A CACCIA DI PRESIDENTI DA RECORD NEL MONDO

A CACCIA DI PRESIDENTI DA RECORD NEL MONDO

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Il più povero: José Mujica (Uruguay)

In una cascina alle porte di Montevideo in Uruguay, vive il presidente più povero del mondo. Tra i pochi beni del 77enne José Mujica, che dona in beneficienza il 90% del suo stipendio (da 12 mila dollari al mese) e preferisce la campagna alla residenza presidenziale: un vecchio maggiolone, un trattore e una cagnetta con tre zampe.

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Il più ricco: Vladimir Putin (Russia)

Da presidente prende 100 mila dollari l’anno, ma grazie alle partecipazioni segrete in aziende del gas, il russo Vladimir Putin, 60 anni, avrebbe accumulato un patrimonio di 70 miliardi di dollari.

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Il più ricco, tra i reali: Bhumidol Adulyadej, (Tailandia)

Il re della Tailandia  Bhumidol Adulyadej, 85 anni, possiede una fortuna valutata 30 miliardi di dollari, che è 130 volte quella di Elisabetta d’Inghilterra.

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Il più vecchio (e cattivo): Robert Mugabe (Zimbabwe)

Con i suoi 88 anni, il presidente/dittatore dello Zimbabwe Robert Mugabe, è il leader più anziano in circolazione. Al potere da oltre 30 anni, ha ridotto  il Paese alla fame, occupandosi solo delle sue feste faraoniche: quella per gli 85 anni, con 5 mila aragoste e 2 mila bottiglie di champagne, costò 250 mila dollari.

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Il più pagato: Lee Hsien Loong (Singapore)

Perché questo signore è così contento? Perché è il capo del governo più pagato del mondo. Lee Hsien Loong, 60 anni, primo ministro di Singapore, guadagna 3 milioni di dollari all’anno. Più di tutti i leader del G8 messi insieme.

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Il più desiderato: Enrique Peña Nieto (Messico)

Il 48enne neo-presidente messicano Enrique Peña Nieto, detto Bonbón, ha molti avversari, ma soprattutto ammiratrici. «Cioccolatino, ti voglio nel mio letto», urlavano le sue supporter, che l’hanno votato a dispetto della morte in circostanze misteriose della sua prima moglie, dei figli illegittimi avuti con altre donne e del fatto che nel frattempo si era risposato. Con chi? Con un’attrice di telenovelas, ovviamente.

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Il più istruito: Manmohan Singh (India)

Con studi a Cambridge e Oxford, una dozzina di cattedre da professore associato di Economia e 7 dottorati onorari, il primo ministro dell’India Manmohan Singh, 80 anni, è considerato il più istruito tra i suoi colleghi. Da piccolo faceva ogni giorno diversi chilometri a piedi per raggiungere la scuola più vicina al suo villaggio.

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Il più giovane: Kim Jong-un (Corea del Nord)

Kim Jong-un, 30 anni, leader supremo della Corea del Nord  dopo la morte del padre Kim Jong-il, non solo è il più giovane capo di Stato, ma ha anche conquistato l’invidiabile titolo di «uomo più sexy del mondo» perlomeno  secondo il China Daily, che ha riportato  come vera una bufala inventata dal giornale satirico americano The Onion.

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Il più bello: Jigme Khesar Namgyel Wangchuck ( (Bhutan)

Fascino da divo del cinema, educato a Oxford, adorato dalla sua gente, il re del Bhutan Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, 32 anni, oltre che il sovrano più giovane è anche considerato il più bello. Inutile però fiondarsi in Bhutan per chiedere la sua mano: si è da poco sposato.

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La più sexy: Yingluck Shinawatra (Tailandia)

Balzata alle cronache dopo una recente visita di Obama a Bangkok, che ne sembrava completamente rapito, la prima ministra tailandese Yingluck Shinawatra, 45 anni, è stata subito proclamata dai media internazionali la più affascinante leader del pianeta.

(Fonte: Varie riviste e il Web)

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26 Risposte

  1. Quale abisso fra tutti questi e il presidente dell’ Uruguay José Mujica e penso pure a tutti quei signori paonazzi che ho visto questa mattina a confronto con quel signore vestito di bianco che guardava frequentemente l’orologio, chissà quei signori quanto hanno masticato amaro pensando che domani dovranno essere più sobri anche nell’abbigliamento.

