CRAXI E’ MORTO, VIVA CRAXI

CRAXI E’ MORTO, VIVA CRAXI

Se c’è stata una persona che ha dato a Di  Pietro la chiave giusta per fare la carriera politica è proprio Craxi. Su di lui l’allora pm molisano ha costruito una vita politica e si è ritagliato uno spazio pubblico che va ben oltre la sua visibilità dei tempi di mani pulite.

Ed ora per offendere l’attuale Presidente della Repubblica, reo di essere un komunista che prendeva i soldi dalla ex Urss, l’ex pm Di Pietro non trova di meglio che riabilitare Craxi.

Ma è ovvio che Napolitano sia komunista, (di quelli con la cappa, k) non l’ha mai nascosto né rinnegato,  come è altrettanto ovvio che l’Urss sovvenzionava il Pci.

Ma vorrei sottolineare una piccola differenza

Mentre Craxi era a capo del governo italiano, sottraeva soldi a noi italiani,  per sovvenzionare se stesso e il suo partito, praticamente rubava i nostri soldi e quindi commetteva un reato. E’ andato in “esilio” in Tunisia, per non finire in galera. La storia è nota.

Napolitano (o meglio il Pci) i soldi li prendeva dai sovietici. Semmai sono proprio i sovietici, ora russi, che debbono lamentarsi di aver dato soldi ad un komunista che, adesso, è il Presidente della Repubblica italiana. Bisogna chiedersi se ricevere soldi da un paese “amico” che intende sovvenzionare le sue stesse idee, è un  reato penale. E allora non si può parlare solo di Napolitano e del solo Pci.

Che cosa abbia in testa Di Pietro con queste cavate, nessuno lo sa. Forse desidera avere il primato della “stupidate” e dei vaffa di grillo e si mette in competizione con lui per fare a gara a chi le spara più grosse e per vedere “l’effetto che fa”.

Con queste affermazioni e con altre che probabilmente userà,  Di Pietro si mette all’angolo da solo, cosa che forse gli piace anche. Non credo che una sinistra seria e forte che si propone come alternativa alla destra, possa imbarcare personaggi del tipo. Non credo che la sinistra sia tanto alla frutta da dover dire di sì a chichessia, fosse pure un ex magistrato.

Si consoli Di Pietro nel dire che lui è la maggioranza, vedremo, se la gente lo seguirà. Farà una stramba propaganda elettorale tutta contro la sinistra, può darsi che riesca a raccogliere un “tesoretto”, che poi si metterà in quel posto. Chissà, le vie del populismo sono infinite,

Ormai orfano del nano di Arcore, Di Pietro deve inventarsi per forza un nuovo nemico  E poco importa se, nel farlo, dopo Napolitano e Monti, considerato peggio di Berlusconi, anche Bersani e Vendola diventeranno golpisti antidemocratici.

Nei partiti personali si usa così, comanda il capo e tutto il resto è considerato fastidioso.

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10 Risposte

  1. Di Pietro oltre ad una perenne confusione mentale, dimostra anche di non conoscere la storia. Napolitano era, all’interno dell’allora PCI, il principale fautore di alleanze con il PSI di Craxi, per il superamento della questione morale sollevata da Berlinguer, con il quale ebbe parecchi scontri nelle Direzioni Nazionali del partito. Il suo punto di vista di allora, l’ha poi sintetizzato benissimo nel suo settennato da Presidente della Repubblica.
    Un abbraccio, ciao

    1. Però! Importante conoscere il personaggio Napolitano. Confesso che un po’ mi sfugge, la sua storia. So che tante volte è stato inflessibile ed in contrasto anche con la direzione, ma non sapevo che fosse un fautore di alleanze con il Psi.
      Comunque una personalità di tutto rispetto anche dentro il Pci.
      Grazie Raffaele, un abbraccio.

