SAVITA HALAPPANAVAR

SAVITA HALAPPANAVAR

Savita  Halappanavar aveva 31 anni, di origine indiana. Abitava in Irlanda, nella cittadina atlantica di Galway. Faceva la dentista. Era incinta di quattro mesi ma la gravidanza era un tormento. Savita soffriva così tanto che non riusciva più a dormire. Ma nell’ospedale universitario dove aveva chiesto aiuto per abortire, si era sentita rispondere che no, sino a quando si poteva ascoltare il battito del feto, l’aborto non è consentito: «Questo è un paese cattolico».

In nome e per conto del Paese cattolico, Savita è morta tre giorni dopo, uccisa dalla setticemia che ha ucciso prima il feto e poi lei, avvelenandole il sangue.

Proprio come piace ai religiosi di tutte le religioni che da alcune migliaia di anni e sempre ispirati da un essere supremo di infinita potenza – il sole, una donna con sei braccia, un serpente, un libro, un vecchio tra le nuvole, un pescatore tra i diseredati – fanno scorrere il sangue di uomini, donne, popoli.

Si sperava che nel ventunesimo secolo, la lunga guerra tra la libertà e il fanatismo avrebbe vinto la sua battaglia non violenta almeno nelle nazioni più avanzate.

E che nelle nostre società di cittadini e non di sudditi ogni credenza religiosa fosse ammessa nei liberi comportamenti privati, mai considerata prevalente, mai imposta per legge.

E si sperava che le donne fossero libere di scegliere da sole il destino della loro vita specie nei territori così intimi della maternità.

Ma non c’è verso.

Davanti al cadavere di Savita, i responsabili dell’ospedale hanno detto di essere vicini alla famiglia, ma di avere rispettato le procedure.

Poi sono andati a cena, oppure a messa con le procedure.

(Pino Corrias)

http://www.tuttoirlanda.com/ragazza-muore-a-gaway-rifiuto-aborto-irlanda

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13 Risposte

  1. L’oscurantismo avanza in tutto il mondo, negli USA non si ammazzano i medici abortisti?
    Come dire che raschiare un feto di un paio di mesi è considerato omicidio, mentre ammazzare un medico abortista diventa un atto meritorio di paradiso, e i fanciulli del terzo mondo muoiono dilaniati dalle malattie e dalla fame nell’indifferenza del mondo anche di certi moralisti intonacati di bianco con le scarpette rosse di Prada che tenevano le pepite d’oro nel loro studio assieme a sostanziosi assegni poi trafugati dal maggiordomo e pretendono di dettare legge,( particolarmente a tutto popolo italiano), anche in tema di legami sentimentali e sessuali familiari.
    Ciao Spera ed un augurio di pronta guarigione

    1. E’ una storia che mi ha colpito moltissimo.
      Altro che oscurantismo, qui siamo proprio al fanatismo religioso. E questi medici non si sentono in colpa, anzi, si sentono in pace col loro Dio, perché hanno rispettato le procedure. Ma dove sono scritte queste procedure? Penso che sia tutto un castello costruito ad arte. Si uccidono le persone per rispettare le procedure!!! Sembra incredibile nella civilissima Irlanda, eppure nel ventunesimo secolo, davanti a questi problemi, non abbiamo fatto un passo in avanti rispetto a migliaia di anni fa.
      Grazie Sileno, a presto e un abbraccio.

  2. Anche a me,questa storia ha colpito molto.Non capisco come le donne irlandesi non si ribellino e chiedano ii diritto di abortire quando la loro vita è a rischio.Ma anche da noi
    i medici non si discostano molto da quelli irlandesi.Adesso sono diventati tutti religiosi,in nome di quel Dio che se veramente c’è non credo che vorrebbe questo grave sacrificio.Come scrive Sileno da noi c’è quello con le scarpette rosse che predica bene ma razzola male.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Mah! La storia è davvero sconcertante. Di fronte ad una vita in pericolo, come il caso di Savita, si scelgono le procedure. Ho l’impressione che per quei medici il rispetto delle procedure sia più importante del rispetto della vita. Quella vita che dicono di rispettare ed invece cancellano.
      Io mi auguro che i nostri medici siano molto meno oscurantisti e fanatici. Per quanto uno possa essere un obiettore di coscienza di fronte a certe scelte, credo che qui da noi, ci sia sempre qualcuno in grado di scegliere per il bene della donna.
      Medici in grado di capire non solo dal punto procedurale, ma dal punto di vista umano.
      Ciao Lidia, grazie e un abbraccio.

  3. La cosa migliore sarebbe quella di separare la realtà dalla fantasia.
    Tradotto: distinguere la vita reale dalla fantasia religiosa e agire secondo coscienza.
    Ciao speradisole.

    1. Sì, agire secondo coscienza e sono convinta che qui da noi, pur essendo il paese del cattolicesimo per definizione, una roba del genere non sarebbe mai accaduta.
      Per fortuna c’è qualcuno che delle procedure se ne sbatte.
      Ciao Antonio, un abbraccio.

  4. Odiosa ipocrisia.
    “… A poche ore dal confine con Dublino, in Irlanda del Nord si può abortire in una clinica privata…”
    Così riporta l’articolo che hai linkato a fondo pagina.
    Questo dimostra che, nonostante tutto, qualche eccezione è prevista.
    E dimostra anche che il Dio Denaro è sempre il più potente di tutti, dunque, pure in un paese “cattolicissimo” come l’Irlanda.
    I responsabili di aver rispettato le procedure dovrebbero finire tutti quanti in galera nell’attesa di passare meritatamente nel Regno dei Cieli.
    Ciao, un abbraccio.

    1. Hai ragione, dovrebbero finire in galera. Non ci si può nascondere dietro delle procedure di fronte ad una vita in pericolo.
      E poi, l’ipocrisia. Ancora una volta si dimostra come la religione per taluni sia solo un pretesto per non fare il proprio dovere, o una buona scusa per non scegliere. O se vogliamo per mostrarsi un “buon cattolico”. Sì la stessa ipocrisia che ho trovato nel Dio dei mafiosi.
      Ciao pesciolina, un abbraccio.

  5. Me lo sentivo che saresti presto ritornata, non sarebbe stato da te sparire senza darci notizie, ma sono davvero felice di rileggerti e sapere che in questo momento sei nuovamente con noi.
    Un augurio vivissimo per tutto ciò che desideri,cara amica. A risentirci !

    1. Salve gio57, sono felice anch’io di ritrovarti. E sono felice anche di sapere che mi segui. Sai che i “vecchi” amici difficilmente si dimenticano.
      Grazie e un abbraccio. Ciao.

  6. La predisposizione all’indignazione quando i nostri pregiudizi vengono “confermati” mi fa sempre meravigliare. Avete sentito l’ultima? La giornalista che, con il suo articolo, il cui titolo originale chiamava in causa un “ethos” cattolico e pro-life per la morte di questa donna e che e’ stato strumentiizzato da tutti i governi e attivisti abortisti dell’occidente per giustificare l’instaurazione delle leggi abortisti in uno degli ultimi paesi occidentali in cui c’e’ ancora il divieto, ora ci dice che forse “non c’e’ stata nessuna richiesta di terminazione” http://media.newstalk.ie/listenback/174/wednesday/1/?uniqueID=2837929 (andate al minuto 33:20) . E ammette, insieme ad alcuni politici della sinistra irlandese, che i fatti intorno alla morte di Savita non sono in realta’ cosi’ chiari. Questa giornalista e il marito della povera donna hanno intenzionalmente distorto la realta’, presumabilmente per cercare un colpevole come fanno tante persone addolorate e per promuovere ideali considerati “progressisti”, rispettivamente. Dichiarate “fanatismo religioso” il colpevole di questo episodio. Vi chiedete “negli USA non si ammazzano i medici abortisti?”. Scegliete come leggere il caffe’ in fondo alla tazza, raccogliendo le vostre notizie da una stampa nazionale ed internazionale “progressista” che pratica la seminazione altamente selettiva della sua dis-informazione (e vero che ci sono stati – pochi – episodi di omicidio di medici abortisti, l’ultimo 4 anni fa e prima di quello 9 anni ancora, nel 1998, ma lo sapevi che anche 4 anni fa e’ stato ammazzato un attivista pro-life anziano e disabile da un attivista pro aborto? Certo che non lo sapevi, perche’ anche voi siete altamente selettivi riguardo dove raccogliete la vostra informazione). Roba da matti. Quando a Milano finiranno con l’aborto 50% delle gravidanze come qui a New York City forse vi sveglierate. Ma non ci conto.

    1. Non ho bisogno di svegliarmi. Sono già sveglia e da un pezzo, e non pretendo neppure di avere una conoscenza approfondita sull’argomento. A me basta il buonsenso. Coloro che si definiscono cattolici, e per la vita a tutti i costi, si dimostrano emeriti ipocriti, quando, di fronte ad una scelta che non dovrebbe porre dubbi, come salvare una vita, antepongono a questo umano gesto, la procedura!!!

      1. Il punto è che la vicenda non è andata come si pensava grazie alla distorsione originale della notizia. Ma, nevermind… che importanza hanno “i fatti” davanti una convinzione già formata?..

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