A CHI PIACE IL PORCELLUM?

A CHI PIACE IL PORCELLUM?

Premesso che la bozza di cambiamento della legge elettorale, prevede, da quanto è dato sapere finora, un sistema proporzionale, con sbarramento al 5% e un premio di maggioranza al partito che prende più voti, ci sono partiti o movimenti che non vorrebbero cambiare nulla, a cui il porcellum piace ancora.

Gli ex An. Affezionati al bipolarismo rissoso della seconda repubblica, di cui sono stati brillanti interpreti, faticano ad immaginare uno scenario diverso da quello che dal 1994 li ha sdoganati, dopo decenni di emarginazione. Si sentono sempre più a disagio dentro al Pdl, ma temono seriamente un cambiamento del sistema elettorale. Se corressero da soli rischiano veramente di non raggiungere il 5% di voti dell’elettorato. Per questo si oppongono a qualunque ipotesi di cambiamento del porcellum e proseguono da mesi con la loro opera di sabotaggio.  Prima con il feticismo del presidenzialismo, poi con i diktat sulle preferenze, sono tra i più fedeli alleati di Berlusconi.

Di Pietro. Non si può negare che il leader dell’Idv non si sia dato da fare per cambiare il porcellum. Ha partecipato insieme a Sel e Pd alla raccolta di oltre un milione di firme per un referendum abrogativo (poi bocciato dalla Consulta) per un ritorno al mattarellum,. Tramontata la possibilità di un ritorno al sistema elettorale del 1993, ora all’Idv conviene che la legge non cambi. La permanenza del porcellun sarebbe l’unica chance per far sentire il suo peso elettorale e trattare un rientro nel centrosinistra, oppure per convincere Grillo dell’utilità di un’alleanza prima del voto. Nel caso in cui la legge cambi, invece, la corsa solitaria dell’Idv rischia di non raggiungere lo sbarramento del 5%. Di qui la segreta speranza che non cambi nulla.

Beppe Grillo. Il leader del M5S ha definito la possibile intesa su un sistema proporzionale con lo sbarramento al 5% il “Napoletellum” con buona dose di sarcasmo verso l’inquilino del Quirinale che da tempo batte sul tasto della necessità di cambiare la legge elettorale. Non si capisce bene perché a Grillo non piaccia la bozza di riforma elettorale. Non deve temere lo sbarramento al 5% visto che le percentuali di gradimento del M5S pare siano al di sopra del 20%, e non deve temere di scomparire in coalizioni varie, visto che finora ha negato qualsiasi alleanza.  Per questo non trarrebbe alcun vantaggio dalla permanenza del porcellum. Semplicemente arrivando al 20% e dopo l’asse Pd-Sel dovrebbe dividersi i seggi spettanti all’opposizione con Pdl, Lega e Idv. Col sistema proposto potrebbe addirittura concorrere al primato e ricevere il premio di maggioranza. In caso di mancata vittoria per il M5S non ci sarebbe nessuna penalizzazione, avrebbe una maggioranza parlamentare proporzionale ai consensi ottenuti. Perché allora Grillo tuona contro la bozza? Perché ha tutto da guadagnare dal fallimento delle altre forze politiche e tornare al votare col porcellum sarebbe la prova provata che questo Parlamento non è in grado di riformare nemmeno la legge elettorale.

La Lega. L’alleanza col Pdl viene continuamente rinnegata dai nuovi maggiorenti del Carroccio, ma resta sempre sul tavolo. Per pesare efficacemente nelle trattative con il cavaliere hanno bisogno che il prorcellum resti in vigore col suo ampio premio di maggioranza. In caso contrario la Lega punta ad un sistema iperproporzionale che non premi nessuno. La proposta leghista, infatti, prevede un premio alla coalizione che supera il 45% dei consensi elettorali. Sostanzialmente non  vincerebbe nessuno, perchè nessuna coalizione possibile, allo stato delle cose, sarebbe in grado di superare il 45% dei consensi.  Si sarebbe alla ingovernabilità totale. Però la Lega si trova in difficoltà a stringere patti o alleanze oppure a stabilire regole con coloro che adesso stanno appoggiando il governo Monti. Molto più comodo stare alla finestra e sparare contro ogni possibile intesa   per mantenere un profilo di oppositori “duri e puri”.

Berlusconi. Dietro le mancate intese di tutti questi mesi sul cambiamento della legge elettorale, c’è sempre stato il cavaliere. Mosso da interessi del tutto personali e completamente disinteressato di dare alle istituzioni un assetto più moderno ed efficiente, fin dai tempi della Bicamerale è stato abilissimo nell’aprire trattative con i leader progressisti per poi affondarle. Anche in questi momenti la vera incognita è proprio lui.  Apparentemente una riforma del porcellum potrebbe convenirgli, ma prende tempo. Un sistema proporzionale potrebbe premiarlo, in fondo resta sempre l’unico concorrente di destra che può aggregare attorno a sé stesso un certo numero di consensi. A Ballarò, l’altra sera, gli si dava un  22% di consensi, Non stupisce comunque che tutta un’area di votanti, che in Italia è sempre stata maggioranza, la destra, non trovi un altro leader, un’altra persona in grado di  aggregare attorno a sé un consenso sufficientemente confortevole. La presenza di Berlusconi  e la sua incombente ombra uccide qualsiasi tentativo di altri personaggi di emergere. Ma Berlusconi è vecchio e se la destra fa affidamento solo su di lui, sta messa proprio male.

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5 Risposte

  1. Una volta di più hai colto nel segno, per la casta è essenziale mantenere le posizioni e cosa meglio di essere non eletti, ma nominati; essere eletti significa dover passare il vaglio degli elettori, che magari potrebbero avere qualche sospetto vedendo un arruffone ricchissimo improvvisamente, essere nominati è sufficiente essere dei bravi lacché nei confronti del padrone, ma poi vuoi mettere le retribuzioni mangiando un po’ di m****?

    1. Se davvero volessero cambiare questo porcellum si darebbero da fare di più. Invece ancora una volta qui domina il personalismo, il tornaconto, e la prospettiva di poter nuotare in un mare di soldi senza fare niente e senza rendere conto a nessuno. Pochi sono stati scoperti, rispetto ad una realtà ben più grave, ed anche quei pochi presi con le mani nel sacco non stanno pagando niente. Non restituiscono niente, non vanno in galera e fra qualche mese ci si dimenticherà di loro. Così potranno fare la vita beata.
      Cosa vuoi che sia nuotare un po’ nella m**** o mangiarne un po’. Tutto passa ma i soldi in tasca restano.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  2. Ammetto (perché vergognarmene?) che ora come ora io sono per un proporzionale puro, senza alleanze prevoto, senza il nome del candidato premier, senza maggioranze precostituite, e addirittura senza sbarramenti sensibili. Sono per l’anarchia in parlamento, per l’esito incerto nelle votazioni delle leggi, per chi vota no alle guerre a costo di far cadere una maggioranza.
    Voglio che il mio solito voto disperso si trasformi finalmente in un eletto solitario dalla barba grigia.

    Se no che la difendiamo a fare la democrazia? Per quale motivo dovrei accettare di ascoltare tutte queste oche del Campidoglio e degli altri colli romani, se poi si dà l’intero paese in mano a uno che ha preso il 20% dei voti del 60% di quegli italiani che votano?

    Comunque il tuo resoconto è interessante. Mancano nell’elenco i partiti di centro, che voglion un proporzionale molto frammentato come quello da me descritto, ma per motivi opposti: un Parlamento molto frammentato potrebbe avere come unica maggioranza stabile… il grande inciucio al centro.

    Ciao, un abbraccio,
    🙂

    1. Anche a me piace il proporzionale puro. Le alleanze forzate non solo adatte a gente come noi, che abbiamo un senso di appartenenza piuttosto forte.
      Non mi piacciono i padroni di partito, non mi piacciono le vicinanze scomode, i doppi sensi in politica, il dire e non dire, l’insincerità, la mancanza di chiarezza, l’opportunismo. Preferisco una sana e robusta opposizione a contorsioni difficoltose per il potere.
      Ma, come in tutte le cose, stiamo vivendo una realtà diversa. E dobbiamo spazzare via un certo tipo di politicanti che in questi anni ha distrutto il paese, ne ha devitalizzato la politica e ha intaccato profondamente il senso etico della stessa.
      Per fare questo però non ci vogliono persone improvvisate, che magari sono balzate alla notorietà solo perché fanno comparsate in tv (vedi Polverini), ma gente capace di parlare di politica, di fare politica, di esercitare l’arte nobile della politica. All’orizzonte però vedo un deserto spaventoso.
      Dovremmo accontentaci del meno peggio, ma almeno ci diano la possibilità di sceglierlo.
      Ciao Ippaso, contraccambio l’abbraccio di cuore, anche perché vedo che stai bene.

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