INELEGGIBILITA’ – INCOMPATIBILITA’

INELEGGIBILITA’ – INCOMPATIBILITA’

DSC00002D.P.R. 30 marzo 1957, n 361

Art. 10

1. Non sono eleggibili inoltre:

1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l’obbligo di adempimenti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta;

2) i rappresentanti, amministratori e dirigenti di società e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo Stato con sovvenzioni continuative o con garanzia di assegnazioni o di interessi, quando questi sussidi non siano concessi in forza di una legge generale dello Stato;

3) i consulenti legali e amministrativi che prestino in modo permanente l’opera loro alle persone, società e imprese di cui ai nn. 1 e 2, vincolate allo Stato nei modi di cui sopra.

2. Dalla ineleggibilità sono esclusi i dirigenti di cooperative e di consorzi di cooperative, iscritte regolarmente nei registri di Prefettura.

(http://www.riforme.net/leggi/testo-unico-leggi-elettorali.htm)

La ineleggibilità di Berlusconi, in base al Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n.361, farebbe riferimento al punto 1 dell’art. 10, nel quale si  esplicita che non sono eleggibili coloro che “in proprio o come rappresentanti legali sono titolari di concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economiche”. In effetti, poiché la concessione delle reti televisive ad un privato si concretizza davvero in una concessione dello stato ed è di notevole entità economica, sembrerebbe facesse riferimento perfetto a Berlusconi.

Ma dalle carte amministrative in mano allo Stato il titolare delle concessioni governative per le reti TV non  è Berlusconi Silvio, bensì Berlusconi Pier Silvio, il figlio (così mi è parso di capire dal poco che è stato spiegato). Quindi chi sta in parlamento ora non è titolare di concessioni governative.

Da questa semplice constatazione si deduce perché, su questo tutto, il Pdl tace, Berlusconi tace, anzi dice che la cosa è ridicola, ed anche i suoi avvocati tacciono. E’ logico sanno benissimo che presentata così la sua ineleggibilità non sta in piedi, semplicemente perché lui come persona fisica all’anagrafe non è titolare di concessioni,  in base alla legge del 1957 e, davanti ad un tribunale, vincerebbe e alla grande.

Diverso è invece il concetto di “conflitto di interessi”. In questo caso non si parla di ineleggibilità, ma di incompatibilità con cariche pubbliche parlamentari o di governo.

Berlusconi risulta il principale azionista di quella grande impresa di cui è (o sarebbe) titolare concessionario il figlio. In questo  caso, si dovrebbe fare riferimento alle prime parole del punto 1) dell’art. 10, sopra descritto, a quella parola che dice “in proprio”. Questa parola implica o il possesso di un pacchetto azionario di controllo, se non addirittura il possesso complessivo dell’impresa di cui concessionario è (o sarebbe)  il figlio. Se i giuristi interpretassero la parola “in proprio” come titolarità diretta, personale, in quanto maggiore azionista di una concessione pubblica, allora Berlusconi padre, potrebbe essere anche ineleggibile oltre che  incompatibile  con incarichi parlamentari, per conflitto di interessi.

In ogni modo l’essere titolare del maggior pacchetto azionario di un’impresa che prevede concessioni statali, è chiaramente un “conflitto di interessi” ed è su questo punto che occorrerebbe agire con forza e serietà  (ed eliminare lo schifo della legge Gasparri).

L’azionista di controllo, in questo caso, se vuole restare in Parlamento, deve vendere. Se anche mantenesse una gestione fiduciaria e concedesse ad altri la responsabilità amministrativa dell’azienda concessionaria, questo non gli impedirebbe di influenzare il Parlamento o di promuovere iniziative atte a favorire gli interessi della sua impresa. Conflitto di interessi, appunto.

Quindi solamente una buona legge sul conflitto di interessi potrebbe far saltare Berlusconi,  non il richiamo alla sua ineleggibilità derivata dal D.P.R. 361 del 1957. Anche perché, quando fu promulgata quella legge, non c’erano ancora le privatizzazioni e le liberalizzazioni che sono state fatte dagli anni ’90 in poi.

Chiaramente quanto detto è solo un tentativo di capire cosa si nasconda dietro tutto il putiferio che si è sollevato in questi giorni, intorno alla ineleggibilità di Berlusconi e del perché vi sono tanti pareri diversi.

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6 Risposte

  1. BEH,QUANDO SI PRESENTO’ L’OCCASIONE PER FARE IL CONFLITTO D’INTERESSI D’ALEMA SI FECE PRENDERE IN GIRO CON LA BICAMERALE.ADESSO TUTTO E’ PIU’ COMPLICATO.PER L’INELEGGIBILITA’ GRILLO NON PUO’ PARTECIPARE PERCHE’ NON E’ UN PARTITO E UNA PARTE DEI VOTI DEL PD NON BASTEREBBERO,IL CONFLITTO D’INTERESSI LUI DICE CHE NON HA NIENTE,CHE DELLE SUE AZIENDE NON SE NE OCCUPA,GIRA GIRA SE CAVA SEMPRE.POI SENZA CONSIDERARE SE VANNO A TOCCARE UN TASTO COSI’ CARO A SUA BASSEZZA SUCCEDE UN PUTIFERIO,COME MINIMO CASCA IL GOVERNO E,NAPOLITANO NON FIRMEREBBE MAI UN DDL CONTRO L’ARCORIANO.
    NON SO SE SONO STATA ALL’ALTEZZA DEL TUO POST,SE E’ NO SCUSAMI.
    CIAO SPERA UN ABBRACCIO LIDIA.

