LE BIZZARRIE DEI SINDACI

LE BIZZARRIE DEI SINDACI

Da quando, nel 2008, l’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni, concesse ai sindaci i superpoteri (http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-12/maroni-sindaci/maroni-sindaci.html), c’è stato tutto un fiorire di ordinanze sindacali, alcune della quali davvero ridicole.

Un’ordinanza del sindaco di Roma Alemanno, proibisce, (davvero), dal 1° ottobre, di sedersi sui gradini e sui muretti del centro storico, per fare spuntini, mangiare panini o merende o bere una bibita o gustarsi un gelato. I trasgressori saranno puniti con una multa fino a 500 euro.

E questo chi lo dice ai turisti? A Roma ogni anno risultano essere milioni, sarebbe necessario esporre cartelloni enormi in tutte le lingue negli aeroporti, nelle stazioni, e nelle vie del centro storico. Oppure le agenzie di viaggio dovrebbero avvertire i loro clienti che a Roma non si possono mangiare panini, tranquillamente seduti, mentre si gusta con gli occhi il meraviglioso centro storico della città eterna. Inoltre, sempre Alemanno, ha bandito le “botticelle”, le carrozze per turisti trainate da cavalli, causando una lite tra animalisti e vetturini. E’ un po’ come se a Venezia togliessero le gondole, perché intralciano il traffico in laguna e lasciassero solo i motoscafi più veloci.

Quest’estate a Teggiano (Salerno), il sindaco Michele Di Candia ha bandito il calciobalilla la sera, per gli schiamazzi di chi faceva gol.

A luglio una donna in shorts e bretelle si è vista cacciare dal municipio di Trani, dove il sindaco ha imposto un look castigato.

Ma il massimo della fantasia va al sindaco di Falciano (Caserta), Massimo Fava, che in primavera ha vietato di morire. In paese il cimitero è tutto occupato e, in attesa di fondi per quello nuovo, è proibito «oltrepassare il confine della vita eterna, per quanto nelle possibilità di ciascuno». Dal 5 marzo, giorno della firma dell’ordinanza, ci sono state decine di disobbedienti. Nessuno ha avuto il cuore di multarli.

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8 Risposte

  1. Tanti e tanti anni fa, quando ero bambino a scuola i maestri ci raccontavano quanto misera fosse la vita prima dell’unità d’Italia con mille staterelli che legiferavano ognuno per conto suo e di quanto fossero migliorate le cose per la popolazione con l’unificazione del Paese, con la statalizzazione delle ferrovie, delle scuole, delle poste, ecc.
    Poi con questi ultimi nefasti governi, all’insegna del: “Privato è bello” si sono regalati ai possessori di grandi patrimoni accumulati in pochi anni chissà come, tutti i servizi che prima erano garantiti dallo stato in modo “universale” e i vari satrapi “governatori” (così si sono autonominati), legiferano senza nessun coordinamento e molto di frequente scarsissima conoscenza dei problemi, ma vasta conoscenza di chi nominare presidente dei tanti consigli di amministrazione.
    E venendo ai sindaci, moltissimi sono delle degnissime persone dedite alla politica come servizio, ma molti si sono montati la testa come tanti don Rodrigo e allora studiano i sistemi per imporre balzelli sulle strade di grande traffico, con i famigerati autovelox imponendo limiti di velocità assurdamente bassi, o i semafori programmati per scattare istantaneamente dal verde al rosso e multare centinaia di autisti che non hanno tempo di reazione a sufficienza per fermarsi.
    Rimpiango quando al governo c’erano degli statisti che leggiferavano e le regole erano univoche in tutta l’Italia.

    1. Quando le leggi erano fatte a livello nazionale, valevano per tutti allo stesso modo. I cittadini erano uguali su tutto il territorio. Ora non è così. Per vedere come siamo trattati diversamente basta andare nel campo della sanità.
      Mi vengono in mente certi sindaci legaioli che negano la mensa ai bambini figli di immigrati. Ma anche tante bizzarrie fatte per turare su qualche soldo, che dovrebbe servire alla comunità, ma molto spesso, serve solo a pagare la macchina burocratica.
      Abbiamo troppo livelli di amministrazione della cosa pubblica, tutti con i loro consigli, assessori e via dicendo che ci costano un pozzo di soldi, ma che in cambio danno poco.
      E quando leggiamo dei soldi che si attribuiscono la rabbia cresce sempre di più
      Ciao Sileno, un abbraccio

  2. 1)Se i sindaci di Roma avessero proibito ai loro cittadini di comportarsi incivilmente nelle città,tipo sporcare i muri buttare carte cicche etc,ai turisti sarebbe bastato l’esempio.
    2) Per il secondo mi viene da ridere,gli schiamazzi che fanno i ragazzi che girano per il paese urlando e ridendo non sono schiamazzi?
    3) Ma che censore è il sindaco di Trani.
    4) I cittadini di Caserta certamente non hanno voglia di morire,ma non è possibile allora faranno come Totò in un film andranno a piedi al più vicino cimitero.
    Ciao spera un’abbraccio Lidia.

