E TUTTO TORNO’ COME ALL’INIZIO

E TUTTO TORNO’ COME ALL’INIZIO

C’era una volta una topolina che voleva diventare la regina degli animali. Si fece costruire un trono di mollica di pane ed una corona con la carta dei cioccolatini poi dichiarò:«Sono la regina degli animali! Quadrupedi, bipedi, alati e striscianti sono tutti invitati a rendermi obbedienza, onore, omaggi e a farmi un regalo per il mio compleanno!»

La notizia si diffuse in fretta perché gli animali sono dei gran pettegoli.

Le prime ad arrivare furono le api che, in fretta e furia, omaggiarono la regina un po’ di miele ronzando e borbottando. «Con tutto quello che abbiamo da fare! Ci mancava anche questo! Comunque noi abbiamo dato e chi si è visto si è visto»

Due tortore color caffèlatte non riuscirono a trattenere una risatina: «Una regina con i baffi!».

Pian piano arrivarono altri animali, che non avendo niente di meglio da fare, prestarono omaggio alla regina.

Giunse anche una bella volpe rossa, che invece di fare la riverenza alla regina, sogghignando, se la pappò. E già che c’era mangiò anche il trono. Poi si fece fare  un bel  trono di legno scolpito dai castori e dichiarò: «Adesso la regina sono io!»

Le scimmie adulatrici gridarono : «Urrà!»

Dopo qualche giorno arrivò una grossa tigre dall’aria sorniona che, ad andatura felpata, si avvicinò alla Regina Volpe, sorrise melliflua e la sbranò. Poi si voltò e con gli occhi che mandavano lampi d’oro proclamò: «Il re sono io ! cominciate pure a portare i regali!».

Dopo un po’ di tempo, con un fracasso formidabile, arrivò alla reggia un mastodontico elefante che, giunto davanti alla tigre, la schiacciò. E appiattì anche il trono. Poi barrì minaccioso: «Il re sono io! Tutti i miei sudditi facciano tre urrà per l’Elefante I Magno!» E su fece costruire un trono di pietra adeguato  al suo enorme posteriore.

Gli uomini della savana si accorsero di tutto il trambusto provocato dagli animali e arrivarono per curiosare. Quando appresero che l’elefante si era proclamato re, lo attaccarono con lance e spade, lo fecero a pezzi, che arrostirono e mangiarono con le patate dolci, poi misero sul trono il loro capo.

Gli uomini del mare ne sentirono parlare e arrivarono in forze, gridando:«Noi siamo i più forti! Dobbiamo regnare noi!».

Gli uomini della savana si schierarono a difesa del loro re ne venne fuori una battaglia con morti e feriti. Vinsero gli uomini del mare e il loro capo divenne re.

Gli uomini del deserto, selvatici e crudeli, arrivarono quasi subito con i loro cammelli e le lunghe scimitarre e fecero strage degli uomini del mare. Il loro capo si sedette sul trono e fu acclamato re. Il suo regno durò poco.

Gli uomini delle città si coalizzarono e mossero contro il regno degli uomini del deserto.

Questa volta la battaglia fu terribile, rimasero solo pochi sparuti abitanti che misero un bambino sul trono e dissero:«Il re sei tu!», ma in quel momento davanti a trono passò una topolina.

Il Re bambino si spaventò e scappò via piangendo.

La topolina salì sul grande trono vuoto, si sedette e disse: «Sono la regina degli animali!».

Dopo tanto sangue e tanti morti tutto tornò come all’inizio.

Annunci

8 Risposte

  1. Ti conosco mascherina?
    Manco per niente… perché ci si alleò!
    (Per sbaglio o per amore?)
    Domani si vedrà.
    Aspettiamo un altro re?
    Tanti sudditi (per restare in tema) cambieranno regno.

    Una cosa è certa, per governare non bastano le parole,
    ci vogliono le palle. Se si hanno si va avanti,
    altrimenti si torna al capolinea e si perde un turno!
    Ciao. (Commento ingarbugliato ma, forse, sensato).

    1. La favoletta insegna che si vola vola vola, poi si torna sempre al capolinea. E così è quello che fa la sinistra da 20 anni.
      E Vittorio Zucconi in un twitter dice: “Grillo dissoda la terra, Bersani semina e concima, Berlusconi mieterà il grano. Stiamo tutti lavorando per lui.” Mi sa che ha ragione.
      Ciao carissimo un abbraccio.

  2. Per fortuna oggi è un altro giorno e speriamo ardentemente che un Raggio di Sole possa perforare questa cappa opprimente.
    Ciao

    1. Come no.
      Uscirà il sole e nessuno di noi si farà male. In queste ore vediamo in ballo due persone degnissime: Prodi e Rodotà. L’una o l’altra non hanno in simpatia Berlusconi e non gli consegneranno il salvacondotto della poltrona di senatore a vita.
      Ma davanti al sole può minacciosa passare una nube nera: D’Alema (votato anche dalla destra).
      Comunque vada bella partita. La gente torna a parlare di politica.
      Ciao carissimo, un abbraccio

  3. Concordo in toto con il commento di Antonio.

    Cara Spera, te lo dico qui che sono a casa tua, com me Bersani e TUTTA l’attuale dirigenza del PD ha chiuso, morti, kaputt, dead, finiti dentro a una cloaca nella quale avevo messo gia da anni i rappresentanti dei viagrini.

    Molti dicono e scrivono che si sono comportati come degli ingenui, per me e’ molto peggio, si sono comportati come degli opportunisti voltagabbana, approfittando del mio voto e della mia analisi politica.

    Mi sento tradito nell’intimo, e niente e nessuno potra’ farmi ricredere su questa banda di affaristi con il culo attaccato alla poltrona.

