UN’ALTRA RETROMARCIA DI MONTI

UN’ALTRA RETROMARCIA DI MONTI

Purtroppo non è la prima retromarcia, per quanto riguarda i farmaci. Già cedette sulla possibilità di vendere da parte delle parafarmacie tutti i farmaci della cosiddetta fascia C, a carico totale del cittadino ed ora ha ceduto sull’obbligo da parte del medico di indicare sulla ricetta solo il principio attivo del farmaco che serve al paziente e non anche il nome commerciale del prodotto.

Mi sarebbe piaciuta che la norma fosse rimasta per vari motivi, il primo dei quali non è solo perché si risparmia, ma soprattutto perché il medico saprebbe che cosa sta prescrivendo. Spesso il principio attivo viene dimenticato dagli stessi operatori sanitari, abituati a parlare in termini di prodotti commerciali per cui a volte, non sono neppure a conoscenza della esatta composizione del prodotto che stanno prescrivendo.

Se il mio medico volesse prescrivermi un antibiotico sarei felice se mi dicesse come si chiama veramente il principio attivo anche se è una parola difficile, e sarei ancora più felice sapere che non sto prendendo un prodotto perché un rappresentante ne ha lasciato un campione sul tavolo del medico, pochi minuti prima.

Era una norma che avrebbe obbligato molti medici abitudinari a rispolverare le loro vecchie conoscenze in farmacologia e aggiornarle, non solo ascoltando i rappresentanti, ma imparando a memoria i nomi dei principi attivi (e non è un’impresa titanica). Era una bella sfida e soprattutto un invito allo studio e all’aggiornamento. Peccato che sia venuto a mancare.

DOVEROSA PRECISAZIONE

Il principio attivo non può attendere

Una circolare del ministero della Sanità stabilisce che la norma sull’indicazione del principio attivo nella ricetta è immediatamente operativa. I medici “dovranno ricorrere ad una compilazione, parzialmente o totalmente manuale, della ricetta, a seconda del software di cui dispongono”.

Roma, 09-08-2012

La precisazione arriva dal ministero della Salute che in una nota fornisce le indicazioni ai medici dopo il varo definitivo del decreto sulla spending review.

“In attesa che i sistemi informatici per la compilazione della ricetta on line e per la trasmissione dei relativi dati, vengano adeguati alle nuove norme con l’indicazione del principio attivo, i medici prescrittori – fa sapere il ministero – dovranno ricorrere ad una compilazione, parzialmente o totalmente manuale, della ricetta, a seconda del software di cui dispongono”.

La legge infatti, spiega il dicastero guidato da Balduzzi,”non prevede eccezioni alla immediata applicazione della nuova disciplina, non appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale”. I sistemi informatici saranno “adeguati nel corso dei prossimi due mesi”.

Il lavoro di adeguamento è già iniziato in accordo tra Ministero della Salute, Aifa, Ministero dell’economia e della finanza, che gestisce il sistema Tessera Sanitaria, e Sogei. Il Ministero della Salute, conclude la nota, “darà conto nelle prossime settimane dello stato di avanzamento degli interventi di adeguamento dei sistemi informatici”.

(Da Rainews24.it – Twitter)

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8 Risposte

  1. Ma se siamo arrivati che alcuni medici di famiglia ti curano per telefono,come si può pretendere che studino il principio attivo del farmaco?E il governo Monti gli stà dando una mano una mano a rimanere alle volte a dare dei farmaci senza magari se il paziente lo tollera.
    Ciao speradisole un abbraccio Lidia.
    PS. Non sò ancora se oer qualche rimarrò senza pc stà diventando EI FU.

    1. C’è da dire che anche gli studi universitari non preparano molto i medici in farmacologia vera e propria. Ci sono alcuni esami, ma poi tutto finisce lì, perché ci si abitua a parlare in termini di nome commerciale del prodotto venduto dalle industrie. E c’è anche poca voglia di approfondire il nome più complicato del principio attivo. Ma c’è anche da dire che ogni medico conosce ed usa pochi farmaci rispetto alla pletora del commercio, quindi non ci vuole molto per imparare quei nomi chimici che normalmente usa come nome di fantasia.
      Ciao Lidia, un abbraccio e buona domenica
      P.S. Speriamo che il tuo PC regga, altrimenti mi mancheresti troppo. Ciao.

  2. Confesso che non sapevo spiegarmi la differenza fra il nome del farmaco o il principio attivo, sei stata molto esauriente: grazie.
    Ciao e buon fine settimana

    1. Capisco, perché non è facile distinguere le due cose. Ma un nome commerciale, proprio della ditta, è solo un modo per “brevettare” il principio attivo e viene protetto per circa 20 anni per dare modo alla casa farmaceutica che ha fatto le ricerche di rientrare nelle spese. Ma dopo 20 anni il principio attivo che costituisce quel farmaco può essere fatto e venduto da altre ditte con nome “chimico o generico” del prodotto.
      Un esempio,per comprendere. Se è necessario prescrivere un diuretico il medico può scrivere Lasix (nome commerciale), il suo principio attivo è “Furosemide” (nome generico del Lasix). Tra l’altro in tutto il mondo, è noto come Furosemide., Quindi prescrivere furosemide è come prescrivere Lasix..
      Generico è solo il nome chimico del prodotto specifico, non tutta la categoria farmaceutica cui appartiene (diuretico in senso lato), perché ne esistono tanti altri di diuretici con principi attivi diversi e con una attività farmacologica diversa, attività che va scelta in base alle esigenze terapeutiche del paziente.
      Forse è solo infelice la parola “generico” ma se ci si abituasse a parlare in questi termini potremmo arrivare a risparmiare molto e ad allinearci agli altri paesi europei dove il generico è venduto per l’83% dei casi. Qui da noi desta diffidenza, perché sembra che “generico” sia una cosa qualsiasi.
      Ciao Sileno, arrivederci e buona domenica

  3. Concordo con te,Speradisole. Buone vacanze. E un abbraccio.Sandro

    1. Un po’ di studio non farebbe male a nessuno neanche a chi pensa di sapere tutto.
      Ciao Sandro, buona vacanza anche a te e facci sapere in quali bellissimi paesi quest’anno vai a trascorrere le vacanze.
      Ciao Un abbraccio

  4. Posso darti una conferma che i medici non conoscono il principio attivo dei farmaci.
    Lunedì mattina sono andata in ambulatorio,il mio medico è in ferie c’era la sostituta.
    Ho chiesto dei medicinali ma non voglio quelli equivalenti,lei mi fà ha ragione anche se dovrà pagare il tiket,perchè noi medici non siamo chimici non possiamo conoscere il principio attivo di tutti i medicinali,poi ha detto ci sono aziende farmaceutiche serie e altre no.Dimmi come facciamo a sapere quali sono quelle serie.
    Ciao speradisole un’abbraccio Lidia.

    1. Il principio attivo non si può barare. E la parola “generico” non indica un prodotto qualsiasi, ma un prodotto “identico chimicamente” a quello per cui è stata emessa l’autorizzazione. E’ un prodotto chimico ben definito, con formula e dosaggi, ed è autorizzato dal Ministero della sanità. Ti posso garantire che come Ministero quello italiano è uno dei più seri e non lascia autorizzazioni senza garanzie e controlli. Le ditte farmaceutiche che pongono in commercio il principio attivo, possono tecnicamente presentarli in modo diverso rispetto all’originale. Per esempio una compressa potrebbe essere più dura e meno dura, oppure presentare il taglio per la possibilità di dividerla a metà, oppure no, oppure avere un sapore diverso, perchè, soprattuto le bustine di granulari, non sono state zuccherate (e questo è un vantaggio non indifferente per i diabetici). Ma il principio attivo è garantito. Ricordalo il principio attivo non cambia.
      In quanto a ditte serie o meno, si tratta solo di come viene fatta l’informazione farmaceutica.
      Ciao Lidia, un abbraccio
      P.S. Sulla conoscenza dei farmaci da parte dei medici e su come viene fatta l’informazione farmaceutica, qui non posso pronunciarmi.

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