RANUNCOLO SCELLERATO

RANUNCOLO SCELLERATO

1172641_0f042139-0523-4e7d-9dbe-7e7af8c10f05_thumb_bigLe specie di ranuncoli sono tante e così simili una all’altra che si deve stare attenti per poterle distinguere. Tutte hanno il succo delle foglie, del fusto e delle radici dotato della identica virtù medicinale.

In montagna comincia fiorire a giugno il thora, quello che è anche chiamato il “velenoso” : nel suo succo i Galli intingevano le frecce per renderne mortali le ferite.

Nei prati fioriscono in primavera gli “acri”  (o piè di nibbio, o batacchio, cioè rana) e i bulbosi  (o, luppi, o cipollina di prato perché hanno appunto un bulbo, cioè una piccola cipolla, per radice). Se il prato è umido sono pure in fiore i “flammula” (o ranuncolo dei passeri). Presso  le acque che scorrono lente, e nelle paludi, e nelle gore stagnanti, si trovano ranuncoli con i fiori di un giallo pallido. In questo caso, meglio girare al largo, quelli sono di certo, fiori di ranuncolo “scellerato.

È l’erba che Sallustio e Virgilio chiamarono “sardoa” , cioè sarda. Se la si mangia uccide facendo contrarre la bocca, durante gli spasmi dell’agonia in un modo tale che il morituro pare persino che rida. Da qui viene il detto “riso sardonico”.

Non solo però il ranuncolo scellerato, ma tutti i ranuncoli sono le erbe più urenti (brucianti) dei nostri prati, tanto urenti che un po’ di succo fresco del “bulboso” spedì all’altro mondo uno sperimentatore curioso che l’aveva bevuto e che alle pecore che brucano troppo ranuncoli si può trovare il tubo digerente cosparso  di macchie erisipelatose.

Ma perché il loro succo sia dannoso i ranuncoli debbono essere freschi. Quando, seccando, sono diventati fieno o quando, bollendo, se ne è fatto un decotto, ogni loro azione caustica svanisce  insieme con il loro principio acre ma volatile, tanto che si potrebbe impunemente mangiare un piatto di ranuncoli scellerati cotti come gli spinaci.

Il ranuncolo più urente, e quindi più efficace, è (lo dice il nome) lo “scellerato” (le piante infatti cresciute tra l’umido e fra l’ombra sono sempre le più efficaci perché più ricche di succhi). Un po’ meno lo è quello chiamato “acre” e meno ancora il “bulboso”.

Per avere i loro succhi si spremono le foglie  e i gambi dello “scellerato” e dell’”acre”, le radici del “bulboso”, i fiori del “flammula”. E perché i succhi siano più efficaci si devono spremere fra maggio e agosto. A settembre sono meno validi  e a ottobre poi, sono assolutamente inerti.

Le piante perdono – invecchiando con l’avanzare della stagione – quell’acredine, quel potere di arrossare, di infiammare, di richiamare sangue localmente e anche di bruciare, di causticare per i quali si è sempre ricorso a questi vescicanti.

Nel tempo passato, infatti, se qualcuno si lamentava per certe piaghe che non volevano saperne di cicatrizzare, per la tigna, per la scabbia, per forme callose, per escrescenze e persino per i cancroidi della pelle e se nessuna cura aveva risolto i disturbi, i farmacisti ricorrevano alle foglie dei ranuncoli, ne spremevano il succo e ne consigliavano l’uso locale.  E l’azione era, non solo pronta e sicura, ma anche senza pericoli perché – a differenza di quasi tutti gli altri revulsivi – i succhi dei ranuncoli non irritano mai il rene e la vescica.

Ma attenti all’uso, raccomandavano, e occhi sempre ben aperti durante l’applicazione dei succhi urenti, poiché questi, quali ce li fornisce la pianta  appena spremuti, non si possono mai dosare e quindi valutare al giusto, per cui anche il succo dei ranuncoli potrebbe, a tradimento, scavare una piaga profonda dove ce n’era una superficiale  e provocare persino una cancrena dove c’era un innocuo malanno.

I ranuncoli sono comunque utili nel caso in cui qualcuno sia affetto da sciatica, quando massaggi, bagni, cure non portano effetti benefici si può ricorrere al ranuncolo. Si pestano nel mortaio radici di “bulboso” e foglie e gambi di “acre” e specialmente di scellerato, si raccoglie  in un panno la poltiglia e la si applica sul calcagno. La pelle comincia a prudere, pizzicare, scottare e bruciare. Bisogna resistere al bruciore per ore intere. Ma quando l’impiastro viene tolto e si è tagliata la grossa vescica formatasi, insieme al siero se ne va anche il dolore. Attenzione però, questo medicamento deve essere preparato e manipolato solo da mani esperte. È quindi una cura che non si può fare  in casa, ma solo presso persone che sanno ben dosare  i succhi delle erbe.

Un suggerimento importante: non si scherza con queste erbe e non si possono fare esperimenti fai da te. I succhi delle erbe non si possono dosare e per usarli occorre esperienza. Il ranuncolo scellerato, per fare onore al suo nome, potrebbe diventare il più scellerato dei traditori.

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Ranuncolo scellerato

Le specie di ranuncolo sono più di 120. Ecco il sito per vederle tutte e capire le varie differenze.

http://luirig.altervista.org/flora/taxa/index2.php?scientific-name=ranunculus+acris

 

 

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10 Risposte

  1. Ho letto con piacere questa bella lezione di botanica e di farmacia.
    Ciao

    1. A volte la bellezza e le offerte della natura sono sorprendenti. Un fiore piccolo e tanto comune che fa di tutto per non essere mangiato!
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  2. Ciao. Incuriosito da un commento dell’amico Zac, lasciato da me, in cui parlava di un blog strordinario curato da una persona altrettanto straordinaria, sono venuto a curiosare e non rimango deluso. Complimenti per questo bel post che, per “genere”, mi appassiona molto, fregiandomi indegnamente dell’appellativo di “giardiniere”. Andrò alla ricerca dei ranuncoli anche nel mio giardino ma li lascerò dove sono. Dopo aver letto questa approfondita esposizione dei pregi e, soprattutto, dei difetti del ranuncolo, a me sconosciuti, li lascerò prudentemente dove sono, in attesa di maggiore esperienza! Buon pomeriggio.

