10 agosto 1944 – PIAZZALE LORETO

10 agosto 1944 – PIAZZALE LORETO

Per non dimenticare MAI cos’è stato il fascismo in Italia. Volerlo risuscitare è un delitto!

Milano, 10 agosto 1944, Piazzale Loreto. I corpi esposti dei 15 detenuti antifascisti fucilati. Fonte: archivio del museo storico di Bergamo.

(http://it.wikipedia.org/wiki/File:Piazzale_Loreto_10_ago_1944.jpg)

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12 Risposte

  1. Nono sono un revisionista alla Pansa e penso che qualunque tipo di tirannia sia sempre disastrosa e portatrice di lutti. Ma ho vivo il ricordo dell’orrore che provai quando, ancora meno che adolescente, lessi che i corpi di Mussolini e di Claretta Petacci erano stati oltraggiati ed appesi a testa in giù. Allora pensai che quelli che avevano fatto quell’azione erano peggiori dei fascisti. Forse non è così, ma l’antifascimo non può giustificare eccidi e rappresaglie. Anche questo non va dimenticato.

    1. Posso solo dirti che se non ci fossero stati questi eccidi, non ci sarebbe stato piazzale Loreto per Mussolini ed i gerarchi che erano con lui. Se non ci fosse stato Mussolini, non avremmo avuto la guerra, non saremmo andati in Russia a morire di stenti, e non avremmo avuto tante sofferenze.
      Piazzale Loreto (quello dell’aprile del 1945) è solo un atto di riscatto contro le sofferenze imposte da quel sistema politico e dalle gesta assassine delle camicie nere. In quanto ai corpi appesi, erano già morti e non hanno sentito niente. Per me non è stato un oltraggio.
      La testa in giù? Quanti partigiani sono stati appesi a testa in giù ancora vivi? E lasciati morire così davanti agli occhi dei famigliari?
      Ciao Luigi, auguriamoci che periodi così brutti non tornino mai più e non dobbiamo mai dimenticare che la causa prima di tutto questo male è stato il fascismo.
      Un abbraccio.

  2. Ho sempre presenti quelle stupende lettere dei condannati ma morte della Resistenza e da quelle si possono comprendere tante cose, quelle non erano lettere di odio, ma l’alba di una nuova epoca, che poi venne tradita.
    Piazzale Loreto è stato un episodio sicuramente non edificante con i gerarchi impiccati, non è stata un’azione eroica, ma bisogna comprendere pure il clima del momento e pensare che coloro che avevano fatto quell’azione erano peggiori dei fascisti è aberrante, significa anche voler ignorare gli eccidi e le rappresaglie commesse dai fascisti nel ventennio del loro potere assoluto, eccidi e rappresaglie che, in quel momento, erano rappresentate nei cadaveri dei gerarchi.

    1. Non so dirti Sileno, come mi sarei comportata io se mi fossi trovata di fronte Mussolini ed i suoi gerarchi in manette, forse anche peggio. Il male che hanno seminato le camice nere al mio paese è stato enorme, e la gente di fronte ad un nemico che è stato così tragicamente “cattivo” reagisce allo stesso modo.
      In quanto alla morte di Mussolini è stata semplice ed in dolore, una fucilata e via. La testa in giù non è un oltraggio, per me, gli poteva capitar di peggio, se fosse passato dalle mie parti. L’essere appeso a testa in giù? Non è un gran male dopo che sei morto!
      Hai ragione Sileno, aberrante è il fascismo ed aberrante è il volerlo risuscitare in nome di un revisionismo che fa solo di nuovo “male” . Quando si parla di Piazzale Loreto e si ricorda Mussolini, ci si dimentica che su quel piazzale è stato sparso a causa sua, tanto sangue, quello sì, innocente.

  3. Mi rendo conto che si può essere obiettivi solo se non si è coinvolti in prima persona, ma un piccolo sforzo va fatto. Sarò “strano”, ma persino il terrore della rivoluzione francese mi ha sempre ripugnato. Non si può giustificare “l’occhio per occhio e dente per dente” perchè come diceva l’impenitente comunista di mio suocero ai miei figli, il paese diventa cieco e sordo. Penso che inoltre che l’abolizione della pena di morte sia una grande conquista di civiltà e che invocarne la reintroduzione o giustificarla solo per reati orrpilanti sia in contraddizione palese con la stessa civiltà. Il solo ammettere che si possa uccidere per riequilibrare un grave torto è già sbagliato. Un abbraccio anche a voi

