INNATURALMENTE SPOSE

INNATURALMENTE SPOSE

Faiz Mohammed, 40, and Ghulam Haider, 11, sit in her home prior to their wedding in the rural Damarda Village, Afghnanistan on Sept. 11, 2005. Ghulam said she is sad to be getting engaged as she wanted to be a teacher. Her favorite class was Dari, the local language, before she was made to drop out of school. Married girls are seldom found in school, limiting their economic and social opportunities. Parents sometimes remove their daughters from school to protect them from the possibility of sexual activity outside of wedlock. It is hard to say exactly how many young marriages take place, but according to the Afghan women's ministry and women's NGOs, approximately 57 percent of Afghan girls get married before the legal age of 16. In addition, once the girl's father has agreed to the engagement, she is pulled out of school immediately. Early pregnancies also result in an increase in complications during child birth.

La giornata dell’11 ottobre 2012 è passata quasi completamente sotto silenzio.Si è trattato della Prima Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze, proclamata dall’ONU, nata alla fine del’anno 2011 su iniziativa del governo canadese e appoggiata anche dall’Unione Europea.

E’ ora di aprire gli occhi su un fenomeno barbaro per cui piccole donne, bambine inconsapevoli, nell’età dello studio e del gioco, vengono “immolate” come vittime sacrificali sull’altare della tradizione, private della loro infanzia, “date in pasto” a uomini maturi o vecchi per un’indecente convenienza, o per il perpetuarsi di un’abitudine. Matrimoni forzati che vedono 60 milioni di piccole donne, ancora bambine, diventare innaturalmente spose.

Le bambine del mondo continuano ad essere vittime silenziose e invisibili di violenza, abusi e povertà. La violazione dei loro diritti e le discriminazioni che subiscono, hanno come prima conseguenza un minor accesso all’istruzione, al nutrimento, all’assistenza sanitaria e le sottopone a forme di sfruttamento culturale, sessuale, economico e sociale. Se i bambini sono deboli, le bambine scontano una doppia discriminazione, per età e per sesso

Secondo un’indagine del Icrw, nei prossimi 10 anni, il fenomeno potrebbe coinvolgere 100 milioni di bambine.  Secondo quanto afferma l’ONU, in 141 paesi lo stupro domestico è legale. Ma il fenomeno non è che non ci riguardi. Secondo un rapporto del Consiglio d’Europa, redatto da un parlamentare britannico, John Austin, già nel 2009, segnalava che «l’uccisione, da parte dei membri di una famiglia, di bambine e ragazze della loro stessa famiglia, per difendere il loro “onore, è  più esteso di quanto si pensi».

La dimensione del fenomeno non è affatto trascurabile nella civile Europa. I dati degli Stati europei che dispongono di registri e di indagini ufficiali, su questi casi, sono assai eloquenti. Nel 2011  in Inghilterra ci sono stati 1.500 casi di matrimoni forzati, in Germania 3.000, in Francia si arriva a parlare di 60.000 vittime  l’anno.

Al Parlamento europeo c’è, in queste settimane, una mostra fotografica, con il patrocinio delle Nazioni Unite: “Too young to wed” (http://www.poyi.org/69/13/first_06.php) dove vengono mostrare foto eloquenti, scattate da Stephanie Sinclair, in 5 paesi. Occorre iniziare anche dall’Europa, a livello politico e giuridico, per proclamare iniziative che prevedano, in tutti gli Stati, il reato di matrimonio forzato, punibile penalmente. Inoltre devono essere promosse e rafforzate azioni specifiche nell’ambito della cooperazione internazionale, per avviare, nei Paesi terzi, dove il fenomeno è diffusissimo, un dibattito efficace e diffuso, com’è stato per la mutilazione genitale.

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8 Risposte

  1. E’ il frutto dell’indottrinamento religioso, dove “l’onore” vale di più di una vita umana e lo stupro in famiglia è legale.
    Neanche in Europa siamo messi bene: la pedofilia regna sovrana anche sotto gli abiti talari e non credo ci sia molta differenza.
    Ciao.

