PARLARE DI POLITICA

PARLARE DI POLITICA

Stamane sono entrata nella libreria vicino a casa, la libreria Ulisse. E’ un’abitudine e mi piace andare a vedere se c’è qualcosa di nuovo e di interessante, sentire l’odore dei libri, sfogliarne alcuni, curiosare… La libreria vicino a casa è sempre un punto di riferimento per una breve passeggiata  e per una momento di relax.

Appena entrata ho sentito che parlavano di “primarie” e la cosa mi ha sorpreso piacevolmente perché è la prima volta che sento parlare di politica in modo così appassionate e soprattutto di Pd.

E’ un buon segno, significa che, almeno in alcuni, la politica ha la sua importanza e soprattutto chi fa politica è degno di essere ascoltato e non viene buttato nel calderone del “sono tutti uguali”.

Tuttavia, poco dopo, sono stata smentita. Sono andata in tabaccheria, sempre sotto casa, per pagare un bollettino (ed evitare la coda alle poste). Una signora, che aveva acquistato cinque pacchetti di sigarette e giocato al lotto, ha cominciato la “sua personale predica politica” dicendo che con quegli acquisti pagava le tasse. Ha poi cominciato  ad insultare quelli che «vanno a votare per quei comunisti e democristiani che c’erano trent’anni fa e che c’hanno messo tutte queste tasse» .

Ce l’aveva soprattutto con quelli dell’Emilia e della Toscana che  votano a sinistra. La sua conclusione è stata la solita solfa grillesca e travaglina del «sono tutti uguali, e non si può andare a votare perché non c’è nessuno che merita la nostra fiducia» Il tono di voce alto e quasi violento,  mi ha fatto pensare alla Santanché, e naturalmente, il coro attorno era unanime e conforme, sembrava difficile contraddirla.

Finita o quasi la predica della signora, educatamente e con voce pacata e tranquilla, ho “azzardato” a dire che «io a votare ci vado, e voto per quei comunisti che lei signora sta denigrando. Perché credo in quelle persone, mi danno fiducia, speranza e voglia di andare avanti, perché voglio con tutto il cuore mandare via questo schifo di destra che ci sta avvelenando l’anima e il corpo da vent’anni a questa parte e ci sta ammazzando di tasse».

Si è formato attorno uno strano silenzio. C’era persino incredulità sulla faccia di alcuni. Poi una signora ha preso coraggio e ha detto: «Anch’io ci vado, ho vissuto il dopoguerra ed ho fatto sacrifici enormi, non voglio che il mio sacrificio venga calpestato dai fascisti, amici di Berlusconi».
E’ bastato questo per accendere una discussione quasi infuocata e coinvolgere la platea su chi doveva pagare le tasse, su chi fossero i comunisti di oggi, su cosa ha fatto il bungabungaro a questo paese  e  via di seguito. Le persone presenti non erano molte perché il locale della tabaccheria è piccolo, ma tutte infervorate. Alla fine, la maggior parte delle persone, sarebbe andata a votare. Mi sono sentita come se avessi fatto un comizio!!!

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12 Risposte

  1. Sei Grande!
    Un abbraccio

    1. Anche tu, lo so bene.
      Ciao, un abbraccio

  2. E brava la mia pacata Spera con il cuore di un Gramsci incazzato.
    Io lo faccio quasi quotidianamente, e nessuno riesce mai a superare il mio tono di voce, se uno alza i toni, io li alzo di piu’, vinco sempre io.

    Pero’ non v’e’ paragone fra una libreria e una tabaccheria.

    Nello specifico, anche se trovo assolutamente perfetta la tua risposta, io alla prima che ha avviato la protesta sulle tasse messe dai comunisti avrei risposto:

    “Signora, eviti di fumare e di grattare cosi’ le tasse non le paga, e faccia veloce che se no mi girano, e se mi girano non ho bisogno di accendermi una cicca per mettermi a fumare”

    Hasta
    Zac

    1. Zac sei meraviglioso!!!!!!

      1. Grazie, se vuoi farti due risate leggiti l’aneddoto del post precedente.

        Besos
        Zac

        1. Grazie a Silvana e a Zac.
          Beh! la tua risposta, Zac, sarebbe stata più “piccante” della mia. Ma sai com’è, quelle che hai tu, io non le ho, ma comunque qualcosa dentro mi ha fumato. E anche a Silvana sarebbero fumate parecchio.
          Un abbraccio di cuore ad entrambi.

  3. Come dice Vecchioni: “dentro quel negozio di tabaccheria c’era più vita di quanta ce ne fosse in tutta la sua poesia”;
    Scherzi a parte è stata proprio brava, e Matteo ha benedetto il fatto che, almeno io, non fossi presente.
    P.S. per tutti: il Matteo in questione non è Renzi, è il tabaccaio.

    1. Il quartiere a volte è pieno di sorprese. Il nostro poi sembra un po’ un condominio.
      Matteo, debbo dire, che è stato un arbitro impeccabile. E probabilmente ha benedetto il fatto che non c’eri tu presente, sennò, la signora delle sigarette ne avrebbe sentite di quelle toste.
      In libreria, che tu ben conosci, ci sono dei librai giovani e bravi, capaci anche di consigliare gli indecisi, il che non è sempre facile.
      La cosa mi ha colpito perché erano proprio questi giovani che discutevano di primarie.
      Ciao carissima, a presto

  4. Hai avuto coraggio, grande, rossa donna ,bolognese!

    1. Non so dirti se è stato coraggio o rabbia repressa, forse più la seconda, perché chi parlava male dei comunisti dell’Emilia e della Toscana, aveva anche un accento bolognese e la cosa mi ha dato ancora più fastidio.
      Ciao Loretta, un abbraccio

  5. Mi è successo un caso analogo, ma lì anche il gestore del negozio parteggiava per due che l’avevano con i comunisti, non sto a spiegarti il tutto che sarebbe troppo lungo,al commerciante dissi, lei è dietro un banco e non dovrebbe parlare di politica,e a loro consigliai di farsi dare un pezzo di pecorino così mentre mangiavano stavano zitti ed io mi sarei servita.In quel negozio se posso non ci vado più.
    Comunque sei più unica che rara.
    Ciao spera un’abbraccio forte Lidia.
    PS.Il pizzicagnolo non sò perchè ma quando mi incontra mi fa dei sorrisi a 42 denti.

    1. La cosa strana che capita è che con tutto il casino che la destra ha fatto in questi anni di governo, la gente dà la colpa ai comunisti. Si vede che il vangelo di Berlusconi che seminava odio per i comunisti ha fatto breccia nel cervello della gente.
      Ma dove sono i comunisti oggi? Mi chiedo? Per chi ha vissuto ed è nato prima dell’era Berlusconi, sa bene che quelli che vengono definiti comunisti oggi sono solo dei socialdemocratici quando va bene.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

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