  2. I compagni del Mugello che l’hanno avuto candidato quando è “sceso in campo” come si sentiranno?
    Io penso che si sono sentiti traditi già tanto tempo fa, allora sarebbe il momento di chiudere per sempre con tanti personaggi che vengono candidati perché potrebbero portare qualche voto e ne disperdono poi dieci volte di più di elettori onesti che non si sentono rappresentati da questi personaggi imposti dall’alto.
    Ma Di Pietro non era quel signore che anche nel 2008 aveva stretto un patto elettorale con PD, partito nel quale , sempre secondo il patto, sarebbe poi dovuto confluire?
    Evviva la coerenza!

    1. E’ un po di tempo che stiamo assistendo a veri propri salti agli ostacoli, in politica, voltagabbana, cambio di partito, adesso Di Pietro che riesuma il cadavere di Craxi! Una volta lo chiamava “quel delinquente latitante”. A questo punto non si sa più cosa pensare di questo personaggio. Forse abituato com’era a giudicare e a trovare dei colpevoli quando era un pm, gli è rimasta la voglia di avere dei nemici o dei colpevoli da mandare in galera.
      Chissà come l’hanno presa quei poveretti del Mugello, ma chi fu che lo propose per quel collegio? La sinistra ovviamente, quella sinistra che adesso lui sta denigrando.
      Ciao Sileno, un abbraccio.

  3. Mi sembra che l’abbia col mondo intero,a una rabbia repressa così si sfoga sparando a zero su tutti i partiti.E a questo punto con il PD non c’azzecca più,tanto lui nel suo dna e di dx.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.

    1. Il mio timore è che il Pd per cercare di vincere queste maledette elezioni, imbarchi anche questo personaggio. Sarebbe la fine definitiva della sinistra.
      Spero che lo lascino nel suo brodo.
      Ciao Lidia, un abbraccio.

  4. “Che cosa abbia in testa Di Pietro”
    Punto…non c’è altro da dire…la domanda include al suo interno la risposta: nulla.
    a.y.s. Bibi

    1. Infatti, pare proprio che ci sia il … nulla.
      Strano questo paese! 20 anni fa veniva osannato, coccolato, inseguito dalle tv, la sua parola era “verità assoluta”, era la nemesi della nostra vita politica, ora si è ridotto a calunniare, spararle grosse, imitare i comici per avere il codazzo delle tv al seguito.
      Che siano la notorietà, i soldi, il potere o tutte quelle cose lì insieme che danno alla testa? Per forza poi non si ragiona più.
      Ciao Bibi, un abbraccio

      1. Beh..”la sua parola era verità assoluta” mi pare eccessivo…anche perchè più che di parola si tratta di “parlata” in quanto non ha nessuna attinenza con la lingua italiana.
        A questo proposito..la Lega aveva proposto mi pare, l’esame di italiano per gli immigrati..o forse c’è già. Ma…non sarebbe il caso di farlo anche ai parlamentari? Cioè..se io devo sedere nel parlamento ITALIANO devo parlare ITALIANO e quando dico “parlare” intendo proprio dal punto di vista “fonetico”.
        Se non vado errato per presentare i Tg bisogna passare anche un esame di questo tipo. Sai che sorprese se fosse applicato anche ai parlamentari?
        a.y.s. Bibi

        1. Sì l’esame di italiano c’è per gli immigrati, viene fatto quanto ottengono la “carta di soggiorno” a lungo termine perchè hanno ottenuto un lavoro fisso (per esempio per una colf o una badante). Non viene fatto per il “permesso di soggiorno” che è un periodo a scadenza breve.
          Fanno ascoltare una conversazione poi la persona straniera deve spiegare che cos’ha capito.
          Una dellle domande è stata “cosa significa dormire all’addiaccio”. Credo che non sia facile neppure per un italiano, ma forse questi pseudo-professori che interrogano sotto sotto sono del legaioli.
          Di Pietro dice che parla in dipietrese per farsi capire, ma oltre che a sbagliare tutti i congiuntivi (come D’Alema), non so che cosa “c’azzecca”, il suo gergo con l’italiano.
          Ti do ragione, si deve parlare in Italiano, anche se si è capo del governo. Io abolirei anche gli inglesimi che fanno tanto “snob”.
          Ciao Bibi, un abbraccio.

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