    1. In effetti, c’è molta differenza tra le persone, ma uno solo ha avuto il coraggio di rinunciare alla ricchezza.
      Chissà se anche “Francesco” riuscirà a fare qualcosa in proposito. Sarebbe davvero una rivoluzione francescana, di quelle che lasciano il segno.
      Ciao carissimo. Un abbraccio

  2. Accetto il tuo suggerimento e quindi commento qui, anche se proprio non è inerente l’argomento. La carrellata sui Presidenti conferma che le visioni del mondo sono diverse e spesso contrastanti.
    Ma torniamo ai “grillini”. Io ne conosco alcuni, sono spesso ingenui, come tutti i puri di cuore e per questo mi piacciono. Non si può negare che hanno fatto capire alla “casta” (esiste purtroppo) che si chiede più sobrietà, legalità, giustizia. Sono convinto anche che ieri sera Zanda, ha potuto dire che voterebbe per la ineleggibilità di Berlusconi proprio per la presenza del M5S in Parlamento. Ti assicuro che non ho votato 5S, sbagliando in buona fede, l’ho fatto con cognizione di causa ed ogni giorno (a volte anche più volte al giorno) metto in dubbio la scelta e finora l’ho sempre confermata. Ammetto di non essere “fedele nei secoli”, non credo all’assolutismo delle appartenenze. Sono stato per circa 15 anni, fervente militante radicale, poi nel 94 quando Pannella appoggiò Berlusconi, uscii dal partito, non ho più fastto politica, mi sono limitato a votare come te, ed ho sempre sperato,, invano, che nel PCI,PDS,PD qualcosa cambiasse. Forse ora sta succedendo, ma, se avverrà, sarà stato merito di chi ha interrotto un torpore letale.
    PS: mai Dalema al Quirinale! E Violante deve smetterla di inciuciare.
    Un abbraccio

    1. “I puri di cuore”, come tu li chiami, non tengono le mani in tasche, non restano spettatori anche di eventi graditi e piacevoli, ma si attivano, collaborano: costruiscono con gli altri un disegno, un quadro, una sinfonia!….

      L’ignavia e l’indolenza a QUALCUNO fecero dire: ” Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: NON RAGIONIAM DI LOR, MA GUARDA E PASSA”…

      Che opinione hai di chi per viltà non si schiera mai?
      **************
      Ancora grazie per l’ospitalità, Lidia, un abbraccio!…ciao Luigi!

      1. Se uno non si schiera per viltà, la risposta non può che essere: è un vile. Nel caso dei Grillini (a me piace il nome) non c’è viltà, c’è piena consapevolezza. Continui a denigrarli senza capire che, da fermi, hanno già fatto cambiare molte cose. Lo vuoi capire che in nome del fare presto, Napolitano ha costretto Bersani a votare Monti e Fornero? Lo sai che la riforma Fornero ha aumentato la disoccupazione, lo sai che l’aumento dell’1% di Iva ha ridotto le entrate fiscali? Che cosa ne pensi di Dalema al Quirinale? I processi decisionali nel Movimento 5S, sono democratici, partecipati e sofferti. Non giudicare solo da quello che senti in TV o sui giornali. A proposito della mancanza di sicurezza ti ricordo che qualcuno ha anche detto “il dubbio è la virtù dei forti”.

        1. @ Per Luigi
          Sono convinta di due cose:
          Primo. della necessità di appoggiare il governo Monti, nel momento in cui questo paese stava entrando nel fallimento. E quindi il Pd ha fatto bene ad appoggiare Monti. Ma quando questo ha finito il suo incarico, è dovere del Pd riprendere in mano le cose fatte e correggerne i fondamenti, cosa che, quando era in minoranza, in quella strana maggioranza, non è riuscito a fare.
          Secondo: chi mette in giro voci che D’Alema deve andare al Quirinale, lo fa ancora una volta per cercare di tagliare le gambe al Pd. Non sono gli iscritti che dicono questo ma chi sta fuori, in altri partiti che hanno tutto l’interesse di gettare zizzania dentro il Pd.
          Mettiti l’animo in pace, che D’Alema non andrà al Quirinale, mentre chi aspira molto a quel posto sono Berlusconi in primis e Monti.
          Ciao, un abbraccio

      2. @Sergio
        Non prendere posizione, stare a guardare con l’occhio del controllore, cogliere una qualsiasi mossa dell’altro e bollarla come un “inciucio” o un “mercanteggiare”, poter offendere senza rispetto per nessuno, pretendere poltrone perché “noi abbiamo il 25%”, non rispondere alle domande insidiose dei giornalisti, eccetera, eccetera, sai che pacchia diventa “stare in parlamento”, mettersi in tasca 11.000 euro al mese e mangiare alla mensa della Camera a prezzo ridotto?
        Altro che puri di cuore!
        Ciao, un abbraccio.

        1. Hai ragione. Sono quasi come gli altri, anzi visto che, per lo più, vengono dalla situazione di precariato o disoccupazione, cominceranno a prendere tangenti, vendersi fare bunga bunga e qualcosa di ancora peggiore. Purtroppo la migliore scuola di delinquenza è il carcere, la peggiore per i politici è entrare nelle stanze dei bottoni. Per il momento però ne restano fuori e questo è un fenomenale anticorpo. Restare fuori, o come dici tu, non prendere posizione richiede più coraggio di quanto ce ne voglia per assecondare le sirene.
          Un abbraccio.

          1. Devi perdonarmi Luigi, ma l’atteggiamento di chi ha il 25% dei consensi degli italiani, non è la cosa migliore che gli italiani stessi si possano augurare. Tirarsi fuori da ogni responsabilità dicendo che si intende accettare SOLO ed esclusivamente le proposte del m5s, ha quasi dell’incredibile. Ma allora perché ha scelto la via parlamentare e non è rimasto fuori dal parlamento? Dal momento che c’è e ne ha accettato le condizioni, parli, non si triceri dietro il suo pc. Il 75% degli italiani non sa cosa sia un computer.
            Ciao Luigi, mi raccomando continua a battagliare, sei sempre un amico prezioso.
            Un abbraccio.

        2. @Speradisole,
          Personalmente, di getto, sarei per un dialogo, ma non ho le conoscenze di che cosa stia succedendo dietro le quinte, per chiedere o auspicare che ci sia un accordo fra PD e M5S. Mi fido dei grillini, per ora, so che vogliono il bene del paese.

  3. tifo per la Bonino – la più decente italiana – ciao

    1. Anch’io.

    2. Anche a me va a genio, mi garba molto.
      Ciao

  4. Mai anche loro e soprattutto Berlusconi che mira al colle per avere finalmente la licenza di …..delinquere senza conseguenze. Tu pensi che sia stato necessario appoggiare Monti e ti confesso che nei primi giorni ne ero convinto anch’io.
    Mi sono bastati però pochissimi segni (i decreti) per cambiare opinione e sperare che Bersani, dicesse non c’è l’equità e lo sviluppo promessi, c’è solo macelleria sociale: ti tolgo la fiducia.

    1. Purtroppo sì, penso che fosse necessario appoggiare Monti e cercare di fare uscire questo paese da una fanghiglia insidiosa che ci stava soffocando.
      Ma tutto è destinato ad essere modificato, se si vuole

  5. PERFETTO UNA DONNA AL QUIRINALE.
    CIAO A PRESTO LIDIA.

    1. SPERIAMO PRESTO E SENZA INCIUCI O MALUMORI SPARSI.
      CIAO, UN ABBRACCIO

  6. IL SOTTILE TRASFORMISMO DEL PERFETTINO TRAVAGLIO
    —————————————————————————————-

    Mi domando se è Lui che ha partorito Grillo o Grillo ha inventato Travaglio!
    Parla ormai con lo stesso sapore acidulo dello “stellato”, anche Lui cade nel qualunquismo esasperato, anche Lui non salva mai nessuno, ma non pensavo che riuscisse già da subito, ad infangare persino Grasso che bene ha fatto ieri sera ad intervenire con toni pacati in -Servizio Pubblico- a difendere le sue posizioni.
    …E Santoro offre il “coro” delle tragedie greche!

    Ammirai, appena uscito, il giornale “Il Fatto Quotidiano”, ma nell’ultimo anno ho avvertito uno strano atteggiamento persino contro il Presidente della Repubblica.
    Padellaro, Travaglio, Gomez, Caporale abbracciano una strana sinistra che non riesco a qualificare, sebbene di recente lo stesso Travaglio, mi pare dalla Gruber, abbia affermato che avrebbe votato per Grillo al Senato e Ingroia alla Camera!
    Bene, bravi! E’ sempre stata la sinistra radicale a fare male alla sinistra!

    Mi rammarico per il ritardo con cui la mia opinione è mutata notevolmente nei confronti di Travaglio: il fine dicitore diventato ormai solo un esibizionista, ama leggersi, ascoltarsi: come Narciso si specchia ormai solamente sul sul quaderno di appunti e si ama perdutamente….

    P.S.
    Cara Lidia, più ti leggo e più ti stimo.
    Un abbraccio vero!

    Sergio

    Sergio marzo 22, 2013 alle 9:34 am|Risposta
    In 20 anni non ho mai apprezzato e condiviso una sola parola di Berlusconi, ma forse un pensiero espresso durante l’ultima campagna elettorale è vero: ” Grillo è la persona più cattiva che esista in circolazione, ed è un grave, serissimo pericolo per l’Italia e l’Europa intera”

    1. Anch’io ho provato una grande delusione nei confronti di Travaglio. Prima ci credevo e mi piaceva, anche se la sua presunzione di sapere tutto di tutti, smorzava un po’ l’entusiasmo. Una qualche incertezza la si deve avere per essere “umani”.
      La delusione l’ho provata anche con Padellaro. Lo seguivo regolarmente quando dirigeva l’Unità, poi, fondato il nuovo giornale ha preso una deriva che, per me, non è più condivisibile.
      Con Travaglio si è cominciato a criticare qualsiasi trasmissione televisiva. Infatti il fatto quotidiano era proprio nato per fare le pulci all’informazione e fin qui, poteva anche andare, poi, quando ha iniziato a lanciare fango dal ventilatore, ha imitato il “Giornale” di famiglia.
      Il guaio è che si spaccia per persona sempre molto informata sugli altri e gli va bene quando è solo e senza contraddittorio, ma appena, per esempio, arriva Berlusconi, di cui ha terrore, si lascia sputtanare e si fa prendere a schiaffi, non reagisce e sta in silenzio.
      Più o meno usa gli stessi metodi di Grillo. Un metodo che è molto comodo: «la colpa è sempre degli altri: comunque di chi è al governo o di chi copre qualche ruolo di responsabilità. Siamo poveri per colpa degli altri, stiamo male per colpa degli altri. Un modo di parlare più agevole per un ignavo che per chi prende a cuore davvero i problemi del paese e cerca di correggere gli errori».
      La comparsa dei grillini sulla scena politica è stato il cacio sui maccheroni per il fatto quotidiano. Grillo si è trovato dei sostenitori gratuitamente senza chiedere niente a nessuno, e questi sostenitori, prestano la loro voce, non tanto per il gusto della informazione, ma proprio per il gusto di sfasciare tutto.

      Ogni tanto anche i peggiori ne azzeccano una, anche B qualcuna l’ha azzeccata. Che Grillo sia un pericolo per l’Europa è possibile, ma sicuramente lo è per gli italiani, se decidessero di seguirlo sulla strada dell’uscita dall’euro. Una decisione che ci metterebbe tutti in ginocchio e dimezzerebbe a chi ha qualche risparmio, il proprio gruzzolo, accumulato dopo anni di fatica. Peggio molto peggio della riforma Fornero e del governo Monti.

      Ciao Sergio, contraccambio l’abbraccio ed anche l’ammirazione.

      P.S. Io, per l’esattezza, sono “speradisole”, non sono Lidia, che è invece una carissima amica che scrive spesso nel blog ed alla quale ho dedicato una pagina dove ho raccolto le sue poesie ed i suoi racconti: “I gioielli di Lidia”.
      Ma quello che importa non sono i nomi, bensì la stima che hai dimostrato per questo modesto blog. Grazie.

  7. Robeta LOMBARDI M5S
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    E’ così modesta da sentirsi già Diva in Parlamento e dopo la gaffe sul fascismo e i suoi iniziali giudizi negativi sui metodi grilleschi, ieri ha sparato la sua prima colossale cazzata: “siamo i primi per numero di voti”.
    Peccato che il PD abbia 148mila voti in più….!!!

    …ma 5 stelle sta per -albergo di lusso-??? Ahahahah……!!!!

