UN MANTRA ELETTORALE: RIDUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA

UN MANTRA ELETTORALE: RIDUZIONE DELLA SPESA PUBBLICA

forbiciln3Non c’è partito, movimento, commento filosofico, vaffanculismo che non invochi nel proprio programma elettorale che «Bisogna ridurre la spesa pubblica». Detta così la frase senza spiegare che cosa si intende per “spesa pubblica” pensiamo tutti noi che sia una gran bella cosa.

Finalmente i mangiapane a gratis che stanno seduti in parlamento verranno pagati meno, i grandi manager pubblici non saranno più liquidati con milioni e milioni di euro per non aver combinato niente se non disastri in quello che hanno “managenato”, finalmente i vari presidenti di regione, i vari assessori, i vari partiti non avranno più a disposizione tanti soldi nostri. E finalmente ci saranno meno agevolazioni per costoro, meno auto blu e meno viaggi esotici o pesche subacquee a nostre spese, per non parlare della case faraoniche e così via.

Fin qui tutto bene.

Ma c’è in questa parola “riduzione della spesa pubblica”  un pericolo enorme per tutti noi, perché i programmi elettorali che parlano di ridurre la spesa pubblica si riferiscono alla riduzione della spesa nelle scuole, meno insegnanti, più licenziamenti, con il rafforzamento delle scuole private.

Si riferiscono alla riduzione delle spese pubbliche nella sanità, meno posti letto, meno medici e i meno infermieri, meno servizi sanitari e più ospedali privati, più servizi consessi ai privati. Sta già succedendo in Piemonte dove il Presidente della Regione, Cota, incapace di governare la spesa sanitaria, sta vendendo gli ospedali pubblici ai privati.(http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/04/piemonte-regione-privatizza-sanita-ma-fa-funzionare-con-soldi-pubblici/460596/)

Inoltre, ridurre la spesa pubblica significa per i partiti di destra ed anche per il movimento centrista di Monti, meno servizi sociali, meno asili pubblici, meno personale addetto alla pubblica amministrazione, meno servizi di trasporto, meno insegnanti, meno aiuti ai disoccupati, meno assistenza sociale ai disabili, meno medicine agli ammalati, meno aiuti ai poveri, ai precari e agli anziani. In sostanza  sotto la parola “diminuzione della spessa pubblica” si nasconde la distruzione quasi completa dello stato sociale faticosamente guadagnato in anni ed anni di sacrifici dai nostri padri e dei nostri nonni. Si può ridurre la spesa pubblica eliminando gli sprechi, che certamente ci sono, senza toccare i servizi utili ed un welfare giusto e solidale.

La crisi economica e finanziaria non può essere adottata come scusa per schiacciare i ceti più deboli e far ingrassare quelli che deboli non lo saranno mai.

Chiudo con le parole di Chiara Saraceno: «Minacciare di togliere la sanità pubblica significa colpire chi sta già facendo fatica a tirare avanti. Chi se la può permettere ha già un’assicurazione privata».

Annunci

9 Risposte

  1. Come non dare ragione a Chiara Saraceno,così siamo sempre noi a pagare i prezzi più alti e mantenere i ricconi che se la spassano e,per di più evadono portando i loro soldi all’estero per non pagare le tasse.Ma vedi noi siamo i brutti sporchi e cattivi,allora giù la mannaia.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Ne promette tante di cose sulle tasse che va a finire che la gente ci crede. La gente che ascolta sa benissimo che promette di abbassare o togliere molte tasse, e non mantiene la parola, ma crede che almeno qualcuna la manterrà. Per questo la sua popolarità aumenta. Ma poi non spiega dove prenderà i soldi che non andranno più nelle casse dello Stato, con le tasse. Li prenderà dai tagli ancora più drastici alla scuola, alla sanità, alla ricerca, all’Università, ai servizi per i più deboli, tutte cose di cui a lui non gliene frega niente.
      In sostanza rovina il paese.
      O meglio ammazza il ceto medio e uccide la povera gente.
      Ciao Lidia, un abbraccio

  2. In compenso faranno più carceri (lo ha detto Monti) e, consiglio io, dovranno fare più cimiteri per tutti coloro che periranno per la fame! Andiamo proprio bene!
    Ciao Speradisole.

