SCIUR PADRUN da li beli braghi bianche

SCIUR PADRUN da li beli braghi bianche

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4 Risposte

  1. Devo dire bellissima musica,ma le parole non riesco a capirle.
    Ciao a presto Lidia.

    1. E’ un canto delle mondine in piemontese.
      Dal dopoguerra e fino alcuni anni fa la “monda” del riso, cioè l’estirpazione delle erbacce che infestavano il riso, veniva fatto a mano dalla mondine. Donne e ragazze che provenivano anche da altre regioni, soprattutto dal ferrarese, che per qualche mese lavoravano nella risaie, in condisioni anche molto brutte. A questo proposito un vecchio film del 1949 “Riso amaro” diretto dal Giuseppe de Santis, con Silvana Mangano, considerato uno dei 100 film da salvare, rende molto bene l’ambiente di queste lavoratrici.
      Il lavoro insieme faceva anche socializzare ed ha dato origine a tutta una serie di canzoni che venivano cantate durante il lavoro. Una di queste canzoni è appunto “Sciur padrun da li beli braghi bianchi” in dialetto piemontese
      Ciao, un abbraccio.

      Canto delle mondine –
      Sciur padrun da li béli braghi bianchi – Signor padrone dalle belle brache bianche
      Canto delle mondine
      Sciur padrun da li béli braghi bianchi,
      fora li palanchi, fora li palanchi,
      sciur padrun da li béli braghi bianchi,
      fora li palanchi ch’anduma a cà.
      A scuza, sciur padrun,
      s’a l’èm fat tribulèr,
      l’era li prèmi vòlti,
      l’era li prèmi volti,
      a scuza, sciur padrun,
      s’a l’èm fat tribulèr,
      l’era li prèmi volti,
      ch’a’n saiévum cuma fèr.
      Sciur padrun da li béli braghi bianchi…
      Al nòstar sciur padrun
      l’è bon cum’è ‘l bon pan,
      da stèr insima a l’èrzan
      a’l diz: « Fè andèr cal man »
      Sciur padrun da li béli braghi bianchi…
      E non va più a mesi
      e nemmeno a settimane,
      la va a poche ore,
      e poi dopo andiamo a cà.
      Sciur padrun da li béli braghi bianchi…
      E quando al treno a s-cefla
      i mundéin a la stassion
      con la cassietta in spala;
      su e giù per i vagon!

      Sciur padrun da li béli braghi bianchi…

      Traduzione in Italiano
      Signor padrone dalle belle brache bianche,
      fuori i soldi, fuori i soldi,
      signor padrone dalle belle brache bianche,
      fuori i soldi chi andiamo a casa.

      Scusi, signor padrone,
      se l’abbiamo fatto penare,
      erano le prime volte,
      erano le prime volte,
      scusi, signor padrone,
      se l’abbiamo fatto penare,
      erano le prime volte,
      e non sapevamo come fare.
      Signor padrone dalle belle brache bianche ….
      Il nostro signor padrone
      è buono come lo è il buon pane,
      stando in cima all’argine
      dice: «Fate andare quelle mani ».
      Signor padrone dalle belle brache bianche…
      E non va più a mesi
      e nemmeno a settimane,
      la va a poche ore
      e poi dopo andiamo a casa.
      Signor padrone dalle belle brache bianche…
      E quando il treno fischia
      le mondine alla stazione
      con la cassetta in spalla
      su e giù per i vagoni.

      Signor padrone dalle belle brache bianche…

  2. RISO AMARO è un film che non dimenticherò mai,non ricordo quante volte l’ho visto e,ogni volta è stato emozionante.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.

    1. Se ci pensiamo la vita di quelle lavoratrici non era certo un lavoro semplice. Tra l’altro stagionale e poco pagato. No so neppure se fossero in regola con i contributi, ma so che era faticoso.
      Io ho vissuto per alcuni anni in Piemonte, proprio a Novara, ho cominciato la professione da precaria in trasferta, conosco bene quelle zone, ora sono belle, ed alcune risarie sono anche state chiuse, ma quando c’ero io le distese d’acqua erano enormi e quando si coprivano di un colore verde chiaro si cominciava a vedere il riso che cresceva, diventavano mari verdi.
      Lavorarci dentro con le gambe sempre in acqua e poche precauzioni era difficile e faticoso perché la schiena era sempre piegata verso il basso e il caldo afoso mescolato all’umidità era insopportabile. Per non parlare delle zanzare e delle biscie.
      Il mio lavoro era tutta un’altra cosa e vedevo queste distese di riso come una cosa bella, ma per chi le lavorava certamente era faticoso.
      Pochi soldi e tanta fatica eppure queste donne erano piene di vita e avevano voglia di cantare, forse per farsi coraggio. Le loro canzoni sono rimaste “canzoni popolari” molto belle. C’è n’è una intitolata “Bella ciao”, ma non è quella della resistenza. Se la trovo te la farò sentire.
      Ciao carissima, un abbraccio

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