COSA SAPPIAMO DEGLI OGM?

COSA SAPPIAMO DEGLI OGM?

2006_11_qualita_ogm-frumento-212x300Ogm, acronimo di organismi geneticamente modificati, basta il nome per suscitare facili entusiasmi o decisa contrarietà.

Agli Ogm sono  un po’ tutti interessati: aziende alimentari, ricerche mediche ed universitarie, agricoltori, settore economico e politico in genere. Per alcuni l’alimentazione geneticamente modificata sarebbe l’antidoto al problema della fame nel mondo, per altri, invece, rappresenterebbe più che altro un rischio per la salute.

Il 90% degli “organismi” importati in Europa termina principalmente nella produzione di mangimi  per animali,  oli e amidi.

In Italia è un provvedimento congiunto dei ministeri dell’Agricoltura, Ambiente e Salute a vietarne la coltivazione, mentre la normativa comunitaria europea da un lato privilegia la tutela dell’ambiente contro queste colture, dall’altro ne permette ai singoli Stati la libera circolazione.

Gli italiani che cosa ne pensano? Un’indagine Ipso per Futuragra sostiene che la popolazione sia poco informata in materia e conclude che il 62% degli intervistati desidera che vengano condotte ricerche anche in Italia, mentre il 52% si dice disponibile all’acquisto di questi prodotti alimentari, ma solo a certe condizioni.

Mentre in svariati modi si promuove la biodiversità e la coltivazione biologica, diventa sempre più urgente un approfondimento sui benefici e sui rischi degli Ogm, ormai utilizzati ovunque, come testimonia l’esito di una ricerca universitaria statunitense, che ha ottenuto un albero geneticamente modificato in grado di illuminarsi da solo e che potrebbe essere messo in commercio già alla fine di quest’anno in Gran Bretagna come albero di Natale. Prezzo consigliato: 200 sterline.

Ma in definitiva che cosa sono questi nuovi organismi? Possono davvero combattere la fame nel mondo? Sono nocivi?

 

CHE COSA SONO GLI OGM?

Gli Ogm sono esseri viventi ai quali sono state apportate modifiche del corredo genetico attraverso sofisticate procedure di laboratorio, note come tecniche del Dna ricombinante.

In pratica, grazie a tali tecniche, è possibile individuare e isolare interi segmenti genetici (o geni) che fanno parte del genoma “naturale” di un certo organismo per trasferire le relative copie all’interno del genoma di un altro organismo. Quando l’operazione di trasferimento genetico va a buon fine si ottiene appunto un organismo geneticamente modificato.

A CHE COSA SERVONO?

mais-ogm-mon-180Fermo restando che le tecniche del Dna ricombinante costituiscono un importante strumento di lavoro nell’abito della ricerca di base, bisogna dire che, soprattutto a partire dagli anni Ottanta, queste tecniche hanno acquisito un’importanza crescente nella ricerca applicata per il loro intenso impiego “bio-ingegneristico” mirato alla progettazione di organismi di interesse commerciale.

Per esempio, negli ultimi vent’anni, esse sono state  impiegate nella produzione di nuove varietà vegetali di interesse  agricolo.

Nella maggior parte dei casi, le piante geneticamente modificate sono colture di interesse commerciale nel cui corredo genetico cono stati inseriti uno o più geni provenienti da altre piante o da organismi microbici e animali.

La motivazione principale che giustifica la produzione di queste piante è la convinzione che esse siano meno facilmente attaccabili dai “pest”, ossia dai parassiti biologici delle coltivazioni agricole, e dunque che in generale garantiscano una maggiore produttività, grazie anche all’impiego  concomitante  di particolari pesticidi (spesso pianta modificata e pesticida vengono venduti dall’industria agro-biotech in un unico “pacchetto”).

Intorno  a tale convinzione, tuttavia, vi sono  molte perplessità, perché diversi studi internazionali di economia agricola mostrano che, dal punto di vista della produttività, non esistono sostanziali differenze tra colture convenzionali e transgeniche.

