NEL GIORNO DELLA MEMORIA

NEL GIORNO DELLA MEMORIA

27 gennaio 2013

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Ricordare la shoah è anche lottare contro le ingiustizie attuali, contro quelle ideologie che stanno portando l’Umanità all’auto-sterminio. (Don Giorgio De Capitani)

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15 Risposte

  1. Nonostante siano passati 70 anni,non bisogna dimenticare,ma ancora in tanti paesi
    le stragi di umanità si stanno consumando.E per queste nessuno alza un dito.
    Forse in questi paesi non vengono massacrati,donne bambini vecchi e, i giovani che aspirano ad una pace,ma soprattutto ai dei diritti negati.
    Ciao speradisole buona domenica Lidia.

    1. Inoltre sapere che l’Italia ha partecipato attivamente al progetto nazista di annientare gli ebrei, fa davvero di questo paese un paese persecutore.
      Questo è un grande disonore per l’Italia. Non dimentichiamolo mai.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  2. Uomini, donne, bambini, anziani, giunsero ad Auschwitz e scoprirono l’orrore dei campi di concentramento, dove veniva perpetrato l’annientamento dell’individualità umana e lo sterminio del loro popolo, colpevole solo di essere EBREO. Un termine che faceva la differenza tra vivo e morto, tra diritto e sopruso, tra rispetto e annullamento – purtroppo anche questo fa parte della razza superiore nell’habitat del mondo! ciao

    1. Questo grande genocidio rischiava di essere seppellito, come cosa normale, come conseguenze di una guerra, come effetto secondario di una mentalità. Per fortuna l’Onu, non molto tempo fa, ha istituito questa giornata a ricordo della shoah, la distruzione sistematica di un popolo.
      Ciò che mi dispiace è che l’Italia non ha mai fatto ammenda delle sue colpe, le leggi razziali ci sono tutte ed ancora ispirano tanti nostalgici.
      Beh! fa schifo gente simile. e se penso che si sta candidando al Parlamento e magari si accompagna al comico che grida più forte in questo momento, mi fa ancora più schifo.

      Proprio pochi giorni fa, rovistando fra le vecchie carte, ho trovato un libretto azzurro, dove era scritto che durante la guerra si potevano ritirare dei genere alimentari, per le famiglie che avevano militari in guerra. Ebbene sotto il cognome della mia famiglia era scritto: razza ariana. Discriminazione perfetta, ubbidienza cieca alle leggi razziali italiane. Un disonore da cancellare.
      Anche noi come i tedeschi ci dobbiamo assumere queste colpe.
      Ciao Loretta, grazie ed un abbraccio di cuore.

  3. Si, non solo non si deve dimenticare, ma è necessario tramandare alle prossime generazioni questo scempio.
    Mi dispiace, e chiedo scusa, prendere ad esempio il tuo post precedente, ma non tutti sanno che molte di quelle persone, prima di essere “giustiziate” venivano sottomesse a torture inimmaginabili per sperimentare quanto un essere umano riuscisse a sopportare il dolore per poi conservare il cervello del più resistente come trofeo. Davvero abominevole.
    Il personaggio che si vuole ricandidare in compagnia del comico, ha dichiarato: “le leggi razziali sono state la peggiore colpa di Mussolini”. Ma va?
    Ciao

    1. Che ci sia bisogno di dedicare almeno un giorno all’anno per ricordare lo sterminio di un popolo, durante l’ultima guerra, lo si capisce dai vari tentativi terribili ed insopportabili di chi vuole sovvertire la storia e negare l’evidenza. Il revisionismo storico, tanto amato dai nostri destrorsi da voler addirittura cambiare i libri di testo nelle scuole, sta appiattendo ogni cosa. All’insegna del “tutti sono uguali” si arriva a dire che Mussolini di male ha fatto solo le leggi razziali, perché è stato succube della Germania nazista. Nient’altro? E quante cose si mette nel dimenticatoio per riabilitare un personaggio indegno sotto tutti gli aspetti?
      Si capisce che chi dice queste cose non sa nulla della guerra, del fascismo e dell’odio che ha sparso fra la gente. Non sa nulla perché probabilmente ha vissuto quei tempi in una dorata adolescenza, dalla parte del più forte. In fin dei conti, avere un padre banchiere non è da tutti.
      Ciao Antonio, un abbraccio.

  4. Ho un’ottima considerazione di questo prete, che conosco grazie a te.
    Sono condivisibili anche le sue parole.

    Pero’ io non credo che chi indossa l’abito talare possa esprimersi, oggi, in questa giornata.

    Potrei citare cento episodi, ricordo solo uno dei piu’ eclatanti, che risiede nell’assordante silenzio del Vaticano quando rastrellarono il ghetto a Roma.

    Non piu’ tardi di stamane, su radio1, un distinto prelato diceva:

    “E’ vero, la chiesa non ha fatto abbastanza per gli ebrei, ma ha salvato molti disabili dai lager”.

    Ecco.

    Delle volte un silenzio da chi a suo tempo si e’ reso complice sarebbe auspicabile, anche da un prete bravo.

    Mi vogliate perdonare,
    ma oggi e’ la giornata della memoria, non del perdono.

    Ciao
    Zac

    1. Ho scelto queste poche parole di Don Giorgio, perché sono le uniche di quelle che ho letto in questi giorni che, a mio avviso, danno un senso profondo alla giornata della memoria. Lo ho trovate in una breve risposta ad un commento di un signore di nome Gioele, che appunto si lamentava del suo silenzio ed invitava il prete ad intervenire con un suo pensiero. Ma il prete non ha colto l’invito. Tutto quello che ha fatto è stato pubblicare nel blog due articoli relativi alla giornata, uno preso dall’Avvenire ed uno dal Fatto Quotidiano. Ma null’altro di suo.
      Sono di un prete, è vero, ma un prete da stimare. Sappiano che non lesina critiche neppure in casa sua. Ma la categoria in genere è di un’altra pasta, e soprattutto lo è stata a quei tempi.
      Sapevano benissimo a cominciare dalle alte gerarchie che cosa stava succedendo in Germania ed hanno sottaciuto quando la stessa cosa è successo in Italia. Non sono riusciti ad evitare la deportazione di migliaia di ebrei, anche quando sapevano che andavano nei lager a morire. E poco è stato fatto in tal senso, anzi, dopo la guerra il vaticano è stata la via di fuga per i responsabili dei genocidi, compreso lo sterminio dei lager.
      C’è sempre stata una vena di antisemitismo nei cristiani. Basta leggere “Gli atti degli apostoli” (si legge in un quarto d’ora) per capire che cosa viene detto degli ebrei, colpevoli di deicidio. E la scuola continua sulle stesse parole.
      Non dimentichiamo che il nemico principale era un altro, quel comunismo che minacciava le basi della loro sussistenza mettendo in discussione l’esistenza di Dio, mentre il nazismo era il benedetto e con lui naturalmente il fascismo.
      E mi sa che poco sia cambiato.
      Ma hai ragione, oggi è la giornata della memoria, non del perdono. E non ci devono essere né perdono né scuse, per un genocidio del genere.
      Ciao Zac, un abbraccio.

  5. Lottare per la giustizia e i diritti umani è l’unica possibilità a che non si ripeta l’orrore dello sterminio.

    1. L’auspicio è che non si ripeta più una cosa del genere, è vero, ma allora dovremmo impedire con forza e scandalizzarci se anche nel nostro paese c’è qualcuno che vuol dimenticare o che addirittura rimpiange quegli orrori. E invece si lascia correre. Non vorrei che, come al solito, arrivassimo troppo tardi per rimediare.
      Ciao Nou, un abbraccio.

  6. Il pericolo di arrivare troppo tardi c’è perché l’informazione non fa il suo dovere: sono tutti TUTTI ben agganciati per osare dissentire o indignarsi sul serio.
    Ciao Sperdisole, anch’io ti abbraccio.

  7. Sì, si lascia troppo correre!

  8. Non mi è passato il primo dei commenti in cui mi chiedevo chi ? oltre Bersani e asserivo che meno male che ancora c’è la Cgil e la Fiom.

    Ciao Nou

  9. Mi scuso per aver fatto un po’ di confusione dei post. il commento sopra delle 5:14 si riferisce al post “Fatalità”

    1. Non ti scusare Nou, i commenti arrivano tutti e vanno bene sempre, anche se non si riferiscono proprio al post.
      Ti ringrazio, prima di tutto per la partecipazione e poi perchè così anche noi nel nostro piccolo cominciamo a reagire. Mi è piaciuto moltissimo Bersani quando ha detto che vuole “sbranare” gli avversari.
      Un po’ di cattiveria, in questo pericoloso contesto fatto tutto di Berlusconi, Lega, Monti e compagnia, ci sta come la ciliegia sulla torta.
      Ciao Nou, un grande abbraccio.

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