LA PIANTA DELLA FERTILITA’, IL MELOGRANO

LA PIANTA DELLA FERTILITA’, IL MELOGRANO

Pianta colorata e decorativa che abbellisce il giardino. Fiori rossi o arancioni (o bianchi) in giugno, saporiti  e bellissimi melograni in autunno.

Il nome scientifico è “Punica” e appartiene alla famiglia delle Punicacee. Dall’Asia occidentale si è diffusa in tutto il bacino mediterraneo. Il classico melograno che abbellisce le nostre tavole è la specie “Punica granatum”. Esiste anche una Punica protopunica, ma ormai non la si trova quasi più.

Generalmente viene coltivata a scopo ornamentale ed alimentare, ma possiede anche alcune proprietà officinali: è un ottimo astringente se usato come decotto, i petali sono rinfrescanti e diuretici, ed il succo dei suoi semi è un ottimo antiossidante,  ma la cosa più simpatica è che viene considerata la pianta della fertilità, o comunque il simbolo della fertilità. Probabilmente perchè riesce a crescere in terreni poco fertili e tendenzialmente asciutti, oppure per i numerosi semi che il frutto contiene.

In Turchia, per tradizione, le giovani spose gettano a terra un melograno per veder quanti semi escono dal frutto. Il numero dei semi che fuoriescono, corrisponderebbe al numero dei figli che la coppia potrebbe avere. In Dalmazia gli sposi piantano un melograno nel giardino come simbolo della fertilità della coppia e in India il succo di Melograno viene consigliato alle donne sterili che, bevendolo, propiziano la fertilità.

Ma la simbologia legata al Melograno ha radici ancor più antiche, considerato che la si trova raffigurata in diverse opere egizie, greche e romane. Nell’antico Egitto il Melograno veniva utilizzato nelle cerimonie funebri a simboleggiare il nutrimento per i morti, mentre in Grecia veniva spesso raffigurato in mano alle divinità come frutto sacro.

Nella tradizione cristiana, poi, il Melograno viene associato al sangue di Cristo e dei martiri. Una leggenda vuole che un apostolo avesse raccolto i sassi bagnati del sangue di Cristo sulla via del Calvario per metterli poi in un sacchetto. Alla sera i sassi erano spariti ed al loro posto era comparso un Melograno.

Per chi non possiede un giardino esiste la possibilità di coltivare il Melograno in vaso. Si tratta del Melograno nano (Punica granatum nana). Anch’esso appartenente alla famiglia delle Punicacee ed originaria dell’Asia Minore e dell’India. E’ molto apprezzata come pianta decorativa e la si trova spesso dai fiorai.

Personalmente ne ho due vasi, di cui sono orgogliosissima. Sono riuscita a vedere formarsi piano piano ben cinque melogranini piccoli che sembra godano ottima salute (almeno per ora). Non solo, ma col prolungarsi della bella stagione, alcuni fiori si sono schiusi, così che, sulla stessa pianta, posso ammirare i fiori rossi e i frutti in via di maturazione.

La consiglio a tutti, anche a chi, come me, ha solo un terrazzino in città, ed anche a chi, per vari motivi, non ha bisogno di piante della fertilità. Però attenzione: la corteccia dell’albero di melograno è velenosa.

melograno

 

 

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10 Risposte

  1. Complimenti per le foto ed il post, pensi possa resistere anche in climi più freddi?
    Dalle mie parti non ne vedo, ma forse sono in vaso nei giardini.
    Ciao Spera

    1. Sono piante mediterranee e non sopportano il freddo intenso. Al massimo i meno dieci gradi. Il melograno da frutto, per esempio, nelle mie zone è molto comune nei giardini e non muore d’inverno anche se il clima a volte è abbastanza rigido.
      Ma credo che dalle tue parti sia meglio coltivarlo in vaso per poi ritirarlo e proteggerlo d’inverno.
      Ciao Sileno, un abbraccio.
      Mi sono dimenticata di aggiungere nel post, che la famosa bibita dissetante la fresca “granatina” deriva proprio dal melograno.

  2. Con questo meraviglioso post,sfondi una porta aperta,ho sempre avuto i melagrani,nell’altra casa avevo quelli nani che tenevo sotto il porticato,adesso avendo un giardino ho messo due piante.In estate è uno spettacolo vedere i fiori,mettono allegria.Dei semi mangio tutto perchè mi è stato detto che i semi sono vita.
    Ciao speradisole un’abbraccio Lidia.
    PS. Stai tranquilla i melagrani anche quelli nani resistono a tutto e godranno sempre di ottima salute.

    1. Quando ero piccola e abitavamo in campagna, ne avevamo molti di questi alberi da frutto, ma non si vendevano e non si sfruttavano a dovere, solo mia nonna faceva le gelatine col succo ed erano deliziose.
      A me è rimasta la nostalgia, compro le melagrane da un fruttivendolo di fiducia perchè non voglio quelle israeliane che si trovano al supermercato. Troppo dolci, a me piacciono invece quelle piacevolmente acide e nostrane.
      Sono un vero toccasana.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  3. Nelle arti decorative il simbolo della melagrana è molto ricorrente, come nel caso dell’arte del tessuto e nell’arte della ceramica. Usata spesso come simbolo di fratellanza e unione, a oriente come in occidente, la melagrana è un simbolo di fertilità, fecondità e posterità, simboli che ben si adattano all’immagine e alla struttura della melagrana. Nel corso dei secoli, questo particolare frutto ha ispirato numerose leggende all’interno di varie culture e tradizioni. In India si dice che il frutto della melagrana combatte la sterilità, mentre in Turchia le spose usano lanciare con forza in terra una melagrana credendo che avranno tanti figli quanti sono i chicchi usciti dal frutto spaccato. In Dalmazia la leggenda impone al novello sposo di trasferire una piantina di melograno dal giardino del suocero al proprio. I nativi americani usavano il succo di melograno per combattere la sterilità. Ancora oggi in Africa la buccia del frutto viene utilizzata per conciare il cuoio, mentre dalla buccia essiccata si estrae un colorante giallo, ritrovato anche in alcune tombe egizie.

    1. Grazie per il contributo. Ciao

  4. E dopo la lezione di ieri sul melograno, visto queste splendide foto, mi faccio una granatina virtuale. Brava spera!

  5. Questa è la stagione in cui si raccolgono i frutti del melograno. Mi permetto di suggerirti una cosa semplice ma simpatica, e cioè una “granatina vera” da bere d’estate. Spremi il succo del melograno, e congela il succo in piccole ciotole. che puoi sistemare nel freezer. Te le ritrovi d’estate, e “grattandole” ancora ghiacciate, ti fai una bella “grattachecca” (come dicono a Roma), fresca, profumata e senza conservanti. Molto, ma molto buona.
    Ciao. un abbraccio.

  6. Ho una pianta di melograno in giardino (comprata in vivaio 2 anni fa ) in estate fa moltissimi fiori rossi ma inesorabilmente cadono e non è mai cresciuto un solo frutto di melograno .Sapete dirmi perchè ???

    1. Francesco,
      probabilmente si tratta di un melograno da fiori. Un bellissimo albero che però non produce frutti.
      Per avere frutti occorre chiedere al giardiniere o al vivaista della zona, una pianta già innestata, oppure trovare qualcuno capace di innestare su un tralcio sterile, una gemma idonea per la produzione dei frutti.
      Esistono diverse varietà, dal frutto dolce o meno dolce, per cui occorre fare attenzione anche a scegliere il tipo di “gusto” che più aggrada. Per esempio il melograno di israele e molto dolce, quello che solitamente si trova da noi, in Italia, è un po’ più acido, ma, a mio avviso, molto più dissetante.
      Un saluto. Speradisole.

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