    1. E’ vero, la religione è sempre una scusa valida per certi paesi, per certe mentalità e per certe usanze. A rimetterci in ogni caso sono sempre i più deboli, le bambine ed i piccoli. Strano che una religione fermi nel tempo ogni progresso civile, mentre la scienza e la tecnologia avanzano a grandi passi.
      Siamo andati sulla luna, ma siamo rimasti trogloditi sotto il macigno dell’indottrinamento religioso.
      Ciao Antonio, un abbraccio.

  2. Concordo con Antonio, e’ frutto dell’indottrinamento religioso, che trova da sempre terreno fertile dove l’ignoranza regna perpetua.

    Ciao
    Zac

    1. Sottolineo con te la parola “ignoranza”. Finché la gente, le masse, saranno tenute nell’ignoranza, a vincere sarà sempre l’indottrinamento religioso. Un cartello dei Partigiani del Terzo millennio diceva: la cultura serve a non servire, ed io aggiungo serve a “riscattarsi”.
      Ciao Zac, un abbraccio.

  3. Il pensiero di tante bambine usate come se fossero delle bambole in mano di un ragazzino sadico e invece i sadici sono dei parenti stretti, magari vecchioni con la bava alla bocca e le bambole sono fanciulle innocenti che forse mai hanno conosciuto un gesto d’affetto mi fa inorridire e penso agli integralismi religiosi che in nome di un dio supremo giustificano queste e tante altre aberrazioni, allora mi rallegro per non essere un credente, ma un essere umano che sbagliando molto, cerca di ragionare con la propria testa.
    Ciao Raggio di sole.

    1. A volte mi chiedo, ma com’è che sono state inventate le religioni, e da chi? Sicuramente da coloro che avevano in odio le donne.
      Tuttavia credo che la religione è innaturale. E’ un sistema basato sulla non conoscenza. Per esempio quando non si conosceva la causa dell’epilessia, questa veniva chiamata “la malattia sacra”, come se fosse dovuta ad un’entità superiore.
      Ma la natura in sé non è maschilista, è natura, anzi in alcune specie è solo “femmina”, il maschio è un corollario, persino inutile se si pensa alla partenogenesi.
      Ma si vede che alla cosiddetta civiltà umana, va bene così, sopraffare altre creature in nome di ciò che non si conosce.
      Di fronte a queste constatazioni e a queste crudeltà resto senza parole, e le cose ci passano sulle spalle senza che si dia loro l’importanza che hanno. Anche qui, nella civile Europa.
      Ciao Sileno, un abbraccio da “Raggio di sole”

  4. L’uomo ha dovuto credere sempre in qualcosa al di fuori delle sue possibilità,e la religione è una di queste.Ognuna di esse hanno sempre visto la donna una cosa che serve per lavorare fare figli ed essere sottomessa.Fin dai tempi più remoti è stato così.E le cose purtroppo non sono minimante cambiate,anche se ci sentiamo moderni progressisti,l’istinto di bestialità nei confronti della donna non è cambiato.Nessuno muove un dito per difendere questi esseri innocenti,vedi il turismo sessuale.
    Milioni di bambine/i sono messi per strada a prostituirsi,ma allora la religione non vale più,ma se è vero che esiste un essere soprannaturale chi lo dice che voglia che accadono certe cose.L’uomo la interpreta a suo uso e consumo.
    Ciao speradisole un’abbraccio Lidia.

    1. La religione, secondo me, dovrebbe essere una speranza, una consolazione, e soprattutto un sistema di vita basato sul rispetto reciproco e sulla uguaglianza delle persone, uomini e donne che siano.
      E invece che succede? In nome della religione si perpetuano delle sopraffazioni sui più deboli e in particolare sulle donne. Anche nelle fede cristiana.
      Per esempio non mi risulta che al tempo della caccia delle streghe sia mai stato trovato uno stregone che sia stato bruciato, al massimo un eretico, che era già qualcosa di più nobile che l’essere condannate per aver copulato col demonio.
      Ciao Lidia, un abbraccio

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