UN ANNO FA

UN ANNO FA

dialettoNei vari talk show, commenti, arzigogolati pensieri filosofici della destra e degli stretti seguaci dell’ex, si sente sempre ribadire che “loro” non hanno mai negato che eravamo nel pieno di una crisi economica molto seria.

Mi è capitato sotto mano un trafiletto di giornale, molto interessante. Esattamente quello che riporta il discorso ufficiale dell’ex dopo il G20 di Cannes del 2011. Un G20 dove il nostro paese subì una grande umiliazione e gli fu imposto il controllo dei nostri conti (com’è successo per la Grecia) da parte della troica europea. Anzi lui stesso, l’ex, disse di averla chiesta. Un bello smacco.

Nonostante questa fosse la realtà del nostro paese, il 4 novembre 2011 , in una conferenza stampa nel corso del G20 a Cannes, secondo l’ex, la vita in Italia era la vita di un paese benestante i consumi non erano diminuiti i ristoranti erano pieni, non si trovavano posti liberi in aereo, le vacanze erano iperprenotate e l’Italia non sentiva «un qualche cosa che potesse assomigliare ad una forte crisi».

Questa negazione di una triste realtà che stavamo vivendo, ha portato all’immobilismo più totale del governo e alla sua incapacità di trovare soluzioni che potessero in qualche modo aiutare il paese a salvarsi. Eravamo praticamente nel burrone e dal fondo si rideva e scherzava raccontandoci fandonie. Tutto questo è imperdonabile e la responsabilità si carica sulle spalle di quel governo inefficiente e bugiardo, che ancora oggi mente ed ha la faccia tosta di negare quanto è accaduto.

Otto giorni dopo, l’ex rassegnò precipitosamente le dimissioni. Altri otto giorni e il nuovo governo di Mario Monti ottenne la fiducia di entrambi i rami del parlamento.

Ora è trascorso un anno i ristoranti non si sono ancora riempiti, i posti in vacanza non registrano il tutto esaurito e gli italiani avvertono e come! Un qualche cosa che assomiglia ad una forte crisi. Anzi non assomiglia ad una forte crisi ma è una forte crisi.  Come per altro lo era un anno fa.

Sempre in quella occasione del G20 di Cannes, l’ex disse che non vedeva in Italia esponenti in grado di rappresentare il Paese. Il 9 novembre, quattro giorni dopo il G20, il Presidente della Repubblica diede notizia di aver nominato Mario Monti senatore a vita, e appena altri 4 giorni dopo, il nuovo governo Monti otteneva la fiducia.

Si era trovato prestissimo un esponente di grande prestigio, in grado di rappresentare il nostro Paese, in casa, in Europa e nel mondo.

Ma i seguaci fedeli dell’ex, hanno gli occhi e le orecchie così chiusi che, ora come ora, arrivano a sostenere che loro, la crisi economica grave l’hanno sempre capita, l’hanno sempre annunciata e non l’hanno mai tenuta nascosta. Come al solito, a forza di sostenere tutti quanti una bugia, questa comincia a diventare verità

Ma ci siamo liberati dell’ex solo per presentarci in maniera più decorosa a conferenze europee e summit mondiali? Certamente no.

L’elettorato italiano ha visto e vissuto questo cambiamento di rappresentanza con grande fiducia, tanto che la stima ed il gradimento di Mario Monti è ancora molto alto. Ci sono voluti mesi perchè si smettesse di parlare sempre di spread, anche se in verità, ogni tanto la fitta dello spread torna a farsi sentire e a ricordarci i vincoli esterni che dobbiamo ancora rispettare.

Ma il prezzo che abbiamo pagato e che dovremo ancora pagare è altissimo.