A oggi le applicazioni meno controverse  dell’ingegneria genetica si sono avute in biomedicina, poiché, proprio grazie al’ingegneria genetica si possono produrre importanti sostanze, come per esempio gli ormoni, per il trattamento di alcune malattie. Gli ormoni prodotti attraverso bio-ingegnerizzazione utilizzano normalmente organismi microbici come batteri e presentano il triplo vantaggio di avere costi bassi, di essere più sicuri di quelli tradizionali (che vengono estratti per esempio dai maiali o da altri animali) e di ridurre drasticamente i rischi ambientali per il fatto che il ciclo riproduttivo avviene in ambiente confinato (laboratorio).

SONO PERICOLOSI PER LA SALUTE?

mais-ogm_mainstory1Sulla salubrità di questi alimenti Ogm che sono normalmente  organismi vegetali, vi è da tempo un’accesa discussione, francamente non sempre interessante ed equilibrata. I produttori di piante transgeniche sostengono che i loro prodotti risultano sicuri ai test di sicurezza, di “safety”, come più correttamente si usa dire nel linguaggio tecnico. Tale rassicurazione però non è del tutto convincente, perché, come viene affermato da un vecchio proverbio popolare: “non bisognerebbe mai chiedere all’oste se il suo vino è buono”.

Su questo punto si va a toccare un’importante criticità del lavoro svolto dalle agenzie regolatorie  (come l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare), ossia quegli organismi di controllo preposti a garantire che i prodotti commercializzati in Italia e negli altri Paesi europei sono sicuri.

La garanzia di sicurezza degli alimenti modificati si basa sui test che le imprese bio-tecnologiche  svolgono in fase pre-marketing, vale a dire prima della loro immissione nel mercato.

In linea generale, non c’è alcun motivo di dubitare che i test realizzati dalle imprese biotech siano di buona fattura, ma, come molti studiosi spesso osservano, il nodo dovrebbe essere spostato su un piano che sia più corretto in senso procedurale: per avere una valutazione obiettiva sulla sua qualità è bene  rivolgersi non “all’oste”, ma a qualcun altro che possibilmente se ne intenda.

I test di sicurezza degli Ogm dovrebbero essere affidati ad altri soggetti competenti, e non alle imprese biotech, oppure, una volta resi disponibili i dati sperimentali di queste imprese, questi dovrebbero essere verificati dagli organismi pubblici preposti a concedere l’autorizzazione  al commercio in fase pre-marketing.

Per prassi, le agenzie europee  si limitano ad approvare questi Ogm facendo soltanto una valutazione “scientifica” della documentazione fornita dalle imprese.

È bene sapere che un produttore che svolge  un test di safety di un suo prodotto alimentare o di un qualsiasi suo prodotto che poi viene autorizzato per il consumo, lavora in una condizione di “conflitto di interessi”. Questo conflitto è una condizione accettata dalla pratica scientifica formale soltanto se esplicitamente dichiarata, e comunque con l’implicito risvolto che può pregiudicare l’integrità del dato scientifico. Tale condizione viene  oggi ritenuta responsabile del famigerato publication bias – una distorsione “involontaria” del dato scientifico che aumenta la probabilità che i risultati di una ricerca non siano affidabili – e delle ben più gravi “frodi scientifiche”, dove il dato viene intenzionalmente manipolato o inventato dal ricercatore.

Quando questo problema arriva a toccare gli studi sugli organismi modificati o sui pesticidi, la questione si fa seria, perché la garanzia di safety si basa sulla parola fornita da un soggetto che ha un interesse privato a dirottare la valutazione a suo vantaggio. Il che non è il sistema di valutazione più obiettivo.

In ogni caso, facendo un bilancio che tenga conto della situazione di fatto, al momento bisognerebbe ammettere con tutta franchezza che sugli effetti sanitari degli Ogm si sa poco. Ma se si riflette sulle difficoltà oggettive che si pongono volendo studiare gli effetti sanitari di prodotti alimentari modificati sorge una domanda spontanea : cui prodest?

Gli Ogm non sono una necessità, e il mondo potrebbe continuare a produrre cibo sano e nutritivo senza dover ricorrere all’ingegneria genetica.

QUALI EFFETTI HANNO SULL’AMBIENTE?

Coloriprofumo-e-tanto-altro-ancora-a28019782Sugli effetti ambientali degli Ogm esistono molte evidenze. Premesso che qualsiasi attività umana realizzata in campo aperto può determinare alterazioni ambientali difficilmente prevedibili e che, quindi tutte le attività  potenzialmente dannose andrebbero valutate caso per caso, alcuni rischi per la biodiversità connessi alle colture transgeniche sono stati definiti in base al seguente schema standard, che appare molto ragionevole:

–          Rischio che i transgeni  delle colture Gm siano trasmessi ad altre piante sessualmente compatibili per via riproduttiva (inquinamento genetico per trasferimento genico verticale).

–          Rischio che i transgeni siano trasferiti ad altre piante attraverso meccanismi di infezione virale (inquinamento genetico per trasferimento genico orizzontale).

–          Sviluppo di resistenze biologiche da parte di parassiti (come insetti o erbacce) normalmente presenti nei campi coltivati, con il risultato che se una coltura è stata geneticamente modificata per produrre una tossina che uccide gli insetti parassiti, con il tempo si formeranno ceppi di insetti parassiti più resistenti di quelli originali e in futuro la loro eliminazione sarà resa ancora più difficile.

–          Distruzione delle faune che vivono nei suoli e a ridosso dei campi coltivati, e che svolgono un ruolo fondamentale sia nell’ecologia degli ambienti  coltivati sia nell’ecologia  degli ambienti  naturali confinanti con i primi. Per rendersi conto si pensi soltanto al rischio di vedere scomparire gli animali impollinatori (come gli insetti) per effetto  di  una coltura ingegnerizzata  o di un pesticida ad essa associato.

Bisogna tuttavia sapere che molte dinamiche dell’ambiente sfuggono alle nostre possibilità di analisi e che il comportamento dei sistemi ambientali non è mai conoscibile  in modo assoluto, talora perché le dinamiche sono intrinsecamente impossibili da ricostruire (limite oggettivo), talora perché mancano di fatto gli strumenti di indagine opportuni per ricostruirle  (limite umano) e assi spesso per entrambi i problemi.

Gli addetti ai lavori dicono che gli Ogm ed altre tecnologie – i cui effetti ambientali potrebbero essere gravissimi nei tempi lunghi ma che allo stato attuale sono ancora poco chiari – obbligano a gestire , soprattutto in senso politico, il problema dell’incertezza scientifica. Ma, a oggi,  questa incertezza delle tecnologie più pericolose non viene affatto gestita, ossia, non viene incorporata nella decisione politica attraverso l’applicazione del principio di presunzione.

SI POSSONO COLTIVARE IN ITALIA?

Anche se in molti Paesi dell’Unione europea le piante geneticamente modificate vengono coltivate, al momento in Italia non è possibile farlo in campo aperto per uso commerciale.

Fanno eccezioni le coltivazioni impiegate per finalità di studio scientifico, per le quali sono previste delle deroghe.

In Italia esiste un’antica controversia in questa materia, dovuta alla cosiddetta “legge sulla coesistenza”, che lascia alle Regioni il compito di regolamentare le coltivazioni transgeniche. Ma nel frattempo, facendo leva sul fatto che la gran parte del territorio italiano non è idoneo alla coesistenza tra coltivazioni Gm e convenzionali, molte Regioni italiane si sono consorziate con Regioni di altri Paesi europei, e si sono dichiarate Ogm-free.

SI POSSONO VENDERE?

riso-ogm-09Sì, questi alimenti possono essere venduti in Italia e in tutti i Paesi europei, a condizione  che i prodotti che li contengono siano opportunamente etichettati per informare i consumatori su ciò che stanno acquistando.