    1. 1) E’ vero i primi a sporcare non sono i turisti, ma i cittadini stessi. Anche a rompere le cose. Ho assistito pochi mesi fa, a Roma, vicino alla stazione, alla distruzione di un telefono pubblico. Non si è capito la ragione, ma la persona che stava parlano e parlava romanesco, si vede che non erta soddisfatta delle risposte che riceveva e sbatteva il ricevitore contro l’apparecchio, finché si è rotto tutto. E chi paga? Mica gliel’hanno fatta la multa.
      2) E qui sono chiamati in causa i cittadini forse, perché a lamentarsi saranno stati loro ed il sindaco ha eseguito i loro ordini.
      3) Non ti saprei dire, certamente uno come il celeste? Imbevuto di ipocrisia.
      4) Davvero ridicola quella ordinanza, Ho riportato le parole esatte del sindaco per ché davvero sono incredibili. I disobbedienti non sono stati suicidi, tutti hanno dovuto lasciare questa terra per causa di forza maggiore
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  3. L’unico cartello intelligente che Alemanno dovrebbe esporre davanti a Montecitorio:
    “E’ fatto divieto assoluto ai signori politici di qualsiasi grado istituzionale, pena la gogna in piazza, di appropriarsi illegalmente del denaro pubblico”.
    Ciao.

    1. Mah! Impossessarsi del denaro pubblico sembra diventato uno sport nazionale per certuni arrivati ad una sedia “con un po’ di potere”. Proprio oggi abbiamo saputo, per esempio, che quel famoso deputato di nome Papa, ha usato la macchina blu per anni e anni della macchina blu della guardia di finanza per portare a spasso la sua famiglia, l’amante e che ne ha più ne metta. E noi paghiamo!!!
      Ciao Antonio, un abbraccio.

  4. L’ultima e’ splendida, il sindaco dev’essere un cabarettista nato.

    Mentre sulla prima, quella della merenda sugli scalini dei monumenti romani, che poi sono quasi tutte chiese, ti assicuro che in linea di massima viene rispettata, in quanto orde di vigili famelici si aggirano per i siti piu’ visitati redarguendo chiunque si azzardi a mangiare un panino.

    Allora un giorno che mi trovavo vicino alla fontana di trevi, eh eh, mi sono preso un trancio di pizza e mi sono seduto sugli scalini della chiesa che sta sulla destra, in attesa.
    Passano tre minuti e arriva la guardia.

    Guardia: “Aho, mica se po fare er picnic qua”
    Zac “Ooops, mi scusi, chiedo venia”

    e mi sposto sugli scalini dlla fontana, sempre con la pizza.

    la guardia mi intravede e torna alla carica

    Guardia “Manco qui se po”

    Zac “Ooops, mi scuso chiedo venia”

    Allora prendo la stradina che da li’ porta verso il pantheon e dopo dieci metri mi siedo su una panchina fuori da una gelateria.

    La guardia sospetta, a quel punto, che la stia prendendo per il culo.

    Guardia “Ancora lei, ma che e’ sordo?”

    E io, con fare stranamente calmo, finisco di deglutire l’ultimo boccone, butto la salvietta dentro a un cestino, e dico alla guardia:

    “Non mi dica che ne voleva un pezzo.”

    S’e’ messa a ridere a crepapelle.

    Ciao
    Zac

    1. Questa qui è una barzelletta. Grazie Zac, mi hai fatto ridere.
      Mi sono immaginato la scena. Tuttavia è stato di spirito anche la guardia. Una buona risata ci ha fatto capire che tutto sommato, mangiare una pizza, seduti sugli scalini, sia pure in un bellissimo centro storico, non può essere un reato.
      Io credo che quella guardia abbia raccontato l’episodio ad altri, per ridere un po’ e sfottere Alemanno con le sue trovate.
      Grazie Zac, un abbraccio.

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