GLI ULTIMI

GLI ULTIMI

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Gli ultimi sono gli ultimi.

Se uno di loro muore non verrà ricordato.

Se uno di loro soffre non verrà consolato.

Il non esistere è il loro stato sociale.

Gli ultimi non votano, a loro non viene chiesto un parere,

con loro si può adottare il pugno di ferro.

Loro sono gli ultimi.

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10 Risposte

  1. È un mondo, il nostro, veramente veramente pessimo. @sole
    😦

    1. E’ un mondo pessimo anche perchè chi ha il potere di ridistribuire anche solo un poco del tanto che ha, non lo vuole fare. E così il mondo è ancora più triste.
      Ciao carissima, un abbraccio e buona domenica.

  2. Che gli ultimi diventino primi non è di questo mondo. Sono soli e ultimi e rimarranno tali tra l’indifferenza collettiva.
    Ciao e buona domenica.

    1. Gli ultimi saranno sempre tali, nell’indifferenza dei potenti. Al mondo non valgono niente, se poi valgono nell’aldilà, beh! saranno contenti coloro che ci credono. Ma io preferirei che la giustiza fosse in questo mondo, così comincerei a credere che c’è davvero qualcuno che ama anche gli ultimi, non solo a parole o a promesse.
      Ciao buona domenica e un abbraccio.

  3. Quanta tristezza nelle tue parole, un problema, quello degli” Ultimi”, che sicuramente esiste dalle origini dell’umanità, per tanti si tratta di una scelta di vita libera da qiualsiasi condizionamente esterno e ne pagano il prezzo, ma per la quasi totalità si tratta di espulsione violenta dalla società civile, nella totale indifferenza delle istituzioni e nella mancanza di umanità, dei tanti che si girano dall’altra parte e troppe volte lo faccio pure io.

    1. Ci sono posti in cui si tocca con mano davvero questa situazione. A chi guarda con disprezzo queste persone, di qualsiasi colore sia la loro pelle, vorrei suggerire di entrare ogni tanto in un ospedale, o di far visita ad una mensa pubblica (caritas o comunale che sia) si renderebbe conto di quanto possa essere doloroso per una creatura umana, essere sempre e comunque “l’ultimo” di tutti e di tutto.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

  4. Morire non è niente, ma vivere come loro è spaventoso.
    Mi hai commosso.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.

    1. La nostra vita è talmete frenetica che neppure ci accorgiamo di chi è in queste condizioni. Anzi spesso ci creano disagio e fastidio.
      Ammiriamo altre cose, adoriamo il denaro, ci inchiniamo alla fortuna, ma non i accorgiamo di chi soffre. Eppure sono creature nate per vivere anche loro un po’ di felicità.
      Ciao carissima, un abbraccio.

  5. Il lago è salito al cielo:
    L’immagine dello straripamento.
    Così il nobile largisce ricchezza verso il basso
    Ed è schivo di soffermarsi presso la virtù

    Quando l’acqua nel lago è salita al cielo vi è da temere un nubifragio. Il nobile considera ciò come un avviso e prende a tempo le misure adatte ad impedire un crollo catastrofico. Chi volesse accumulare ricchezza solo per se stesso senza pensare agli altri dovrà certamente assistere al proprio crollo. Giacchè ogni accumulamento è seguito da una dissipazione. Perciò il nobile, già mentre accumula, dissipa. Così pure nella formazione del suo carattere egli sta attento a non irrigidirsi in caparbietà, ma a mantenersi, compiendo costantemente un severo esame di se stesso, accogliente verso le impressioni esteriori.

    Tratto da I KING, un testo che ha origini databili attorno al 2000a.c.

    1. Davvero mariorox, se vuoi, puoi sorprenderci.
      Molto bello, grazie
      Ciao, un abbraccio.

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