La normativa europea ammette comunque un limite dello 0,9% per la presenza non intenzionale di Ogm all’interno dei prodotti che formalmente vengono commercializzati come “non-Ogm”.

IL MANGIME DEGLI ALLEVAMENTI E’ FORMATO IN MAGGIOR PARTE DI MAIS E SOIA OGM. LA CARNE CHE NE DERIVA E’ PERICOLOSA PER LA SALUTE?

Effettivamente esiste un canale di “consumo indiretto” degli Ogm di cui anche i consumatori più avveduti spesso non sono al corrente. Questo aspetto attiene a tutti i prodotti di origine animale (carni, latticini e uova) che provengono da allevamenti in cui si utilizzano mangimi contenenti Ogm.

Alcuni lavori scientifici hanno mostrato, per esempio, che i transgeni contenuti nella mangimistica Gm degli allevamenti di mammiferi domestici possono essere trasferiti all’uomo attraverso il consumo del loro latte. Sulla presenza nelle carni si sa ancora poco, ma il precedente del latte dovrebbe suonare come un campanello d’allarme.

COME SI RICONOSCONO QUESTI ALIMENTI?

Per quanto riguarda il quadro dei prodotti commercializzati attualmente in Europa, non esiste un criterio per distinguere un prodotto Gm da uno convenzionale. L’unico modo per appurarlo è analitico o strumentale.

PERCHE’ L’ITALIA DOVREBBE CONVERTIRSI AGLI OGM?

L’Italia ha una produzione agricola davvero minima rispetto ai grandi produttori mondiali, come Usa, Cina, India e Argentina. La sua forza quindi non sta nella quantità di quello che produce, ma nella sua qualità.

Quando qualcuno dimostrerà che un pomodoro italiano modificato può essere di qualità migliore e di costo inferiore (in senso economico, ambientale e sociale) rispetto a uno convenzionale, allora si proceda pure con il transgenico.

Nel frattempo, lasciateci mangiare i nostri vecchi ciliegini, possibilmente senza residui di fitofarmaci. Sembra una banalità, ma proviamo a riflettere su miracolo di sapore che nasce da una semplice fetta di pane velata di olio extravergine italiano e due pomodori ciliegini.

NELL’UNIONE EUROPEA QUALI PAESI POSSONO COLTIVARE OGM?

In teoria, data la normativa in vigore, tutti i Paesi dell’Unione europea possono coltivare Ogm, e tra quelli che in questo senso si sono dati maggiormente da fare figurano Romania, Spagna e Francia.

Tuttavia, da qualche tempo, si sta registrando una tendenza inversa, per cui i grandi produttori di questi organismi di Oltreoceano si stanno rassegnando all’idea che in Europa potranno soltanto esportare prodotti da commercializzare, e non da coltivare.

C’E’ UNA POLITICA EUROPEA E IN CHE DIREZIONE VA?

In Europa esistono due politiche sugli Ogm. La prima è quella voluta dalle grandi corporation dell’agrochimica che con le loro lobbies e i loro sostenitori vorrebbero rendere il mercato alimentare europeo completamente aperto a questi prodotti. Poi, ci sono le politiche delle Regioni e le richieste sempre più forti dei cittadini che vanno in senso opposto.

Al momento non si può dire che le Istituzioni europee abbiano trovato un vero punto di equilibrio. L’attitudine più diffusa è quella di assecondare le corporation e mettere in secondo piano gli interessi dei cittadini.

Ma è evidente che il mondo non può funzionare in questo modo, anche perché i sondaggi demoscopici di Eurobarometro evidenziano una “cittadinanza europea” che pretende sempre più trasparenza e coinvolgimento sociale nelle scelte europee di politica agro-alimentare.

GLI OGM POSSONO SCONFIGGERE LA FAME NEL MONDO?

No, gli Ogm non possono sconfiggere la fame nel mondo; questa è mera propaganda, peraltro anche un po’ ridicola. Ciò su cui c’è poco da ridere, invece, è che l’unico modo per risolvere la tragedia indecente della fame è mettere a punto accordi e dispositivi di politica internazionali perché i mercati permettano la giusta distribuzione delle risorse alimentari globali.