    1. Anche quella delle carceri, che se ne debbono fare di più è una balla. Prima di tutto dovrebbero rendere più decenti quelle che ci sono, con più bagni e stanze più dignitose. Si può fare. E poi dovrebbero smettere di mettere in prigione un drogato perché gli hanno trovato in tasca tre grammi di marijuana o gli extracomunitari pescati senza permesso di soggiorno, perché da quando Maroni e company l’hanno fatto diventare reato, non resta che l’arresto. Poi e non da ultimo, dare una bella accelerata ai processi, facendo in modo che il sistema giustizia funzioni celermente.
      Non sarebbero necessarie nuove carceri.
      Ciao Antonio, un abbraccio

  3. Terrificante che ad un aumento record delle tasse corrisponda il degrado e una diminuzione di ogni servizio pubblico, sembrerebbe che la scuola, la sanità, i trasporti pubblici, le pensioni siano solo delle generose elargizioni fatte dagli strapagati onorevoli, nessun ripensamento per l’acquisto degli F35 (dai 12 ai 15 miliardi di Euro secondo “Il fatto quotidiano); l’Italia deve mostrare i muscoletti flaccidi in giro per il mondo, magari faccendoci sbertucciare con un Cocciolone ai comandi come nel 1991.
    Una piccola nota: considerare quello di Monti un “movimento centrista” richiede molta fantasia tanto quanto i “moderati” che fanno capo agli ex amici di Gheddafi e nipotini di Mubarak uniti ai fieri guerrieri vikinghi di plastica che con i rimborsi elettorali comprano diamanti in Africa urlando Roma Ladrona.

    1. Non corrisponde perché vanno a finire in mille rivoli, compresi i compensi stratosferici sotto la voce rimborsi elettorali. Soldi che vengono erogati sulla base della percentuale dei votanti. Di solito quando si rimborsa qualcosa, lo si fa sulla base di una fattura, ma qui se elargisce senza nessun controllo. Poi ci sono i vari ladri. Poi ci sono gli impegni con la Nato per cui paghiamo non solo aerei costosissimi, ma anche non si quanto sottomarini. Poi ci sono gli impegni con l’Europa per cui noi paghiamo i debiti della Grecia, la Grecia, li restituisce alla Germania e alla Francia e quindi in sostanza noi paghiamo le banche tedesche e francesi.
      Poi c’è tutta una serie di sprechi scandalosi, come le cene, le auto, gli autisti, le agevolazioni, le rappresentanze. Se sommiamo tutto questo si fa una bella sommetta, senza andare ad intaccare la sanità o la scuola.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  4. Prima di ridurre la spesa pubblica, equiparare lo stivale significherebbe spendere un terzo di meno.

    Esempio pratico:
    La ASL dell’alto vicentino paga i fornitori a 60/90 giorni
    La ASL di Caserta paga i fornitori a 1200 giorni (hai letto bene, milleduecento).

    Ne consegue che l’azienda, spesso le multinazionali, vende l’Aulin a Vicenza a tre euro, e a Caserta a dodici euro, i nove che mancano sono la “spesa pubblica” inutile.

    E così per le siringhe, le garze, le lenzuola, i macchinari, le mense, tutto.

    Addirittura una Bayer a caso a Vicenza si presenta alla ASL direttamente, a Caserta si presenta l’azienda locale che fa’da rivenditore, e ovviamente raddoppia il prezzo.
    Perché una multinazionale non prevede pagamenti superiori ai 60/90 gg, quindi si appoggia all’imprenditore locale.

    L’esempio può essere trasferito in qualsiasi settore pubblico, ho scelto la Sanità solo perché e’ il settore pubblico con maggior fatturato.

    Ciao
    Zac

    1. Giustissimo. Fare in modo che la Pubblica Amministrazione paghi i fornitori a 60/90 giorni in tutta Italia, in questo modo le ditte fornitrici non metterebbero un sovrapprezzo per chi tarda quatto anni a pagare.
      Sovrapprezzo che si può fare solo sui cosiddetti presidi, non sui farmaci, che per legge (la riforma del 1978) le ditte debbono vendere agli ospedali con uno sconto del 50% obbligatorio, rispetto al prezzo di registrazione del farmaco.
      Quindi non si tratta di tagliare la sanità pubblica, ma di entrarci dentro e farla funzionare come si deve.
      Nella mia regione, per esempio, esiste un centro unico regionale d’acquisto ed un unico economato da molto tempo, per gli ospedali e servizi vari delle Asl. Ma qui abbiamo avuto Bersani come presidente ed Errani che ha continuato la sua strada. (A differenza di Cota, che in Piemonte, non sapendo come risolvere i costi, sta vendendo ai privati gli ospedali pubblici).
      Ciao Zac, un abbraccio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: