IL BLOG DI MALALA YOUSAFZAI FACEVA PAURA

IL BLOG DI MALALA YOUSAFZAI FACEVA PAURA

Malala-YousafzaiMolti ricorderanno la storia di questa quindicenne pakistana diventata famosa perché ha osato sfidare i talebani rivendicando il diritto delle ragazze a frequentare la scuola. Per questa colpa, quegli integralisti ossessi le hanno sparato alla testa.

Per lei era stato chiesto il premio nobel per la pace. Forse ai minorenni questo premio non viene concesso, ma anch’io avevo firmato la petizione perché le fosse riconosciuto.

A Mingora, nella valle dello Swat, Pakistan del Nord, Malala tornava a casa in autobus con la compagna Kainat, quando sono saliti due barbuti che le hanno chiesto il nome e poi l’hanno colpita, un colpo in fronte e uno nel braccio.

Dopo l’operazione in un ospedale della zona per rimuovere i proiettili, è stata trasportata per la riabilitazione in Gran Bretagna, al Queen Elizabeth Hospital di Birmingham.

L’agguato di cui è rimasta vittima l’ha fatta conoscere in tutto il mondo, ma in Pakistan era già nota per le cose che scriveva nel suo blog, riprese dai giornali locali. Era il blog del Bbc urdu  service, un servizio nella lingua locale dell’emittente britannica, il cui corrispondente aveva chiesto ai ragazzi di raccontare come vivevano.

Malala, ragazzina con un acuto spirito di osservazione, addestrata a ragionare dal padre Ziauddin, maestro elementare, scriveva cose come questa: «Se alle nuove generazioni non verranno date le penne, i terroristi daranno loro le pistole». E si preoccupava che i due fratelli più piccoli finissero anch’essi con la pistola in mano al posto della penna.

Aveva cominciato a scrivere il blog ad appena 11 anni, la sua terra era sotto i talebani che avevano occupato la valle dello Swat  nel 2007 e una delle prime imposizioni fu la chiusura delle scuole femminili.

Firmando con lo pseudonimo  di  Gul Makai, il nome di una leggendaria eroina locale, raccontava le difficoltà. Per esempio, che il direttore della sua scuola, una delle poche sopravvissute, aveva detto alle allieve di non mettere l’uniforme  per non dare nell’occhio: «Noi ci vestiamo con abiti comuni e nascondiamo i libri sotto il velo».

Anche quando, nel 2009, la valle venne liberata dalle forze governative, Malala ha continuato la sua battaglia per l’educazione femminile.

In ospedale è stata informata su cosa stava succedendo in suo nome. Il presidente pakistano Asif Ali Zardari ha detto: «Malala Yousafzai  è il simbolo di tutto quello che abbiamo di buono».

L’Onu ha proclamato il Malala day per il diritto allo studio, celebrato il 15 novembre scorso.

http://www.romanotizie.it/premio-roma-per-la-pace-e-l-azione-umanitaria-a-malala-yousafzai.html

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9 Risposte

  1. Quanti eroi umili e sconosciuti operano per le libertà!
    Grazie a tutte queste persone che arricchiscono con i loro sacrifici l’umanità intera.

    1. E’ davvero singolare che siano persone “piccole” con nulla in mano, coloro che riescono a fare grandi cose. Non servono i mezzi economici, o le armi per una rivoluzione vera, ma persone con idee di società solidale ed istruita.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  2. Piccola Stella,anche tu sei andata ad illuminare il cielo.
    Ma il tuo sacrificio non sarà vano,altre come te combatteranno questa battaglia
    contro le mostruosità di questi esseri immondi.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Sì anche lei come San Suu Kyi è riuscita a smuovere l’opinione internazionale su problemi importanti. A questa piccola donna interessava lo studio e per la difesa di questa idea stava per morire. A dimostrazione di quanta paura facciano agli integralisti ignoranti la cultura e la saggezza degli altri.
      Ciao Lidia, un abbraccio

  3. Ciao Speradisole,
    Non potrei mai rinunciare ai tuoi post che parlano di impegno civile.
    Ci sono al mondo persone belle e buone come questa splendida ragazza che ci dona l’esempio del suo amore per la pace e del coraggio.

    1. Episodi come questi mi fanno stare un po’ meglio perché penso che per combattere idee di arretratezza e discriminazione, ci vuole il coraggio dei più deboli ed oppressi, di quelli che sono in condizioni di svantaggio, come l’essere donna in quei paesi, ma nel contempo mi infonde tanta tristezza, nel vedere come l’ignoranza prenda sempre il sopravvento sugli altri, con la forza e l’arroganza. Se al mondo comandano gli ignoranti e gli arroganti, non avremo mai speranza di pace.
      Ciao Nou, un abbraccio.

  4. ormai il nobel per la pace è un premio con poco valore. basta pensare che anche Obama l’ha vinto..ho detto tutto!

    1. E sì, anche premi prestigiosi come il nobel per la pace, vengono dati un po’ “a caso” sull’onda dell’emozione che alcuni sono capaci di destare nel mondo, ma questa bambina penso che lo meritasse davvero. Comunque l’abbiamo fatto noi, a Roma, concedendole un bel riconoscimento. L’unico paese credo che, in qualche modo, l’ha premiata. Si trova un buyona compagnia.
      Ciao Pattume, un abbraccio.
      ——–
      Il Premio Roma per la Pace e l’Azione Umanitaria è stato istituito nella prospettiva di accrescere il rilievo di Roma come importante crocevia internazionale, centro di dialogo tra popoli e paesi diversi.

      Il Premio, nelle precedenti edizioni è stato assegnato, tra gli altri, ad eminenti personalità del mondo religioso, come Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, dell’economia, come Muhammad Yunus, della politica internazionale, come Ingrid Betancourt o della difesa dei diritti umani, come Aung San Suu Kyi e Khady Koita. Nel 2011, infine è stato assegnato a Lina Ben Mehenni, simbolo della lotta pacifica per i movimenti popolari della cosiddetta Primavera Araba.

  5. Se dovessi leggerlo Malala sarei molto contenta
    Ho letto il tuo libro ed lo trovato stupendo Malala io ti stimo perché hai difeso le tue e le nostre coetanee se le scuole fossero solo maschili farei lo stesso perché come dici tu possiamo di diritto sederci a scuola ed imparare anche il mio sogno sarebbe un mondo felice e che si accontenta di quello che ha
    Ti mando un grande bacio dall Italia
    Che spero arrivi fino in Pakistan firmato Chiara

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