    1. Carissimo, grazie dei complimenti. A me fanno molto piacere. Ringrazio anche l’amico Zac, per la sua generosità.
      Quante volte ci troviamo tra i piedi un fiore e non sappiamo che dentro quel fiore c’è una straordinaria sorpresa, non solo bellezza, ma anche astuzia.
      Il ranuncolo appunto, meglio non coglierlo e lasciarlo dov’è.
      Si racconta che i militari che non volevano fare la “marcia” si applicavano ai piedi impiastri di ranuncolo, si formavano vesciche e naturalmente venivano esonerati dalla fatica di marciare. Un modo, curioso ma efficace, di sfruttare con furbizia il segreto dell’umile ranuncolo.
      Ciao Carlo, ti ringrazio ancora ed un abbraccio.

  3. CHISSA’ SE IL MIO FARMACISTA,IL QUALE PREPARA POMATE GALENICHE,POTRA’ AIUTARMI AD AVERE QUELLA DA TE DESCRITTA PER LA SCIATALGIA.
    CIAO SPERA UN ABBRACCIO LIDIA.

    1. LA RISPOSTA CHE POSSO DARTI CON CERTEZZA E’ CHE NON SOLO IL SUCCO DI RANUNCOLO FRESCO OGGI NON SI USA, MA CON OGNI PROBABILITA’ IL FARMACISTA NON CONOSCE NEPPURE IL RANUNCOLO, A MENO CHE NON SIA UN APPASSIONATO DI BOTANICA.
      NON E’ TRA LE PIANTE MEDICINALI DI USO FARMACEUTICO. IL RANUNCOLO APPARTIENE ALLA TRADIZIONE POPOLARE E VENIVA USATO, TEMPO FA, DA PERSONE DEFINITE UN PO’ “MAGHI”, CHE CURAVANO CON LE ERBE.
      NON SI FA UNA POMATA, MA UNA POLTIGLIA SIMILE AL PESTO.
      SINCERAMENTE NON TE LO CONSIGLIO.
      CIAO CARISSIMA, UN ABBRACCIO.

  4. Dopo 13 mesi di sciatica che mi ha costretto a camminare con una canadese per alcuni mesi e che ho abbandonato solo dopo assunzione massiccia di oppioidi. (ovviamente assunti dietro consiglio e prescrizione medica) Terapia antalgica con iniezione di anestetico dentro il canale vertebrale. Al momento sto provando l’agopuntura da un agopuntore espertissimo e che opera nel settoe da quasi 40 anni . Due sedute di alcune ore l’una e ancora nessun miglioramento, anzi netto peggioramento. Ho smesso con i cerotti trasdermici di oppio e con dosi massicce di altre porcherie simili con mille difficoltà anche quella dell’astinenza. Adesso prendo aulin e contramal in gocce che forse alla fine creano più danni del pericoloso ranuncolo.
    Mi è starto promesso un ranuncolo per mercoledì mattina . Verrà raccolto alle 07.30 e me lo consegneranno entro le 08.00. Anche dopo aver letto i consigli a starne lontano, sono decisamente stanco di non dormire e soffrire fino allo svenimento come mi è accaduto due notti orsono. i medici si stringono nelle spalle i primari di neurochirurgia mi sconsigliano l’intervento, senza che nessuno capisca l’intensità del dolore e la qualità spregevole della vita che sono costretto a vivere. Ben venga il ranuncolo che mi impiaga almeno mi ricovereranno e forse si decidono a cercarmi una cura più efficace.

    1. Caro Marco,
      ti auguro con tutto il cuore che il ranuncolo, fresco e pestato, (farne una pallottolina e applicarla al calcagno,o anche alla nocetta, della gamba dolorante), possa giovarti. Dovrai resistere al bruciore, ma alla fine ne verrà fuori una vescica che una volta bucata e svuotata, potrebbe anche portarti via il male.
      Le note relative al ranuncolo che ho scritto, fanno parte di un’antica raccolta di medicinali erbacei, scritta da Dottor Amal ” Le piante alimentari e medicinali”. L’edizione in mio possesso è quella di Euroclub al quale anni fa ero iscritta,
      Ma è stato stampato da Gruppo Editoriale Fabbri Bompiani Sonzogno, Etas S.p.A. 1° edizione: 1987.

      1. Grazie per le precisazioni che mi hai scritto scusa se non ti ho menzionata nel precedente post anche se leggendolo credo si capisca che mi sto riferendo a te che ti ringrazio nuovamente per avermi degnato di una esaudiente e sicuramente rispettosa risposta. grazie di nuovo Speradisole ti terrò informata.

  5. Spero vivamente di riuscire a uscire da questo incubo.
    Se trovo altri consigli meno rischiosi gli poverò ma comunque vada se non riuscirò a trovare una soluzione prima di mercoledì proverò anche il ranuncolo scellerato… peggio di così credo sia ben difficile. Per alzarmi dal letto e scrivere queste poche riughe ho dovuto prendermi 20 + 20 gocce di contramal e sinceramente non credo che potrò restare qui al PC per ancora molto tempo prima di ritornare nell’inferno dei lancinanti dolori che mi tormentano e sconvolgono da oltre un anno. Grazie

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