Per il momento, infatti, quello che viene prodotto a livello planetario è sufficiente a sfamare l’intera popolazione mondiale.

In previsione, comunque, per poter evitare problemi internazionali o addirittura vere e proprie guerre per le risorse alimentari, bisognerà elaborare accordi globali per l’acqua, il suolo, gli allevamenti animali, le risorse energetiche e la biodiversità.

Del resto, se i consumi e gli sperperi di queste risorse continueranno ad essere quelli di oggi, presto non solo le nazioni povere ma anche quelle ricche potrebbero avere problemi di approvvigionamento alimentare.

CHI DETIENE IL MONOPOLIO DEI SEMI TRANSGENICI?

Monsanto1I semi dovrebbero essere degli agricoltori e dei contadini, com’era nel passato.

Questi semi Ogm sono di proprietà di coloro che li hanno brevettati, ossia, il più delle volte, le corporation dell’agrochimica e sementiere, che dalla vendita dei semi ai contadini ottengono generose royalties per effetto del brevetto.

Il dato si commenta da solo, considerando anche che i prodotti molto coltivati come i cereali (grano, orzo, riso, mais), e la soia, non producono semi che possano, l’anno successivo essere seminati, perché sono sterili o resi sterili da sostanze che ne impediscono la germinazione in campo.  E così, ogni anno, gli agricoltori che coltivano questi prodotti debbono acquistarli dalle corporation che detengono il brevetto.

POTRANNO ESISTERE DEGLI OGM “PULITI”?

Più che puliti, bisognerebbe chiedersi se potranno esistere Ogm utili a tutti.  E’ molto improbabile che l’ingegneria genetica possa aiutare il miglioramento genetico delle piante agricole. C’è invece tutto un settore della ricerca agronomica che viene qualificato come “agricoltura basata sulla conoscenza”. Si tratta di un settore scientifico molto promettente e in grande espansione, che si occupa di studiare l’innovazione agricola in un’ottica sistemica.

L’obiettivo è capire qual è il modo migliore perché le coltivazioni agricole e ambiente naturale cooperino, aumentando qualità e quantità dei prodotti, e riducendo l’input di sostanze chimiche, combustibili fossili e macchine.

Questo tipo di agricoltura piace poco ai business dell’agro-industria e quindi in molti Paesi fatica ad affermarsi. La ragione più semplice: dove c’è molta conoscenza, di solito occorre molto lavoro umano e pochissima tecnologia. Il contrario di come funziona gran parte del mondo!

CHI CONTROLLA QUESTO SETTORE?

ministero_delle_politiche_agricole_e_forestaliIl ministero delle Politiche agricole, il ministero dell’Ambiente, il ministero della Salute e le Regioni, sono tutti organismi che hanno competenze di controllo sugli Ogm.

Ma per quanto riguarda il grande lavoro di monitoraggio dei problemi generati dagli Ogm bisogna dire grazie alle associazioni ambientalistiche e ai comitati dei cittadini.

Il lieto fine è chiaro: il buon senso sale sempre dal “basso”.

(Dalla rivista: Vivere)

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La filiale russa della “Greenpeace” ha pubblicato una lista nera di produttori di alimenti principali che utilizzano materiale OGM nella realizzazione dei suoi prodotti.
Sono presenti sul mercato italiano ed i prodotti sono tra i più popolari in tutto il mondo.
Ecco la lista di nutrienti geneticamente modificati dei fabbricanti che utilizzano materiali OGM:
1. Snickers – dessert al cioccolato
2. Campbell – minestre
3. Uncle Bens – riso, ketchup
4. Lipton – il tè
5. Mars – dessert al cioccolato
6. Twix – dessert al cioccolato
7. Cadbury – cioccolato, cacao
8. Ferrero – dolci
9. Nestle Chocolate
10. Nestle – bevanda Nesquik
11. Coca-Cola, Sprite, Fanta, Kinley – bevanda analcolica
12. Pepsi – bevanda analcolica
13. 7-Up – bevanda analcolica
14. Heinz – ketchup, maionese, salse
15. Nestle – alimenti per l’infanzia
16. McDonald’s – catena di fast food
17. Kraft Foods – cioccolato, caffè, alimenti per l’infanzia
18. Unilever – alimenti per l’infanzia
Avvelenando pasta e pane dal 2004 ad oggi la vita media sana è crollata in Italia di almeno 10 anni (fonte Eurostat ufficiale) proprio, guarda caso, dall’anno in cui entrarono gli OGM negli alimenti.
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8 Risposte

