.

      “Quando la credibilità del suo esecutivo scese sotto lo zero, Berlusconi e Tremonti firmarono un patto umiliante ai danni dell’Italia. Nessun Paese europeo – neppure quelli di fatto commissariati – ha accettato un piano di rientro dal debito con tagli annuali così pesanti, ben oltre ogni soglia di sostenibilità. Berlusconi ha venduto un pezzo d’Italia per compensare il suo deficit politico. E poi è crollato lo stesso, lasciandoci il debito da pagare”.
      Questo è il segno di un fallimento politico madornale che ora tentano di nascondere con l’inaugurazione di una salma.
      Dicono che se l’Iva aumenta faranno cadere il governo. Avrei preferito che i ricchi pagassero l’IMU sulla loro villa con piscina, ma sono sicura che se il ministro Saccomanni deciderà che l’Iva debba passare dal 21 al 22% come stabilirono Berlusconi e Tremonti, il governo non cadrà. Berlusconi ha tutta l’intenzione di far permanre lo status quo, sa bene che se il governo cade ed il Presidente della Repubblica ne fa un altro, lui e la sua ciurma sarà esclusa. Non potrà minacciare più nessuno, sarà un altro grillo che da lontano fa cri cri.
      Ciao carissimo, un abbraccio

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