Noi siamo un paese che non doveva trovarsi in queste condizioni se, il precedente governo, avesse avuto la benché minima capacità di affrontare la crisi come si doveva (come hanno fatto Germania e Francia). Anziché tagliare linearmente su tutto, si doveva con coraggio investire, prendere in mano le sorti della nostra industria traballante, investire sull’educazione e sulla ricerca, mettere d’accordo le parti sociale, creare una coesione nel paese che desse fiducia, e invece no, abbiamo dovuto ricorrere ad un governo tecnico, che senza pietà, perché svincolato da qualsiasi mandato elettorale, ha preso decisioni dolorose. Forse erano quelle che ci volevamo, ma quello che è certo è che a pagare tutto questo, finora, sono state solo le classi meno abbienti.

Come sempre però, in tempo di crisi, chi ha potuto arraffare dappertutto e si è arricchito, ha evaso le tasse, ha aggravato il divario tra poveri e ricchi.

Credo che il nuovo governo, che uscirà dalle urne nel 2013,  abbia una bella gatta da pelare. Un compito difficilissimo e ci vuole coraggio e amore per il paese per poter affrontare queste difficoltà e rimettere in piedi questo paese, così irresponsabilmente calpestato dalla inefficienza e dall’inerzia del precedente governo di destra. Quello che negli ultimi 10 anni, ha governato per otto anni interi.

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7 Risposte

  1. Avevo riposto grandi speranze nel governo Monti, ma via,via, mi sono dovuto ricredere, troppi provvedimenti presi faccendo solo delle operazioni aritmetiche senza considerare le molti e pesanti variabili, poi quando sento, questa sera un sottosegretario che non ho mai molto stimato dire che in Germania le cose vanno bene, perché in Germania lavorano……
    Non mi sono cascate solo le braccia.

    1. Una frase davvero non solo infelice, ma del tutto sbagliata. Non fa che cementare la mentalità nordica verso il sud, come dice Bersani. Certi paesi nordici pensano che noi stiamo qui solo per suonare il mandolino, mentre se loro stanno bene lo devono anche ai nostri sacrifici. Beh! Credo che sia venuto il momento di cambiare musica.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  2. Finalmente lo spread è calato,ma non sono calati i mutui e i stipendi sono rimasti tali.
    Per quanto riguarda l’ex,tornerà adesso che deve sfidare Bersani sarà più agguerrito di prima.Speriamo che ci sbatta il muso.
    Ciao spera un abbraccio Lidia.

    1. Hai ragione l’ex tornerà, è stato confermato. Torna perché adesso ha un argomento che gli è congeniale, può dire che Bersani è un comunista e quindi per tutta la campagna elettorale sentiremo questo continuo ritornello.
      Ma non so se la musica piacerà ancora. Quel che è certo è che torna in campo per salvarsi dai processi e per le sue aziende. Del bene degli italiani se ne frega altamente. Ha vita facile nel dire che il governo Monti ha peggiorato le cose, ma non ha il coraggio di dire che senza Monti eravamo peggio della Grecia.
      La troica europea sarebbe venuta in casa nostra a toglierci qualsiasi sovranità e ad imporci provvedimenti ben più drastici di quelli che ha messo in campo il governo Monti. Con lui a Cannes nel 2011 aveva già cominciato ad imporsi.
      Ci avrebbero distrutto tutto quello che in 60 anni di battaglie sindacali abbiamo conquistato.
      Tornare indietro e pensare di mettere le sorti del paese nelle mani di chi l’ha distrutto, è da pazzi.
      Ciao Lidia, un abbraccio

  3. Un bel riassunto delle rogne precedenti, il tuo – hai ragione, qualunque governo prenderà in mano l’Italia avrà parecchie gatte da pelare, l’imporatnte però è ripartire con altri parametri e altre attese, lontane da lussi e sperchi, e questo credo sarà già un buon inizio! ciao

    1. Chissà perché, quando c’è qualcosa da raddrizzare tocca sempre alla sinistra. C’è la probabilità che il centrosinistra vada al governo, nel 2013, ma di sicuro dovrà affrontare problemi talmente grandi, da politico, che con ogni probabilità subirà critiche feroci.
      Sempre meglio però di un Monti bis o peggio ancora di un b. quater.
      Ciao Loretta, un abbraccio.

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