  1. Esterrefatto di non sapere cosa mangio, ti ringrazio per l’articolo molto esauriente.
    Ciao

    1. Ne stanno discutendo oggi alla Camera perché sembra che il ministro De Girolamo, abbia consentito la possibilità di coltivare anche in Itala gli Ogm in contemporanea alle nostre coltivazioni tradizionali agroalimentari. Si tratta di un cedimento gravissimo se ciò si verificasse, perché anche le coltivazioni Ogm libere potrebbero inquinarsi con pollini provenienti da coltivazioni Ogm e da inseti resistenti ai nostri abituali pesticidi.
      Ci troveremo per esempio con il grano duro con cui facciamo la pasta italiana, con possibili inquinamenti da Ogm e con insetti altamente resistenti ai nostri abituali antiparassitari che potrebbero depauperare le nostre coltivazioni, per cui ci troveremno costretti a comprare gli antiparassitari dalla Monsanto.
      Dalla discussione in atto sembrerebbe che il Parlamento non fosse d’accordo, ma la nostra ministra sarà in grado di fronteggiare le pretese dei suoi colleghi ministri europei e soprattutto americani?

      Per spiegare un attimo cosa sta succedendo a proposito di parassiti, di recente si è sviluppata, nella zona di coltivazione delle ciliegie di Vignola, una popolazione nuovissima di “moscerini” in grado di bucare letteralmente la ciliegia, introdursi nel frutto, e rovinarlo dall’interno. Un moscerino che risulta, per ora, del tutto indifferente ai nostri antiparassitari, si moltiplica velocemente e danneggia le coltivazioni. Chi l’ha introdotto? Forse la globalizzazione o l’importazione di prodotti esotici contaminati. Fatto sta che le nostre coltivazioni sono fortemente danneggiate. Per combatterle dovremo rivolgerci alle multinazionali chimiche? Questo è un altro guaio dovuto alla mancanza in Italia della ricerca.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

  2. Hai perfettamente ragione riguardo la ricerca, una ricchezza inestimabile mortificata da tanti governi incapaci di capire i mali d’Italia da loro stessi provocati e tanti giovani che eccellono nella ricerca a livello mondiale, lasciati privi di fondi, perché e meglio comprare gli F35 per mostrare i muscoletti, magari contrabbandandoli per elicotteri antincendio.
    Gli insetti sconosciuti: che non siano insetti OGM per una guerra agricolo-batteriologica per mettere l’Italia in ginocchio e dipendente dalle multinazionali del settore?
    L’ultima vista oggi su FB: Una petizione per salvare gli uccelli lontra che vengono dilaniati dalle pale degli elicotteri antincendio F35.
    Scometto che anche tu saresti disposta a firmare

    1. Abbiamo sicuramente le persone con le conoscenze migliori di questo mondo e le mandiamo via perché le priviamo della possibilità materiale di fare ricerca e quindi di fornire al nostro paese anche brevetti importanti in tanti campi. E’ un delitto compiuto a mente fredda.
      Preferiamo comprare armi inutili, costosissime, e persino difettose come gli f35, veri bidoni volanti, per andare a fare la guerra, noi che ripudiamo la guerra come dice la Costituzione.
      E poi mettiamo ministro di un dicastero importantissimo quale quello dell’agroalimentare una persona che non conosce la natura, è molto facile da parte di altri personaggi, assai furbi e volitivi, convincere chi non conosce le cose. Anche oggi ha dovuto ritirarsi dalla discussione in aula per cercare di capire che anche le sementi sono da proteggere perchè sono di origine vegetali anch’esse.
      La petizione per salvare gli uccelli lontra che vengono dilaniati dalle pale degli elicotteri degli f35, la firmerei subito.
      La paura sta proprio anche nell’incompetenza di chi ci guida che a mio avviso non ha mai visto neppure un campo di grano.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

  3. Ma se addirittura Veronesi disse a suo tempo che gli OGM non erano nocivi.Sinceramente non mi sembrò credibile.
    Non so che cosa stiamo mangiando,so soltanto che stiamo distruggendo questa terra,la quale per millenni ha sfamato la popolazione senza bisogno di modificarla.
    Un’altra cosa vorrei sapere,chi usa questi prodotti sa che possono nuocere e,se è si loro li usano oppure hanno un metodo tutto loro,onde evitare le conseguenze.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.

    1. In effetti studi scientifici che ci sono, sugli Ogm, vengono eseguiti dalle stesse multinazionali che li producono sono in pieno conflitto di interesi, non hanno l’interesse econominco a rivelare o a scoprire che i loro prodotti possono essere nocivi a lungo andare. Perciò è difficile sostenere con certezza la loro innocuità anche da parte del prof Veronesi, che si limita a leggere le carte presentate dalle ditte, come fa l’Efsa europea.
      Il problema è la qualità di ciò che mangiamo per lungo tempo, senza possibilità di sostituirlo con qualcosa di più sicuro.
      Sarebbe bene che ciò che mangiamo potesse essere scelto da noi volontariamente. Se a qualcuno gli Ogm stanno bene, se lo compri senza problemi, ma le etichette dei prodotti debbono essere sincere, così come l’agricoltore che li fa crescere.
      Se il nostro bestiame viene allevato a Ogm, perché la soia che importiamo per la mangimistica è già quasi tutta Ogm, anche i macellai ed i supermercati non ci possono illudere dicendo che sono “ogm free”. Questa è già una realtà per quanto riguarda i prodotti della carne nei supermercati, restano ancora gli allevatori che fanno pascolare il loro bestiame nelle alture estive e lo allevano a fieno nostrano, senza integrare il fieno stesso con farine miste di mais e di soia perché producano più latte.
      Gli americani mangiano prodotti Ogm da molto tempo, ma sono anche molto più obesi di tutti gli altri paesi (probabilmentge è una conseguenza non solo delle cattiva abitudini alimentari, ma anche della qualità di ciò che mangiano) e le statistiche Eurostat ufficiali, ci dicono che dal 2004, cioè dall’anno in cui anche nel nostro pane e nella nostra pasta ci sono Ogm, perché importiamo grano da paesi che ne fanno uso, la vita media è diminuita di 10 anni.
      Per ora almeno, malattie ben chiare da Ogm, non esistono, esiste però questo calo della vita media. Sarà una coincidenza?
      Ciao carissima, un abbraccio.
      P.S. Il Prof Veronesi sostiene che non fanno male i prodotti Ogm perché contengono una percentuale più bassa di “aflatossine” prodotti potenzialmente tossici che si trovano nelle nostre granaglie libere da Ogm, sottoposte all’insilamento. Ma sappiamo anche come liberarcene per ottenere una farina sicura.

  4. ma è credibile che in soli nove anni la vita media degli italiani sia diminuita di 10 anni? scusate ma a me sembra una balla. Elio Bitritto

    1. Eurostat in effetti non parla di vita diminuita negli ultimi 10 anni, bensì di vita “sana” diminuita. Probabilmente ha dedotto il tutto dal fatto che sono aumentate in maniera non indifferente le patologie legate a dismetabolismi come il diabete, l’ipercolesterolemia, l’ìperlipidemia, squilibri dei macro e microelementi, ipertensione, ecc.
      Grazie Elio, dell’attenzione che ha posto nel leggere questo lungo ma credo interessante articolo.
      Un saluto.

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