    1. Di recente abbiamo visto, quasi in diretta televisiva, che cosa è successo a Gheddafi. Tutti i commentatori o quasi erano “scandalizzati” per la ferocia con cui questo uomo è stato ucciso. Ma che cosa avevano sofferto quelle persone sotto Gheddafi?
      Noi l’abbiano aiutato per esempio a far morire in mare centinaia di persone, o nel deserto, tutte le volte che abbiamo respinto quella povera gente che cercava scampo da un dittatore matto e sanguinario. Noi, là in mezzo non c’eravamo e siamo i meno adatti per giudicare una sacrosanta reazione della gente libica. E così in Tunisia, in Egitto e forse presto anche in Siria.
      Per chi non ha vissuto quei momenti è semplice rivedere la storia e dire che quelle “vendette” non andavano fatte, perché sono segni di inciviltà
      Ma la civiltà non è mai stata presente sotto quelle dittature e non si può pretendere che improvvisamente si diventi tanto buoni e generosi da lasciar perdere. Impossibile. Di San Francesco ce n’è stato solo uno.
      Io per esempio avrei lasciato Pinochet in mano alle madri dei desaparesidos, che fossero quelle madri a decidere se doveva morire nel suo letto o no.
      Un paese che si vendica, come diceva tuo nonno, non va bene, ma un paese che si difende e cerca di reagire a queste ingiustizie è da ammirare. E durante il fascismo chi reagiva alle ingiustizie erano gli antifascisti ed i partigiani. E questi pagavano con la vita Ma un paese per vivere bene non ha bisogno né di santi né di eroi.
      Ciao Luigi, un abbraccio.

  4. Io non ho vissuto la guerra ma dopo, cinque ragazzi di appene vent’anni,partigiani furono impiccati a delle colonne,tutti gli anni alla commemorazione le urla delle madri erano strazianti,ero piccola ma lo ricordo bene,senza considerare un mio zio di diciotto anni mandato in Russia con i scarponi di cartone,non tornò più.
    Per Mussolini altro che piazza Loreto con tutti gli eccidi che si sono perpetrati in quegli anni.Tu sai che non sono cattiva ma queste cose rimangono scolpite nella mente,in particolare in una bambina di pochi anni.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Un giorno parlerò di quello che le camicie nere hanno fatto al mio paese, ho alcune testimonianze che mi sono state lasciate dai miei, e che ancora alcuni vecchi mi possono raccontare. Noi non siamo sati testimoni diretti, è vero, ma lo sono state le nostre famiglie. E anche tu lì in Toscana, dove hai subito, come qui da me, tre anni di invasione tedesca e di scorrazzamenti di bande di camicie nere, ci sarà ancora qualcuno in giro che ti potrà dire qualcosa.
      Ma il post che ho messo sulla uccisione degli antifascisti a piazzale Loreto voleva proprio stimolare una discussione su quel Piazzale, che pare divenuto solo di proprietà di Mussolini, per il quale, secondo i revisionisti, bisogna provare pietà. Per quanto mi riguarda: nessuna pietà, perché se il colonnello Valerio ha voluto portare Mussolini a Milano (e non a Salò) e proprio su quel piazzale, c’era un motivo. Su quelle pietre era scorso tanto sangue innocente. Non vendetta, ma giustizia.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  5. Quando a scuola se ne parlò con la professoressa di storia ricordo benissimo la sua affermazione a proposito dell’esecuzione di Mussolini. Disse che “occhio per occhio, dente per dente” è la legge della foresta.
    Uccidere è sempre sbagliato. Ma anch’io, che per natura non saprei fare del male a una mosca e sono contro la pena di morte, in quel momento provai perplessità.
    E’ impensabile cercare di capire cosa provava , in quel periodo di esasperazione e brutture, chi li ha giustiziati, quando molto probabilmente in quella guerra aveva perduto un figlio.
    Io mi auguro di non doverlo provare mai.
    Buona domenica a tutti.

    1. Capisco che sentire raccontare che Mussolini è stato appeso a testa in giù, già morto, può fare impressione. Soprattutto se il gesto o il racconto non è accompagnato da una giusta e coerente spiegazione del perché accadde tutto questo.
      Anch’io sono contraria alla pena di morte. Non penso che sia giusto uccidere nessuno, ma d’altra parte non vorrei che ci fossero dittatori che uccidono in massa e poi pretendono una “bella morte” nel loro letto.
      Ciao carissima, un abbraccio

  6. Nessuna pietà per Mussolini, per Ghedaffi, per Stalin, per Chausescu, per Saddam e quanti altri fin dai tempi biblici. Quello che ho detto non è affatto suggerito dalla pietà, che non è poi una cosa così negativa, ma da un principio in cui credo fermamente e che può essere riassunto in: “nessuno tocchi Caino”. Chi uccide o pensa di uccidere ha sempre una propria giustificazione. Se si è contro la pena di morte, lo si è proprio quando questa è indirizzata verso i colpevoli di delitti orrendi, altrimenti si è contro la pena di morte verso gli innocenti o quasi. Se si dice quando “ce vò, ce vò”, allora si è favorevoli anche quando si dichiara il contrario.
    Un abbraccio a tutti.

    1. Sono assolutamente contro la pena di morte. Pena intesa come punizione che lo stato infligge ai propri cittadini che hanno commesso delitti anche orrendi.
      Non deve esistere la pena di morte in nessuno stato.
      Qui non è in discussione la pena di morte, ma solo la reazione dei popoli subissati, angariati da dittatori crudeli ed assassini. E’ logico che un popolo dopo tante sofferenze inflitte reagisca.
      E nessunna pietà esiste per questi personaggi. L’unico modo per salvarli era metterli nelle mani di altri stati, com’è successo appunto a Pinochet, a Marcos, a Mladic, Milosevic e come poteva succedere a Mussolini se fosse stato consegnato agli alleati.
      Ciao Luigi, un abbraccio anche a te.

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