IL CAPOLAVORO DI BERSANI

IL CAPOLAVORO DI BERSANI

bersaniLe primarie del centrosinistra sono senza ombra di dubbio, un capolavoro di Pier Luigi Bersani. Non tanto per il risultato che dovrebbe portarlo a vincere anche al ballottaggio, abbastanza facilmente, ma per aver voluto e difeso fortemente le primarie stesse.

Erano anni che non si vedeva un tale entusiasmo attorno ai seggi elettorali. Più di 3 milioni di persone che hanno interrotto il loro giorno festivo, si sono messi il soprabito, sono usciti di casa, per esprimere una preferenza, per scegliere il leader potenziale di una coalizione, sono un esercizio di democrazia, un modo di ripristinare il contatto tra cittadini e politica.

Le primarie costringono i candidati a esporre le loro idee e i loro progetti, ad ascoltare i propri elettori, a farsi garanti del proprio programma politico.

Il ritiro dall’arena di D’Alema e di Veltroni, per via di Renzi, paradossalmente ha giovato più a Bersani. che ha conquistato maggiore visibilità e concentrato le preferenze del Pd.

Il successo, anche oltre le aspettative, di questa competizione è stato talmente netto che ha contagiato anche l’area del centrodestra., storicamente refrattaria a quest’esperienza, per altro mai messa in campo.

Le primarie le vorrebbero in molti, da quella parte, tranne uno (e sappiamo chi), che teme una notevole flessione della sua creatura, per via delle inevitabili divisioni che verrebbero rappresentate all’interno della sua area politica. Ma ormai il processo all’indietro sembra in evitabile. Non ci si rassegna alla fine della leadership dei partiti della Seconda Repubblica. Si tenta di risuscitare il morto, magari dandogli lo stesso nome, e lo stesso leader, ma è pur sempre un cadavere.

Le primarie del centrosinistra hanno messo ancora più in evidenza la necessità di modificare il sistema personalistico dei partiti e come sia possibile ridare alla gente la voce per rifare i partiti stessi.

Penso inoltre che ci sia un vero sconfitto dalle primarie, non è tanto l’ex di Arcore, quanto Grillo,che ha già detto che tanto non servono a niente, perché ci ritroveremo un Monti-bis.

Ed ha perduto anche un’occasione per stare zitto, definire la giornata delle primarie come il giorno dei morti, ha offeso milioni di persone che invece credono e ritengono che costruire anziché demolire, sia la cosa migliore da fare per il bene comune di un paese. Ma le offese, per questo personaggio surreale, sono all’ordine del giorno, e rivelano comunque una grande invidia per coloro che sono disposti a muoversi di persona per fare qualcosa, piuttosto che stare seduti nella propria confortevole cameretta e nascondersi dietro al computer. E guai a chi sgarra. C’è la Geenna. Roba da brividi, roba da caccia alle streghe dissidenti, roba inquisizione politica.

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4 Risposte

  1. Chi spara a zero su tutto via internet o da un palco mi ricorda quel tale che in tempo di guerra fa l’eroe (con le chiacchiere) al bar; Trilussa simpaticamente lo descrive così:

    “Spiana li monti, sfonna, spara, ammazza…
    – Per me, – barbotta – c’è una strada sola…
    E intigne li biscotti ne la tazza.”

    Magari poi col tempo anche Grillo e il M5S dimostrerà capacità governative, organizzative e indole democratica, ma per ora, la mia impressione resta questa.

    Buon ballottaggio, Spera.

    1. Il tuo commento mi dà modo di aggiungere qualcosa a proposito di grillo e delle primarie del Pd. Non si è limitato a definire il giorno della primarie, giorno dei morti, ma ha aggiunto «Le secondarie, le terziarie, nullarie del pdmenoelle di questa domenica di novembre, sono una rappresentazione senza contenuto, un’auto-celebrazione di comparse, un grottesco viaggio nella pazzia, come nell’opera satirica medioevale d”La nave dei folli” di Michel Foucault». Pur senza aver capito nulla di Foucault, ce lo rende meno antipatico perché l’ebrezza della sua visone ci spinge verso la noia.
      Si capisce bene che è iperossigenato, e soprattutto incazzato. Non c’è nessuno che possa fornire un movente a questa sua tirata neogotica diversa dalla rabbia provata per quel che stava accadendo di buono e di grande per la democrazia italiana.
      Capita anche di leggere, grazie a Tavolazzi, uno degli scomunicati, il testo di una lettera inviata ai candidati a 5 stelle al parlamento. La firma è di Casaleggio. Si impone i candidati, quando saranno parlamentari, di mettere il denaro della loro attività parlamentare, nella disponibilità di grillo. Ci penserà lui a destinare il tesoretto. Grillo i vivi li vuole così: al suo servizio, oppure morti.
      Ciao Ippaso, un abbraccio

  2. Mi preoccupa il rottamatore,fa di tutto e di più per vincere e la gente boccalona ci casca,vedi la mia regione da rossa è diventata grigia.Mi auguro di non avere sorprese domani ne sarei proprio delusa.
    Questa mattina da buon ruffiano,voleva offrire un caffè a Bersani.
    Ciao spera un grande abbraccio Lidia.

    1. Non sono molto preoccupata. Non credo che Renzi vinca. Non sono preoccupata perché conosco bene Bersani. È uno che parla per metafore e con questo alleggerisce anche il discorso, ma è molto molto sicuro si sé. Saprà tenere a freno anche il giovanotto. E se vorrà restare nel partito, dovrà accettare le condizioni del partito che sono soprattutto condivisione della carta degli intenti che anche Renzi ha firmato. E in quella carta c’è poco di destra.
      Si parla di uguaglianza, di solidarietà, di collettivismo, e di bene comune. Tutte parole che fanno orrore alla destra.
      Ciao Lidia, un abbraccio

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