    1. CARISSIMA
      SEI STATA PIU’ CHE ALL’ALTEZZA. QUESTO E’ UN POST DIFFICILE PERCHE’ DIFFICILE ED INGARBUGLIATA E’ LA MATERIA. ANCHE PER ME E’ PIUTTOSTO ARABO E TEMO DI AVER DETTO DELLE INESATTEZZE. MA OCCORRERA’ PUR TROVARE UN MEZZO PER DIRIMERE IL TUTTO, ALTRIMENTI SIAMO SEMPRE DA CAPO ED IN TUTTO QUESTO SUA BASSEZZA NON FA CHE GUADAGNARCI, PERCHE’ E’ MOLTO BRAVO A FARE LA VITTIMA.
      QUELLO CHE HO CAPITO PERO’ E’ CHE L’UNICA SCONFITTA POSSIBILE SUA BASSEZZA LA PUO’ SUBIRE SOLO ATTRAVERSO LE ELEZIONI. BISOGNA CHE LA GENTE NON LO VOTI PIU’. SARA’ DIFFICILE, MA QUESTO PURTOPPO E’ L’UNICO MEZZO LEGITTIMO, PER NON CREARE QUEL VITTIMISMO CHE A LUI PIACE TANTO E COMMUOVE LA GENTE.
      CIAO, UN ABBRACCIO.

  2. Quanto alla interpretazione della norma io mi rifaccio a che cosa ne pensa Zanda e non solo. berlusconi parla spesso di “mie televisioni” di “mie aziende”. Non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che è lui il concessionario “in proprio” quindi, per me,, è ineleggibile e con lui sono ineleggibili Confalonieri (rappresentante legale), ma anche Ghedini, Longo e qualcun altro. La cosa assurda, a mio aparere, è che, dopo altri, anche Epifani dica che B, deve essere battuto politicamente e non per via legale o giudiziaria. E’ come se in una partita di calcio, si dicesse che bisogna battere gli avversari sul campo, anche se questi minacciano l’arbitro, bloccano la loro porta con un pannello o mettono in atto comportamenti scorretti. Berlusconi vince le elezioni proprio perché ha le televisioni, non c’è speranza di poterlo battere politicamente.
    Un abbraccio.

    1. Ma, Luigi, penso che il tentativo di Zanda, sia solo un pio desiderio. Gli avvocati quando giudicano una cosa lo fanno sui fatti e sulle carte, Le carte dicono che Berlusconi Silvio padre, non è titolare di alcuna concessione governativa.
      In quanto al possesso di azioni in quantità tale da controllare l’azienda, questo fatto solleva il conflitto di interessi.
      Su questa tesi mi trovo più d’accordo.
      Una legge buona sul conflitto di interessi non si farà mai, finché esiste fisicamente la persona di Berlusconi che tiene su la destra e finché una sinistra vera, forte, decisa e coerente con le proprie idee non sia al governo.
      Solo così potremo liberarci di Berlusconi, delle sue televisoni e delle sue ossessioni.
      Ciao carissimo, un abbraccio.

  3. Condivido la tua analisi, tuttavia penso che quando la situazione sfugga dalle mani, è la situazione è sfuggita dalle mani! Sia inutile chiedere applicazioni retroattive o il rispetto della legge, troveranno sempre delle vie di fuga!
    Visto l’intasamento a cui è soggetta la nostra democrazia, l’unica via di fuga che abbiamo per la libertà è l’approvazione di provvedimenti che taglino il male alla radice, nella fattispecie ad esempio un mandato limitato nel tempo e poi via a casa… a lavorare!!!

    1. L’apparente battaglia che sta conducendo Grillo sulla ineleggibilità, è davvero solo apparente, perché non trova fondamento nelle carte, cioè nei fatti. Berlusconi Silvio, padre, non è titolare di alcuna concessione governativa. La diatriba finisce qui, perciò è del tutto inutile rispolverare una legge vecchia di oltre cinquant’anni, per rivendicare questo problema, serve solo per fare confusione e per poi dare la colpa agli altri. I suoi avvocati e lui stesso lo sanno bene.
      Comunque resta il fatto che è il maggiore azionista di questa concessione pubblica, ed in quanto “azionista proprietario” ma non titolare, non potrebbe coprire cariche pubbliche per conflitto di interessi. Ma la cosa pare non interessare nessuno, non ha interessato il governo D’Alema prima del 2001, e dopo non c’è stato neppure il tempo o la capacità di proporre, da parte di un governo non berlusconiano, una vera legge su questo problema, che non tocca solo Berlusconi.
      Sia questo conflitto di interessi che l’evasione fiscale sono due cose che Berlusconi fa passare tranquillamente sulla nostra testa.
      A volte penso che una qualche droga sia stata versata nell’acqua che beviamo quotidianamente, per togliere a tanti di noi, la capacità di reagire a questi veri e propri insulti contro la società.
      Un abbraccio.

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