    C’erano quasi riusciti a convincermi, per fortuna poi e’ spuntata la cariatide Marini, allora tutto mi e’ apparso piu’ nitido, piu’ tragico.

    Ciao
    Zac

    P.S.
    non sono per nulla incazzato, sono ancora troppo deluso per permettermi un’arrabbiatura con i fiocchi, l’unica speranza e’ che nell’arco delle prossime 72 ore Bersani si dimetta, e con lui la dirigenza.

    1. Come non darti ragione, carissimo Zac, è da quando nel 2011 si fece la larghissima intesa con il Pdl e Casini per sostenere Monti, sempre per ubbidire a Napolitano, che si rotola sempre più giù.
      Abbiamo rinunciato alle elezioni nel momento più propizio che era appunto l’autunno del 2011. L’anno di Monti ha peggiorato le cose ed ha dato modo alla destra e a Berlusconi in particolare di farsi il bagno nella candeggina e di rialzarsi. Non solo ma durante la campagna elettorale la mancata chiarezza verso Monti ha allontanato moltissimi sostenitori.
      C’è una parte nella dirigenza del Pd che non ha dimenticato i sollazzi democristiani, la possibilità di pencolare da una parte o dall’altra, senza chiarezza, per poter stare al potere. Quella parte ha un nome e cognome, si chiama Veltroni, D’Alema, Fioroni, Franceschini, Letta.eccetera. (stranamente non Bindi) cioè quella parte di partito che agli occhi dei commentatori e dei mass media fa notizia.
      Il resto (che siamo noi della base) pare che debba solo ubbidire.
      Per fortuna che non è più così e lo si è visto con la reazione di coloro che si sono opposti alle decisioni della direzione. Il Pd in Parlamento è stato rinnovato per 2 terzi, l’età media dei nuovi arrivati non supera i 40 anni e come si vede vuole contare.

      L’esperimento Marini (sottolineo voluto da Napolitano) non va letto come una cosa totalmente negativa. Sapevamo che non andava in porto e sapevamo che serviva per far capire ancora una volta a quella parte della dirigenza che ama le larghe intese, che facendo in questo modo, il partito si spacca.

      Si spaccherà, ma non prima del congresso, previsto per ottobre, ma che per esigenze di chiarezza potrebbe essere anticipato alla fine di aprile, come ha annunciato Beppe Civati. Si spaccherà non per la presenza di Bersani, che ormai non conta più niente, ma per la presenza di Renzi, vicino alla destra e di personaggi più vicini alla sinistra inconciliabili.
      In queste ore ho respirato l’aria bollente del mio circolo, ti posso assicurare che l’arrabbiatura non era inferiore alla tua.
      Dal voto per il Presidente della Repubblica uscirà un buon nome, che sia Prodi o Rodotà, non fa molta differenza anche se ho notato in Rodotà, a parte la lodevole posizione nel confronti del fine vita, un conservatorismo politico assai più pesante che in Prodi.
      Malissimo andrebbe se uscisse D’Alema (in questo caso votato anche dalla destra). Lui, D’Alema, darebbe il salvacondotto a Berlusconi: la poltrona di senatore a vita. (Questo è l’inciucio che si sta tramando).
      Ciao carissimo, un abbraccio.

  4. Perché nel ’94 avete “garantito a B. e Letta che non gli sarebbero state toccate le televisioni” (Violan – te dixit)?

    Perché per cinque legislature avete sempre votato per l’eleggibilità di B., ineleggibile in base alla legge 361/1957?

    Perché nel ’96 D’Alema andò a Mediaset a definirla “una grande risorsa del Paese”?

    Perché nel ’96 avete resuscitato lo sconfitto B. promuovendolo a padre costituente per riformare la Costituzione e la giustizia?

    Perché nel 1996-2001 e nel 2006-2008 non avete fatto la legge sul conflitto d’interessi?

    Perché avete demonizzato i Girotondi, accusandoli di fare il gioco di B.?

    Perché non avete spento Rete4, priva di concessione, passando le frequenze a Europa7 che la concessione l’aveva vinta?

    Perché nel 1996-2001 avete depenalizzato l’abuso d’ufficio, abolito l’ergastolo, depotenziato i pentiti, chiuso le supercarceri del 41-bis a Pianosa e Asinara?

    Perché, negli otto anni in cui avete governato da soli, non avete mai cancellato una sola legge vergogna di B.?

    Perché le vostre assenze hanno garantito l’approvazione di molte leggi vergogna, dallo scudo fiscale in giù, che non sarebbero passate a causa delle assenze nel centrodestra?

    Perché nel 1999 una parte di voi salvò Dell’Utri dall’arresto?

    Perché nel 2006 i dalemiani chiesero a Confalonieri, Dell’Utri e Letta i voti per D’Alema al Quirinale?

    Perché nel 2006 faceste un indulto esteso ai reati di corruzione, finanziari, fiscali e al voto di scambio politico-mafioso?

    Perché nel 1998 e nel 2008 avete affossato i due governi Prodi?

    Perché nel 2011, anziché mandarci a votare, avete scelto di governare con B., salvandolo da sicura sconfitta, all’ombra di Monti?

    Perché preferite accordarvi al buio con B. per Marini, D’Alema, Amato sul Colle, anziché scegliere Rodotà e dialogare con i 5Stelle per il nuovo governo, come vi chiedono i vostri elettori?

    Tante domande, una sola risposta: o siete coglioni, o siete complici. Tertium non datur.

    1. Mi dispiace ma nel 1994 non ero neanche nata. oppure, scegli tu, era già stravecchia, visto che la mia data di nascita è il 1921.
      Se vuoi leggi la favoletta, spiega molto bene ciò che sta succedendo.
      P.S. preferisco commenti originali, e non dei copia-incolla.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: