L’INCENDIARIO

mart02L’INCENDIARIO

di Pietro Spataro – Unità

Berlusconi vuole incendiare il Paese. La scelta di sfiduciare Monti, il proposito di candidarsi, la guerra annunciata su liste pulite e giustizia e la promessa di una campagna elettorale di tipo “eversivo” sono tutti tasselli di una strategia della confusione che ha come obiettivo l’ingovernabilità e il declino dell’Italia. Da vent’anni l’uomo più ricco del Paese cerca di tenere in ostaggio la democrazia. Da vent’anni conduce una guerra senza quartiere contro le istituzioni: ha spaccato il Paese, ha destabilizzato il sistema, ha disarticolato sindacati, associazioni, movimenti, ha messo i cittadini uno contro l’altro, ha portato l’economia al punto più basso.
Oggi tenta disperatamente di ripetersi. Ma come diceva il vecchio Marx la storia si ripete due volte, e la seconda sotto forma di farsa. E infatti è farsesco che quello che era il partito di maggioranza del Paese si consegni mani e piedi a un uomo che ha a cuore solo il proprio interesse personale e che sta compiendo un atto di eutanasia politica. E’ farsesco che nel Pdl non ci sia il coraggio di fermare questa dissoluzione che rischia di travolgere il Paese e che il giovane segretario di quel partito accetti, muto come un pugile suonato, di essere trattato come l’ultimo dei camerieri di Arcore.
Il partito personale, costruito attorno alle fortune del suo capo, arriva così al capolinea. Privo di una storia e di una cultura politica, avvinghiato al destino di un uomo solo al comando, ora è sottoposto a un processo di liquefazione. Resta un uomo solo allo sbando che per salvarsi è pronto a distruggere tutto attorno a sé.
L’Italia non può permetterselo. Questo scempio va impedito. Le primarie del centrosinistra hanno dimostrato che esiste un’alleanza e un partito che fanno della responsabilità nazionale e dell’interesse generale il cuore della loro proposta. Berlusconi si assume la responsabilità della crisi del governo Monti in un momento delicato. Non è accettabile che l’esecutivo sia sottoposto a ulteriori e continue tensioni, se si deve vivacchiare tra uno strattone e l’altro, meglio dare la parola agli elettori. L’Italia ha bisogno di un governo nella pienezza delle sue funzioni. Un governo che gli dia finalmente un futuro, lontano ma molto lontano dal disastro del ventennio berlusconiano.

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18 Risposte

  1. Che disastro – mentre tanti si erano illusi e avevano tirato un sospiro di sollievo…al peggio non c’è mai fine! Ora serve decisione, determinazione e coraggio per rimetterlo a cuccia! ciao

    1. Questo articolo di Spataro, dice ciò che penso da sempre, ma lo dice con la capacità del giornalista. Io non so più che dire, se non ripetere sempre le stesse cose. Ma ho l’impressione che i prossimi mesi siano un tormentone ancora peggio dei precedenti.
      Ciao Loretta. Un abbraccio.

  2. Solo il popolo italiano può mandarlo a soggiornare in qualche megavilla in Italia o in qualche paradiso esotico, è sufficiente che le persone che votano si rendano conto dei costi di vent’anni di berlusconismo.

    1. Mi auguro che la gente ormai sia vaccinata contro questa malattia berlusconiana. Ma sappiamo tutti che il veleno che ha sparso in questi anni, gira ancora nelle vene della gente e le sorprese possono essere deleterie.
      Quel che è certo ormai è che per mesi ci fermeremo, l’economia andrà ancora più a picco e noi, nel mondo, ci facciamo ancora ridere dietro. Che miseria!!!
      Ciao Sileno, un abbraccio

  3. Se l’imbonitore,comincia a promettere che toglie l’imu diminiurà le tasse aumenterà le pensioni,ecco fatto che gli italiani si faranno imbambolare di nuovo,
    mi auguro di sbagliarmi.
    L’unica cosa che mi consola è il PD che nel sondaggio attuale lo da al 38%.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.

    1. Prometterà certamente miracoli. Toglierà l’Imu, che è stata messa per rimediare ai disastri che ha provocato nel togliere l’ICI. Metterà a fuoco la magistratura, con insulti e delegittimazioni, perché ne ha una paura folle. Come tutti i colpevoli del resto.
      Il Pd non reggerà ancora per molto, perché sulle sue spalle adesso viene scaricata tutta la responsabilità del sostegno al governo Monti e si dirà, in campagna elettorale, che siccome l’Italia sta peggio, appoggiare Monti, anche in questi pochi mesi, si fa la rovina del paese.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  4. Silvio Misseri da Avetrana, l’uomo dalle mille parole, una vera garanzia!

    1. Almeno lo zio di Avetrana, cambia sempre atteggiamento perché ha come scopo la galera. Ha appurato che sta meglio in galera che fuori. Lì si è assicurato un letto, un pasto ed un riposo che prima non aveva. Questo qui si vuole assicurare di “star fuori dalla galera”, e le conseguenze le paghiamo noi.
      Ciao Antonio, un abbraccio.

  5. Di quella parte politica se ne salvano tre, mi pare. Sarebbe stato troppo bello che se ne restasse a godersi i suoi soldi che certamente non invidio, non ne vorrei toccare neppure un centesimo. E’ una grande disgrazia il potere nelle sua mani e alle marionette che lo sostengono. Gli italiani, una parte di italiani, si possono lasciar abbindolare da un pacco di pasta, figuriamoci con l’imu! Che costui la toglierebbe per rimetterla subito dopo con un altro nome!

    1. Credo siano tutti maggiordomi, o quasi. D’altra parte sono stati scelti proprio per fare quel mestiere, obbedire e schiacciare il bottoncino del sì o del no a seconda del volere del capo. Non ci si può improvvisare a politico “verace”, ci vuole scuola, fatica, passione e cervello. Tutte cose che sono un po’ deficienti da quella parte. A me sembra che ci sia solo tanto spettacolo.
      A proposito di Imu, l’hanno voluta loro, per cercare di rimediare all’errore fatto abolendo l’Ici. Ma ai più questa tassa sulla casa pare voluta da Monti. E qui sta l’abilità propagandistica di fare apparire verità una menzogna. Così come l’aumento dell’Iva.
      Ciao Nou, un abbraccio.

  6. Suggerirei a lei e ai suoi lettori una rapida lettura ai primi 10 articoli della costituzione italiana; il governo monti non aveva alcuna legittimità non essendo passato attraverso elezioni popolari ma essendo stato calato dall’alto da fondi sovrani e banche internazionali: è davvero curioso che gente di sinistra ignori o finga di ignorare ciò pur di dar contro a berlusconi, che ha invece governato (bene o male) su regolare mandato popolare. A questo punto mi auguro anche che berlusconi vinca le politiche, anche se la vedo difficile; che risate se succedesse ahaha:D

    1. Spiacente, ma non raccolgo nessuna provocazione.

  7. Ah, che la storia si ripeta è stato detto e scritto molto prima di quel maiale di marx (zoroastrismo, Giambattista Vico solo per citarne alcuni).
    Saluti

    1. Ma sì, ma sì, omaggio a tanta sapienza.

  8. un’ultima domanda che è più una curiosità: come pensa di impedire questo scempio, come lo chiama lei? non pensavo che fosse lei a decidere chi può essere eletto e chi no.
    quello che lei scrive mi lascia basito: berlusconi ha tenuto in ostaggio la democrazia?
    ha messo i cittadini gli uni contro gli altri? ha portato l’economia al punto più basso?
    ma in che mondo vive lei? no perchè a me, senza provocazione e senza gran simpatia per il cavaliere, a me risulta che berlusconi abbia vinto (le volte che ha vinto) attraverso elezioni democratiche, che è lo stato che mette le categorie le une contro le altre fomentando l’invidia sociale (l’arma preferita dallo stato in questo campo è l’evasione fiscale), che il punto più basso dell’economia italiana (in senso lato) è stato raggiunto qualche giorno fa quando il signor monti, ripeto e ribadisco senza alcuna legittimità in quanto non eletto dal popolo, era premier; vuole degli esempi di democrazie in ostaggio e di scempi VERI che andrebbero fermati (o sarebbero dovuti essere fermati) con le armi? il venezuela di chavez, la cuba di castro, l’unione sovietica di stalin, la cina di mao, i khmer rossi in cambogia coi loro templi fatti di ossa umane. La smetta di vedere in berlusconi la causa dei suoi, suppongo molti, mali; la causa dei suoi mali è lei stessa, non berlusconi.
    Saluti

    1. Le ho già detto che non raccolgo provocazioni. Si tenga le sue convinzioni e si grogioli sulla probabile rivincita dell’ex.

  9. più che una provocazione la definirei una critica, abbastanza pertinente anche; comunque non fa niente, vedo che qui o si è d’accordo o niente, come ai tempi dei soviet.

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