    1. La supponenza e la protervia con cui si presenta purtroppo la rendono antipatica immediatamente. Mi dà l’idea della matrigna, molto arcigna e assai poco digeribile.
      Ciao carissimo, un abbraccio

  8. «Per sfuggire ai giornalisti, ai cameramen e ai fotografi che lo inseguivano a bordo di moto e scooter, l’auto di Beppe Grillo, uscita dal Quirinale, è passata 3-4 volte col rosso, ha preso la corsia preferenziale di corso Rinascimento e ha effettuato un paio di inversioni a U dove non era consentito».

    Dettaglio della cronaca di ieri, che sottoponiamo agli elettori del Movimento 5 Stelle. Si fossero comportati così Berlusconi, Bersani o Monti avreste detto, giustamente: l’arroganza del potere davanti alle regole. Poiché lo ha fatto Beppe Grillo, nessuna obiezione. O almeno non ne abbiamo ancora lette, tra le migliaia di commenti sulla giornata. Anzi: traspare un certo orgoglio davanti alle gesta del capo, campione di slalom urbano e variazioni democratiche (a quale titolo era al Quirinale? Non si sa).

    Grillo capisce di comunicazione, non c’è dubbio. Ma quello che capisce lui ormai lo abbiamo capito anche noi. L’uomo ha intuito il valore della scarsità in tempi di eccesso. Meno si fa sentire, più viene ascoltato. Meno si fa vedere, più diventa prezioso. Le fotografie artigianali col cellulare e le immagini ballonzolanti di una diretta streaming diventano gioielli, per i media ricchi di canali d’uscita e poveri di informazioni in entrata. Produrre VETRO e venderlo come DIAMANTE: il sogno erotico-professionale di ogni uomo di marketing.

    Capiamo che ogni paragone tra Grillo e Berlusconi possa risultare indigesto ai sostenitori del primo. In effetti i personaggi non potrebbero essere più diversi, come storia, psicologia, ideologia e tricologia. Ma come venditori sono entrambi dei fuoriclasse. E, quando si tratta di non rispondere, sono due campioni. Perché diciamolo: tra un blog senza contraddittorio e un videomessaggio non c’è poi molta differenza.

    Detto ciò: che Grillo ci provi, non è bello; ma ci sta. La delusione è vedere i suoi elettori entusiasti di queste tattiche. Non dev’essere per forza così, lo hanno dimostrato loro stessi. Dopo essersi ribellati in Rete al diktat del capo, che minacciava punizioni per i voti in Senato a Pietro Grasso, gli stellati – gli elettori del Movimento 5 Stelle – hanno ottenuto subito un risultato. Grillo ha ammorbidito i toni, nessuna punizione o espulsione. Perché non far sentire la propria voce anche in materia di trasparenza, comunicazione, accessibilità?
    Risposta facile: poiché in Italia, in queste materie, siamo immaturi. Gli elettori di un partito ragionano come tifosi di una squadra: i propri colori vanno difesi sempre e comunque, alla faccia dell’evidenza, della logica e del buon senso. Pensate ai comunisti degli anni 70, ai socialisti degli anni 80, ai leghisti negli anni 90, agli azzurri berlusconiani negli ultimi vent’anni. Gli stellati sono nel solco della tradizione: una brutta tradizione, però.

    Prendiamo le inesattezze – al limite della falsità – ripetute come un mantra, sperando che diventino verità. Ieri la coppia Crimi-Lombardi ha spiegato: abbiamo chiesto l’incarico al presidente Napolitano «in quanto primo partito del Paese». Questo, semplicemente, non è vero. Non solo il M5S ha 162 parlamentari su 945, ma è il secondo partito anche come numero di voti: 8.784.499 contro 8.932.615 del Partito democratico. Ma chi l’ha fatto notare, in Rete, è stato sbeffeggiato. Gli stellati più educati si sono limitati a dire: al primo posto Pd si arriva calcolando anche le circoscrizioni estere, e quelle non contano. Perché? «Perché Striscia ha dimostrato che sono truccate», spiega @ludopice. E va be’.

    Gli esempi non sono limitati alla giornata di ieri. Abbiamo visto conferenze stampa col divieto di porre domande. Interviste riservate alla stampa straniera. La tattica – un po’ leninista, diciamolo – di pretendere ogni apertura dal sistema che si cerca di infiltrare e conquistare; chiudendo invece la porta sulla propria organizzazione e i propri metodi.
    Tutto questo cambierà solo quando iscritti, elettori e simpatizzanti del M5S lo chiederanno: non prima. Ci sono persone giovani, oneste e preparate, all’interno del Movimento. Hanno l’autorità, la serenità e il tono per chiedere un cambio di passo. Non devono farlo per compiacere i media. Devono farlo per diventare grandi: ormai è ora.

    Beppe Severgnini

    1. Un applauso di condivisione a Beppe Severgnini ed un grazie a te per aver proposto questo brano.
      Ciao, un abbraccio.

  9. LA SUPPONENZA E L’IGNORANZA DEL M5S
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    Chiedere a Napolitano che affidasse l’incarico al Movimento: e i numeri? Non avrebbero avuto anch’essi bisogno di un appoggio? “-Noi vogliamo l’appoggio ma non lo diamo!-” Ma che pretese!
    E non ad un nome ad una persona designata ma al Movimento! Cose da pazzi!- “poi diremo chi sarà il nostro designato-!”
    Praticamente potreste propormi poi un Hitler o un Dr.Jekyll con Mr. Hyde o un Al Capone… e se gli elettori lo avessero saputo avrebbero votato il Movimento?
    Non ci sono con la testa!Certamente il tentativo di Bersani fallirà per colpa loro e sarò curioso di vedere quali briciole poi raccoglieranno i due antisemiti.
    Quale delusione avranno gli elettori illusi di un così pessimo comportamento

    Sgarbi(che stimo solo per la cultura dell’arte) ha paragonato i grillini ad Ambra Angiolini che riceveva informazioni tramite un auricolare da Gianni Boncompagni, per cosa dire, cosa fare, come comportarsi durante le trasmissioni di “non è la Rai” tra il 1991 e 1995
    Ed ha ragione: senza una personalità, senza protestare, come pecore a seguire il montone……….

    Luigi dà a me dell’estremista e di questi padri-padroni cosa dice invece?

    Non dare l’appoggio per tentare l’inciucio tra Pd e PDL e dire poi il peggio per ottenere in seguitoun consenso trionfante.
    Troppo banale questo gioco, gioco portato avanti da una setta le cui vittime restano gli eletti stessi e più ancora gli elettori in buona fede.
    Pensavo che peggio di Berlusconi non potesse esserci ed invece……..!!!

    Così Nerone, guardando l’Italia bruciata e infuocata, con un ghigno lugubre e tenebroso e risate demoniache, suonerà la cetra per il funerale degli italiani tutti e si rotolerà, beato, nella cenere!

    Un caro abbraccio.
    Sergio

    1. Il Capogruppo al Senato del M5S Crimi dichiara :
      “Se Bersani firma la lettera che gli abbiamo proposto dal blog di Grillo, di rinuncia ai rimborsi elettorali, allora dico: parliamone. È una provocazione. Non lo farà mai. Nel caso lo facesse sarebbe il primo atto di un cambiamento vero, reale, provato”.

      Detta così sembra una bella cosa, ma a pensarci bene per i rivoluzionari del M5S il vero, grande, discrimine per partecipare alla formazione di un governo targato Pd sarebbe la rinuncia, da parte di quest’ultimo, ai rimborsi elettorali!
      In un passaggio così delicato per l’Italia, segnato da una drammatica crisi economica, con cifre sulla disoccupazione, precarietà e povertà da far tremare, di cosa sono preoccupati i cittadini più cittadini degli altri? Dei rimborsi elettorali.
      Sono arrivati a Roma, sospinti da un vento di cambiamento fortissimo, e appena varcata la soglia del parlamento hanno perso il senso dell’orientamento. Hanno iniziato a chiedere posti di questore, di segretario, e presidenze di commissione.
      Non ci si può presentare alle camere dichiarando che si voteranno solo i programmi del “m5s” ed avere la pretesa che gli altri, entusiasti dicano “accomodatevi, quale carica volete?”.
      L’unico modo per smascherare l’inconsistenza, di questo m5s, è quello di trascinarlo rapidamente verso nuove elezioni. Ormai è chiaro: Grillo e soci stanno pregando notte e giorno affinché si costituisca un governo di larghe intese. Vogliono che a governare siano Pdl e Pd, così loro possono continuare a gridare contro la casta, gli inciuci, i privilegi, la politica, i partiti.
      La grande coalizione non serve e non è utile farla per il semplice fatto che non si può ripetere l’errore del governo Monti. Tutti al governo nella “Concordia”, come dice Berlusconi!. Beh! Di Concordie ne abbiamo avute abbastanza, una per oltre un anno con Monti e l’altra che è naufragata davanti all’isola del Giglio, perché a comandarla non c’era personale idoneo.
      Comunque se c’è una cosa che il PD ha chiesto da tempo è il dialogo, dialoghiamo su tutto. Il dialogo vuol dire sedersi intorno ad un tavolo e discutere, dialogare non vuol dire “inciucio”. Mettiamo al primo posto l’Italia.
      Ciao Sergio, un abbraccio.

  10. Ecco cosa scrive Andrea Scanzi su “Il fatto Quotidiano” se n’è accorto anche lui.

    M5S: cinque cose in cui i grillini sbagliano
    di Andrea Scanzi | 22 marzo 2013

    Due giorni fa ho elencato alcuni aspetti positivi dei parlamentari 5 Stelle. Oggi voglio sottolineare (almeno) cinque cose che non mi convincono.
    Comunicazione. Ragazze e ragazzi, a volte sembra che lo facciate apposta. Il fascismo buono, i microchip cutanei, i Vendola finti, i portavoce in silenzio stampa (okay, erano “coordinatori della comunicazione parlamentare”, ma l’autogol resta). Ma che state a ddì? Capisco l’inesperienza. Capisco che tutti non aspettino altro, e che prima di voi non c’erano i Churchill ma i Razzi (e i Razzi ci sono ancora). Capisco tutto. E conosco molto bene i vostri numerosi pregi. Ma datevi una regolata. Se non avete una cosa da dire, non ditela. Se siete in debito di visibilità, scegliete contesti facili (inutile andare a La zanzara e poi lamentarsi di quanto sia cazzara La zanzara: è come tuffarsi nel mare e poi dire “Oh cavolo, mi son bagnato, quanto è stronzo ‘sto mare”). E se non siete ancora in grado di gestire il circo mediatico, lasciate che altri – più bravi e scaltri – parlino per voi. Pizzarotti a settembre se la prese con parte del pubblico del Fatto che lo contestò e mercoledì è stato impeccabile dalla Bignardi. Non si nasce imparati, e ha ragione Sergio Romano quando vi augura (come corso di formazione accelerato) due anni di opposizione perché impariate il mestiere.
    Monologhi Stampa. Non è possibile convocare una conferenza stampa e poi esordire dicendo “Niente domande”, come ha fatto la Lombardi. In un paese normale, i giornalisti avrebbero dovuto mandarvi a quel paese (come troppo spesso fate voi) abbandonando la “conferenza” (pardon un monologo). Se dovete comunicare una cosa senza contraddittorio, mandate una mail o scrivete un post (in quello siete esperti, giusto?). In Italia c’è questa moda di accettare ogni ghiribizzo della “star”. Soprattutto in conferenza stampa. Esempio: quando Galliani presentò Balotelli, una giornalista Rai gli ricordò che Berlusconi lo aveva definito “mela marcia”. Galliani non solo negò l’evidenza, ma trattò male la giornalista (rea di avere ragione). I colleghi cosa fecero? Un po’ sghignazzarono e un po’ solidarizzarono (con Galliani, mica con la giornalista). Troppo spesso servi e meri reggitori di microfoni, gli scribi hanno pressoché dimenticato il gusto antico della decenza. Quella decenza che, con rispetto parlando, avrebbe imposto ai giornalisti di rispondere alla Lombardi: “Abbella’, se vuoi cantartela e suonartela da sola, noi togliamo il disturbo”. Le domande (anche quelle stupide e sbagliate) si accettano. Altrimenti non si fa politica.
    Non siete Grillo. Cara Rostellato (che non hai salutato la Bindi e te ne sei vantata, salvo poi chiedere scusa) e caro Crimi (che hai detto in streaming che Grillo ha tenuto sveglio Napolitano): non siete il vostro leader (o megafono che sia). Grillo può permettersi molto, se non tutto: ha una carriera alle spalle, credibilità, talento. Se lui dice “Morfeo”, ha un senso (discutibile), ottiene uno scopo e crea la notizia. Voi, no. Apparite arroganti, malamente acerbi e facilmente attaccabili. Datevi una svegliata. E più umiltà: vi tocca crescere in fretta (e non vi daranno tempo).
    Aritmetica. Non siete la prima forza del paese. Non lo siete al Senato, non lo siete (di poco) alla Camera. Il M5S ha fatto della “verità” una delle sue battaglie. Appunto: Pd 8.932.523, M5S 8.784.499 (alla Camera e comprensivi dei voti degli italiani all’estero). Non avete preso “più voti degli altri”. Finitela con questa bugia, che peraltro non serve a nulla.
    Pragmatica. Il menopeggismo ha ucciso la “sinistra” italiana, e oltretutto è da dimostrare che i D’Alema siano poi così migliori dei Berlusconi. Il M5S ha avuto successo anche perché ha incarnato una terza strada, adatta a chi non potrebbe mai votare questo centrodestra ma al tempo stesso trova che il centrosinistra (spesso, non sempre) sia un’accozzaglia incapace e tristemente comica. Siamo d’accordo. E capisco anche il desiderio di essere “oltre” e “diversi”. Va bene. Io però sono abituato a giocare con le carte che ho in mano (e con quelle che vedo in tavola). Non giriamoci troppo attorno. Al netto delle schermaglie, e mentre il paese muore, le strade sono solo tre: si torna rapidamente al voto (non lo vuole nessuno, men che meno con il Porcellum); si fa un inciucio Pd-Pdl, magari con il neo-intoccabile Grasso (piacerebbe a Berlusconi, a qualche tattico cinico del M5S e pure ai dalemiani, ma porterebbe alla morte del Pd); oppure si cerca – magari dopo l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, lasciando nel frattempo Monti come prorogatio fino ad aprile/maggio – una figura realmente esterna. Non Bersani o Grasso (macché), ma un altro. Uno Zagrebelsky, un Rodotà (o altri che al momento non dico). E ci si accorda su un governo “a tema” che operi insieme, centrosinistra e M5S. Un anno o giù di lì. Poi di nuovo al voto, nemici come prima. So bene che la maggioranza dei votanti M5S sia ortodossa e duropurista; non ignoro che il centrosinistra sia quel che è; e so pure che al momento il M5S stia semplicemente rispettando il proprio programma (formalmente non c’è nulla da eccepire). Eppure, mai come oggi, si scorge la possibilità di sconfiggere definitivamente Berlusconi e di contribuire a creare qualcosa di realmente positivo. Accordarsi (con tanto di fiducia: se non c’è quella, non esiste nessuna legge da “approvare caso per caso”) con il centrosinistra non significa amnistiarlo delle colpe infinite di questi venti anni. E neanche vuol dire sposarlo per sempre. Vuol dire avere il senso dello Stato, delle cose, del presente. Dire “no” adesso ha un senso. Dirlo sempre e a prescindere è una forma di integralismo cinico, sperando nell’inciucio altrui per poi dire “Visto? Noi siamo più fighi”. Di più: è una forma di masturbazione adolescenziale. Null’altro che bimbominkismo politico (spiacenti, non è il mio genere). Se vi mostrerete ricettivi alle (eventuali e non scontate) sirene sincere del Pd, dimostrerete acutezza e maturità; se vi trincererete dietro il “O noi o morte”, la Casta avrà buon gioco a dire che è tutta colpa vostra e siete solo degli sfascisti irresponsabili.
    Provate a costringere il Pd a fare qualcosa di buono, come in Sicilia: se poi il Pd deluderà un’altra volta, e non si scorgeranno Crocetta benemeriti, si andrà al voto. Chiamandovi anzitempo fuori, consegnerete un’altra volta il Pd al Pdl: forse (forse) guadagnerete un po’ di voti, ma il paese si sfascerà definitivamente.
    Avete preso troppi voti e non vi aspettavate così tante responsabilità? Sì. Comunque vi muoverete, vi attaccheranno? Yes. E’ un gioco troppo difficile e cattivo? Oui. Ma siete stati voi a voler giocare. Ecco: è il momento. E “rendicontare anche le caramelle” non basta. Non adesso.

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