GLI INGANNI FISCALI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

GLI INGANNI FISCALI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

casa-affitti-tasse_h_partbMentre in Italia chiudono miniere, acciaierie e prestigiosi marchi di porcellane, rischiano la svendita le linee aeree, i giovani non trovano lavoro e le donne ancora meno, i dipendenti pubblici subiscono progressivi tagli al loro potere d’acquisto, il servizio sanitario e la scuola vengono definanziati di continuo, eppure la campagna elettorale si concentra sull’unico tema che il berlusconismo sa tenere vivo: le tasse.

Vero è che nell’ultimo anno imprese e famiglie hanno dovuto affrontare talmente tanti aumenti, che spostare il focus dal fisco al lavoro e la crescita, come vorrebbe fare il Pd, risulta molto arduo.

Ma è altrettanto vero che nessuno potrà promettere alcunché sulla pressione fiscale se non si tornerà a crescere.

Che dire poi del fatto che tutti parlano di tasse e nessuno di evasione? Per il nostro Paese vale la battuta che usava ripetere l’ex ministro Vincenzo Visco: «In Italia il difficile non è alzare le tasse, ma farle pagare».

L’uomo delle tasse in questa campagna elettorale avrebbe dovuto essere il premier Monti, che si è presentato all’opinione pubblica come icona del rigore del bilancio, modello confermato dalla sobrietà del suo loden blu e delle sue grisaglie. Invece questi panni sono stati dimessi un minuto dopo aver deciso di “benedire” il centro di Fini e Casini, e aver presentato la sua lista al Senato.

A quel punto è scattata la metamorfosi, che, in pochi secondi, ha frantumato la credibilità del premer: l’Irpef si può abbassare, l’Iva si può congelare e l’Imu si può lasciare ai Comuni.

Davvero troppo per chi ha diligentemente versato fino all’ultimo euro, anche durante le feste natalizie, nella convinzione che le casse pubbliche fossero vuote. Per non parlare degli esodati, rimasti senza certezze per mesi. L’argomento del premier è che proprio grazie al rigore imposto agli italiani (conseguenza delle politiche “irresponsabili” di prima), ora è arrivato il momento di tagliare le tasse. Quello a cui Monti non risponde è come farà a tornare a crescere. Il premier ha ammesso che quest’anno il Pil resterà negativo, ma appena di uno 0,2%. Peccato che moti altri istituti non la pensino così.

Se Monti ha subìto una repentina metamorfosi, Berlusconi è rimasto lo stesso. Tale e quale a quello di vent’anni fa. Il suo motto è semplicemente: meno tasse.

Sulla casa poi, è quasi un atto di fede. «Per noi è un bene sacro», ha detto. Sarà per questo che quando era al governo ha sfornato per 4 o 5 piani casa, promettendo una stanzetta in più per  il bimbo, una verandina sul terrazzo, un tinello più ampio.

Non si è realizzato nulla, in compenso l’abusivismo continua a imperare in uno dei Paesi più belli del mondo. L’inganno di Berlusconi è sottile e insidioso. Sostenere di eliminare l’Imu sic et simpliciter vuol dire fare un regalo gigantesco a chi ha di più, e di poco conto a chi ha di meno.

E’ una proposta altrettanto regressiva dell’Imu targata Monti.

Da non dimenticare poi che proprio il Pdl ha sempre frenato per la revisione delle rendite catastali, il cui valore ancora premia gli antichi palazzi del centro e danneggia le nuove abitazioni delle periferie, di solito abitate da giovani coppie meno abbienti.

Altrettanto regressiva (e anche un po’ ridicola) la proposta di coprire il taglio dell’Imu con un aumento delle tasse su alcol, tabacchi, e giochi (che sono in netta regressione).

Si sa che oggi fumano, bevono e giocano più i poveri che i ricchi. Ecco perché le chimere delle meno tasse per tutti restano tali: assolutamente irrealistiche.

Qualcuno il conto dovrà pagarlo per forza, Berlusconi lo sa bene. Attacca il Pd evocando la patrimoniale (a parte che il Pd vuole semplicemente una Imu più alta sulle grandi proprietà), parola che a destra equivale a esproprio della proprietà privata. Intanto continuerà a far pagare chi sta peggio, tagliando servizi e aumentando balzelli.

Una novità sul fronte della propaganda fiscale arriva invece dai barbari sognanti di Maroni. Promettono il 75% del gettito al Nord. Un vero paradosso. Perché se a qualcosa il fisco serve è proprio a ridistribuire la ricchezza. Invece loro ”sognanti” lo usano per concentrarla dove già c’è. Senza contare che, già oggi, considerando le addizionali, il sud paga più del nord. Altro che sognanti questi sono furbi.

(Bianca De Giovanni. L’Unità)

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4 Risposte

  1. In questo caso non riesco a condividere le ultime tre righe, non credo che la redistribuzione della ricchezza debba essere attuata per aree geografiche, ma in maniera equa su tutto il territorio, non dispongo poi di dati ma solo pensando alle addizionali sul riscaldamento ho motivo di credere che l’ultima affermazione della giornalista non sia esatta.
    Ciao Spera e scusami se dissento.

    1. Probabilmente la giornalista ha dati alla mano che le hanno consentito di chiudere l’articolo con questa frase. Anche per me un po’ fuori luogo.
      Le proposte della destra su come e dove reperire i soldi che verrebbero a mancare se l’Imu venisse abolita del tutto, sono piuttosto ridicole. Lo ha detto Galan, sosteneva quanto sia facile prendere i soldi dall’alcol e dal fumo.
      La cosa mi lascia molto perplessa. E’ da un po’ di tempo che, a causa dei continui aumenti, queste vendite sono in regressione e allora non è pensabile che con provvedimenti del genere si possano racimolare miliardi. Dimostra solo che non sanno bene che fare, l’importante è fare propaganda poi saranno i soliti pensionati, precari e poveracci a rimetterci.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  2. ” Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora,ci vuole un grande consenso,
    una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi.
    Enrico Berlinguer.
    Non so se è inerente al post,ma ho trovato questa frase,molto significativa.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. OH, sì che lo è, i sacrifici della gente vanno rispettati, e se la gente onesta fa sacrifici anche pagando le tasse, non può sopportare che i solìdi versati per il bene di tutti, vadano a finisre nelle tasche di schifosi furbastri.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

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